danse macabre

Napoli

Teatro Mercadante

17 giugno 2022

Campania Teatro Festival

Danse Macabre: Martin Zimmermann gioca con ironia sulla miseria della vita e della morte, sempre in bilico tra l’una e l’altra.

Il Campania Teatro Festival è giunto alla sua quindicesima edizione e quella di quest’anno è la sesta diretta da Ruggero Cappuccio.

In programma dal 10 giugno al 12 luglio, prevede 145 eventi, 52 debutti assoluti e 11 nazionali.

Una programmazione fitta e variegata distribuita in nove sezioni in nome della multidisciplinarietà: Internazionale, Italiana, Danza, Osservatorio, SportOpera, Progetti Speciali, Letteratura, Cinema, Attività diurne.

36 spettacoli di prosa nazionale, con 26 debutti assoluti, con un’attenzione alle drammaturgie contemporaneeL’85% dei testi teatrali in scena al Festival sono stati scritti da autori viventi.

Il tutto proposto a prezzi contenutissimi: 8 e 5 euro, con ingresso gratuito per le fasce sociali più deboli.

Realizzata con l’impegno concreto della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, della quale è amministratore unico Alessandro Barbano, la rassegna si conferma una straordinario evento culturale e sociale nazionale e internazionale.

Uno sguardo ampio e attento sugli eventi futuri del panorama teatralecon un’attenzione a produzioni, registi e attori campani. 

Per non parlare dell’opportunità di lavoro per più di 1700 i lavoratori dello spettacolo.

Sede principale del Festival, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, con l’allestimento di quattro palchi. 

Gli altri eventi sono programmati al Teatro Grande di Pompei, sul Lungomare e nel Piccolo Teatro Porta Catena di Salerno, al Teatro Comunale di Caserta, nelle località Foresta di Tora e Piccilli (CE), a Pietrelcina (BN), nel Teatro Colosseo di Baiano (AV), a Capaccio Centro (SA) e nel palazzo Coppola di Valle Cilento (SA). A Napoli sono previsti spettacoli anche nei teatri Mercadante, Politeama, Trianon, Nuovo e Sala Assoli, al Museo Madre, nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, a Ponticelli e alla Sanità.

DANSE MACABRE

danse macabre
Danse Macabre: Martin Zimmermann – Campania Teatro Festival

Nella sezione Danza, venerdì 17 giugno è andato in scena in prima nazionale Danse Macabre, l’ultimo lavoro di Martin Zimmermann, regista, coreografo e scenografo svizzero. 

Creato con e interpretato da Tarek Halaby, Dimitrijourde, Methinee Wongtrakoon, e lo stesso Martin Zimmermann nei panni della morte, Danse Macabre mette in scena la condizione della miseria umana attraverso tre personaggi smarriti e fragili, ai margini della società.

Tre esseri umani sempre in bilico sull’esistenza e che hanno perso tutto. La vita li ha percossi e scossi fino a farli precipitare in una condizione di miseria e degrado.

Si aggirano in una discarica, tra cartoni, scatoloni, carta stracci e bidoni: dove altre anime desolate strisciano e rotolano.  Emergono dai rifiuti; sono essi stessi rifiuti.

danse macabre

La morte si aggira tra loro, invisibile ai loro sguardi e si prende gioco di loro. Beffarda e ironica muove i fili della loro esistenza.

Scaraventati giù da una vita sempre in bilico, cercano una stabilità che non trovano, continuando a cadere tutte le volte.

La loro esistenza malinconica è caos, logorio, deterioramento, sfinimento. Una continua ricerca di stabilità e, chissà. amore.

Mentre la morte si diverte a tirare i fili delle loro vite, un nuovo equilibrio sembra sul punto di ristabilirsi, sotto il suo sguardo sardonico.

E’ solo un’illusione: come un burattinaio, la morte muove i fili e decide il loro destino.

In Danse Macabre, Zimmermann esprime il suo humour nero, giocando sull’ironia della vita e della morte, sempre in bilico tra l’una e l’altra.

I personaggi di Zimmermann sono sempre esseri umani fuori dalla norma sociale, che cercano altrove un nuovo spazio e nuove dinamiche relazionali.

Un teatro dell’assurdo, quello di Zimmermann, che volge in chiave tragicomica, ironico e crudele allo stesso tempo, e in cui l’unica via di uscita sembra essere ridere delle proprie disgrazie.

La danza di Zimmermann e Tarek Halaby, Dimitrijourde, Methinee Wongtrakoon è espressione visiva e dinamica di un disagio e, allo stesso tempo, della necessità di muoversi liberamente e liberamente scegliere.

danse macabre

I corpi si muovono, si agitano, sono scossi, animati da forze misteriose esterne; diventano fantocci nelle mani del destino trasformando la propria natura, nascondendosi, camuffandosi.

I movimenti e i gesti, insieme alla musica, ai suoni e alla parola indefinita e gutturale, ricreano una dimensione surreale in cui l’umanità resta avvinghiata e appesa.

La musica elettronica scaraventa in un vortice che risucchia verso il basso, nelle profondità della terra, mentre i brani pop esprimono l’anelito di vita e il palpito del cuore ancora vivi, piccole scintille che cercano ancora di brillare seppure nella malinconia della vita.

Un teatro visivo e fisico, quello di Zimmermann, in cui le figure riflettono molteplici dimensioni umane ed emotive, grazie anche alla complementarietà di danza, circo e installazioni sceniche.

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