PER CONTRIBUIRE ALLA RACCOLTA FONDI A FAVORE DI ANLAIDS
TEATRO REPOWER, 12 MAGGIO 2022
In collaborazione con la Compagnia della Rancia
Prevendite aperte su Ticketone https://bit.ly/ItalyBares2022-Rewind
E in attesa del musical prendono il via 4 serate, presentate da Diego Passoni,
per ripercorrere le 4 decadi legate ai 40 anni dalla comparsa dell’AIDS:
si parte il 3 marzo conBACK TO THE 80’S
allo YellowSquare di Milano, dalle 22.00
Italy Bares torna con REWIND in favore di ANLAIDS
Torna, finalmente in teatro, Italy Bares, lo show ispirato a Broadway Bares, il progetto americano del noto regista e coreografo Jerry Mitchell, in cui i ballerini danzano quasi completamente nudi, metafora della liberazione dai pregiudizi. Nato a Manhattan nel 1992 come risposta della comunità teatrale alla crisi provocata da HIV e AIDS e diventato l’appuntamento annuale per star e performance internazionali, Broadway Bares ha raccolto oltre 285 milioni di dollari per la causa. La finalità dello spettacolo a favore di una cultura meno stigmatizzante, è stata da sempre quella di sensibilizzare e raccogliere fondi per la prevenzione, esattamente come sta facendo Italy Bares con ANLAIDS.
Lo show italiano è nato nel 2019 dall’intuizione e dall’impegno di Giorgio Camandona, attore, danzatore e coreografo e Direttore Artistico di Italy Bares, che è riuscito a raccogliere intorno a questo progetto una vera e propria community, cresciuta di anno in anno, riuscendo a coinvolgere artisti del mondo della danza e dell’entertainment a sostegno del progetto (Elisa, J-Ax, Miss Keta, Tosca, Chiara Galiazzo, Drusilla Foer, Diego Passoni, Guglielmo Scilla). Nell’ottobre 2019 è andato in scena “La Prima Volta”, lo strepitoso charity show che ha segnato l’arrivo nel nostro paese di Italy Bares, riscuotendo un grande successo.
Il 12 maggio 2022 arriva al Teatro Repower di Milano: REWIND, il nuovo spettacolo che porterà il pubblico a viaggiare indietro nel tempo: “Vorremmo tutti avere la possibilità di rivivere i momenti più belli e correggere i nostri errori. E se tutto questo accadesse la sera del nostro compleanno? In REWIND, il nuovo spettacolo di Italy Bares, alla protagonista Rebecca accadrà di rivivere il suo passato mentre festeggia i suoi 35 anni. La sua storia ci porterà a rivivere i meravigliosi e colorati anni ‘80 e ‘90 fino ai giorni nostri, tutti legati dal filo rosso chiamato HIV”, anticipa Giorgio Camandona.
REWIND, realizzato in collaborazione con la Compagnia della Rancia – prima realtà teatrale specializzata nella produzione di musical in Italia – riunirà oltre 70 performer sul palco e nuovi coreografi che prenderanno parte allo spettacolo sul palco del Teatro Repower. Lo show accoglierà ospiti ancora segreti.
In attesa di REWIND Italy Bares organizza 4 serate speciali all’ostello di nuova generazione YellowSquare, nel Salone14, lo spazio dedicato a musica, spettacoli, fitness e arte. Il locale ospiterà 4 show/talk/dance/sing night che richiamano il concetto di REWIND: in ogni serata si racconterà una decade degli ultimi 40 anni, a partire da BACK TO THE 80s, il primo appuntamento, giovedì 3 marzo, dalle 22 in Via S. Lattuada, 14 a Milano.
Sarà Diego Passoni a coinvolgere il pubblico e ad accompagnarlo attraverso gli anni ’80: durante la serata introdurrà numeri di danza coloratissimi di Show Ballet Milano, presenterà le performance delle drag queen Fay Skifo, Mistress Mirage e Fabergé che si esibiranno grazie alla consulenza artistica di Protopapa, il noto dj, sound designer e direttore creativo di DramaMilano, anche protagonista del DJ set che chiuderà la serata. Inoltre Diego, con la risata pronta e il profondo senso della corretta informazione che lo contraddistinguono, ricostruirà insieme a Enorma Jean la memoria del primo decennio dell’AIDS. Non mancheranno giochi come “Una sigla è per sempre”, dove squadre composte dal pubblico dovranno riconoscere i motivi più famosi di telefilm e programmi degli ’80, una lotteria, e tanti evergreen musicali del periodo, a restituire l’atmosfera e il sapore di quegli anni. Durante la serata, per ogni biglietto di REWIND acquistato dal pubblico, un personaggio del cast presente allo YellowSquare si toglierà un indumento: resterà completamente nudo?
Di HIV non si muore più, ma è necessario restare uniti contro i pregiudizi, continuare a parlarne, per proteggerci davvero non solo dal virus ma dalla paura. E si può essere informati e proattivi anche passando una serata divertente, senza dimenticare che i 40 anni di AIDS hanno qualcosa da insegnare alla pandemia dei nostri giorni.
Le altre 3 serate dedicate agli anni ’90, ai 2000 e ai 2010 saranno il 18 marzo, 7 e 22 aprile, sempre allo YellowSquare.
La raccolta fondi, scopo primario di Italy Bares, per sostenere ANLAIDS e i suoi progetti di ricerca e di assistenza, passa attraverso l’acquisto sia dei biglietti di REWIND, sia degli ingressi alle serate allo YellowSquare. Tra le iniziative dell’Associazione è in programma TEST(A)MI, l’avvio di un servizio di test rapidi e gratuiti HIV e HCV presso la sede milanese di ANLAIDS.
Tutte le attività social che ruotano intorno al progetto Italy Bares sono coordinate da TheDigitalisti.
M·A·C Cosmetics rinnova il suo sostegno alla realizzazione dello spettacolo, con la cura del make up di tutti gli artisti sul palco.
REWIND, Teatro Repower – 12 maggio, ore 21
Biglietti da 25 a 65 euro, prevendite ufficiali su ticketone.it
E’in scena a Milano, al Teatro Nazionale CheBanca!, la nuovissima edizione di A Chorus Line, il musical dei record, titolo che può essere annoverato tra gli spettacoli d’eccellenza.
Lo spettacolo, originariamente ideato, diretto e coreografato da Michael Bennett, con testo di James Kirkwood e Nicholas Dant, musica di Marvin Hamlisch, liriche di Edward Kleban, co-coreografie di Bob Avian, torna, dopo tantissimi anni, in una nuovissima versione tradotta, adattata e diretta da Chiara Noschese, non nuova a queste mastodontiche operazioni.
A Chorus Line porta sul palco il mondo del musical visto da dietro le quinte, mettendo in luce i sogni, l’impegno, la fatica, il sacrificio, la voglia di ballare e fare teatro di tutti coloro che vogliono intraprendere questa strada.
Non si tratta certo di un musical facile o leggero; non è uno spettacolo tutto lustrini e piallettes, che compaiono solo nella scena finale, né uno spettacolo spensierato. A Chorus Line rappresenta la fatica, la precarietà, la delusione, l’amarezza e il sudore a cui inevitabilmente va incontro chi vuole fare questo lavoro (eh sì, fare musical e teatro è un lavoro) con la consapevolezza che potrebbe non durare per sempre.
In questo A Chorus Line incarna la metafora della vita: la vita è una continua audizione e a fronte di una vittoria ci sono mille sconfitte.
Lo spettacolo racconta la storia di un gruppo di ballerini che si presenta al provino per un grande spettacolo. A giudicarli e decidere chi di essi potrà entrare nella fila dello spettacolo sarà il severo regista Zach (Salvatore Palombi). Un’audizione lunga e impegnativa non solo dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto dal punto di vista emotivo. Zach, infatti, cerca persone strutturate e realmente motivate: per poter conoscere gli aspiranti ballerini egli li forzerà a raccontare le proprie storie, mettendosi totalmente a nudo. I giovani candidati dovranno dimostrare chi sono ed essere disposti a portare in scena se stessi.
A Chorus Line nella versione di Chiara Noschese rispetta lo spirito dello spettacolo. Già il colpo d’occhio dell’opening è decisamente d’impatto. Riempiono il palco venticinque elementi che provano una coreografia per l’audizione. Dopo una prima scrematura comincia la seconda parte delle audizioni. Zach lascia il gruppo e va a sedersi nella sua postazione in platea. Da qui parte un racconto fatto di racconti: i diciannove candidati rimasti si troveranno a dover svelare qualcosa di intimo di se stessi e delle loro storie personali.
La forza dello spettacolo sta nel carico emotivo dei personaggi, nelle bellissime coreografie e nella potenza della musica. Ciò che affascina e colpisce immediatamente sono le coreografie: chiunque faccia musical vorrebbe ballare in A Chrous Line almeno una volta. La riproduzione delle coreografie originali è curata nei minimi dettagli da Fabrizio Angelini, anche regista residente.
Fabrizio Angelini è garanzia di qualità, in particolare poi per questo spettacolo. Fabrizio ha partecipato a tutte le edizioni italiane di A Chorus Line fin dalla prima del 1990, facendo parte dell’ “Original Italian Cast”. Nel tour 1990-91, dopo tre mesi dal debutto, fu scelto da Baayork Lee e Saverio Marconi come Capo-balletto. Fabrizio Angelini può vantare un totale di 502 presenze senza saltare mai una replica e rivestendo 5 ruoli diversi (principalmente Paul, ma anche Larry, Greg, Mike e Al) nei Tour 1990-91, 1991-92, Inverno 1998 al Teatro Nazionale di Milano, Tour estivo 1998, Tour 1998-99
Nel tour 1991-92 divenne anche assistente alle coreografie e nel 1998 responsabile artistico della Compagnia in tour. In pratica dal secondo anno ha affiancato attivamente la Baayork, con cui ha ancora un ottimo rapporto, e i suoi assistenti e aveva in mano lo spettacolo. Nell’edizione 2008-09, poiché era già impegnato in scena con Gigi Proietti, è stato collaboratore artistico partecipando alle audizioni e a parte delle prove.
Come potrete leggere nella sezione Curiosità in fondo all’articolo, si può affermare che CHORUS sia nel suo DNA e il fatto che sia stato scelto per riprodurre le coreografie originali e ora sia anche il regista residente, è “un tassello che va al posto giusto”.
Questa digressione è utile per capire la portata dell’evento Chorus e per rendere chiaro di che professionalità stiamo parlando. Infatti, dal punto di vista coreografico lo spettacolo è trascinante e impeccabile. La precisione e sincronia dei movimenti, la bellezza delle linee, l’energia e la potenza fanno vibrare quel palco.
A Chorus Line è uno spettacolo molto difficile. E’ una macchina che deve funzionare a perfezione. Non si può sbagliare e non ci si può nascondere dietro la scenografia di Gabriele Moreschi che è nuda: solo specchi, che, anzi, oltre a moltiplicare le immagini, possono anche riflettere eventuali errori.
Insieme alla danza, protagonista di A Chorus Line è la musica che anche in questo allestimento fa la parte del leone grazie alla presenza in buca di una strepitosa orchestra dal vivo diretta dal M°Andrea Calandrini.
La nuova regia di Chiara Noschese è nel complesso soddisfacente, anche se ci si sarebbe atteso qualcosa di più dall’adattamento del testo. La parte testuale, infatti, per quanto buona, non è sempre incisiva e anche il recitativo necessita a volte di maggiore partecipazione. Nonostante questo alcune interpretazioni spiccano per intensità o simpatia o per quel guizzo in più che può esserci in un gesto o in uno sguardo.
Una Floriana Monici in splendida in forma offre un’interpretazione brillante e vocalmente ineccepibile e affascinante di Sheila, un personaggio tagliente, ironico, forte e complesso.
Martina Lunghi (Val) è in un momento d’oro: giusta carica e atteggiamento, bellissima voce, riesce sempre a portare qualcosa di sé nei propri personaggi dando loro un’identità definita.
Giorgio Camandona è un performer completo e il ruolo di Bobby gli dà la possibilità di dimostrarlo.
Giuseppe Verzicco è sempre un eccellente ballerino e nel ruolo di Al può giocare con la propria mimica facciale.
Molto divertente e in ruolo Giulio Benvenuti nei panni di Greg; bene Federico Colonnelli (Larry) e da tenere sott’occhio Yuri Pascale Langer, giovanissimo già notato in Rugantino.
Il personaggio di Cassie interpretato da Roberta Miolla necessita di maggiore personalità. Roberta è una brava performer; l’assolo è tecnicamente molto bello e ben realizzato, ma ancora non sufficientemente emozionante.
Salvatore Palombi (Zach) non è sotto esame, nessuna audizione per lui. Egli l’ha già vinta la sua prova. Salvatore è un bravissimo attore che qui addolcisce un po’ il suo Zach rispetto alla versione cinematografica in cui era un cinico Michael Douglas, senza però fargli perdere di personalità. Una bellissima sorpresa vederlo ballare per chi lo aveva conosciuto solo come attore.
La prova corale è eccellente e di grande effetto sia dal punto di vista vocale che coreografico. La scena finale riempie gli occhi grazie alla potenza della musica, alla bellezza dei movimenti e alle luci, molto efficaci per tutto lo spettacolo e a cura di Francesco Vignati.
L’augurio è che questo musical possa girare l’Italia ed essere ammirato e applaudito da più pubblico possibile, non necessariamente solo dagli appassionati.
CURIOSITA’SULLO SPETTACOLO E FABRIZIO ANGELINI
A Chours Line è ispirato a Baayork Lee, Connie nello spettacolo, musa di Michael Bennet e una delle poche autorizzate a riprodurre lo spettacolo in giro per il mondo. Baayork ha montato una serie infinita di edizioni, recentemente anche in Cina e prossimamente in Spagna con Antonio Banderas.
Lo spettacolo si basa tutto su storie vere di danzatori di Broadway registrate una sera sera da Michael Bennet quando erano tutti riuniti.
L’amore di Fabrizio Angelini per A Chrous Line risale a tempi lontanissimi come egli stesso ha dichiarato:
“il mio primo contatto con CHORUS è stato con il film nel 1985. Ho invece visto lo spettacolo per la prima volta in un’edizione americana in tour a Milano (in estiva al Castello Sforzesco) rimontata proprio da Baayork nel 1986, mi sembra. L’ho poi visto a Broadway nel 1988, e ricordo di aver pensato fin dalla visione del film: “Io voglio fare questo”.
Certo, mai avrei pensato che avrebbe poi segnato la mia vita in questo modo (non esisteva ancora la Rancia, non esisteva il musical in Italia!). Pur non avendo fatto parte del cast originale come Baayork, per me come per lei è una sorta di “missione” portare avanti lo spettacolo, mantenerlo, spiegarlo agli interpreti con tutti i suoi significati, i rapporti tra i personaggi e tra loro e il regista Zach, e le storie che il pubblico non saprà mai, ma che loro devono sapere. In questo senso devo ringraziare la regista Chiara Noschese, che non solo mi ha voluto al suo fianco, ma mi ha permesso di sconfinare dalla coreografia alla regia per mettere al servizio dello spettacolo la mia esperienza di tante repliche e tanti allestimenti ai quali ho partecipato. E come dico sempre, io ho fatto moltissimi spettacoli, la maggior parte molto belli e sono stato molto fortunato… Ma CHORUS è un’altra cosa: è diverso da tutti gli altri lavori. E dico anche, forse con un po’ di esagerazione, che il mondo si divide tra chi ha fatto A CHORUS LINE e chi non lo ha fatto. E devo dire che tutti gli interpreti, vecchi e nuovi, sono d’accordo con me…”
Fabrizio Angelini possiede la cosiddetta “Bibbia” di A Chrous Line. Lo spettacolo, infatti, è codificato in un librone che egli possiede da 29 anni. La “Bibbia” contiene la quasi totalità delle posizioni dello spettacolo, ma anche molte indicazioni coreografiche, procedure in caso di incidenti degli elementi del cast, indicazioni relative a luci e costumi, note di regia, e così via, tutte note che Fabrizio ha appuntato negli anni tra prove e repliche alle quali ha assistito in platea quelle volte che interpretava uno dei ballerini eliminati nell’opening.
Fabrizio Angelini ha anche assistito a molte prime dello spettacolo in giro per il mondo, tra cui lo spettacolo a Broadway nel 2008, la prima del revival di Londra nel 2013 e la prima a Klagenfurt nel 2016.
A Chorus Line è un musical originariamente concepito dal regista e coreografo Michael Bennett, che lo mise in scena per la prima volta allo Shubert Theatre di Broadway il 25 luglio 1975 e dove rimase in cartellone 15 anni per un totale di 6.137 repliche. Lo show fece così tanto scalpore da essere rinominato come il “Re dei Musical”: vinse 9 Tony Award (tra cui miglior musical, miglior regista, miglior libretto, miglior attrice, migliori musiche, miglior coreografo etc..), un premio Olivier Award per il miglior musical e un Premio Pulitzer per la drammaturgia. Successivamente, nel 1985, la Columbia Pictures ne distribuì la versione cinematografica, con adattamento di Arnold Schulman e regia di Richard Attenborough e con Michael Douglas nel ruolo del regista Zach.
A CHORUS LINE, an Original Broadway production produced by the New York Shakespeare Festival, Joseph Papp, Producer, in association with Plum Productions Inc., is presented by arrangement with TAMS-WITMARK MUSIC LIBRARY, INC. 560 Lexington Avenue, New York, New York 10022.
A Chorus Line
Originariamente Ideato, Diretto e Coreografato da Michael Bennett
Arriva a Roma, al Teatro Sistina, Grease che festeggia i vent’anni dalla sua prima messa in scena con un allestimento rinnovato sempre ad opera della Compagnia della Rancia.
Di questo rinnovamento è ancora regista Saverio Marconi, questa volta affiancato dalla regia associata di Mauro Simone che riesce a restituire freschezza ad un musical che ha superato la maggiore età.
Si può parlare, a buon diritto, di revival, ovvero di riproposizione in chiave un po’ più moderna di una storia che appartiene al passato.
Nuove coreografie di Gillian Bruce, nuove scenografie luminosissime di Gabriele Moreschi, costumi ridisegnati da Carla Accoramboni, la supervisione musicale di Marco Iacomelli e nuovi arrangiamenti e orchestrazioni di Riccardo Di Paola eseguiti da una band dal vivo.
Danny non è più il sex simbol, arrogante e bamboccio, a cui eravamo stati abituati, ma un ragazzo come tanti, leader dei T birds più per caso che per carisma, più per la sua simpatia e quella faccia che atteggia da duro, ma nasconde insicurezza. Il suo rapporto con Sandy e con gli altri ragazzi di Rydell viene tutto giocato sui toni della simpatia e dell’approccio impacciato.
Forse per questo è stato scelto per il ruolo Guglielmo Scilla, simpaticissimo youtuber, che non è ancora né attore, né cantante, né ballerino, ma che riesce comunque a divertire in questa nuova veste del personaggio Danny.
Il rischio, però, è quello di venire schiacciato da colleghi che lo superano per talento e preparazione, eppure forse è proprio questo a dare al suo personaggio un’immagine più naturale e meno strutturata.
Sandy è Lucia Blanco, bravissima nel dare risalto alla doppia sfaccettatura del proprio personaggio, quasi fosse un po’ stretta nel ruolo della ragazza pulita e ingenua stile Sandra Dee per poi far esplodere la sua carica vitale e la propria bravura nel momento della svolta.
Il personaggio predominante, proprio per scrittura e per il suo essere “cattivo ragazzo”, è quello di Kenickie, davvero ben rappresentato grazie alla grande bravura e alla preparazione completa di Riccardo Sinisi, a cui d’altronde spettano anche i brani musicali più trascinanti.
Con lui fa coppia Eleonora Lombardo nei panni della ribelle Rizzo, che se a livello interpretativo è vicina al proprio personaggio, a livello vocale non la rappresenta adeguatamente.
Il pezzo forte di questo nuovo Grease è l’impatto globale sia a livello visivo che musicale. Grease è solo una semplice storia d’amore che ha conquistato il mondo per l’energia che trasmette e per la colonna sonora trascinante, piena d ritmo e carica, che è diventata un fenomeno pop facendo ballare molte generazioni, oltre che per gli indimenticabili protagonisti della pellicola cinematografica che sono diventati icone generazionali.
Oggi Grease è diventata una festa da condividere e da ballare. Sta qui il grande potere di questo allestimento che vede protagonista il gruppo nonostante alcune singole performance siano davvero belle e di livello, senza per questo oscurare gli altri o il risultato finale. Nick Casciaro nel doppio ruolo di Vince Fontaine e di Teen Angel mantiene forza espressiva sia nel recitato che nel cantato; Giorgio Camandona e Gioacchino Inzirillo conquistano il pubblico nei loro assoli; Luca Peluso diverte sempre nei panni di Eugene. Leggermente più debole il gruppo delle Pink Ladies, nonostante la bellezza di alcune singole performance come quella di Roberta Miolla, brava e divertente nei panni di Marty, e la trascinante simpatia e presenza di Federica Vitiello nel ruolo di Jan. Inoltre l’interpretazione di Giulia Bellanzoni nei panni di Patty è diventata più incisiva rispetto l’inizio delle repliche milanesi. Bene anche Giulia Maffei nei panni di Cha Cha.
Da citare a parte la bellissima interpretazione di Ilaria Amaldi (che fu Marty nell’edizione del ’97), che, con poche battute, riesce a conquistare l’attenzione e la simpatia del pubblico.
Da sottolineare, infine, la presenza e il valore della band dal vivo a vista a mezz’aria sul palco e incastonata in una cornice.
Insomma con Grease è comunque e sempre festa!
Grease
di Jim Jacobs e Warren Casey
canzoni aggiunte B. Gibb, J. Farrar, L. St. Luis, S. Simon, S. Bradford, A. Lewis
adattamento e regia Saverio Marconi
traduzione e liriche italiane Franco Travaglio e Michele Renzullo
regia associata Mauro Simone
Con:
Danny Zuko Guglielmo Scilla
Sandy Lucia Blanco
Kenickie Riccardo Sinisi
Rizzo Eleonora Lombardo
Vince Fontaine e Teen Angel Nick Casciaro
Roger Giorgio Camandona
Doody Gioacchino Inzirillo
Sonny Luca de Gregorio
Marty Roberta Miolla
Frenchy Giulia Fabbri
Jan Federica Vitiello
Eugene Luca Peluso
Patty Giulia Bellanzoni
Tom Simone Sassudelli
Cha Cha Giulia Maffei
Miss Linch Ilaria Amaldi
studenti di Rydell Andrea Spata e Alessandro Ripamonti
studentesse di Rydell Laura Fiorini e Chiara Di Loreto
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