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A poca distanza dall’ultima (la sesta) edizione italiana, proposta dalla Compagnia dell’Alba con la regia e le coreografie riprodotte da Fabrizio Angelini, torna a teatro Aggiungi un posto a tavola.

Lo ha voluto fortemente Alessandro Longobardi per celebrare gli ottant’anni del Teatro Brancaccio prodigandosi, senza esitazioni e senza risparmiarsi, per riportare sulle scene una delle più amate commedie musicali italiane.

All’annuncio della settima edizione dello spettacolo mille voci contrastanti si sono rincorse.

Molti si aspettavano, probabilmente, un rinnovamento totale della commedia, forse anche un suo stravolgimento, ma Aggiungi un posto a tavola non è un revival e basterebbe un semplice motivo per spiegarlo: l’essere vincolato dai diritti.

Per fare un esempio, revival è l’ultima edizione di Grease, che, dopo vent’anni, rivede nuova vita in un allestimento più fresco.

Aggiungi un posto a tavola gioca più su un effetto di dolce nostalgia, sul desiderio di rivivere qualcosa di trascorso che ci ha fatto emozionare.

Allora, cosa  fare, di fronte ad Aggiungi un posto a tavola? Guardare lo spettacolo e giudicare in base a ciò che si vede, valutando se il lavoro svolto sia stato eseguito bene, oppure no.

Lo spettacolo, dal punto di vista creativo, è quello di sempre: è la stessa commedia musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri; le musiche sono quelle composte dal grande Armando Trovajoli e realizzate da un’orchestra dal vivo di sedici elementi diretta dal M° Maurizio Albeni, già assistente di Armando Trovajoli, mentre le parti corali sono dirette dal M°Marco Bosco; la regia è quella originale di Garinei e Giovannini, qui con la ripresa teatrale di Gianluca Guidi; le coreografie sono quelle di Gino Landi, assistito da Cristina Arrò;  le scene di Giulio Coltellacci sono state ricreate e ricostruite in modo eccellente da Gabriele Moreschi, mentre  la bravissima Francesca Grossi ha adattato con freschezza i costumi originali di Coltellacci.

Dal punto di vista della realizzazione cosa cambia? Molto, non fosse altro per la presenza di un gran bel cast inevitabilmente diverso. Perfettamente in linea con la migliore tradizione di questo spettacolo, ognuno porta una cifra stilistica personale nel proprio personaggio, restituendolo nella sua immagina originale, ma con nuova espressività ed energia.

Dal punto di vista del risultato, Aggiungi un posto a tavola è un bello spettacolo che continua a funzionare, come, con buona pace di molti, dimostrano i continui tutti esaurito di questi giorni e i tanti applausi durante lo spettacolo e alla fine.

Qual è uno dei grandi rischi a cui può andare incontro uno spettacolo del genere? Quello di far rimpiangere i grandi del passato che hanno contribuito a renderlo celebre. Il rimpianto, però, è legato alla delusione del presente nei confronti di un passato che si vive con nostalgia e che si vorrebbe che tornasse.

Qui, alla dolce nostalgia di cui sopra, non fa riscontro alcun rimpianto, ma, anzi, la piacevolissima effervescente presenza di grandi protagonisti.

Gianluca Guidi dà vita e carattere, nonostante qualche difficoltà, a Don Silvestro, colorandolo nelle sue convinzioni e nei suoi dubbi, nella sua forza e nelle sue debolezze. E’inevitabilmente, per genetica, erede di suo padre, il grandissimo Johnny Dorelli, e ha la fortuna/sfortuna, croce e delizia, di assomigliargli sotto diversi punti di vista.

Emy Bergamo si riscatta di un’interpretazione, soprattutto vocale, non troppo convincente in …e se il tempo fosse un gambero, interpretando il personaggio “controverso” della storia, Consolazione, con grandissima efficacia, simpatia e bravura.

Marco Simeoli è un simpaticissimo, eccentrico e divertentissimo Sindaco Crispino, un personaggio che gli calza perfettamente e a cui dona tutta la sua verve comica così caratteristica e mai eccessiva.

La giovane Beatrice Arnera colpisce per freschezza, carica e incisività, anche se non sempre convince a livello vocale.

Piero Di Blasio è divertentissimo e brillante nella sua interpretazione di Toto con la quale conquista il pubblico.

Francesca Nunzi è un’Ortensia che fa sentire la propria presenza con misura.

Il grande Enzo Garinei presta la voce  a Dio.

Insieme a loro un importante ensemble di diciassette cantanti e ballerini (Greta Arditi, Antonio Balsamo, Beatrice Eugenia Berdini, Vincenza Brini, Francesco Caramia, Silvia Contenti, Nicolas Esposto, Marta Giampaolino, Giampiero Giarri, Simone Giovannini, Matteo Guma, Francesca Iannì, Franscesco Lappano, Gianluca Pilla, Arianna Proietti, Annamaria Russo, Alessandro Schiesaro) la cui presenza e il cui apporto sono decisamente incisivi. Le scene corali, infatti, sono bellissime e di grandissimo impatto,  creano immagini potenti e sono cariche di forti messaggi.

La regia di Gianluca Guidi non tradisce quella originale di Garinei e Giovannini, alla quale è conforme non solo per necessità, ma anche per capacità.

La scenografia è imponente: la chiesa, il campanile, la piazza, la statua, la casa di don  Silvestro, il salotto di Crispino, la camera di Clementina, la camera di Consolazione ruotano con ammirevole fluidità su un doppio girevole. Senza dimenticare anche la presenza della grande arca.

Grande valore aggiunto poi lo dà la presenza dell’Orchestra.

Il disegno luci è quello sempre preciso, giusto e accurato di Umile Vainieri.

In molti ci chiediamo se abbia ancora senso portare in scena uno spettacolo come Aggiungi un posto a tavola. La società è cambiata e con essa i gusti e le cose in cui si crede. Allora, è ancora attuale il suo messaggio? Sicuramente sì, se si pensa che Aggiungi un posto a tavola è una favola che parla di amore e accoglienza, che invita le persone a riscoprire la propria umanità. In fondo, lo stesso titolo e il tema portante dello spettacolo invitano all’apertura e all’accoglienza verso l’altro, lo straniero, il diverso da sé. Allo stesso tempo la fede è la fiducia che l’uomo deve riporre in se stesso e negli altri per creare un futuro che possa appartenere a tutti.

Con delicatezza la regia di Gianluca Guidi pone l’accento sulla contraddizione di un dio creatore che vuole la distruzione dell’uomo, rinforzando la posizione di quest’ultimo nella sua dimensione sociale. L’uomo, da solo, è poca cosa, è individuo che può esistere solo in relazione agli altri uomini. Sconvolto dalle onde degli eventi dimentica che si è forti se si è uniti, ma se una formica è solo una formica e da sola non esiste, cento formiche, schierate in lunga fila insieme esistono e smuovono le montagne.

 

Aggiungi un posto a tavola

una produzione Alessandro Longobardi per Viola Produzioni – Teatro Brancaccio

commedia musicale di Garinei e Giovannini

scritta con Jaja Fiastri

regia originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini

ripresa teatrale di Gianluca Guidi

musiche di Armando Troavajoli

con Gianluca Guidi, Emy Bergamo, Marco Simeoli, Beatrice Arnera, Piero Di Blasio, Francesca Nunzi

la voce di Gesù è di Enzo Garinei

cover e alternate Matteo Cuma e Stefano Dilauro

ensemble Greta Arditi, Antonio Balsamo, Beatrice Eugenia Berdini, Vincenza Brini, Francesco Caramia, Silvia Contenti, Nicolas Esposto, Marta Giampaolino, Giampiero Giarri, Simone Giovannini, Matteo Guma, Francesca Iannì, Franscesco Lappano, Gianluca Pilla, Arianna Proietti, Annamaria Russo, Alessandro Schiesaro

con Orchestra dal vivo

Foto di copertina di Marina Alessi

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