Doctor Faust

Sala Umberto

7 ottobre 2022

Doctor Faust e la ricerca dell’eterna giovinezza

DOCTOR FAUST

Nonostante un infortunio subito durante la prova generale, tanto dolore e dieci giorni di prognosi, Giampiero Ingrassia ha voluto andare comunque in scena con Doctor Faust saltando solo le prime tre repliche.

Un atto di grande professionalità e di rispetto verso i propri colleghi e verso tutto il pubblico.

Nonostante l’agitazione degli ultimi giorni, la Prima dello spettacolo è stato un bel debutto.

Doctor Faust e la ricerca dell’eterna giovinezza è una commedia musicale scritta e diretta da Stefano Reali che riscrive il soggetto che fu di Christopher Marlowe innestandovi elementi brillanti, tragici, comici e farseschi, mettendo in luce la storia d’amore tra Faust e Margherita.

Siamo a Wittemberg, Germania, alla fine del 1500. E’ la notte di Natale.

Johann Faust, brillante studioso e alchimista, desideroso di arrivare ad una nuova e più profonda conoscenza, evoca il demone Mefistofele che gli offre la conoscenza assoluta del male e l’eterna giovinezza.

Il patto avrà una durata di ventiquattro anni, dopodiché Lucifero si prenderà l’anima di Faust.

Dopo aver accettato il patto, Faust viaggia nel tempo per conquistare la fanciulla più pura del mondo, Margherita, e convertirla al male. L’incontro con Margherita turba Faust che scappa da lei e continua a viaggiare nel tempo proseguendo la sua ricerca del male.

Eppure, il pensiero di Margherita è sempre nella sua testa.

Il viaggio di Faust arriva nel futuro, ai nostri giorni, e Faust resta incredulo e scioccato da un mondo virtuale in cui più nessuno a contatti diretti, ma dominato dai Social Network e il Metaverso.

A quel punto riappare Margherita: innamorata di lui, lo ha inseguito  attraverso i secoli, facendo anch’essa un patto con Mefistofele per amore.

Faust si scopre innamorato, ma il suo tempo sta per finire: riuscirà a vivere il suo amore con Margherita?

Doctor Faust è una piacevole commedia con un’interessante impostazione e molto ben interpretata e cantata. 

Una commedia che indaga l’animo umano e i continui tentativi dell’uomo di superare i propri limiti e ottenere di più dalla propria vita, mettendo in luce i rischi che si corrono nel realizzare desideri troppo grandi e pericolosi.

Più concretamente, poi, qui il Male assoluto è identificato con la nostra epoca digitale nella quale le relazioni e i contatti umani sono stati sostituiti da post, emoticons e reactions e dove il godimento massimo è dato dal  raggiungimento di un sempre maggior numero di followers.

Lo stesso Faust si accorgerà solo alla fine che l’Eterna giovinezza è un’illusione, un sogno irrealizzabile che lo porterà lontano dal vero vivere, che è fatto di emozioni, sensazioni e contatto, perché l’Eterna giovinezza risiede solo nell’Amore.

Giampiero Ingrassia affronta con la sua solita maestria e capacità, nonostante gli antidolorifici, una prova attoriale impegnativa in cui interpreta sia Faust che Mefistofele, dando voce a entrambi sul palco, in un gioco schizofrenico dagli esiti comici.

Con lui sul palco, a dividere i meriti di questa bella messinscena, una sempre brava e seducente Emy Bergamo e il bravissimo e divertente Mimmo Ruggero nei doppi panni di Wagner, il servitore di Faust, con forte cadenza calabrese, e l’Arcangelo Uriel, con forte cadenza napoletana, che cerca di impedire a Faust di dannarsi per sempre.

Stefano Reali crea una commistione di generi e linguaggi, aggiungendo agli elementi della tragedia, che, in questo modo vengono smussati e ammorbiditi, quelli della farsa, con il frequente inserimento di elementi comici. 

Le parti cantate, semplici, ma ben scritte, definiscono personaggi e situazioni, mentre i dialoghi a volte girano un po’ troppo intorno allo stesso concetto. 

Altre volte, l’inserimento di battute più piccanti, sposta un po’ il tono della commedia verso accenti da Bagaglino.

A livello di scrittura sarebbe stato forse più interessante puntare fino in fondo in una direzione specifica o, comunque, approfondire alcuni elementi costituitivi della commedia.

Aggiungendo più brani musicali al posto di alcuni dialoghi, per esempio, lo spettacolo potrebbe essere una piacevolissima commedia musicale; accentuando, invece, l’elemento ironico, potrebbe risultarne un maggiore effetto comico e surreale.

La scenografia di Gianluca Amodio è costituita per la maggior parte da video proiezioni, ben realizzate, ma piuttosto statiche.

Gli unici oggetti di scena sono un tavolo, su cui sono poggiati diversi alambicchi, una sedia e un grande specchio.

La quasi assenza di una scenografia fisica focalizza l’attenzione sui personaggi che nei lunghi dialoghi non hanno oggetti materiali con cui poter agire o interagire.

Al contrario, la presenza di un maggior numero di oggetti di scena darebbe maggiore consistenza scenica anche ai personaggi, delineando uno spazio fisico con cui poter agire. 

Avrebbero meritato un maggiore spazio le belle musiche originali di Stefano Reali (di cui non si può non apprezzare l’impegno creativo) con gli arrangiamenti musicali di Jacopo Fiastri.

I costumi sono opera di Laura de Navasques: non passa inosservata la mise di Faust/Giampiero Ingrassia che indossa lunghi stivaloni neri, pantaloni neri ampi, una camicia bianca a sbuffo e una giacca nera con ricami e pietre rosse che nel secondo atto verrà sostituita da un’altra sempre a fondo nero, ma con motivi damascati d’oro.

Nicola Canonico per la GOOD MOOD

presenta

GIAMPIERO INGRASSIA 

in

DOCTOR FAUST

e la ricerca dell’ Eterna Giovinezza

con 

EMY BERGAMO

e con MIMMO RUGGIERO

scritto e diretto da 

STEFANO REALI

Scena: Gianluca Amodio

Costumi: Laura de Navasques

Musiche Originali: Stefano Reali

Arrangiamenti musicali: Jacopo Fiastri

Light Designer: David Barittoni

Fonica: Stefano Pierucci

Assistente alla regia: Enza Felice

Movimenti Coreografici: Lorena Noce

Grafica: Paolo La Farina

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