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Straordinaria commedia musicale di Andrea Perrozzi e Gianfranco Vergoni, dalla scrittura fresca, agevole e immediata, interpretata da veri talenti. Esilarante, commovente, coinvolgente grazie anche all’attenta e fluida regia del grande Fabrizio Angelini e all’assistente alla regia Viviana Tupputi. Un racconto che non cerca strade facili o soluzioni semplicistiche né nel recitato, né, tantomeno, nella partitura e nel cantato.

Dario (Andrea Perrozzi) ed Enrico (Enrico D’Amore)sono due ragazzi trentenni amici da sempre, che hanno diviso e condiviso tutto nella vita; due anime pure che si specchiano l’una nell’altra nel segno della più grande, profonda e sincera amicizia. Due ragazzi che amano cantare e sognano di diventare dei professionisti, ma non hanno i mezzi per fare il salto e si accontentano di un ingaggio come cantanti in un ristorante.

Vivono una vita semplice fatta di sogni, onestà, tanti buoni propositi e delusioni.

Con loro e intorno a loro si muovono gli altri personaggi, tutti protagonisti, in quella magica e suggestiva cornice che è il cuore di Roma e della romanità, Trastevere.

Annina, la sorella di Dario (Francesca Lula Cinanni), l’unica del gruppo che studia per cercare di “diventare qualcuno”; le sue amiche del cuore, Iva (Roberta Marini) e Sara (Valentina Naselli) con le quali Annina divide anche i vestiti; Adriana (Elisabetta Tulli), fidanzata di Dario, che lavora al ristorante del padre e tollera tutti i capricci dettati dalle aspirazioni del suo ragazzo e dalla sua poca voglia di lavorare; un impresario farabutto (Alessandro Salvatori) e la sua segretaria particolare Gabriella (Irene Cedroni), stufa di una vita fatta di bugie, imbrogli e compromessi; uno strozzino e spacciatore Mirko (Tiziano Caputo). I personaggi non sono accennati, ma caratterizzati psicologicamente e approfonditi nelle loro diversità caratteriali.

Otto persone, otto storie; storie di tutti i giorni, storie difficili: la mancanza di lavoro, pochi soldi, molti problemi e tanti sogni. Storie di ordinaria miseria, dove i ragazzi cercano di sopravvivere con i pochi mezzi a disposizione e dove c’è chi si vuole approfittare dei loro sogni per trarne un vantaggio (“Tutto al mondo ha un prezzo, anche i sogni”). Storie all’insegna dell’amicizia più pura che dovrà affrontare il tradimento passando per il dubbio.

Otto sono le sedie vuote sul palco a inizio spettacolo e sipario aperto. Ci sono, però, altri personaggi “minori” interpretati con grandissima abilità, simpatia, immediatezza e versatilità da Alessandro Salvatori; egli infatti non è solo l’impresario truffaldino, ma anche il cantastorie, il presentatore, il padre e la madre di Dario e Annina, il padre di Adriana, il commissario di polizia, il cantante di strada…

Trasteverini è un’opera leggera all’ascolto, ma profonda, vera, come la più sincera e schietta romanità che qui viene rappresentata in tutte le sue tinte. “Siamo romani, trasteverini” cantano i nostri personaggi, mettendo il cuore in questa affermazione, l’orgoglio di chi sa cosa significa essere trasteverino. Una storia di onestà, amicizia e ottimismo, dove viene raccontata la vita vera e vengono vissuti i sentimenti puri.

Il testo è di Gianfranco Vergoni; le musiche di Andrea Perrozzi e le liriche di Veruska Armonioso, Gianfranco Vergoni, Elisabetta Tulli ricreano lo stile degli stornelli romaneschi e delle canzoni della tradizione romana. Fresche, pulite, dirette, sempre col cuore in mano. Canzoni che seppur romane, travalicano i confini del rione per acquisire carattere universalmente valido. I trasteverini sono, tradizionalmente, popolani tenaci, fieri e genuini e diventano qui paradigmi in cui chiunque, anche un non romano, può identificarsi.

A dare vita alla colonna sonora di questo spettacolo le bellissime voci di tutti gli interpreti diverse tra loro, ma che si fondono in un’ottima polifonia e perfetta fusione nei momenti corali. Perché Trasteverini è uno spettacolo corale, collettivo, dove le singole voci si staccano per raccontare la propria storia e poi tornare nel gruppo.

Eccellente l’interpretazione recitativa di tutti i protagonisti.

Trasteverini è una commedia musicale che meriterebbe di rimanere in cartellone per mesi e anche più; una commedia che sta riscuotendo enorme successo e tutte le sere è sold out.

E’ forse il segno di una rivoluzione in atto nel teatro e nel pubblico italiani?

Io lo spero.

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