Sala Umberto
4 aprile 2024
Prima
Il Giuocatore: Goldoni contemporaneo nell’analisi di vizi e virtù della società di ieri come quella di oggi
Il Giuocatore di Goldoni è la commedia con cui Roberto Valerio torna all’autore veneziano dopo L’Impresario delle Smirne del 2013 e di cui cura adattamento e regia.
Sul finire del ‘700 il gioco d’azzardo doveva essere davvero molto diffuso se lo stesso Goldoni, uomo e artista così impegnato a mettere in luce i vizi e l’ipocrisia della società del tempo, decise di porlo al centro di una delle sue commedie.
In effetti, nella Venezia del Settecento il gioco era diffusissimo in ogni rango sociale e si praticava nelle case dei nobili e dei borghesi così come nei caffè e nelle bische.
Lo stesso Goldoni confessò di aver fatto esperienza personale di questo affannoso vizio e si propose di farne un modello di quel teatro esemplare che, secondo le sue intenzioni, dovesse risvegliare l’uomo dai vizi.

Al centro della commedia c’è Florindo, che, abbacinato dalla passione per il gioco, perde tutto: soldi, amicizie e amore.
Florindo è realmente innamorato della giovane Rosaura, sua promessa sposa, ma la frenesia ludopatica lo porta a disattendere ogni promessa di smettere e a perderne la stima e il rispetto.
Allo stesso tempo, anche il padre di Rosaura, il Sig. Pantalone, tiene d’occhio Florindo, non fidandosi affatto di lui e intimandogli più volte di mettere la testa a posto se davvero vuole sposare la figlia.
Florindo, però, è cosi ossessionato dal pensiero di fare l’ultima giocata, sperando sempre che sia quella buona, che perde di vista tutto il resto, montando una serie di bugie e arrivando pure a pensare di poter sposare l’anziana Gandolfa pur di ottenere i soldi per giocare ancora e continuare a sperare di fare quella vincita che gli permetterà di abbandonare il vizio, convinto o illuso, che possa facilmente rinunciarvi.

Goldoni, sempre attento a mettere in luce i vizi e i valori della borghesia del tempo, mette in scena la realtà quotidiana, calando i suoi personaggi nella realtà sociale cittadina, facendo vivere loro situazioni reali o verosimili in cui potersi riconoscere.
Il Giuocatore mette insieme una serie di “caratteri”, creati con realismo e precisione, che parlano un linguaggio quotidiano che combina spesso l’italiano col dialetto veneziano e in cui il ritmo dei dialoghi è rapido, incisivo, di stile semplice in un rapporto diretto col pubblico in modo che chiunque possa comprenderlo.
Questa commedia è un esempio mirabile della poetica dell’autore veneziano, della sua analisi della società in cui viveva, e, allo stesso tempo, si presenta a noi con caratteri di incredibile contemporaneità.
Ciò che qui viene rappresentato dalla dipendenza dal gioco, può essere facilmente assimilato a ogni tipo di dipendenza, anche a quelle più attuali: droga, alcool, sesso, gaming, smartphone e così via, sono tutte accomunate dagli stessi processi psicologici, dalla stesso sfrenato e insaziabile desiderio di averne sempre di più e dalla stessa illusione di poterne avere il controllo e poter smettere quando si vuole.
Ne Il Giuocatore i meccanismi mentali del ludopatico o di colui che è dominato da una qualsiasi dipendenza, sono ottimamente rappresentati.

Cosa poter dire di uno spettacolo che si offre al pubblico ineccepibile sotto ogni aspetto?
Il Giuocatore di Roberto Valerio è uno di quegli spettacoli (ce ne sono sempre di meno) che fa fare pace col teatro, se mai ce ne fosse bisogno, e restituisce il piacere di trascorrere una serata in platea.
Lo spettatore è accolto e coccolato da una recitazione di alto livello e può concedersi di ammirarne l’interpretazione e le diverse caratterizzazioni, potendo indugiare sui timbri e gli accenti, apprezzare l’arguzia negli sguardi e riscoprendo il valore del gesto, talora misurato, talora nervoso, in sapiente accordo con l’espressività, il movimento del corpo e l’azione scenica globale.
Ogni protagonista porta con sé il mondo del proprio personaggio non solo nelle parole che recita, ma nella postura, nello sguardo, nell’atteggiamento e nell’intonazione.
Alessandro Averone, Mimosa Campironi, Alvia Reale, Nicola Rignanese, Massimo Grigò, Davide Lorino, Roberta Rosignoli, Mario Valiani vibrano sul palco dando vita a personaggi talora disperati e persi, talora infidi, altre volte autoritari e altre ancora saggi oppure innamorati.
Abitano coi loro corpi e la loro presenza scenica la bella e suggestiva scenografia di Guido Fiorato, occupata da una grande barca che traghetta i personaggi dalla commedia al dramma sospinti da venti a volte dolci altre tempestosi.
L’adattamento e la regia di Roberto Valerio rivelano esperienza e sensibilità, attenzione al dettaglio e rispetto dei personaggi, i cui sentimenti vengono approfonditi con cura. Le vicende sono rappresentate con un ritmo incalzante sapientemente calibrato tra commedia e dramma, senza mai arrivare agli estremi dell’una o dell’altro e con una grande ironia, che è la stessa con cui la vita spesso ci prende in giro o ci rende il male che le facciamo
La musica dal vivo, il ballo e le canzoni originali contribuiscono a creare, poi, uno spettacolo godibilissimo che tra i sorrisi e le lacrime dei personaggi rivela l’animo umano.
Completano un allestimento di pregio, i costumi di Guido Fiorato e Anna Varaldo e il disegno luci di Emiliano Pona che contribuisce a creare le diverse atmosfere di questa storia in maniera emozionale.
IL GIUOCATORE
di Carlo Goldoni
adattamento e regia ROBERTO VALERIO
con Alessandro Averone, Mimosa Campironi, Alvia Reale, Nicola Rignanese, Massimo Grigò, Davide Lorino, Roberta Rosignoli, Mario Valiani
scene e costumi Guido Fiorato
musiche originali Mimosa Campironi
luci Emiliano Pona
assistente alla regia Irene Pagano | assistente scene e costumi Anna Varaldo
capo macchinista Giovanni Coppola
capo elettricista Daniela Gullo | sarta Debora Pino
direttore dell’allestimento Tommaso Checcucci
realizzazione scena Laboratorio Scenografia Pesaro
ufficio stampa Elisa Sirianni | foto di scena Ilaria Costanzo I riprese video Lorenzo Marianeschi
segreteria di produzione Sara Bruni | responsabile di produzione Monica Paperetti
una produzioneTeatri di Pistoia – Centro di Produzione Teatrale
Foto di copertina di Lorenzo Marianeschi
Condividi:
- Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
- Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)
- Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
- Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)
- Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)




