THE PRUDES Gianluigi Fogacci Carlotta Proietti

C. Proietti e G. Fogacci_ThePrudes 2

In scena all’Off/Off Theatre, The Prudes è una commedia di Antony Neilson che indaga sulle relazioni di coppia anche nella loro componente sessuale.

Sul palco James e Jessica attendono che il pubblico prenda posto in sala: si guardano, parlottano, fanno delle facce compiaciute e complici. Loro sono i Prudes del titolo. Anzi, tecnicamente non sarebbe nemmeno corretto chiamarli così, perché James Prudes e Jessica non sono sposati.

Non sono nemmeno così puritani o moralisti come la traduzione del titolo vorrebbe far intendere: James e Jessica, infatti, sono fidanzati da nove anni e convivono da sei. Il matrimonio, poi, per James è un retaggio patriarcale, nonostante Jessica dall’espressione che fa non sembri molto d’accordo.

E’ Jessica a svelare il motivo della loro presenza lì: nonostante per loro il sesso non sia un tabù, non lo praticano da quattordici mesi e quattro giorni (come è scritto sul suo diario). Non insieme almeno, perché si scoprirà, dalle confessioni che entrambi faranno separatamente al pubblico, che si autocompiaciono separatamente.

Insomma i Prudes non sono prudes, eppure, nonostante questo, hanno un problema: il calo del desiderio all’interno della coppia. E’ James ad avere più problemi in questo senso, impedimenti decisamente fisici dovuti a dei blocchi psicologici.

Dopo una terapia di coppia Jessica arriva ad una soluzione che è un aut aut: dovranno fare sesso davanti alla platea altrimenti Jessica lascerà James. Per James non sarà facile far fronte a questa imposizione: non sarà tanto l’imbarazzo a praticare il sesso davanti a degli spettatori, quanto proprio una difficoltà oggettiva ad eccitarsi insieme alla sua compagna.

Non si tratta di una crisi di mezza età; nemmeno di una crisi del settimo anno, perché non potrebbe. James e Jessica si amano; il loro rapporto non li ha annoiati. Eppure non fanno più sesso. Ora sono davanti al pubblico per praticare una soluzione drastica.

James e Jess si confrontano, discutono, analizzano il proprio rapporto, mettendo in gioco anche il reciproco passato personale. Spesso si isolano l’uno dall’altro rivolgendosi al pubblico per una confessione personale e il racconto diventa una sorta di terapia collettiva.

Si raccontano l’uno all’altra e a se stessi e raccontano di sé al pubblico che non è solo spettatore, ma anche attore di se stesso potendosi immedesimare in alcuni pensieri e atteggiamenti, in certe affermazioni, ognuno a proprio modo.

The Prudes è una commedia dolce amara che scruta il rapporto di coppia sondando il non detto. Attraverso i due personaggi simpatici e a tratti buffi e la narrazione molte volte divertente, analizza gli aspetti più complicati di una relazione per ritrovarsi a risolverla, poi, nella semplicità, immensa, dell’amore.

L’amore ha mille sfaccettature e muta nel tempo: si deve imparare ad accompagnare il cambiamento, mutando insieme. Si deve decidere se continuare ad inseguire il ricordo di una passione oppure vivere il presente riconoscendo che nel tempo il desiderio sessuale reciproco diminuisce, ma l’amore può restare, a volte anche più forte e si manifesta nel sostegno, nel rispetto e nella voglia di continuare a stare insieme non per noia o per paura di ricominciare, ma perché, in fondo, l’altra persona ci fa stare bene ed è il posto dove il nostro cuore trova riparo e gioia.

Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci sono molto bravi a rappresentare questa relazione complicata tra i propri personaggi. Jessica più reattiva e intraprendente, decisa a dare un’ultima possibilità a James che, invece, è più imbarazzato, forse impacciato, magari solo preoccupato di fare brutta figura o, piuttosto, di non essere all’altezza, deluderla e perderla.

La commedia ha quello stile british che non è immediato e diretto: è sempre un dire e non dire, un accennare, un fare riferimento. In Italia siamo abituati ad una comicità più decisa, a battute che scatenano fragorose risate.

In The Prudes si ride, ma al modo inglese e questo, insieme ai tempi non proprio incalzanti, è un aspetto da tenere in considerazione. Tradurre lo spettacolo con un registro più vicino a noi, però, rischierebbe di mettere in secondo piano l’aspetto riflessivo privilegiando la battuta.

Molto carina l’idea di proiettare alle spalle degli attori le scene realizzate come fumetti disegnati a mano.

Politeama srl

presenta

The Prudes

di Anthony Neilson

traduzione Natalia di Giammarco

regia Gianluigi Fogacci

con Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci

aiuto regia Maria Stella Taccone

scene e costumi Susanna Proietti

musiche originali Giovanni Mancini

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