Teatro Lo Spazio
3 marzo 2022. Prima
Adolf prima di Hitler ha la potenza e la capacità di mettere da parte Hitler e riuscire a parlare di Adolf
Adolf prima di Hitler è lo spettacolo di Antonio Mocciola con la regia di Diego Sommaripa in scena al Teatro Lo Spazio di Roma.
Liberamente tratto dalla biografia “Il giovane Hitler che conobbi” scritta da August (Gusti) Friedrich Kubizek, Adolf prima di Hitler racconta la storia della amicizia stretta, intima e conflittuale tra Adolf Hitler e August Kubizek, che Adolf chiamava Gustav, durata circa quattro anni e mezzo durante la loro adolescenza a Vienna.
Un periodo intenso in cui Gustav visse accanto a quello che sarebbe diventato il dittatore austriaco, sostenendolo nelle difficoltà economiche e facendosi carico e destinatario delle sue frustrazioni.
Ne emerge il quadro di un’amicizia intima e particolare; un rapporto forte, coinvolgente, ma conflittuale e teso.

Adolf, già animato da grandi sogni di ricostruzione del Reich, fatica a fronteggiare la povertà e le proprie frustrazioni fisiche e mentali. Si appoggia a Gustav che, invece, affronta con serietà e impegno gli studi al Conservatorio per diventare direttore d’orchestra.
Gustav diventa il suo amico speciale, sempre pronto ad accoglierlo e a sostenerlo, piegato da un amore inconfessabile che lo porta a sottomettersi ai repentini cambi d’umore di Adolf, ai suoi atteggiamenti prepotenti, agli eccessi dell’animo tormentato e alle sue frequenti sparizioni.
Adolf prima di Hitler fa luce sul rapporto morboso di due adolescenti in preda a pulsioni, paure e sensi di colpa.
La figura del giovane Adolf ne viene fuori come quella di un ragazzo tormentato e turbato, perdente nei confronti della vita.
La malattia e poi la morte della madre; dichiarato non idoneo al servizio militare per non conformità fisica; impotente: Adolf si trova a dover vivere turbamenti e frustrazioni troppo pesanti per lui.
Nello stesso tempo comincia a maturare un forte disprezzo nei confronti degli ebrei, degli omosessuali e di tutte quelle categorie che, secondo lui, marchiano la purezza della razza e dello Stato.

Lo spettacolo, però, ha la potenza e la capacità di mettere da parte Hitler e riuscire a parlare di Adolf e Gustav, due adolescenti fragili e impauriti che non sanno dare un nome al rapporto che vivono e ne hanno paura.
Allo stesso tempo solleva implicitamente una riflessione su ciò che sarebbe potuto accadere se Adolf avesse accettato di vivere quel sentimento.
Grazie alla drammaturgia di Antonio Mocciola, i dialoghi sono rapidi, efficaci, pungenti, dolorosi.
Se, da una parte, tra i due giovani esiste tutto un non detto riempito da sguardi e gesti sospesi nell’aria, dall’altra, ciò che viene espresso sono parole dure, di disprezzo, in un gioco sadico tra Adolf e Gustav in cui si inserisce un terzo elemento, esterno e destabilizzante e che porta un tono di mistero nella storia.
Si tratta della padrona di casa, la signora Zakreys (Chiara Cavalieri), una donna abbandonata dal marito, cecoslovacca naturalizzata a Vienna, con un forte spirito nazionalistico e un’antipatia verso Adolf.
Vincenzo Coppola restituisce le emozioni compresse del giovane Adolf facendole esplodere tutte insieme in alcuni momenti topici attraverso le battute sibilate con durezza e sadismo.
Francesco Barra incassa con pazienza, portando sul palco un personaggio che ha ben chiaro cosa vuole dalla vita, ma che vacilla di fronte al carisma di Adolf e alla soggezione che esso gli impone.
In questo delicato e pericoloso gioco, si inserisce perfettamente il personaggio della signora Zakreys, interpretato con grande piglio ed espressività da Chiara Cavalieri, tra l’altro entrata in corsa nello spettacolo il giorno prima, ma perfettamente aderente e calata nel ruolo dell’arcigna padrona di casa.
Emozionante il momento in cui, più di trent’anni dopo, racconterà di quel periodo, esprimendo un senso di colpa che ribalta il personaggio.
La regia di Diego Sommaripa punta tutto sul rapporto dinamico tra i due protagonisti: in quello spazio buio e freddo che è la loro camera, emergono prepotenti le parole e suggestive le immagini ricreate dai movimenti dei protagonisti.
Una regia che pone al centro i personaggi e le loro emozioni, lasciando l’ambiente sfocato sullo sfondo.
Si avverte solo la necessità di un maggior bilanciamento o lavoro a contrasto in un passaggio centrale, affinché si possa dare una continuità compiuta e più fluida ad un bel lavoro, efficace ed emozionante.
GABBIANELLA CLUB & RESISTENZA TEATRO
presentano
ADOLF PRIMA DI HITLER
Di Antonio Mocciola
Regia Diego Sommaripa
Con Vincenzo Coppola, Francesco Barra e Chiara Cavalieri
Musiche Gianluigi Capasso
Costumi Dora Occupato
Trucco Forma e Colore – Agostino Amore
Foto di Umberto Averardi
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