il diario

Teatro Belli

24 febbraio 2022

Il diario di Anne Frank – Uno spettacolo dolorosamente bello

Il diario di Anne Frank, dopo il successo ottenuto nel 2020 poi interrotto dal lockdown, è tornato in scena al Teatro Belli di Roma, rappresentato nelle repliche serali ordinarie, ma anche in tantissime matinée per le scuole.

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Lo spettacolo si apre con Otto Frank (Ruben Rigillo) che, unico sopravvissuto ai campi di sterminio, torna ad Amsterdam nella soffitta in cui con la sua famiglia e altri “ospiti” si era rifugiato per due anni.

Otto rientra in possesso del diario di sua figlia Anne (Raffaella Alterio) e comincia a leggerlo, rievocando quelle lunghe giornate abitate dalla paura nella piccola soffitta sopra l’ufficio.

Intorno a lui prendono vita i protagonisti della storia e lo spettatore è proiettato nel piccolo rifugio: 37 metri quadri in cui erano state ricavate quattro piccole camere da letto, un cucinino e un salottino.

La storia è quella tristemente nota raccontata nel famoso diario di Anne Frank, testimonianza bellissima e terribile di un periodo storico nefasto e incancellabile.

Nella bellissima scenografia di Vito Giuseppe Zito, divisa in due livelli  e quattro ambienti e che ricrea esattamente l’esiguo spazio vitale di quella soffitta, i bravissimi attori in scena fanno vivere i propri personaggi di vita vera, attraverso interpretazioni realistiche, forti e toccanti.

Il diario di Anne Frank al Belli colpisce per la bravura dei protagonisti, per l’immediatezza della recitazione e per la sinergica coralità che gli attori riescono a portare in scena, tenendo lo spettacolo sempre in equilibrio tra dramma e leggerezza.

Lo spettatore vive il senso di reclusione e isolamento, la costrizione di una convivenza forzata tra individui diversi in uno spazio angusto, facendosi coinvolgere dalle dinamiche dei personaggi, dagli scontri, dai battibecchi e calandosi nelle loro paure e speranze.

Il diario di Anne Frank non presenta solo la tragicità e disumanità della guerra e delle leggi razziali, ma è anche un racconto di formazione, che, all’interno di quel contesto atroce, racconta la vita delle persone in quel periodo attraverso gli occhi di una ragazzina che riesce ancora a guardare al futuro con speranza.

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Si assiste alla crescita e alla maturazione di Anne che altro non è se non una ragazzina appassionata della vita e piena di desideri, che non sa che la fine è certa e vicina; ed è come se lo spettatore lo scoprisse insieme a lei.

Merito della straordinaria interpretazione di Raffaella Alterio che restituisce un personaggio ricco di sfumature; una ragazzina in trasformazione verso l’età adulta che vive il proprio cambiamento fisico e psicologico e la scoperta dell’amore all’interno di una soffitta a stretto e continuo contatto con la famiglia e gli altri personaggi.

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In scena un cast di gran talento che riesce a creare dinamiche coinvolgenti muovendosi in uno spazio stretto, ma ottimamente gestito.

Oltre al bravissimo Ruben Rigillo, che è anello di congiunzione tra tutti i personaggi, interagendo con ognuno di loro, e la straordinaria Raffaella Alterio, il cast è composto da Francesca Bianco (meraviglioso il percorso in cui accompagna il proprio personaggio), Beatrice Coppolino, Vinicio Argirò, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon, Roberto Baldassari e Gabriella Casali.

Tutti perfettamente inseriti in un contesto drammaturgico e rappresentativo di alto livello, misurato in ogni azione e gesto, grazie anche all’ottima regia di Carlo Emilio Lerici che compone una sorta di lungo piano sequenza capace di comprendere al suo interno tutti gli elementi significativi della rappresentazione, potendo far conto, inoltre, sulla scenografia che consente di vedere contemporaneamente ciò che accade in ogni camera della soffitta.

Uno sguardo sull’esterno è il piccolo lucernario attraverso il quale si vedono il cielo, le nuvole e gli incendi provocati dai bombardamenti.

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A completare l’effetto immersivo interviene il disegno audio che fa riecheggiare in platea i rumori provenienti dall’esterno, in avvicinamento o in allontanamento. 

Suggestive le musiche e i brani tradizionali ebraici; ottimo il disegno luci che riesce a creare ogni volta la giusta ambientazione.

Il diario di Anne Frank è uno spettacolo dolorosamente bello che colpisce ancora di più in un momento storico come questo, in cui una nuova guerra è appena scoppiata vicino a noi.

Viene da chiedersi se la dolce e forte Anne conserverebbe ancora la sua fiducia nell’umanità.

Il diario di Anne Frank

adattamento teatrale

di Frances Goodrich e Albert Hackett

traduzione Alessandra Serra e Paolo Collo

con (in ordine di apparizione)

Ruben Rigillo, Gabriella Casali, Raffaella Alterio, Francesca Bianco, Beatrice Coppolino, Vinicio Argirò, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon, Roberto Baldassari

aiuto regia Martina Gatto

scene Vito Giuseppe Zito

costumi Annalisa Di Piero

ufficio promozione scuole Alessandra Santilli

foto Paolo Roberto Santo

i brani tradizionali ebraici sono cantati da Eleonora Tosto

regia Carlo Emilio Lerici

una coproduzione Teatro Belli / Compagnia Mauri Sturno

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