verità

Teatro Elettra

8 aprile 2016

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Verità…e no è una commedia divertente e dal ritmo incalzante scritta da Samuel Krapp, pseudonimo che potrebbe far pensare ad un omaggio al Krapp di Samuel Beckett.

Alessia e Simone sono fidanzati da quattro anni e la loro storia è ormai al capolinea, ma anziché trovare il coraggio di lasciarsi, decidono di sposarsi, nella speranza, forse, di dare una ravvivata al loro rapporto.

Vittime dell’abitudine e forse spaventati al pensiero di rimanere soli e ricominciare tutto da capo, i due confidano il proprio stato d’animo ai migliori amici, Chiara e Giacomo in cerca di consigli.

Non tutto però potrebbe essere come sembra: ognuno di loro nasconde dei segreti, pensieri reconditi, azioni da cancellare.

In un vortice di intrecci relazionali tra i quattro protagonisti si svolge una storia sempre sul filo del “è così, ma  potrebbe essere diversamente” in uno scambio continuo dei punti di vista. Ognuno dei personaggi agisce e subisce, fa e disfa in un caleidoscopio di divertenti eventi che li porteranno a confrontarsi l’uno con l’altro e tutti insieme in un gioco a come sarebbe potuto essere.

Il testo, davvero bello e ben scritto, è una precisa e attenta analisi di coppia e delle possibili e varie relazioni che possono esistere e anche delle diverse reazioni che possono essere provocate da stimoli simili.

Ad interpretare questa divertente storia, quattro affiatati attori che dimostrano un ottimo rispetto dei tempi teatrali, là dove tempo e ritmo sono parte sostanziale della rappresentazione.

Alessia Tona, anche regista, Maurizio Canforini, Simona Mazzanti e Gianpaolo Quarta si muovono con dimestichezza sul piccolo palco incrociandosi, sfiorandosi, incontrandosi, creando ogni volta scene e ambienti diversi, lasciando aperte alla storia diverse soluzioni.

Il resto lo dovete vedere a Teatro!

Verità…e no è uno spettacolo ironico che dà spunti sulla vita di coppia; molto buona la regia di Alessia Tona, che riesce ad inquadrare con continuità scene diverse, come quei quadri a pannelli che già singolarmente rappresentano un’immagine e poi, affiancati, ne creano un’altra simile, ma più ampia e dettagliata.

Completano l’allestimento le belle musiche originali di Davide Tamburrino e una scenografia curata nei particolari e duttile alla rappresentazione dei diversi ambienti.

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