Teatro India
3 febbraio 2026
Orgasmo: quando il lavoro prende il posto del sesso.
Orgasmo – Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso è l’ultimo spettacolo di Niccolò Fettarappa, qui autore, interprete e regista, attualmente in scena al Teatro India di Roma.
Lo spettacolo è un lavoro sarcastico, intelligente e tagliente che analizza il drastico calo del desiderio sessuale nella nostra società a causa dello stress da lavoro e dell’ansia da prestazione lavorativa.
Immaginando un imminente futuro distopico, Fettarappa presenta il programma dell’Agenda 2030 dell’Unione Europea che prevede, entro quell’anno, la fine della sessualità umana con l’ultimo orgasmo in Europa.
Attraverso un racconto surreale e incalzante, Fettarappa costruisce una satira caustica sul lavoro che oggi occupa un sempre maggiore spazio nella nostra vita, conquistando zone che prima erano dedicate alla relazionalità, allo svago, al divertimento e al sesso.
Il mondo del lavoro pretende oggi prestazioni sempre più performanti; dobbiamo esserci sempre, essere sempre più rapidi ed efficienti; dobbiamo garantire capacità multitasking.
Concentrati come siamo sulla produttività e sulle prestazioni, abbiamo perso di vista ogni altro aspetto della nostra vita, proiettandoci in un letargo sessuale che frustra ogni afflato emotivo.
I protagonisti di questa storia sono personaggi iconici ed esasperati, esseri che hanno smarrito se stessi.
Una coppia ormai in crisi trascina la propria vita chiusa in casa: lei lavora da remoto e perseguita i clienti tentando di vendere abbonamenti e mandando pec. Lui pratica yoga e legge il giornale.
Da un televisore fa irruzione nell’appartamento la voce festante di un giornalista che annuncia la fine dell’orgasmo.
Fuori, nel mondo, gli orsi tentano di suscitare antiche pulsioni sessuali nelle persone mettendo a rischio l’ordine costituito.
A tentare di arginare l’emergenza c’è il dottor Fettarappa, zoologo incaricato dalla Commissione Europea di entrare nella vita delle coppie in crisi con l’obiettivo di annientare il sesso e dedicare tutti se stessi solo al lavoro.
Orgasmo – Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso è un racconto visionario e distopico che permette di raccontare la crisi del desiderio protagonista del nostro tempo: crisi del corpo, crisi della sessualità, crisi del rapporto con l’altro.
Eros e potere diventano i due poli opposti: il potere vuole annullare l’eros perché una massa di individui privati degli istinti e della pratica erotiche diventa un esercito di depressi facilmente governabile e manipolabile.
Il corpo diventa un peso, un ostacolo. Lo rendiamo docile, addomesticandolo in palestra, sottraendogli quel potenziale di rivoluzione che sviluppa quando più corpi collegati al cervello si ritrovano in piazza.
Oggi il corpo è ormai inteso come mero supporto lavorativo, come un oggetto funzionale al lavoro, annientandone, in questo modo, la bellezza, la gioia e l’energia dell’atto sessuale.
Così in scena i corpi si agitano, fisicamente attraversati da un’energia che vuole risvegliare nello spettatore, ormai abbandonato nel cimitero del sesso, il piacere di possedere un corpo, di abitarlo e utilizzarlo in modo agitato e rivoluzionario.
Orgasmo – Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso è uno stimolo al risveglio, anzi, di più, è un inno rivoluzionario, è un invito alla disobbedienza.
Il quesito che si pone è: diserzione o rivoluzione?
La risposta è: probabilmente entrambi.
Nel momento in cui ci viene chiesto di utilizzare il nostro corpo come mero mezzo, che sia in ufficio o in trincea, disertare diventa un atto rivoluzionario.
Anche pensare, come fa Fettarappa, ad una terza via che diserti entrambe le prime due, diventa un atto rivoluzionario.
Con Orgasmo – Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso Fettarappa porta verso il limite la speculazione sui disagi della società moderna presente nei suoi lavori precedenti, esasperando personaggi e linguaggio in un’operazione drammaturgica azzardata e rischiosa, ma decisamente coinvolgente.
Fettarappa, giovane artista tra i più interessanti in circolazione, opera una profonda decostruzione della realtà frantumandola in tanti piccoli atti surreali. Ogni intervento, a sua volta, diviene un piccolo atto rivoluzionario che si oppone ad uno status quo letargico che vuole l’individuo sempre più narcotizzato e manipolato.
Il testo cavalca con ritmo incalzante il non sense attraverso un racconto iperbolico dotato di un’ironia corrosiva in cui emerge un’Europa totalizzante dove si muore di lavoro e gli orsi affrontano il potere costituito cercando di risvegliare non solo gli istinti, ma anche le coscienze.
A dare corpo a questo testo distopico e visionario, finalista al premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023, lo stesso Fettarappa, che cura anche la regia dello spettacolo, con Gianni D’Addario, Lorenzo Guerrieri e Rebecca Sisti.
Tutti insieme danno vita ad una storia che corre tanto veloce da far girare la testa, come un giro sulle montagne russe durante il quale si attraversano immagini, simboli, metafore, citazioni e rimandi.
Tutti si fanno strumenti e latori di un messaggio dalla grande potenza evocativa che suscita numerosi riverberi in quegli spettatori dotati di spirito critico e consapevolezza sociale.
Forse non tutto gira perfettamente in questo turbinio di parole e immagini, ma Orgasmo è certamente uno spettacolo molto stimolante e caustico che con ritmo incalzante genera un’acuta riflessione su certi meccanismi marci della nostra società arrivando al pubblico con immediatezza e sferzante ironia.
Orgasmo
Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso
di Niccolò Fettarappa
con (in o.a.) Gianni D’Addario, Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri, Rebecca Sisti
regia Niccolò Fettarappa
aiuto regia Lorenzo Guerrieri
assistente alla regia Roberta Gabriele
disegno luci Tiziano Ruggia
costumi Elena Dal Pozzo
sound design Massimo Nardinocchi
scene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Veronica Sbrancia e Tiziano Barone, Keolo Camara
scenografe decoratrici Martina Perrone, Alice Di Stefano, Sarah Menichini, Bianca Passanti, Noemi Ruth Biganzoli
logistica Achour Meradji
direttore di scena Claudio Bellagamba
elettricista Tiziano Ruggia/Omar Scala
tecnico audio Massimo Nardinocchi
sarta Carola Tesolin
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Agidi, Sardegna Teatro
testo finalista al premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023
Foto di copertina Matilde Piazzi
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