Teatro Vascello
5 maggio 2026
Prima
Le Baccanti di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido: la mania dionisiaca Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa
Le Baccanti di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido è l’ultimo spettacolo in ordine di tempo di Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa in coproduzione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, che ha debuttato il 25 febbraio 2025 al Teatro Gobetti di Torino e ora in scena al Teatro Vascello di Roma.
Per celebrare i quarant’anni di attività artistica, i Marcido tornano alla tragedia greca affrontando per la prima volta Euripide, nello specifico Le Baccanti, progetto da sempre sognato, ma mai prima d’ora realizzato per una sorta di timore e rispetto verso la sua potente intimità drammatica.
Il testo di Euripide viene immerso nel mondo Marcido da cui viene ampiamente contaminato attraverso una profonda riscrittura da parte di Marco Isidori, anche regista e presente tra i protagonisti.
La storia di Dioniso che, per vendicarsi di Penteo che ne nega l’origine divina, induce alla follia le donne tebane che poi si ritirano sul monte Citerone per celebrare i riti in onore di Dioniso stesso, dimostrandosi poi belve feroci che divorano animali e persone, incontra la penna di Isidori che la restituisce in una versione ludica e grottesca.
Gioco e orrore sono gli elementi caratterizzanti di questo spettacolo che richiama l’attenzione sul valore del Teatro e sulla necessità di salvarlo dal declino.
In apertura, infatti, Dioniso si rende protagonista di un siparietto da vecchio varietà in cui canta un motivetto in difesa del Teatro.
I Marcido si gettano capo e piedi nella mania dionisiaca esasperandone i caratteri specifici che diventano gli elementi caratterizzanti del loro modo di vivere il Teatro, scosso da una potenza creativa debordante che si manifesta nell’uso assoluto del corpo e della voce.
Il testo di Isidori si nutre di una prosa fiammeggiante, ironica e tagliente portata in scena attraverso una recitazione enfatica e appassionata.
Le parole divampano nella fisicità degli attori e delle attrici, nei gesti accentuati, nella loro accesa vocalità e nei suoni emessi.
Il testo “risuona” nella vocalità dei protagonisti e produce echi e riverberi in cui la voce è prima di tutto suono e respiro.
La scenografia e le macchine sceniche di Daniela Dal Cin si integrano al processo produttivo e rappresentativo divenendone segno semantico e costituendo un luogo in cui le energie dei protagonisti possono trovare spazio per esprimersi nella loro eccentricità e potenza.
Si tratta di una struttura scenica dinamica che non è mai solo uno sfondo, un contenitore in movimento, ma rientra in un progetto scenografico intimamente connesso a quello registico, tanto da divenire elemento drammaturgico.
In apertura, sullo sfondo un pannello pittorico rappresenta il Vesuvio che erutta lanciando grandi massi infuocati sul Golfo di Napoli. Attraverso delle finestrelle, gli attori compaiono e scompaiono, emettono suoni e voci, a testimonianza di quanto l’aspetto visuale e l’aspetto fonico siano strettamente connessi e costituiscano un tutt’uno con l’energia fisica e la gestualità dei protagonisti.
Le Baccanti sono dotate di enormi bocche fameliche, aperte in un urlo e pronte a smembrare e divorare con voracità e animalità.
Drappi dipinti e tenuti tesi rappresentano i corpi umani smembrati, completando il tono generale caricaturale e mostruoso.
C’è poi il Palazzo di Penteo, l’ultima delle straordinarie invenzioni della scenografa Daniela Dal Cin (che per il Palazzo di “Edipo re” era stata finalista ai Premi Ubu).
I protagonisti lo abitano, lo muovono, da dietro, da sotto, da davanti in un gioco di giostra veloce.
Le Baccanti di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido rappresenta un documento storico vivente di un determinato teatro post avanguardistico fatto di sperimentazione, innovazione, ricerca, tecnica, estro, creatività, guizzo, che corre, però, il rischio di trovare sempre meno spazio nel teatro contemporaneo.
Istruzioni per l’uso del Divino Amore: mana enigmistico.
LE BACCANTI
di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido
riscrittura di Marco Isidori
con
Paolo Oricco
Maria Luisa Abate
Valentina Battistone
Ottavia Della Porta
Alessio Arbustini
Alessandro Bosticco
l’Isi
assistente alla regia Mattia Pirandello
luci Fabio Bonfanti
scene e costumi Daniela Dal Cin
regia Marco Isidori
coproduzione: Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa/Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale











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