Teatro Greco di Siracusa
Inda nel Teatro Greco di Siracusa
14 giugno 2026
L’Iliade di Peparini: conflitto, passione e amore
Dopo il successo di Alcesti, Antigone e I Persiani, l’Iliade di Giuliano Peparini, che firma regia e coreografie, arricchisce la felice 61ª stagione del Teatro Greco di Siracusa, promossa dalla Fondazione INDA.
Non si tratta di una novità assoluta, bensì di un ritorno molto atteso dopo il grande consenso ottenuto lo scorso anno dallo spettacolo, impreziosito dalle musiche di Beppe Vessicchio.
La produzione fonde parola, musica, danza e poesia, ispirandosi al poema omerico attraverso la selezione e la traduzione dei versi curate da Francesco Morosi.
In scena, Vinicio Marchioni e Giuseppe Sartori guidano un cast composto da attori e performer professionisti, affiancati da Alessio Boni e dagli allievi dell’Accademia INDA e della Peparini Academy.
L’Iliade di Peparini non si limita a raccontare una guerra. Come lo stesso regista e coreografo ha sottolineato, l’intento è quello di andare oltre il conflitto per esplorare i sentimenti, le fragilità e l’umanità dei protagonisti ponendo al centro temi come l’amore, l’empatia e la denuncia sociale.
La sua rilettura del poema si distingue per una scelta scenica originale e suggestiva: l’azione viene trasferita dal campo di battaglia di Troia a un carcere di massima sicurezza, uno spazio chiuso e opprimente che diventa metafora della città assediata, mentre lo scontro tra Greci e Troiani si trasforma nella rivalità tra bande contrapposte.
Ciò che interessa maggiormente a Peparini è il dramma umano che attraversa l’opera. I protagonisti non appaiono più come eroi invincibili, ma come uomini segnati dalla sofferenza, detenuti intrappolati in un sistema spietato, mentre gli dèi continuano a influenzarne il destino. Attraverso le loro vicende, il regista porta in scena una riflessione più ampia sulla condizione umana.
In questa interpretazione del classico omerico, dunque, la guerra non rappresenta il principale punto di osservazione. Al centro vi sono piuttosto l’amore, le emozioni e la vulnerabilità dei personaggi, strumenti attraverso cui indagare le fragilità e le contraddizioni dell’essere umano.
La parte più propriamente recitativa e interpretativa si basa sulla preziosa presenza di Vinicio Marchioni e Giuseppe Sartori.
Marchioni è l’aedo, il cantore o narratore come diremmo oggi. Preso, coinvolto dal proprio personaggio, Vinicio riesce a evocare le immagini del campo di battaglia, a far rivivere i sentimenti dei personaggi e a suscitare emozioni nel pubblico.
Sartori è Achille: capace di calarsi ogni volta in un disegno registico completamente diverso, Giuseppe è l’eroe greco imprigionato e furibondo che “infiniti addusse lutti agli Achei”.
Un altro grande personaggio che Giuseppe rende immenso e a cui sa conferire un tono leggendario.
Alessio Boni è Priamo, il padre di Ettore, dilaniato dal dolore per la morte del figlio che implora ad Achille la restituzione del corpo.
Completano il cast oltre 80 tra performer e allievi ed ex allievi della scuola di teatro dell’INDA e della Peparini Academy per uno spettacolo che fonde la recitazione classica alla forte componente fisica e coreografica tipica dello stile di Peparini.
L’adattamento, infatti, combina linguaggi diversi, unendo le parole del poema omerico, riadattate da Francesco Morosi, alla fisicità della danza e al forte impatto visivo tipico della cifra stilistica di Peparini.
L’Iliade di Giuliano Peparini è una rilettura del poema omerico che mette in risalto l’amore, in particolare quello di Achille per Patroclo ma non solo, in una dimensione corale e collettiva molto potente regalando quadri di grande impatto.
I duelli sprigionano una carica ed energia intense, in particolare il quadro del duello tra Achille ed Ettore è giocato su dinamiche molto suggestive.
Sono numerosi gli elementi che permettono di riconoscere chiaramente l’estetica di Peparini.
Lo spettacolo si apre con un pre-show: mentre il pubblico prende posto entrando dalla platea, dietro al palcoscenico i giovani detenuti vivono la loro ora d’aria, introducendo fin da subito l’atmosfera della narrazione.
Peparini caratterizza le due fazioni rivali attraverso i colori rosso e blu, una scelta già adottata in Romeo & Giulietta – Ama e cambia il mondo. Tuttavia, questo elemento non appartiene esclusivamente al suo linguaggio artistico, ma si inserisce in una tradizione classica presente nella letteratura italiana.
Torna l’utilizzo dei cubi scenici, strutture dalle quali i ballerini si affacciano, si sporgono e all’interno delle quali si muovono e danzano. In questo caso, quattro cubi sono disposti su tre livelli verticali a sinistra e altri quattro a destra di un’imponente cancellata centrale. Al di sopra di essa trovano posto gli schermi LED destinati alle videoproiezioni, altro tratto distintivo delle sue produzioni.
Un altro quadro che appartiene al mondo immaginifico di Peparini è quello delle figure velate che circondano Andromaca.
Sono inoltre riconoscibili la forte musicalità della messa in scena e alcuni movimenti coreografici tipici del linguaggio di Peparini, come le cadute controllate di Sartori e una gestualità dei ballerini che suggerisce attesa, sospensione e scorrere del tempo.
Infine, il duello tra Patroclo ed Ettore richiama in modo evidente quello tra Mercuzio e Tebaldo in Romeo e Giulietta, mentre l’impiego dei tavoli scenici rimanda alla celebre scena del Principe di Verona nella medesima opera, confermando la presenza di riferimenti e soluzioni registiche già sperimentati dall’autore.
Le scene imponenti sono di Lorenzo Russo Rainaldi; i costumi contemporanei di Valentina Davoli e Silvia Oliviero; le musiche di Beppe Vessicchio; le coreografie di Gabriele Beddoni; il disegno luci preciso e di impatto di Francesco Angeloni.
Assistenti alla regia sono Bruno Centola e Francesco Sarracino; videomaker Vincenzo Villani.
Infine, direzione del coro Elena Polic Greco e direzione dei cori cantati Simonetta Cartia.
L’Iliade di Peparini si presenta come una rilettura del poema omerico intensa e suggestiva, attraversata da una forte componente emotiva e capace di restituire con efficacia temi come la passione, l’amore e il conflitto. I diversi quadri scenici colpiscono per immediatezza e impatto visivo, sostenuti dalla recitazione ficcante dei due protagonisti e dall’energia e dall’entusiasmo dei giovani interpreti provenienti dalle due accademie coinvolte nel progetto.
Al tempo stesso, emerge chiaramente la natura formativa dello spettacolo: gran parte del cast è composta da allievi che, pur dimostrando talento, dedizione e notevoli potenzialità, non possiedono ancora quella piena maturità artistica, quella consapevolezza scenica e quella padronanza del corpo che caratterizzano interpreti professionalmente affermati.
Eppure proprio la freschezza, la spontaneità e l’autenticità delle loro interpretazioni conferiscono allo spettacolo una particolare vitalità.
Il risultato è una messinscena capace di coinvolgere ed emozionare il pubblico, valorizzando il percorso formativo dei giovani artisti e lasciando intravedere con chiarezza le promettenti prospettive del loro futuro professionale.
Iliade
Iliade
di Omero
Regia Giuliano Peparini
Traduzione – Francesco Morosi
Scene – Lorenzo Russo Rainaldi
Costumi – Valentina Davoli, Silvia Oliviero
Musiche – Beppe Vessicchio
Coreografie – Gabriele Beddoni
Disegno luci – Francesco Angeloni
Assistente alla regia – Bruno Centola, Francesco Sarracino
Videomaker – Vincenzo Villani
Direzione del coro – Elena Polic Greco
Direzione dei cori cantati – Simonetta Cartia
Aedo – Vinicio Marchioni
Achille – Giuseppe Sartori
Priamo – Alessio Boni
Patroclo – Jacopo Sarotti
Guardia – Gabriele Beddoni
Andromaca – Clara Borghesi/Giulia Acquasana
Ettore – Sebastiano Tinè/Christian D’Agostino
Completano il cast oltre 80 tra performer e allievi ed ex allievi della scuola di teatro dell’INDA e della Peparini Academy.
Foto Franca Centaro
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