Primavera dei Teatri
28 maggio 2026
Bambole da collezione: il valore della verginità
Bambole da collezione è uno degli spettacoli in scena a Primavera dei Teatri, la rassegna di teatro, danza e musica giunta alla sua XXVIesima edizione a Castrovillari.
Il testo, scritto da Erica Fusini con la supervisione e la regia di Cristiana Vaccaro, prende spunto da una serie di testimonianze reali raccolte attorno al tema della verginità, tema carico di simbolismi in una società “evoluta” che continua a considerare la sessualità femminile come un taboo.
Cinque Bambole da collezione attendono sugli scaffali di un negozio di essere scelte da un acquirente. All’interno delle loro belle confezioni trasparenti cercano di rendersi appetibili con la speranza di incontrare la persona giusta che giocherà con loro.
Nell’attesa, riflettono sul proprio valore: rimanere nella scatola mantendosi integre oppure essere strumento di gioco e piacere per chi le acquisterà?
Aprire o non aprire? Giocare o restare intatte? Il gioco è appetibile, ma rischia di far perdere di valore all’oggetto con cui si gioca. Da questi pensieri scaturisce una riflessione sul valore che oscilla dal valore di vendita al valore da collezione.
Se usi una cosa questa perde valore; al contrario se rinunci al gioco, la stessa cosa può acquistare valore.
Su questa scia di considerazioni, il testo vira verso l’analisi del concetto di verginità e sul suo valore per l’universo femminile.
La verginità, è un valore? Se lo è, per chi lo è? e perché? Perché deve esserlo per le donne, ma non per gli uomini? Perché non essere più vergine per la donna è considerata una vergogna, mentre per l’uomo è un valore?
Seguendo lo stesso filo di pensiero corrono le riflessioni sulla maternità. La cultura occidentale, influenzata potentemente dal Cristianesimo, concepisce la maternità come l’unico scopo per cui la sessualità sia stata concepita. Non sono previsti il piacere personale, né il godimento fine a se stesso.
Le donne, oggi, si trovano ancora a dover reclamare il diritto di essere come esse vogliano e non come la cultura maschilista e patriarcale le vorrebbe.
Come dovrebbe essere la donna oggi per l’uomo? Non troppo alta, non troppo bassa, non troppo magra, non troppo grassa, con più tette, sexy, non troppo vecchia. Vergine, ma con esperienza.
Bambole da collezione è un testo che, attraverso una forma leggera e ironica, racconta quanto ancora siamo indietro culturalmente nella considerazione della donna e del suo rapporto con l’altro sesso.
Potrebbe sembrare un manifesto femminista degli anni ’70, eppure rispecchia un sentire comune e contemporaneo in cui ci si aspetta dalla donna che sia madre e compagna, moglie e amante, amica e domestica, disinibita, ma riservata: una bambola da collezione, una cosa bella da vedere e mostrare agli altri come un trofeo, ma che resti pura e idealizzata.
Il testo è brillante, il linguaggio ironico e surreale. Le protagoniste sono cinque figure che dovrebbero apparire immobili e da ammirare, reali solo attraverso la relazione con gli altri.
A loro, però, non basta essere bambole da collezione: nasce e cresce in loro il desiderio di autodeterminazione, di crescita, di affrancamento dagli stereotipi imposti dalla società.
Le donne voglione essere ciò che desiderano essere senza dover passare per il giudizio degli altri.
Nel testo, realtà e immaginazione si intrecciano creando immagini ironiche e surreali, ma plausibili, per dare voce a ciò che ancora viene taciuto o è rimasto inascoltato.
Alessia Debandi, Erica Fusini, Sara Morassut, Miriam Nicolosi, Marta Porfiri danno vita sul palco a cinque personaggi improbabili eppure paradimatici. Cinque bambole costrette nelle loro belle confezioni che sognano di poter prendere in mano la propria vita e poterla guidare autonomamente senza paure e senza doversi giustificare davanti al mondo per le loro scelte.
Bambole da collezione è una favola moderna, che con fantasia e ironia affronta un tema fondamentale come l’autodeterminazione della donna, difendendone il valore assoluto sopra ogni cosa e oltre ogni scelta.
La regia preferisce concentrare l’attenzione sulle cinque protagoniste, lasciando dietro uno sfondo nero che non contestualizzi luogo e spazio, contribunedo a sottolineare il messaggio e a mettere in risalto l’espressività delle cinque attrici che con pochi oggetti definiscono contesti.
Bambole da collezione
Di: Erica Fusini
Con: Alessia Debandi, Erica Fusini, Sara Morassut, Miriam Nicolosi, Marta Porfiri
Regia: Cristiana Vaccaro
Produzione: Compagnia Le Lila
Aiuto regia: Veronica Buccolieri, Giulia Balboni
Costumi: Eleonora Lipuma
Si ringraziano per la collaborazione: Daniele Pilli e Giulia Balboni
Foto Angelo Maggio
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