Recensione di Carlo Tomeo

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Non è facile scrivere commedie che sappiano divertire il pubblico e che, solo apparentemente, sono di evasione in quanto contengono argomenti collaudati nella vita di tutti i giorni che spesso non vengono esaminati a fondo nei loro risvolti e nei reali significati. Eppure Feydeau, l’autore famoso per le sue opere dagli equivoci comici, e che non è certo un contemporaneo, viene ancora molto rappresentato e applaudito da un pubblico fedele e non solo lui.

Feydeau è spesso attualizzato, in modo che vengano meglio portati alla luce i significati reconditi di certi comportamenti dei suo personaggi, ricorrendo alle tesi di Freud, Jung e company. Ma questa tecnica è usata più che altro per giustificare la messa in scena di un classico le cui opere sembrerebbero fuori epoca (e lo sono, ma solo storicamente).

Del resto anche le commedie di un altro autore comico e più vicino ai nostri anni come l’inglese Michail Frayn, è del pare sovente rappresentato (chi non conosce la sua “Rumori fuori scena”?).

Tutto questo discorso per parlare della divertentissima nuova commedia di Diego Ruiz, “Cuori scatenati”, reduce dal Teatro Ghione che l’ha co-prodotta e dove farà ritorno a breve. Peccato che sia in calendario al Teatro San Babila solo per una settimana perché il pubblico milanese avrebbe avuto modo di vederla di più, magari grazie al “passa parola”.

La vicenda raccontata nella commedia è riassunta dal titolo della stessa. I cuori scatenati sono una doppia coppia non esattamente regolare che, involontariamente, provoca una serie di equivoci pur di incontrarsi segretamente e godere di un po’ di passione. La prima è stata sposata e sta per divorziare, ma desidera, specialmente per volontà di Diego (Ruiz), avere un ultimo incontro d’amore con la sa ex (Francesca Nunzi). La seconda è costituita dalla futura moglie di Diego (una molto brava Maria Lauria) che, pur amando il promesso marito, si concede da sei mesi un’avventura con un toy boy spagnolo (rappresentato da Sergio Muniz, anch’egli attore che sta continuando la sua esperienza scenica italiana).

Inutile dire che i quattro hanno scelto la sera e il luogo sbagliati per consumare i loro segreti amplessi, tant’è che, nella seconda parte della commedia, dovranno ricorrere a voli pindarici e a inventarne di tutti i colori per spiegare la loro presenza in quello che sarebbe dovuto essere il “nido d’amore” per quella notte. E qui la commedia degli equivoci si fa sagace e irresistibile.

Alla sera della prima c’è stato anche un piccolo “qui pro quo” non programmato che ha riguardato una porta bloccata a complicare le cose e c’è voluta tutta la padronanza scenica degli attori per dominare l’accaduto e farlo addirittura diventare elemento di comicità, travolgendo con battute improvvisate, il pubblico che già era stato travolto dal ritmo della commedia. Una scena di sorta di metateatro non voluta ma che dovrebbe, a mio giudizio, essere inserita nel copione per dargli ancora più smalto, anche se di questo ne possiede a iosa. Ma si sa, le improvvisazioni si chiamano in questo modo perché non sono prevedibili: magari, chissà?,  ce ne saranno delle altre che aggiungeranno sale alla pièce…

All’inizio scrivevo quanto non sia facile scrivere commedie comiche. La vicenda in sé, volendo, si può anche imbastire con poco ma la drammaturgia è un osso duro da trattare: costruire dialoghi e battute a raffiche intelligenti, mordaci e soprattutto esilaranti non è cosa da poco, specialmente se il tutto deve durare almeno un’ora e mezza. Ebbene Diego Ruiz si è dimostrato maestro in questa tecnica.

La sua eccezionalità di scrittore non è stata inferiore a quella dell’operazione registica che ha saputo calibrare tutta la messa in scena, senza strafare, ma sapendo valorizzare le caratteristiche di ciascuno degli attori che hanno lavorato con lui e che meritano tutti un trenta e lode, con un bacio accademico in più per Francesca Nunzi, che, forse per la parte a lei affidata, si è rivelata di ottima caratura recitativa.

Bisogna ricordare infine che ci sono vari modi di fare teatro e spesso quello più difficile da realizzare è proprio quello di natura comica che richiede prestazioni attoriali di gran livello: perché è risaputo che, nella recitazione è più facile sostenere ruoli drammatici che comici, Inoltre il pubblico è costituito da vari livelli : c’è il pubblico che ama divertirsi e c’è quello che vuole attardarsi nella riflessione del dopo spettacolo. Entrambi i tipi di pubblico vanno apprezzati perché sostengono un’arte antica e sempre attuale che deve continuare a essere mantenuta e, se mai, arricchita.

Il pubblico di “Cuori scatenati” è rimasto in ogni caso entusiasta della commedia, e non poteva essere che così. Il mio consiglio è di non perderla.

 

Cuori Scatenti

Testo e regia di Diego Ruiz

Con Sergio Muniz

con Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria

Scene Mauro Paradiso

Assistente scenografa Lisa De Benedittis

Costumi MMDV

Musiche Stefano Magnanensi

Disegno luci Luca Palmieri

Sound Fabrizio Cioccolini

Foto Laura Camia

Produzione Teatro Ghione e Mente Comica

 https://www.youtube.com/watch?v=eFKpTbImDG0

in scena al Teatro San Babila di Milano fino al 5 febbraio.

Si ringrazia per la gentile collaborazione la Sig,ra Roberta Cucchi dell’Ufficio stampa del Teatro San Babila

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