scimmie

Teatro Filodrammatici

28 gennaio 2018

Recensione di Carlo Tomeo

foto carlo

“La scuola delle scimmie”, il nuovo testo teatrale di Bruno Fornasari, tratta dell’argomento che mette in rapporto la scienza con la religione, fino a condurre al fanatismo cui quest’ultimo possa arrivare. È un fanatismo che può riguardare diverse religioni e per dimostrare questo Fornasari ricorre a due fatti realmente accaduti in due secoli e in due paesi diversi.

Nel 1925 un professore di scienze del Tennesse venne processato perché aveva violato la legge del suo Stato che prevedeva non venisse insegnata nelle scuole la teoria dell’evoluzionismo di Darwin, essendo in contrasto con la religione cristiana, che si fondava esclusivamente su quanto riportato nella Bibbia.

Nel 1915, in Italia, un professore di scienze naturali ritorna a insegnare nel quartiere multietnico che aveva lasciato, dopo che un suo fratello, convertitosi all’Islam venne ucciso in Siria. Il professore, che, secondo la preside, dovrebbe limitarsi a insegnare la propria materia, comprende il rischio che le diverse etnie che convivono nel medesimo luogo, rischino di portare alla radicalizzazione di certi comportamenti e in particolare le differenti fedi religiose possano  costituire elemento di estremismi e pericoli.

Il professore per evitare tali estremismi racconta ai suoi allievi la storia del suo collega americano del secolo scorso, nel cui paese è tuttora vietato l’insegnamento della teoria di Darwin, e cerca di spiegare che le religioni tutte sono frutto di un’evoluzione scientifica di altre e molteplici religioni. (È appena il caso di far notare, anche se non viene dichiarato nella pièce, che tuttora l’insegnamento della teoria di Darwin è vietato in diversi paesi,  per esempio anche in Turchia, e nel 2004 l’allora ministra della pubblica istruzione italiana Letizia Moratti, cercò di vietarla anche in Italia, ma fortunatamente, prima di farne un D.L. affidò a un gruppo di esperti, tra cui Rita Levi Montalcini, il compito di redigere un rapporto su Darwin e l’evoluzionismo. Alla fine ricomparve l’indicazione dell’insegnamento di Darwin nella sola terza media, escludendo le elementari),

La preside della scuola, che è in crisi per la diminuzione del numero degli iscritti, vuole a tutti i costi evitare polemiche o “svegliare” negli animi degli allievi, in modo speciale tra quelli musulmani, idee pericolose e per questo motivo abolisce nei programmi l’insegnamento della teoria di Darwin, minacciando di licenziare il professore.

L’argomento scelto da Bruno Fornasari è di estrema attualità ed è capace di risvegliare nel pubblico un tema non sempre considerato nella sua giusta dimensione. Tuttavia egli fa di più e, ha costruito una regia assolutamente originale, “mischiando” i due secoli, tanto che i vari momenti che appaiono in scena appartengono ora al Novecento ora al secolo attuale: sarebbe stato facile (direi quasi naturale) costruire nei due atti, di cui è composta la pièce, le due vicende separate, quella del 1915, interamente nel primo atto, e la successiva nel secondo. Ma “mescolare” le azioni che si svolgono in due secoli diversi, oltre che far venire in mente qualcosa di simile alla teoria degli universi paralleli (ma in questo caso ci troviamo nello stesso pianeta, oltre che in due secoli diversi) rende tutta la vicenda, o meglio le due vicende rappresentate, più dinamiche e inoltre evidenzia con maggior vigore il concetto dell’attualità del tema.

Altro elemento di forza è la concitazione dei dialoghi che riesce a creare  maggiore attenzione nello spettatore nel seguire la vicenda, oltre che rendere, in alcuni casi, quel tocco di vivacità che è altro elemento che caratterizza l’arte del regista (basti ricordare “N.E.R.D.S.”).

La compagnia è formata da sette attori scelti tra veterani ed elementi  più giovani che interpretano più personaggi, tutti molto bravi e ben diretti . Cito solo alcuni che si sono distinti maggiormente soprattutto per i ruoli che hanno recitato. Oltre all’attore Tommaso Amodio che sostiene il solo ruolo del professore di oggi, sono da citare Sara Bertelà, nel doppio ruolo della madre del professore del ‘900 e in quella della preside, Giancarlo Previati, interprete del padre nel 1925 e dello zio nel 2015, Emanuele Arrigazzi che impersona il personaggio di Menken  nel 1925 e del padre nel 2015. Tra i personaggi non in scena non si può evitare di applaudire Francesco Frongia che ha fornito i video necessari alla messa in scena che, peraltro si è avvalsa di tutti bravissimi tecnici. In particolare, per i movimenti coreografici, di Marta Belloni  e, per le scene e i costumi, di Erika Carretta.

D’altra parte si tratta di un lavoro che avrà un gran seguito e non può che servirsi di personale di alta professionalità.

Ma cosa significa il titolo? Lo ha dichiarato in un’intervista lo stesso Fornasari: “Le scimmie del titolo siamo noi perché, se l’uomo derivasse dalle scimmie, non ci sarebbero le scimmie oggi e la scuola delle scimmie  è il modo in cui le scimmie imparano, sia nel rapporto culturale, che è quindi nello studio. sia nei rapporti interumani, tra di loro, quindi nella vita che è una scuola di vita paradossale: quello di cui io ho voluto parlare è del fanatismo, dell’estremismo, dell’inclinazione ad essere estremisti, diffusa fra tutte le persone che non sempre (per fortuna!) l’atto estremo lo fanno”

Spettacolo molto apprezzato dal pubblico, stante ai numerosi e calorosi applausi che tutta la compagnia, più volte richiamata sul proscenio, ha ricevuto. Un altro bel successo del Teatro Filodrammatici.

La scuola delle scimmie

testo e regia di Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Luigi Aquilino, Sara Bertelà, Silvia Lorenzo, Giancarlo Previati, Irene Urciuoli

scene e costumi Erika Carretta

disegno luci Fabrizio Visconti

video Francesco Frongia

movimenti coreografici Marta Belloni

assistente scene e costumi Federica Pellati

direzione tecnica Silvia Laureti

assistenti alla regia Gaia Carmagnani, Ilaria Longo

produzione Teatro Filodrammatici di Milano

con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo

progetto NEXT 2017/2018

prima nazionale

si ringrazia la Sig.ra Antonietta Magli dell’ufficio stampa

in scena al Teatro Filodrammatici di Milano fino all’11 febbraio.