Teatro India
10 ottobre 2025
ACANTO è lo spettacolo di Nicola Russo con Alessandro Mor e Gabriele Graham Gasco in scena per la prima volta a Roma e, nello specifico, al Teatro India.
Un giovane e un adulto si incontrano nella sala di attesa di un centro analisi di un ospedale.
Mentre attendono di essere chiamati avviano una conversazione che li porterà a un viaggio immaginario fuori e dentro se stessi.
La sala d’attesa è fredda e asettica come lo sono tutte le sale d’attesa di qualsiasi ospedale, ma i due personaggi riusciranno a renderla viva e quasi personale attraverso un gioco di memoria e immaginazione.
Il viaggio che comincia all’interno di quel luogo anonimo li porterà a ricreare con il ricordo e l’immaginazione spazi esterni e luoghi di incontro con sconosciuti con cui poter avere amplessi erotici.
Un uomo e un giovane: due generazioni a confronto. L’una, analogica, che racconta quanto fosse eccitante, sensuale e divertente approcciare sconosciuti di persona, in un parco o in un cinema d’essay.
L’altra, digitale, che sostiene la praticità di una app di incontri che consente di sapere, in linea di massima, chi si andrà ad incontrare.
Nel riportare alla memoria e nel racconto le esperienze legate ai loro primi incontri, si interrogano sulla necessità della poesia e della bellezza, accompagnandosi l’un l’altro in un viaggio sospeso tra ricordo e immaginazione.
Il testo di Nicola Russo, purtroppo, risulta debole e improduttivo.
I due temi principali, la liricità del racconto degli incontri all’aperto e la condizione di sieropositivo, sono appena accennati e non approfonditi.
Russo, in questo testo, intraprende due vie e le abbandona subito, tenendole separate e non dando loro modo di realizzarsi in un racconto finito e completo.
Tutto resta in superficie.
Tralasciamo gli elementi tecnici (i video!) che nulla aggiungono allo spettacolo, anzi.
Per fortuna in scena ci sono due validi attori, due protagonisti capaci di dare sostegno al testo grazie alla loro interpretazione, alla loro espressività, alle pause e ai sospiri.
Gabriele Graham Gasco e Alessandro Mor dimostrano
freschezza, immediatezza e spontaneità nel portare nelle pieghe dell’immaginazione scrivendo pagine che vanno oltre le parole.
Sarebbe stato opportuno e gradito scendere ulteriormente nelle pieghe dell’animo, andando a rappresentare al pubblico l’emozione e la paura di un incontro fugace e la condizione o almeno i sentimenti di chi si scopre sieropositivo. Sarebbe stato utile al pubblico.
Invece, le due vie restano separate e non praticante abbastanza.
L’acanto simboleggia verginità e resistenza, ma anche benessere. E’ una pianta che cresce spontanea e le cui foglie hanno margini spinosi: bella, decorativa, ma pericolosa al tatto.
Per queste e altre sue caratteristiche simboleggia sia la verginità e l’innocenza, che la protezione e la difesa. Le foglie robuste e la capacità di emergere da situazioni difficili rendono l’acanto un simbolo di resistenza alle avversità.
Ci saremmo aspettati di ritrovare tutto questo nello spettacolo.
ACANTO
testo e regia Nicola Russo
con Alessandro Mor e Gabriele Graham Gasco
scene e costumi Giovanni De Francesco
luci Giacomo Marettelli Priorelli
suono Andrea Cocco
video Matteo Tora Cellini
assistente alla regia Isabella Saliceti
produzione MONSTERA
si ringrazia Alchemico Tre










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