Sala Umberto

26 novembre 2025

Ubi Maior, il debutto teatrale di Leo Gassmann

Ubi Maior

Ubi Maior è lo spettacolo di Franco Bertini, con la regia e l’adattamento di Enrico Maria Lamanna che segna il debutto teatrale di Leo Gassmann.

Tito (Leo Gassmann) è un ventenne brillante e determinato, campione olimpico di scherma, traguardo che ha raggiunto con sacrificio e grande disciplina.

Andato da poco a vivere da solo, Tito resta comunque vicino alla famiglia che avrà bisogno del suo aiuto per risolvere due grandi problemi legati ai propri genitori.

Il padre Giancarlo (Matteo Taranto) sta vivendo un momento di esaurimento a causa di un affronto subito in pubblico, il cui video virale lo sta rendendo più popolare di quanto possano aver fatto anni e anni di giornalismo e pubblicazioni.

Lorena, la madre, (Sabrina Knaflitz) ha commesso una grave imprudenza che la rende debitrice verso un criminale, lo slavo Dragan (Roberto Fazioli).

Sarà Tito a doversi prendere la responsabilità di aiutare i genitori andando contro alle sue stesse regole.

Tito dovrà fare i conti con la scoperta di una madre diversa da quella che aveva sempre conosciuto e con la presenza in casa dei suoi di un’amante, Siria (Barbara Begala).

Progressivamente, si rivelerà anche a se stesso capace di scelte prima impensabili.

Ubi Maior è uno spettacolo piuttosto insipido e freddo che affronta il tema della famiglia in modo superficiale.

Il testo è didascalico nella sua accezione negativa: più che fare riferimento a dialoghi brillanti, mette gli attori nella posizione di dover spiegare le proprie azioni e le conseguenze che queste potrebbero avere sulle loro vite.

La regia è complice e accompagna lo spettacolo nella stessa direzione senza guizzi o sorprese.

Le interpretazioni non brillano per originalità e brio, rendendo tutto un po’ piatto, mancando di personalità, naturalezza e spontaneità.

Per assurdo è più credibile Fazioli nel ruolo del losco Dragan che i due bravi genitori.

Difficile credere che in una famiglia si possa reagire in modo così superficiale a certi segreti e certi eventi.

Come nella storia tutti fanno riferimento a Tito e si aspettano da lui la soluzione ai propri problemi, così sembra che tutti gli attori si affidino a Leo Gassamann per sostenere lo spettacolo.

Ed egli fa tutto quello che può per non deludere nessuno e ci riesce: è infatti l’unico a sembrare preso dal proprio personaggio e a dimostrare aderenza ad esso, seppur costretto in un ruolo poco credibile.

Leo Gassmann dimostra di possedere una buona attitudine per il teatro: ha la faccia giusta, usa correttamente la propria espressività, recita senza particolari inflessioni, con una buona dizione e rendendo comprensibili tutte le parole. E’ concentrato e preso da quello che sta facendo.

Sarebbe sicuramente interessante vederlo alla prova con ruoli più impegnativi e sfidanti perché sembra già pronto a muovere ulteriori passi in teatro.

Ubi Maior, purtroppo, è uno spettacolo che strappa qualche debole sorriso, ma non coinvolge.

Interessante il riferimento alla scherma come metafora di sfida, coraggio e capacità di difendersi con onore, ma i temi trattati, importanti e gravi (come il sacrifico di un figlio per una madre che si è smarrita), avrebbero dovuto essere trattati con maggior approfondimento e attenzione.

I due della città del sole Presenta

LEO GASSMANN | SABRINA KNAFLITZ

in

UBI MAIOR

di Franco Bertini

con in o.a. BARBARA BEGALA | MATTEO TARANTO

Regia e adattamento ENRICO MARIA LAMANNA

costumi Teresa Acone

disegno luci Pietro Sperduti

musiche originali Adriano Pennino

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