Sempre fiori mai un fioraio
Off Off Theatre
2 novembre 2021
Sempre fiori mai un fioraio è lo spettacolo di e con Pino Strabioli che l’attore, autore, conduttore televisivo e regista teatrale, da sempre impegnato tra televisione e teatro, porta in scena per ricordare e omaggiare il grande Paolo Poli, a cui è stato legato da un’amicizia pluridecennale.
Paolo Poli è stato uno strabiliante attore, regista e cantante che ha segnato la cultura del ‘900 italiano vivendolo e rappresentandolo in un modo completamente originale e innovativo senza mai la paura di essere se stesso.
Un uomo avanti anni luce, uno dei primi personaggi pubblici in Italia dichiaratamente omosessuale.
Un uomo e un artista con un’intelligenza fuori misura e di una sensibilità profonda, intesa non tanto nel senso sentimentale, quanto in quello più universale di capacità di captare e analizzare ogni attimo del proprio presente rielaborandolo in forme uniche e affrontandolo sempre con coraggio e sarcasmo, sapendo ridere prima di tutto di se stesso.
A sipario aperto, sul fondale vengono proiettati documenti e testimonianze di un’epoca e del personaggio Poli, con stralci di interviste e i suoi numerosissimi personaggi, di cui, moltissimi, interpretati en travesti.
Quando Strabioli fa il suo ingresso sul palco, comincia un racconto intimo e privato, come se stesse parlando ad una platea di amici, raccontando dei suoi incontri con Poli e delle innumerevoli testimonianze dirette raccolte col proprio piccolo registratore, nascosto sotto un tovagliolo e che Poli chiamava “la piccola ladra”.
In questo fantastico racconto, Pino Strabioli è accompagnato dalla fisarmonica del M° Marcello Fiorini.
Estrapolando dai più numerosi episodi raccontati nell’omonimo libro, Sempre fiori mai un fioraio – Ricordi a tavola, (a firma di Poli e Strabioli), Strabioli ci porta nella vita di Poli attraverso il corso degli anni, rievocando, attraverso le sue parole, immagini di un passato lontano privato e pubblico.
Dai dolcissimi ricordi della nonna, della madre e del padre, si passa ai primi amori ingenui, dall’infanzia all’adolescenza, spostandosi con l’immaginazione nei vari luoghi in cui Poli visse.
Poi, la guerra, i ricordi dei tedeschi, la sua esperienza da insegnante e tutti i grandi incontri della sua vita: Alfredo Bianchini (la sua “maestra); Elsa Morante, Laura Betti, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Federico Fellini, Franca Valeri e tanti, tanti altri.
Racconti divertenti che Poli riferisce sempre con quella sua irriverenza e ironia pungenti, dissacranti, senza essere mai volgare, anzi, sempre elegante.
Tra i racconti biografici, si inseriscono, però, anche occasioni per parlare di arte, immergendosi nella cultura e nella bellezza del nostro Novecento: spettacolo, vita quotidiana, letteratura, arte, poesia e storia.
Emergono, poi, alcune riflessioni dell’artista sulla vita e l’arte, che ne danno la misura dell’uomo di cultura che egli è stato:
“Il teatro era tutti i miei giochi”; “Bisogna acchiappare quello che viene la vita è provvisoria”; “Ho imparato più dalla letteratura che dalla vita”.
Il libro e lo spettacolo restituiscono in maniera autentica lo spirito di Paolo Poli, artista assoluto, “ultimo esempio — come sottolinea Pino Strabioli — del teatro all’antica italiana, quello delle tele dipinte, del cielo di carta e delle parrucche di lana”.
Paolo Poli è stato un uomo un artista che ha rappresentato la cultura del ‘900 e nessuno meglio di Pino Strabioli avrebbe potuto raccontarlo; egli che gli è stato a fianco per decenni e che è a sua volta creatore e divulgatore di cultura, a teatro, in televisione, sulla carta stampata.

Pino Strabioli rappresenta oggi in Italia la memoria storico-artistica del nostro Paese, con in più la capacità di saper scrivere, raccontare e interpretare, riuscendo a far rivivere il passato con la stessa immediatezza del presente, alternando ogni volta, con gusto, con grazia, ma anche con tanta ironia, momenti nostalgici e malinconici ad aneddoti divertenti e, a volte, simpaticamente irriverenti.
In un’intervista ha dichiarato:“Sono sempre stato affascinato dalla memoria, dall’esigenza di tenere vivo il grande passato e di mantenere in vita le grandi personalità della cultura e della storia dello spettacolo, ma allo stesso tempo ho sempre pensato di dover mettere al servizio delle nuove generazioni di attori e spettatori le grandi esperienze che ho maturato stando a strettissimo contatto con i grandi personaggi della letteratura, della musica e del teatro (…)”
Sempre fiori mai un fioraio è un racconto che scorre liscio, piacevole e appassionante e da cui si vorrebbe sempre sapere qualcosa di più.
Un bellissimo ricordo e un omaggio a un genio della cultura del ‘900, ultimo vero capo comico che “poteva essere tutto, maschio, femmina, albero e uccello”.
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