ART

Teatro degli Audaci

8 novembre 2025

ART è la commedia brillante di Yasmina Reza in scena al Teatro degli Audaci con la regia di Veruska Rossi e con Emiliano Coltorti, Emanuele Natalizi e Federico Campaiola.

Sergio (Emiliano Coltorti), dermatologo; Marco (Emanuele Natalizi) ingegnere aeronautico; e Ivan (Federico Campaiola) esperto di tessuti passato a lavorare da un mese come rappresentante di una cartoleria all’ingrosso, sono amici storici.

L’acquisto da parte di Sergio di un quadro per 100.000 euro diventa occasione di uno scontro feroce tra i tre.

Sergio, tronfio e fiero, espone nel suo salotto il suo nuovo acquisto, un Antrios degli anni ’70 (Sbam!), ancora indeciso su dove collocarlo.

La tela è un quadro completamente bianco, ma mentre Sergio si rifiuta di vederlo come solo una tela bianca, presentandolo come il simbolo dell’arte moderna, Marco, con decisione e realismo, cerca di fargli comprendere l’assurdità di quell’acquisto. Ivan, da parte sua, come sempre, cerca di moderare tra i due senza prendere mai una decisione netta che sia dettata da un proprio pensiero.

La tela bianca diventa un feticcio su cui si orientano i pensieri e i punti di vista dei tre amici, in un crescendo di tensione che porterà a far emergere opinioni fino ad allora taciute e a tirare fuori contrasti e intolleranze fino a dover decidere, alla fine, se mandare all’aria una lunga amicizia oppure salvarla, trattenendo per sé certi pensieri e accettando le differenze.

Rappresentata nel 1994 e da allora tradotta in oltre quaranta lingue, ART deve il suo successo alla scrittura rapida, fresca e diretta di Yasmina Reza, alla capacità di rappresentare con immediatezza, grazie ai dialoghi brevi e incisivi, momenti della vita quotidiana.

In particolare, il testo nasce nel contesto e nella contestazione della borghesia intellettualoide parigina, elitista e convita di essere pietra di paragone per il mondo.

Sergio è il borghesuccio che si sente più furbo e colto degli altri; Marco guarda con sospetto alla cultura contemporanea che cerca di imporre come “moderna” una qualsiasi forma di presunta arte (c’è in questa la ripresa di una discussione pubblica avvenuta in Francia negli anni novanta proprio su questo argomento).

Grazie a questa interpretazione di ciò che è artistico, quella tela bianca diventa un piccolo capolavoro e un ottimo investimento per Sergio, mentre resta una farsa per Marco, il nulla.

Ivan sta nel mezzo e cerca di accontentare entrambi, affermando, mentendo, di riuscire a coglierne il pensiero che c’è dietro (anche qui riscontriamo elementi caratteristici di una discussione sull’arte contemporanea avvenuta in Francia alla fine del ‘900).

ART di Yasmina Reza è una commedia tagliente che scava nell’animo umano con precisione e rapidità, ritmo, ironia e cinismo.

Per rappresentarla al meglio, portando in luce il senso sociologico e l’aspetto umano e relazionale, è necessario prenderla sul serio e affrontarla con naturalezza.

In fondo, la commedia affronta temi attuali e sempre a noi vicini: i rapporti tra persone e la capacità di essere sinceri con gli amici senza ferirli, interrogandoci silenziosamente sulla necessità di essere del tutto sinceri.

Emiliano Coltorti, Emanuele Natalizi e Federico Campaiola, guidati dalla regia asciutta di Veruska Rossi, dimostrano di aver lavorato sui personaggi, averne incarnato gli elementi principali e le specificità che li rendono caratteristici per poi potersi muovere in scena come elementi di una partitura musicale.

Vestiti in maniera simile, con toni neutri tendenti al tortora, i tre attori abitano la scena attraverso un meccanismo preciso di movimenti, entrate e uscite. Fondamentali le espressioni che, passo passo, si accendono sui volti dei protagonisti; poi gesti e movimenti che delineano piccole manie.

E’ una danza cinica in cui a ogni passo l’uno inferisce sull’altro senza amai scendere nel dramma, ma rimanendo sempre sui toni della commedia brillante.

Ci vogliono abilità e precisione per incastrare perfettamente tempi e battute rimanendo sempre su toni accesi senza mai scendere nel ridicolo.

Interessante la scenografia di Sebastiano Vianello: tutta in lastre di cartone alveolare Re-board rappresenta l’interno di un salotto con un divano, una poltrona, due tavolinetti, due lampade e un cubo.

Sullo sfondo pannelli bianchi opachi e al centro un grande parallelepipedo che ruota.

Ad ogni rotazione cambia l’ambientazione, ossia il salotto dell’uno o dell’altro o dell’altro ancora dei personaggi.

Su tre pareti del grande totem centrale, tre quadri diversi: un dipinto fiammingo del castello di Carcassone a casa di Marco; una “crosta” rappresentante una bottiglia di vino con del pane a casa di Ivan (forse dipinto dal padre) e il famoso e fantomatico quadro bianco. Tre stili di vita diversi; tre concezioni diverse. Tre umanità differenti. Sul quarto lato si apre una dispensa.

ART è una commedia che scardina le relazioni umane attingendo al profondo dell’animo umano e questa rappresentazione del testo diverte e coinvolge per ritmo e vivacità, mettendone in risalto il senso profondo.

ART

Di Yasmina Reza

Regia di Veruska Rossi 

Con

Emiliano Coltorti

Emanuele Natalizi

Federico Campaiola

Assistenti alla regia: Giorgia Brunori 

Scene: Sebastiano Vianello

Costumi: Lisa Sorone

Foto e grafica: Patrizio Cocco

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