Teatro Porta Portese
21 settembre 2016
Gli Anni di Piero
La Vera storia di Piero l’Assente.
Di e con Gerry Gherardi
Musiche in scena di Samuele Borsò
Regia di Paolo Macedonio
E’ andato in scena il 21 settembre al Teatro Porta Portese, il monologo scritto e interpretato da Gerry Gherardi dal titolo Gli Anni di Piero – La Vera storia di Piero l’Assente.
Un testo denso e appassionato in cui si ripercorre il filo del tempo dietro ai ricordi di una vita, uno sguardo lanciato dietro le spalle a considerare ciò che è stato per forse poi capire meglio ciò che si è.
Un testo profondamente poetico, dolce e nostalgico, spesso declinato verso l’ironia, che si fa a volte amara, altre volte risata.
Sa scrivere bene Gerry Gherardi e sa interpretare con coinvolgimento e passione.
All’interno del monologo, una serie di racconti di vicende del passato, il ricordo degli oggetti e delle persone che hanno lasciato un segno nel cuore; avvenimenti buffi e allegri, ricordati con una leggera nostalgia.
Al linguaggio profondo e poetico di Gerry Gherardi, fa da contraltare un’interpretazione frizzante e a tratti “scanzonata” in un difficile equilibrio che a volte vacilla.
La scrittura di Gerry è poetica, elegante e fluida, ma, talvolta, il concetto rischia di rimanere sospeso tra le parole.
Non sempre il cerchio si chiude: la poesia evoca un’immagina che richiama a sua volta poesia, ma i concetti, a volte, tendono a non trovare una collocazione spaziale adeguata e precisa.
La potenza narrativa è forte ed energica, ma talvolta si affievolisce prima di diventare atto o immagine.
Dall’enfasi che Gerry mette nel racconto del periodo militare (suo o del suo personaggio?) ci si aspetterebbe, dopo essersene allontanati per prendere altre vie, un ritorno che chiudesse il cerchio mettendo un punto, dando uno sviluppo che, invece, non c’è.
Forse un po’ come il suo Piero dallo sguardo assente, che c’è, ma a volte si perde.
Foto di Luana Belli









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