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TEATRO ELISEO

100 ANNI

Eccoci arrivati ad un importante traguardo: il Teatro Eliseo festeggia cento anni!

È nel maggio del 1918 infatti che la sua storia prende il via sotto la nuova insegna ‘Eliseo’, storia iniziata nel 1900 quando sulla terrazza di Palazzo Rospigliosi viene inaugurata l’Arena Nazionale, spazio teatrale all’aperto, poi edificato in muratura nel 1910 con il nome di Teatro Apollo.

Questo centenario ha un particolare valore perché non rappresenta un punto di arrivo ma un nuovo inizio. Dopo i primi tre anni che considero di rodaggio, questa ricorrenza è per me la celebrazione di una nuova partenza, di una rinascita culturale.

Il Teatro Eliseo è stato palcoscenico del migliore teatro e simbolo culturale della Nazione. Quella che ereditiamo è una grande responsabilità, non solo per il patrimonio artistico che ci è stato consegnato, ma anche perché siamo depositari di quel pensiero libero, privo di pregiudizi, che contrasta la semplificazione e l’impoverimento intellettuale.

Per Roma e per la cultura italiana le storiche sale di Via Nazionale sono state, devono essere e saranno luoghi essenziali di elaborazione dove impastare e ricreare. In questo primo triennio abbiamo preso le misure con gli artisti e con la città; la rotta dei prossimi anni seguirà il concetto di innovazione, provocazione e rielaborazione della tradizione senza cadere nell’autocelebrazione del passato.

L’esperienza Eliseo è un’occasione per declinare la creatività di giovani autori, registi e interpreti e per riconoscerne le radici nei personaggi che hanno scritto la storia del teatro: Petrolini, Totò, Magnani, De Filippo, Visconti, De Lullo, Valli, Falk, Stoppa, Morelli, Interlenghi, Zeffirelli, Gassman, Tieri, Proclemer, Albertazzi, Mastroianni, Cervi, Patroni Griffi, Squarzina, Volonté, Tognazzi, Vitti, Melato, Manfredi, Valeri, Pandolfi, Orsini, Mauri, Lavia, Paglia, Orlando, Pagni, Gullotta, Cecchi e tanti, tanti altri.

Questo spazio vuole essere una casa per gli artisti, un laboratorio di idee che spero possa accendere una scintilla contagiosa anche per le altre istituzioni culturali e i luoghi d’eccellenza. Viviamo purtroppo in una fase di oscurantismo – la Cultura è un concetto assente da ogni programma politico. Motivo in più per proseguire nella sfida, per esigere bellezza, riscoprire etica e passione e tenere accesa la luce sulla complessità della contemporaneità.

Mi piace pensare che l’artista sia scienziato delle idee, scevro da ogni sterile critica sociale o morale, e che il teatro sia osservatorio privilegiato dove è possibile contrapporre originali chiavi interpretative della realtà e sperimentare nuove forme narrative, pittoriche e musicali.

Nel brand Eliseo confluiscono sinergicamente diverse attività parallele. Qui la creatività è posta al di sopra di tutto e le eccellenze del teatro, della musica, del cinema, della fiction e dell’arte si congiungono in un crocevia di linguaggi. Qui uno spunto teatrale può diventare pellicola cinematografica, la protagonista di un dramma storico può ispirare una fiction Rai, un romanzo può trasformarsi in sceneggiatura, un dibattito scientifico può portare a scoperte innovative. L’intuizione è un piccolo seme contro il pregiudizio che porta ad una visione diversa del mondo attraverso un conflitto sano.

Ad aprire il cartellone sarà il Prologo di stagione, ricco di appuntamenti che faranno vivere contemporaneamente tutti gli spazi teatrali nei mesi di settembre e ottobre, lasciando poi il testimone alla stagione di prosa vera e propria.

In questa vibrante aria di festa sfileranno alcuni degli abiti storici indossati dai grandi protagonisti del teatro in una Mostra permanente della Sartoria Teatrale Farani.

Nel foyer di platea e balconata si susseguiranno otto spettacoli. Kamikaze napoletano scritto e interpretato da Arcangelo Iannace, regia di Francesco Frangipane; Ogni bellissima cosa di Duncan MacMillan e Jonny Donahoe con Carlo De Ruggieri diretto da Monica Nappo; L’ammore nun’è ammore di Dario Jacobelli diretto e interpretato da Lino Musella; Spregevole di Dario D’Amato con Edoardo Pesce per la regia di Gabriele Galli; Io lavoro per la morte testo e regia di Nicola Russo in scena con Sandra Toffolatti; Senza voce di e con Marco Vergani per la regia di Vinicio Marchioni; il reading del successo letterario Qualcosa di Chiara Gamberale, in scena con Emanuele Trevi e Marcello Spinetta diretti da Roberto Piana; Hamletas, originale versione dell’ Amleto tutto al femminile. Dieci le attrici sul palco dirette da Sarah Biacchi, tra cui Francesca Ciocchetti e Ludovica Modugno.

L’istallazione d’arte viaggiante Blink Circus di Lorenzo Mastroianni accoglierà dieci spettatori per volta alla scoperta del circo più piccolo del mondo, mentre torna a grande richiesta Medea per strada di Elena Cotugno e Fabrizio Sinisi, spettacolo itinerante per sette spettatori, a bordo di un furgone per la regia di Giampiero Borgia.

Al Piccolo infine si potrà assistere allo spettacolo musicale Note da Oscar della Rimbamband e alla premiazione dello spettacolo finalista del Premio Eliseo per la Scuola, in collaborazione con il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.

Nove i titoli con cui il Teatro Eliseo celebra la tradizione attraverso la lente di ‘illuminati’ adattamenti, regie contemporanee e interpreti prestigiosi. Alza il sipario il 30 ottobre la nostra prima produzione di stagione, Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Vi racconteremo il viaggio interiore alla ricerca della bellezza di due protagonisti che da rivali in amore si scoprono fratelli. In scena, accanto a me, Luca Barbareschi, Maurizio Lastrico e per la prima volta a teatro Valentina Bellè, nuovo talento del cinema italiano. L’adattamento è di Michele Santeramo e la regia di Nicoletta Robello Bracciforti.

Dopo il successo ottenuto al Teatro Greco di Siracusa, dal 27 novembre un classico di Aristofane, Le rane, interpretato da Ficarra e Picone diretti da Giorgio Barberio Corsetti. Una scommessa vinta per la coppia amatissima dal pubblico che riesce a far ridere con un testo di 2500 anni fa.

Da un altro tempio del teatro antico, il Teatro Grande di Pompei, giunge l’11 dicembre il capolavoro di Oscar Wilde: Salomè, simbolo eterno di amore e morte nell’adattamento e regia di Luca De Fusco. Protagonista un eccezionale interprete della scena, Eros Pagni, affiancato da Gaia Aprea e Anita Bartolucci.

Risate assicurate per le feste natalizie con un’altra nostra produzione! Dal 27 dicembre va in scena Miseria e nobiltà con Lello Arena, perfetto erede della maschera di Eduardo Scarpetta, diretto da Luciano Melchionna.

Michele Riondino, Anna Maria Guarnieri e Federica Rosellini daranno vita,dal 22 gennaio alle pirotecniche avventure del romanzo di Michail Bulgakov Il Maestro e Margherita, rivisitato dalla penna di Letizia Russo e dalla regia di Andrea Baracco.

Uno straordinario Glauco Mauri si misura con l’ultimo capolavoro di Fëdor Dostoevskij: I fratelli Karamazov. Accanto a lui, a scandagliare l’animo umano di questo classico della letteratura russa, il compagno d’arte di sempre Roberto Sturno. In scena dal 5 febbraio per la regia di Matteo Tarasco.

A quarant’anni dal suo debutto, torna a teatro lo spettacolo musicale di Luigi Magni La commedia di Gaetanaccio, nostra produzione in scena dal 19 febbraio. Nei ruoli dei protagonisti, Giorgio Tirabassi e Carlotta Proietti, in continuità con l’allestimento storico allora diretto e interpretato da Gigi Proietti.

Un inno al teatro quello di Gabriele Lavia, che dal 13 marzo dirige e interpreta con Federica Di Martino l’ultima opera incompiuta di Luigi Pirandello I giganti della montagna.

E a chiudere un monologo divenuto ‘cult’ della scena italiana: dal 2 aprile prosegue la rotta, come il transatlantico Virginian, Novecento di Alessandro Baricco, con Eugenio Allegri diretto da Gabriele Vacis.

Mentre gli spettacoli in scena al Teatro Eliseo rivisitano la tradizione, il palco del Piccolo Eliseo si apre ad un ventaglio di nuove proposte.

Il 25 ottobre debutta Il gatto dall’omonimo irriverente romanzo di Georges Simenon, adattato da Fabio Bussotti. Nel ruolo dei due coniugi uniti dall’odio Alvia Reale e Elia Schilton. Regia da Roberto Valerio.

Dal 15 novembre Silvio Peroni dirige un cast di sei giovani attori in Il giorno del mio compleanno di Luke Norris. Un testo divertente sul dolore, sui legami di amicizia e sulla paura di crescere.

Licia Maglietta firma drammaturgia, regia e scene di Amati enigmi da Clotilde Marghieri, una conversazione intima sulla ‘grande età’ in scena dal 6 dicembre.

Attesissimo ritorno di Carrozzeria Orfeo dal 3 gennaio. Dopo il successo delle precedenti stagioni, il collettivo formato da Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi si presenta al suo pubblico con la Trilogia completa: Cous Cous Klan, Animali da Bar, Thanks for Vaselina (quest’ultimo di prossima uscita anche in versione cinematografica, prodotto da Casanova Multimedia).

Una storia che sviscera uno degli ultimi grandi tabù dello sport, l’omosessualità.  Fuorigioco di John Donnelly, che debutta il 31 gennaio, vede in scena Edoardo Purgatori, Federico Lima Roque, Giorgia Salari, Gianluca Macrì. Regia di Maurizio Mario Pepe.

La straordinaria musicalità della lingua del Bardo in Shakespea Re di Napoli, testo composto e diretto da Ruggero Cappuccio che da più di vent’anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri. Dal 21 febbraio, con Claudio Di Palma e Ciro Damiano.

Dopo il successo di Scannasurice, Carlo Cerciello torna al Piccolo Eliseo con un testo di Manlio Santanelli Regina madre. Autentico gioiello di drammaturgia contemporanea italiana, definito da Ionesco èxtraordinaire, vede impegnati Fausto Russo Alesi e Imma Villa dal 7 marzo.

Massimiliano Bruno è autore e protagonista di Zero, un giallo teatrale che diverte, un intrigo disperato e sarcastico per la regia di Furio Andreotti. Dal 21 marzo.

Dal 4 aprile un progetto che coinvolge diversi artisti. Francesco Di Leva e Pino Carbone si fanno portavoce di un omaggio al celebre pugile Muhammad Ali.

Autore amatissimo, dopo due stagioni di successo con Lacci interpretato da Silvio Orlando, questa volta in veste di produttore, Domenico Starnone ritorna con Autobiografia erotica. Un nuovo bellissimo testo tratto dall’omonimo romanzo sul linguaggio osceno dell’amore. Dal 3 maggio con Vanessa Scalera e Pier Giorgio Bellocchio, diretti da Andrea De Rosa.

In chiusura un altro lavoro dedicato allo sport. Spoglia-toy, undici monologhi, storie di calciatori/toys. Uno spettacolo di Luciano Melchionna, in scena dal 16 maggio

Nato lo scorso anno, l’Eliseo Off rappresenta il centro di produzione permanente del teatro dedicato alla nuova drammaturgia. Il piccolo spazio situato nel foyer di seconda balconata permette agli artisti di sperimentare soluzioni che possano far partecipare il pubblico sin dalla prima fase di creazione.

Tra i titoli della stagione, composta unicamente da novità assolute, troviamo: Cose così, scritto e diretto da Paola Ponti, con Carmen Giardina, Paolo Zuccari, Elodie Treccani, Stefano Quatrosi, Constance Ponti, Mario Russo; Diario di una casalinga disperata, liberamente ispirato al best seller di Sue Kauffman, adattato da Ferdinando Ceriani che dirige Carla Ferraro; Sunset Limited di Cormac McCarthy, interpretato da Cosimo Rega e Arcangelo Iannace per la regia di Francesco Frangipane; Shenzhen significa inferno, testo di Stefano Massini, con Barbara Chichiarelli diretta da Roberto Romei; Oleanna di David Mamet con Elisa Menchicchi e Francesco Rossini, regia di Elmiliano Bronzino; Judith di Jorge Palant tradotto e diretto da Anna Ceravolo per Silvana Bosi e Cristina Maccà.

Migliaia le persone che hanno partecipato anche quest’anno agli immancabili eventi gratuiti di Eliseo Cultura a cura di Alessandro Vaccari. Scienza, letteratura, poesia e arte in trentasette appuntamenti programmati per interpretare la complessa attualità sociale e culturale del nostro Paese. Il fitto calendario di lezioni, presentazioni e approfondimenti si articola in cicli di incontri con cadenze mensili per tutta la stagione. Una delle novità, Il teatro civile, dedicato al centenario dell’Eliseo e al suo ruolo sociale e culturale svolto nel Paese nel corso del suo secolo di storia. Tra le sue quinte ad esempio è stato fondato Il Mondo, settimanale di politica e cultura creato da Mario Pannunzio, redattore capo Ennio Flaiano. Con un interessante testo di Pierluigi Battista, Eliseo Cultura dedica inoltre una serata evento a Boris Pasternak a sessant’anni dal conferimento del Premio Nobel mai ritirato per l’opposizione del regime.

Libertà, Giustizia, Economia e Informazione sono i temi centrali della serie Spiriti Liberi, appuntamenti realizzati in collaborazione con Massimo Bernardini e affrontati attraverso il confronto dei maggiori protagonisti italiani e stranieri.

Mario Sechi ci guiderà in un viaggio internazionale tra I grandi imperi che caratterizzano la politica mondiale: America, Russia, Cina, il mancato impero europeo e l’impero invisibile della finanza internazionale, il più potente di tutti.

Dopo il successo degli affollatissimi scontri letterari della scorsa stagione, continua la collaborazione con Valerio Magrelli e i Cultural Combat.

Ancora la letteratura sarà protagonista di una serie di incontri condotti da Annalena Benini, che porterà sul palco del Piccolo Eliseo Melania Mazzucco, Sandro Veronesi, Valeria Parrella, Alessandro Piperno e Walter Siti.

Anche quest’anno Giuseppe Di Giacomo non mancherà di stupire. In occasione del centenario accenderà un faro specifico sulle grandi opere che hanno fatto la storia del teatro attraverso una riflessione a tutto tondo.

Le nuove frontiere della scienza e dell’innovazione tecnologica, le novità nel campo della medicina e le rivoluzioni della fisica saranno di nuovo protagoniste della serie di successo La scienza e noi, a cura di Viviana Kasam, realizzata in collaborazione con Brain Circle Italia.

Un ritorno, quello di Luca Serianni che terrà tre incontri su Dante, il sommo poeta, visto tra le pieghe della sua opera.

Tre i titoli in programma per Eliseo ragazzi: Molto rumore per nulla di Shakespeare nell’adattamento e regia di Ilaria Testoni; Il codice del volo, scritto, diretto e interpretato da Flavio Albanese con la collaborazione artistica di Marinella Anaclerio.

E infine, una conferma, quella con Europa InCanto che ha coinvolto più di cinquantamila studenti in sette regioni d’Italia e più di cento attori in diversi cast. L’ambizioso progetto, ideato da Nunzia Nigro, porta l’opera lirica prima nelle scuole italiane e poi a teatro con lo scopo di formare giovani e preparati futuri spettatori.

Eliseo per la Scuola ha confermato la prolifica sinergia fra il Teatro Eliseo, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. Decine e decine le scuole coinvolte nelle nostre attività con laboratori, incontri (con il Cardinal Ravasi e con Tito Schipa), il Premio Eliseo per la Scuola, il Premio della Giornata Mondiale del Teatro e il progetto Alternanza Scuola-Lavoro. Il successo di tutte queste attività dall’alto valore didattico ci stimolano a proseguire.

Classica, jazz, pop e musica contemporanea si alterneranno per Eliseo Musica, stagione concertistica che, con una particolare sensibilità verso i giovani, vanta ormai diverse collaborazioni con alcune delle istituzioni musicali italiane più prestigiose.

Completa la Stagione del Centenario la sezione Eliseo Extra. Oltre alla mostra di abiti della Sartoria Farani, ospitiamo dal 4 al 14 ottobre il Festival del Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi con il suo fitto calendario di spettacoli teatrali, mostre fotografiche, proiezioni, concerti e convegni per fare luce su tematiche importanti come i ‘Quarant’anni dalla 180’ o la ‘Teatro Terapia’.

Novità per il nostro teatro, la decima edizione del format teatrale che cambia la Storia Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia® Colpevole o innocente di Elisa Greco ovvero La Storia a Processo! con quattro appuntamenti il 12 novembre, il 10 dicembre, l’11 febbraio e il 15 marzo.

Le emozioni che portiamo sul palco provengono dalle nuove energie che coltiviamo in sinergia con grandi partner. Un particolare ringraziamento lo voglio dare al Teatro Tor Bella Monaca, ad Alessandro Benvenuti e a Filippo D’Alessio con i quali portiamo avanti ormai per il terzo anno consecutivo il Progetto Periferie che ospita le nostre produzioni accogliendo calorosamente i nostri protagonisti.

Luca Barbareschi

 

 

PROLOGO DI STAGIONE

18 30 settembre 2018 h. 20.30

ELISEO Off

 

kamikaze napoletano

Scritto e interpretato da ARCANGELO IANNACE

Regia Francesco Frangipane

Produzione Teatro Eliseo

La tragicomica esistenza di Rosario, un insolito kamikaze che pensa di aver trovato finalmente la sua salvezza nel martirio, forse. Un uomo qualunque che vende fazzolettini di carta ai semafori. Un incontro qualunque che sembra cambiare il suo modo di esistere o di morire. Ora però lui è pronto ad andare, ma dove? … perché se non vado, io non so più dove andare…allora è meglio che vado.

Inizia così il suo viaggio, e per fuggire dal proprio destino abbraccia un destino che non è il suo. Andare a morire per riappropriarsi della necessità di esistere per dare inizio a un cambiamento che non è mai riuscito a fare, nella disperata ricerca di “…un motivo più grande…”. Un uomo che cerca di sfuggire a un mondo bigotto dove …c’è troppa approssimazione… troppo qualunquismo… e per sottrarsi alla propria disfatta quotidiana decide di investirsi di un ideale più grande. Diventare Martire.

Ad accompagnarlo c’è Adib, il suo amico ambulante, e dietro di loro altre storie fatte di fallimenti, la famiglia, la fidanzata, gli amici, il contesto sociale di cui Rosario è parte e che adesso gli sembrano persino più stranieri dello stesso Adib. Sarà proprio quest’ultimo a indicargli la via del riscatto attraverso una suprema manifestazione di fede, un grande esercizio di speranza, che nascondono la disperata volontà di riconoscimento. Così Rosario si carica di una missione che non comprende fino in fondo ma che gli pare “qualcosa di più grande”, certamente qualcosa che per lui diviene un ideale salvifico. Per cui vivere. Per cui morire. Ammesso di riuscire a percorrerla fino in fondo quella strada, “sempre dritto”. Senza esitazioni.

Partendo dalla singola esperienza di un uomo qualunque – spiega nelle sue note il regista – abbiamo voluto raccontare la storia di quanti passano la propria esistenza senza riuscire a dire quello che veramente vorrebbero dire, di quanti non riescono a fare quello che veramente vorrebbero fare. Uomini schiacciati dal peso delle proprie abitudini, dall’opprimente educazione familiare, dal qualunquismo di un pensiero comune, dall’atavico senso di colpa, che, pur avendone una vaga consapevolezza, preferiscono vivere il vittimismo della propria esistenza piuttosto che assumersi la responsabilità del cambiamento.

 

Foyer II balconata

Biglietto: 7 €

 

18 settembre – 7 ottobre 2018 h. 20.30

Spettacolo itinerante a bordo di un furgone

 

Medea per strada

Drammaturgia di Elena Cotugno e Fabrizio Sinisi

Con

ELENA COTUGNO

Ideazione e regia Gianpiero Borgia

Produzione Teatro dei Borgia

‘Medea per strada’ non è semplicemente uno spettacolo: è un’esperienza che ci ha attraversato e che desideriamo attraversi e scuota anche il pubblico. Ed è per il coinvolgimento emotivo di ogni singolo spettatore che è nato questo lavoro immersivo ed esperienziale, che si svolge su un furgone in movimento, in prossimità fisica con l’attrice. Il progetto nasce da un’idea di Gianpiero Borgia, sviluppata poi da Elena Cotugno, lungo un intenso percorso di approfondimento e mesi di volontariato sul campo, che tuttora prosegue a fianco di assistenti sociali e associazioni che si occupano dell’assistenza in strada e del tentativo di recupero di alcune di queste donne.

La drammaturgia che ne è nata si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea rivelando allo spettatore d’oggi la “tragedia dello straniero” con la forza del mito greco. Si racconta la storia di una giovane migrante, scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata e da cui ha due figli.

Abbiamo provato a leggere e a raccontare oltre la superficie – afferma Gianpiero Borgia – la storia di alcune migliaia di esseri umani, partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo qui in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne straniere, sconosciute eppure in qualche modo famigliari come elementi dell’arredo urbano cui siamo abituati, che popolano le nostre strade. Donne partite alla ricerca di una vita migliore e invece ritrovatesi nel racket della schiavitù della prostituzione.

L’ambientazione è la strada, non una, ma tutte le strade della prostituzione. Il pubblico, 7 spettatori per volta, viene invitato a salire su un vecchio IVECO Daily e percorre un itinerario assieme a una donna rumena. È una madre, una straniera, la chiamiamo Medea. Il pubblico viaggia con lei dal teatro verso le zone della città popolate di donne come lei. Ascolta il racconto del suo viaggio fino all’Italia, della sua vita, della sua storia d’amore che inizia in un albergo albanese e per finire sulla strada di una qualsiasi città Italiana. Si condivide un pezzo del percorso con lei, sinché non salta giù e fugge via, perdendosi nella città. Ad accompagnare lo spettacolo un blog (ilfurgoncinodimedea.wordpress.com), sul quale viene tracciata una mappa delle strade percorse in tutta Italia e si raccolgono testimonianze delle persone incontrate cercando il confronto e l’approfondimento.

Biglietto: 10 €

 

18 26 settembre 2018 h. 21.30

Foyer Platea

OGNI BELLISSIMA COSA

Di Duncan Macmillan e Jonny Donahoe

Traduzione Monica Nappo

Con

CARLO DE RUGGIERI

Regia Monica Nappo

Co-produzione Nutrimenti Terrestri, Parma Teatro Due, Piano b

Quando sei bimbo e i grandi fanno cose che tu non capisci tanto, provi a domandare loro che sta succedendo, ed eventualmente, a dare il tuo aiuto. In alcuni casi puoi scoprire che il tuo aiuto e il tuo modo di reagire restano invariati dopo venti anni. Ogni bellissima cosa parla proprio di questo. Di una persona che parla di quando da bambino sia stato costretto a chiedersi cosa fosse questa cosa chiamata morte, cosa volesse dire la frase “Mamma è depressa.” Neanche il papà sa rispondere, e quindi il bimbo inizia una lista di tutte le cose bellissime che ci sono attorno a noi e che sono un buon motivo per vivere e svegliarsi con il sorriso. Questa storia può accadere ovunque nel mondo, perché è ovunque nel mondo che accadono queste storie.

Duncan Macmillan ci racconta qualcosa che è un po’ la sua vita ma è un po’ la vita di tanti di noi, e così facendo inizia a costruire un mondo sotto i nostri occhi dove il teatro è un gioco per bambini alla sua massima potenza. E allora tutti possono diventare parte della storia, allora una giacca può diventare un cane, un calzino uno psicologo e una lista di bellissime cose può ricomparire dopo 20 anni magicamente da una scatola, quando ormai sei un adulto. E quella lista può essere lo stesso viatico di luce che fu quand’eri bambino, perché le cose bellissime che ci circondano ci sono ancora. Anzi, ora sei più grande e la lista può solo essere più lunga.

Ed il testo ci dice proprio questo, che il teatro non ha bisogno di molto, come i giochi dei bambini e che il nostro modo di vedere la vita fatto di ironia e malinconia non ha bisogno di effetti speciali per dipanarsi o di particolari qualità, ma solo di un luogo dove degli esseri umani decidono di volersi incontrare.

Every brilliant thing è stato definito dal Guardian un monologo interattivo, e là dove l’argomento della depressione e il suicidio potrebbe sembrare porti a tristezza, lo spettacolo diventa invece, affrontando questi temi, un gioioso, unico, potente inno alla vita.

Biglietto: 12 € con consumazione

 

20 23 settembre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

L’AMMORE NUN’è AMMORE

30 sonetti di Shakespeare traditi e tradotti da Dario Jacobelli

Con

LINO MUSELLA

e

MARCO VIDINO (cordofoni e percussioni)

Disegno luci Hossein Taheri

Regia Lino Musella

Produzione Elledieffe in collaborazione con Le Vie dei Festival

Nato a Le vie dei Festival 2016, grazie ad un precedente studio realizzato alla Festa di Teatro EcoLogico di Stromboli, L’Ammore nun’è Ammore, presentato per una sola sera nel settembre del 2016, è uno degli spettacoli che ha lasciato una più profonda emozione nel pubblico del Festival.

Dapprima è la musica di Marco Vidino, ai cordofoni e alle percussioni, ad accogliere gli spettatori de L’ammore nun’è ammore, creando per il pubblico atmosfere malinconiche e struggenti e avvolgendo così la scena, adorna di mobili affastellati sul fondo, fiori poggiati su una scala/pedana centrale, un tavolino da trucco con specchio e parrucca bianca di lato. Pochi suggestivi istanti che introducono alla singolare “recita dei sentimenti” immaginata e proposta da Lino Musella protagonista di un originale percorso poetico nella forza degli immortali versi di Shakespeare, qui “traditi” in napoletano dall’artista Dario Jacobelli, scomparso prematuramente nel 2013.

Dario Jacobelli, poeta napoletano scomparso prematuramente nel 2013 si dedicò negli ultimi anni della sua vita alla traduzione in napoletano e al tradimento, come amava definirlo, di 30 Sonetti di Shakespeare. Non aveva scadenze, non doveva rispettare le indicazioni o correzioni di nessun editore. Per committenti aveva i suoi amici più cari ai quali dedicava ogni sua nuova traduzione. Così ne introduce il ricordo Lino Musella – ed è autore di canzoni per 99 Posse, Bisca, Peppe Barra, Daniele Sepe, oltre che di numerose sceneggiature cinematografiche.

Un legame sottile, autentico e senza alcuna pretesa speculativa lo portava di volta in volta a reinterpretare un altro numero del Bardo. Così nascevano il 55, il 116, il 150… Lo faceva per sé, per riuscire ad ascoltare fino in fondo quello che Shakespeare aveva da dirgli. Come un esercizio spirituale, come un gioco puro. I sonetti sono battute senza personaggio e nella traduzione di Jacobelli il paradosso sta proprio nel restituire una teatralità ai versi del più grande drammaturgo al mondo. Il suo napoletano attinge da una parte a una lingua teatrale e letteraria dall’altra a contaminazioni contemporanee che vanno dallo slang al linguaggio di strada. I Sonetti in napoletano suonano bene. Battono di un proprio cuore. Indossano una maschera che li costringe a sollevarsi dal foglio per prendere il volo, tenendo i piedi per terra.

Biglietto: 10 €

 

25 27 settembre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

SPREGEVOLE

Di Dario D’Amato

Con

EDOARDO PESCE

Scene Katia Titolo

Disegno luci Fabrizio Accettulli

Electronic re-mix Christos Kyriacoullis

Regia Gabriele Galli

Produzione FJFM srl Produzioni

Spregevole, un vero e proprio “rosario della rabbia”. Un monologo duro e cruento che denuncia il rancore di un disincanto svanito, quello per la propria città, Roma, alla pari di qualsiasi amore scaduto. Uno spettacolo provocatorio, tanto ricco di denunce verbali quanto di ricerca di riconferme delle passate aspettative. È il racconto di un uomo che si sta perdendo – afferma Edoardo Pesce in questa sua importante prova d’attore sul palco – e nel suo ordinario giorno di follia quotidiana si ritrova solo con le sue parole e con quelle dell’Antico Testamento. Stornellatore dell’odio, dell’insofferenza, scorretto, brutale eppure appassionato, quasi lirico, il protagonista prende la Città Eterna come uno spartito e ci cammina sopra, in una discesa siderale che parte come qualcosa che dovrebbe scatenare la risata per poi sprofondare nell’amarezza.

Secondo D’Amato – autore di questa pièce già presentata in passato in forma di mise en espace ricomposta per l’occasione, riaggiornata- qualcosa sta per succedere e probabilmente molto è già successo nella vita del protagonista. Per espiare una colpa se la prende con la città che l’ha generato. Questa liturgia della disperazione, espressa goccia dopo goccia in un elenco del peggio e attraverso un’aggressività verbale minatoria, in qualche modo, alla fine, lo purifica. Lasciando però nel finale negli spettatori un’incognita interpretativa basata sull’eterna dialettica tra Bene e Male, Spregevole è il viaggio dentro la mente andata a male di un uomo – dichiara il regista Galli – un uomo dichiaratamente Spregevole: è l’acido percorso a ritroso, dal veleno del presente a quella sofferenza che l’ha portato a spruzzarlo sul mondo; su tutto ciò che non è sé stesso. Il personaggio in scena è l’antagonista, ma il protagonista siamo noi, o meglio è il pubblico, che allo stesso tempo è oggetto e spettatore. Come se dall’interno di una bolla di sapone che di tanto in tanto viene fatta esplodere, decidesse prima di farsi spiare e poi improvvisamente di tenere una lezione su come si fa ad essere ad essere Spregevole. E come ogni cattivo che si rispetti, ci appassiona e parteggiamo per lui, di nascosto, più di quanto la nostra morale ci permette di esprimere. In attesa di una redenzione che lui stesso non vuole.

Biglietto: 10 €

 

28 30 settembre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

IO LAVORO PER LA MORTE

Testo e regia di Nicola Russo

Elaborazione drammaturgica Nicola Russo e Sandra Toffolatti

Con

SANDRA TOFFOLATTI

NICOLA RUSSO

Scene e costumi Giovanni De Francesco

Luci Cristian Zucaro

Video Lorenzo Lupano

Acconciatura e trucco Aldo Signoretti

Produzione Monstera

in collaborazione con Le vie dei Festival

e con la collaborazione de La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello

In questo spettacolo, che è stato uno dei successi dell’edizione 2017 de Le vie dei Festival, Nicola Russo, in scena con Sandra Toffolatti, parte dal ricordo di sua madre. “Mia madre” – scrive – “è stata una donna molto forte con un carattere di ferro, direi quasi inscalfibile. Gli ultimi anni della sua vita per problemi di salute e per una strana avversione al mondo si è chiusa in casa, in una solitudine ricercata e custodita con ostinazione. Ho sempre pensato che la vita di una persona così solitaria non fosse neanche una vita, ma avevo torto: il pensiero di chi vive in solitudine è una delle cose più vivaci che si possano immaginare”.

Attraverso una scrittura intima in cui convivono ricordi e invenzioni, Nicola Russo ha lavorato su un personale dialogo con una madre non più in vita ma decisamente presente per raccontare di come l’assenza di una persona possa essere più ingombrante della sua presenza.

Un dialogo impossibile, una riflessione su quel che resta dopo la morte, su come a volte solo l’assenza di una persona riesca a farci comunicare grazie alla traccia indelebile del carattere, che ritorna sempre, forte e nitido. Uno spettacolo privato costellato di sogni, sui movimenti del pensiero in solitudine, su di un lessico familiare divertente e dissacrante che gioca a declinare un taboo dei nostri tempi: la morte.

Dopo il poetico e commovente Vecchi per niente, che gettava uno sguardo insolito sulla vecchiaia raccontata con ironica leggerezza, Nicola Russo porta in scena, con altrettanta finezza, un lavoro sulla morte e sulla maternità, sul lavoro quotidiano e rumoroso per restare in vita anche quando in qualche modo si è già morti.

Biglietto: 10 €

 

2 4 ottobre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

SENZA VOCE

Scritto e interpretato da MARCO VERGANI

Scene e costumi Milena Mancini

Disegno luci Marco Palmieri

Regia Vinicio Marchioni

Produzione Anton theatre, cinema and audiovisual production

Liberamente ispirato alla vicenda di Giulio Regeni, è la messa in scena di una favola nera.

Il corpo nudo di un ragazzo viene trovato sul ciglio dell’autostrada. È il cadavere di Roberto, ricercatore universitario.

Siamo ad al-Qāhira, la città soggiogatrice, Il Cairo.

Roberto porta avanti la sua ricerca partecipata in economia e sviluppo del Medio Oriente, in questa città in cui la media delle sparizioni forzate è di tre-quattro al giorno. Spesso, gli agenti dell’Nsa pesantemente armati (Agenti della sicurezza nazionale) fanno irruzione nelle abitazioni private, portano via le persone e le trattengono anche per mesi, spesso ammanettate e bendate per l’intero periodo.

La sera del 25 gennaio, anniversario della rivoluzione di Piazza Tahir, Roberto esce di casa con il tiramisù preparato per il compleanno della sua amica Mariam. Varcata la porta di casa, di Roberto non si avranno più notizie. È sparito.

Ogni giorno nel mondo sparisce qualcuno – scrive nelle note di regia Vinicio Marchioni – Le organizzazioni non governative le chiamano “sparizioni forzate”. Uomini e donne, giovani e meno giovani, essere umani che incappano in un mondo più grande di loro, che cadono in un buco nero di cui non si sa nulla e da cui non tornano più. La caduta del nostro protagonista in un mondo immaginario e fantastico in cui uno sguardo onnipotente e invisibile controlla ogni movimento e ogni comunicazione. Una favola nera attraverso la quale parlare delle violazioni dei diritti umani e della spietata, grottesca e inesorabile cecità del fato. Il paese delle Meraviglie potrebbe diventare il peggiore dei nostri incubi e ognuno di noi potrebbe sparire e non tornare più.

Biglietto: 10 €

 

5 7 ottobre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

QUALCOSA

Il reading

Con

CHIARA GAMBERALE

EMANUELE TREVI

MARCELLO SPINETTA

e la partecipazione speciale “in voce” di Luciana Littizzetto

Illustrazioni Tuono Pettinato

Sonorizzazione Frank Sativa

Regia Roberto Piana

Produzione Il Circolo dei lettori – Torino

Uno straordinario successo letterario di pubblico e di critica che ora è anche reading teatrale.

Come possiamo fare pace con “lo spazio vuoto” che tutti abbiamo dentro? E come possiamo trovare un equilibrio fra l’ansia di assoluto e la lusinga del niente che ci tormentano? Chiara Gamberale ha provato a rispondere nella sua favola morale, Qualcosa (Longanesi), e oggi, grazie al Circolo dei Lettori, per la regia di Roberto Piana, lo straordinario successo letterario di pubblico e di critica diventa un reading teatrale che vedrà la presenza in scena della stessa Chiara Gamberale, nei panni della protagonista Qualcosa di Troppo, di Emanuele Trevi che vestirà quelli del saggio e disperato Cavalier Niente, e di Marcello Spinetta, giovane e talentuoso attore che darà voce a tutti gli altri personaggi del libro. Ad accompagnarli in una storia che è insieme fiaba per adulti – o meglio racconto per bambini di tutte le età – sarà Luciana Littizzetto, voce narrante e presenza magica che ci rivelerà perché è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura.

Biglietto: 10 €

 

16 23 ottobre 2018 h. dalle 18.30 alle 22.30

Installazione d’arte viaggiante

Foyer Platea

BLINK CIRCUS

Fotografie, scenografie e costumi

Lorenzo Mastroianni

BLINK CIRCUS è un’installazione d’arte viaggiante unica al mondo!

Uno spettacolo itinerante in stile anni ’20 … in un piccolo chapiteau di 7m x 5m, dove all’interno si trovano sette installazioni in stile circense: un grande carillon, quattro ruote meccaniche, un libro gigante contenente porticine e finestre, venti piccole case in sospensione e un albero di gabbie per uccelli, due piccoli carillon e la galleria d’arte più piccola del mondo. Ciascuna installazione contiene fotografie in stile surrealista, circense in miniatura. Una fiaba fotografica in sette capitoli realizzata dall’artista Lorenzo Mastroianni.

Tutte le 130 immagini si possono osservare solo ed esclusivamente con lenti d’ingrandimento e particolari lampade per un effetto tridimensionale che verranno consegnate dall’artista stesso ai dieci visitatori che entreranno a turno.

Lo spettatore sarà accolto dai due artisti che compongono la compagnia e verrà guidato in questo percorso onirico di musiche, luci e suoni sincronizzati alla scoperta di questo mondo fotografico-circense in miniatura senza limite di tempo.

Blink Circus è un progetto artistico di Lorenzo Mastroianni che ne cura fotografia scenografia costumi ed istallazioni. Dopo l’esordio in gallerie d’arte con opere di grande formato, decide di sperimentare l’esposizione delle sue opere in altri contesti strade piazze parchi…utilizzando formati più piccoli e creando quello che è oggi Blink Circus: un’opera itinerante e in continua evoluzione che, ad oggi, ha toccato più di 250 festival in Italia ed Europa.

Ingresso libero

 

 

16 28 ottobre 2018 h. 20.30

ELISEO Off

HAMLETAS

Studio da William Shakespeare

da un’idea di Casa Shakespeare e Sarah Biacchi

Con

FRANCESCA CIOCCHETTI

LUDOVICA MODUGNO

DEBORA ZUIN

FEDERICA SANDRINI

ELENA AIMONE

SERENA MATTACE RASO

CATERINA GRAMAGLIA

TULLIA DANIELE

DILETTA ACQUAVIVA

Aiuto regia Solimano Pontarollo

Movimenti di scena Isa Traversi

Assistente alla regia Antonietta Bello.

Light designer Francesco Bàrbera

Percorso critico drammaturgico Flavia Gallo – Università Roma Tre

Regia Sarah Biacchi

Produzione Teatro Eliseo

Un Amleto di Shakespeare tutto al femminile del classico shakespeariano.

Dieci attrici incarnano Amleto di Shakespeare; una piccola rivoluzione che capovolge il teatro precedente la Riforma, dove i ruoli femminili erano interpretati esclusivamente da uomini. È il viaggio di un’anima (Amleto), scolpito per la prima volta nel corpo di Francesca Ciocchetti, accompagnata da un solido gruppo di interpreti prestigiose. Una lettura registica “animica” dove il genere diventa importante per scorrere dentro le vene di una storia con un disegno predestinato.

Sarah Biacchi racconta la lotta fra l’essere e il non essere che ogni essere umano deve affrontare, senza domandarsi se sia uomo o donna: semplicemente spirito. L’incontro fra aldilà, presenze intermedie e vita terrena si manifesta per risollevare, attraverso le labbra di chi non si sente in grado, un mondo “fuori sesto”.

Essere pronti è tutto, dice Amleto. Rispondiamo alla chiamata come artiste, come creatrici, come donne. Siamo pronte, nel 2018, ad accettare la sfida. (Sarah Biacchi)

Foyer II balconata

Biglietto: 7 €

 

17 18 ottobre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

premio eliseo SCUOLE 2018 – I edizione

Il Teatro Eliseo, in collaborazione con il MIUR e con l’USR Ufficio Scolastico Regionale ha ideato un Premio teso a valorizzare i percorsi artistici a sfondo teatrale attivi all’interno degli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado. Al bando, lanciato alla ricerca di progetti inediti, hanno risposto numerose scuole, dimostrando grande interesse e l’alto grado di creatività delle esperienze di teatro-scolastico.

La commissione valutatrice, composta da esponenti del mondo della scuola e del teatro, ha selezionato quattrodici progetti sulla base del tema e dell’originalità dell’idea che sono stati ammessi alla fase semifinale. I quattrodici gruppi hanno, nel corso di una rappresentazione di quindici minuti presso il Teatro Eliseo, presentato un estratto del loro lavoro davanti alla commissione che, al termine, ha individuato i tre progetti finalisti.

Nel corso di una serata speciale programmata per il 20 giugno al Piccolo Eliseo, i tre gruppi si sfideranno davanti al pubblico e ad una commissione che, per l’occasione, accoglierà tre esperti del settore a giudicare il lavoro dei ragazzi: Francesco Frangipane, regista, Maurizio Bonanni Critico teatrale per il quotidiano L’opinione e Tiziana Ragni, Blogger e ideatrice del sito Meripop.

Lo spettacolo vincitore della prima Edizione del Premio Eliseo per la Scuola verrà inserito nella programmazione del Piccolo Eliseo.

Ingresso libero

 

19 20 ottobre 2018 h. 21.00

Piccolo Eliseo

NOTE DA OSCAR

Con

RIMBAMBAND

Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Vittorio Bruno, Francesco Pagliarulo, Nicolò Pantaleo

Disegno luci Claudio Procaccio

Costumi Lucrezia Tritone e Sara Ciaravolo

Regia Paolo Nani

Il nuovo folle, spregiudicato, esilarante show della Rimbamband, nel quale i Cinque musicisti in perenne disaccordo armonico tra loro sono alle prese con il cinema e la sua magia.

Il grande cinema, Hollywood, la Mecca dei sogni, il punto d’arrivo di una vita, il successo che ti rende immortale, il fascino della sala buia e del grande schermo.

Un sogno per la Rimbamband! Allora, fiato alle trombe! Che lo spettacolo inizi.

Il pubblico viene preso per mano e condotto in un viaggio imprevedibile e dissacrante, in un “road music movie” tra i generi cinematografici più disparati, dal western al cartoon, dal giallo alla commedia, che vengono mixati, frullati e distorti con spregiudicata creatività. Un gioco perpetuo che, partendo dalle colonne sonore più famose, si nutre di straordinari virtuosismi, citazioni e un’enorme dose di fantasia.

È il grande cinema, visto attraverso uno specchio deformante. Che fa ridere, tanto ridere. «Non è la realtà che conta in un film, ma quello che l’immaginazione può fare» diceva il grande Charlie Chaplin – preparatevi a entrare in “Note da Oscar”, un grande luna park dell’immaginazione: qui, sognare ad occhi aperti, è ancora possibile.

Biglietto: 15 €

 

 

Eliseo per la scuola

 

La collaborazione fra il Teatro Eliseo e il MIUR – Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha visto la partecipazione di sei istituti scolastici del territorio vincitori di bando (Liceo Scientifico Majorana, Liceo Scientifico Primo Levi, ITI Bottardi, IIS Pirelli, Istituto Einaudi, Liceo Classico Plauto) in articolati percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro. Centocinquanta gli studenti coinvolti in incontri specialistici con professionisti di teatro e cinema, incontri culturali, lectio magistralis, spettacoli, concerti e lezioni sull’opera lirica e la critica teatrale. L’iniziativa ha raccolto entusiasmo e consenso fra gli studenti, alcuni dei quali sono stati coinvolti dal reparto tecnico dell’Eliseo in assistenze sul campo e perfino in inconsueti incontri con gli chef di Cucina Eliseo.

Le scuole che hanno risposto al bando per l’Alternanza al Teatro Eliseo sono state più di cinquanta. Il successo del programma ne incoraggia la prosecuzione il prossimo anno con il coinvolgimento di un maggior numero di scuole.

Una sezione speciale del programma ha coinvolto i ragazzi, sotto la guida di importanti critici della carta stampata e del web, nella scrittura di recensioni agli spettacoli della stagione. Gli articoli realizzati collegialmente dalla classe sono stati pubblicati sul sito del teatro.

Una ancora maggiore platea di studenti è stata invitata a partecipare ad alcune attività speciali dall’alto valore didattico fra le quali l’incontro con il Cardinal Ravasi in una conversazione sulle religioni monoteiste e la partecipazione alla Giornata Mondiale del Teatro, il 27 marzo 2018. La giornata, realizzata dal MIUR in collaborazione con l’International Theatre Institute – Unesco, celebra il senso del teatro all’interno della comunità umana ed il suo valore esperienziale e didattico. Il bando “Scrivere il Teatro” è stato vinto quest’anno dal Liceo Max Fabiani di Gorizia che ha presentato il proprio lavoro Bastava un abbraccio al Teatro Eliseo.

È stata inoltre inaugurata la prima edizione del Premio Eliseo Scuole, concorso di creazione teatrale fra le scuole del Lazio di ogni ordine e grado.

La scuola vincitrice vedrà il proprio spettacolo programmato nel Prologo di stagione nel mese di ottobre 2018 al Piccolo Eliseo.

 

STAGIONE 2018/2019

30 ottobre – 25 novembre 2018

CYRANO DE BERGERAC

Di Edmond Rostand

Adattamento Michele Santeramo

Con Luca Barbareschi Maurizio Lastrico Valentina Bellè

Scene Matteo Soltanto

Costumi Silvia Bisconti

Musiche originali Arturo Annecchino

Regia Nicoletta Robello Bracciforti

Produzione Teatro Eliseo

Debutto nazionale Teatro Eliseo di Roma 30 ottobre 2018

Eccezionale figura, a metà fra storia e mito

La storia di Cyrano de Bergerac, fenomenale spadaccino, spirito libero e poeta che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “di almeno un quarto d’ora sempre lo precede”, è entrata di diritto nell’immaginario popolare, tanto da essere stata tradotta, adattata e interpretata innumerevoli volte.

La storia è nota: innamorato senza poterlo rivelare di sua cugina Rossana, a sua volta stregata dalla bellezza di Cristiano, propone al giovane rivale un piano per conquistare l’inarrivabile fanciulla.

Tuttavia non tutti sanno che questo personaggio leggendario è ispirato alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più eclettici scrittori del Seicento francese e precursore della letteratura fantascientifica. I suoi romanzi sono metafora di viaggi meravigliosi, realistici e visionari, verso la Luna e il Sole.  E un viaggio fantastico dentro la propria anima è proprio quello che compiono i due protagonisti che, da rivali si scoprono fratelli, alla ricerca di quella bellezza che pare essere il tema portante del racconto.

Cyrano è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro: brutto ma bello nel suo essere temerario, che paga di persona per ogni atto di coraggiosa intransigenza; è straordinariamente moderno, un simbolo di coerenza e di libertà che continua a sorprenderci.

Le caratteristiche di questa figura eccezionale, a metà fra storia e mito, fanno peraltro sì che il testo abbia la peculiare caratteristica di attraversare i generi e pur restando una delle storie d’amore più intense e commoventi che siano mai state scritte si concede momenti di autentica forza politica. Il desiderio, morale e filosofico, di esprimere coraggio e passione in ogni azione della propria vita, è un atto profondamente politico e ci incatena al destino di Cyrano di Bergerac tanto da uscirne rinnovati, purificati.

Nicoletta Robello Bracciforti

 

27 novembre – 9 dicembre 2018

LE RANE

Di Aristofane

Traduzione Olimpia Imperio

Con Salvo Ficarra Valentino Picone

Scene Massimo Troncanetti

Costumi Francesco Esposito

Musiche eseguite in scena SeiOttavi

Regia Giorgio Barberio Corsetti

Produzione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico

Riallestimento Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Napoli, Fattore K

Riuscire a far ridere con un testo di 2500 anni fa, il senso della scommessa è tutto qui

Dopo lo straordinario successo dello scorso anno al Teatro Greco di Siracusa, tornano Le Rane di Aristofane con Ficarra e Picone, in una nuova edizione pensata per i teatri all’italiana.

Riuscire a far ridere con un testo di 2500 anni fa, il senso della scommessa è tutto qui. Prendere il testo di Aristofane, un vecchio pezzo d’argenteria teatrale, e lucidarlo fino a farlo splendere nuovamente, come se fosse appena forgiato.

Per ottenere questo risultato, la prima condizione è disporre di una coppia di comici di assoluta eccellenza. Ficarra e Picone, dunque: il duo che negli ultimi vent’anni ha incarnato il più autentico talento nel campo dell’umorismo. L’autorevole regia di Giorgio Barberio Corsetti abbatte definitivamente il discutibile confine che separa lo spettacolo “alto” dallo spettacolo “basso”, un po’ come aveva fatto Pasolini con Totò per Uccellacci e uccellini.

Le Rane, sfrondato dagli anacronismi, dimostra che per il genere comico può esistere una manifattura a lunga conservazione, che consenta di ridere anche oggi, e consapevolmente, di un testo classico.

Dioniso, il dio del teatro, si reca nell’oltretomba per riportare alla vita Euripide. Ma questi è assorto in un furioso litigio con Eschilo per stabilire chi dei due sia il più grande poeta tragico.

Dioniso si fa giudice e, scegliendo di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali, finisce per dare la palma della vittoria ad Eschilo, che dovrà salvare Atene dalla situazione disastrosa in cui si trova. Eschilo accetta di tornare tra i vivi lasciando a Sofocle il trono alla destra di Plutone, a patto che non lo ceda mai a Euripide.

 

1123 dicembre 2018

SALOME’

Di Oscar Wilde

Traduzione Gianni Garrera

Adattamento e regia Luca De Fusco

Con Eros Pagni Gaia Aprea Anita Bartolucci

Alessandro Balletta Silvia Biancalana Paolo Cresta Luca Iervolino Gianluca Musiu

Alessandra Pacifico Griffini Giacinto PalmariniCarlo Sciaccaluga Paolo Serra Enzo Turrin

Scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

Disegno luci Gigi Saccomandi

Musiche originali Ran Bagno

Coreografie e aiuto regia Alessandra Panzavolta

Produzione Teatro Stabile DI Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Verona
Debutto nazionale Teatro Grande di Pompei 21 giugno 2018

Un grande archetipo, un simbolo eterno di amore e morte

Poche volte si verifica un caso di un titolo tanto noto quanto poco rappresentato. Salomè è un grande archetipo, un simbolo eterno di amore e morte ma la sua versione lirica è comunemente rappresentata mentre il capolavoro di Wilde sembra destinato più alla lettura che alla rappresentazione. In effetti i registri che Wilde usa oscillano tra il drammatico, l’ironico, l’erotico in una miscela che è effettivamente molto ambigua e di difficile rappresentazione proprio per i suoi meriti, ovvero per la sua originalità che la fa solo in apparenza somigliare ad una tragedia greca mentre in realtà ci troviamo di fronte ad una sorta di poemetto teatrale.

Perché allora affrontare una sfida così difficile? Innanzitutto per il gusto delle sfide. Uno dei modi di innovare il repertorio teatrale è anche quello di rimettere in circolazione testi che ne sono usciti per pigrizia mentale, per abitudine, per poco coraggio, di registi e Teatri.

Salomè è inoltre perfetta per il Teatro Grande di Pompei, essendo ambientata in epoca romana e non greca, come la maggior parte dei testi che rappresenteremo nel triennio che ci aspetta.

È poi nota la mia passione sulle contaminazioni tra teatro, danza, musica, cinema. Salomè, con la sua luna piena incombente e allucinata, con la sua danza dei sette veli, sembra quindi un testo ideale per questo teatro “spurio” che prediligo da molto tempo.

Ma affrontiamo la sfida anche perché ci basiamo su un trio di attori di eccezione come Eros Pagni, Gaia Aprea e Anita Bartolucci, che incarneranno rispettivamente i ruoli di Erode, Salomè e Erodiade.

Questo progetto apre un ciclo di collaborazioni tra i teatri Stabili di Napoli e di Genova che vede coinvolti Marco Sciaccaluga e il sottoscritto come registi per il prossimo triennio.

Luca De Fusco

 

27 dicembre 2018 – 20 gennaio 2019

MISERIA E NOBILTÀ

Di Eduardo Scarpetta

Con Lello Arena

Regia Luciano Melchionna

Coproduzione Teatro Eliseo, Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Tunnel Produzioni

Debutto nazionale Teatro Eliseo di Roma 27 dicembre 2018

Ombre si dice siano, queste maschere, ombre potenti

Miseria “o” nobiltà? Domanda retorica. Eppure il mondo ancora oggi si divide tra queste due categorie che poco hanno a che fare con la giustizia e l’ingiustizia, con la morale e la più spietata immoralità, ma riguardano la strage di valori e di cultura da un lato e la messa in campo della creatività, del sano istinto di sopravvivenza, della capacità di adattamento dall’altro.

Tra le ceneri della miseria – “quantità insufficiente, inadeguata ai bisogni o per sé stessa troppo scarsa” – e gli stenti, fa capolino la resilienza e con essa la misura delle proprie forze, il sorriso, la gioia di sentirsi vivi, l’umanità più profonda che non trascende il peggio dell’essere umano ma ne nobilita il meglio… Dunque non ci resta che la nobiltà di sentimenti perché quella blasonata è morta da tempo e al suo posto la nuova borghesia ha trovato pane per i suoi denti nel consumismo e nella globalizzazione…non ci resta che ridere. E qui Lello Arena giunge perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne ad Eduardo e ai suoi epigoni. Non ci resta che ridere, dunque, con una maschera oggi più che contemporanea: ridere, riderci su, in attesa del miracolo.

E cos’è il teatro se non il luogo dove il miracolo può manifestarsi? I personaggi sono già tutti presenti, come fantasmi affamati o come statue classiche fatiscenti, armature o sarcofagi nei quali hanno proliferato come parassiti i ricchi, sempre più ricchi ma sempre più inconsistenti. Tutto vive di nuovo, tutti ci sciogliamo in mille risate, il miracolo accade ancora una volta, e chissà che il sogno presto diventi realtà per tutti noi. Intanto, signore e signori, godiamoci le gesta goffe ed esilaranti di una ‘nobilissima miseria’ che ancora oggi sa giocare con la Vita.

Luciano Melchionna

 

 

22 gennaio – 3 febbraio 2019

IL MAESTRO E MARGHERITA

Di Michail Bulgakov

Drammaturgia Letizia Russo

Con Michele Riondino Anna Maria Guarnieri Federica Rosellini
e (in ordine alfabetico) Giordano Agrusta Carolina Balucani Francesco Bolo Rossini

Caterina Fiocchetti Dario Iubatti Michele Nani Diego Sepe Oskar Winiarski

Scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

Musiche originali Giacomo Vezzani

Regia Andrea Baracco

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria

Debutto nazionale Teatro Cucinelli di Solomeo 5 settembre 2018

“I manoscritti non bruciano” Woland (Satana)

Il Maestro e Margherita è un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. Un eterogeneo gruppo di attori che va da Anna Maria Guarnieri a Michele Riondino, dà vita alle straordinarie, magiche e perturbanti pagine di Michail Bulgakov. La regia è di Andrea Baracco, che spiega: Si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all’interrogarsi su quale sia la natura dell’uomo e dell’amore. Basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell’impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. Faremo palpitare i nostri cuori dando corpo ad una delle più strazianti e straordinarie storie d’amore della letteratura, quella tra il Maestro e Margherita e quel loro rimanere fatalmente impigliati, imprigionati quasi, l’uno nel corpo e nella mente dell’altra.

Spiega Letizia Russo: Quello che rende l’uomo veramente diverso da qualsiasi altro animale è la sua capacità di immaginare e credere in cose che non esistono. Divinità, valori, ideologie, saldano i rapporti tra gli uomini e danno forma alle società, permettendo a milioni di persone di muoversi nella stessa direzione. Condividere questi pilastri immateriali è un atto di fede involontario che garantisce la sopravvivenza delle comunità umane… Ma cosa succede se qualcosa, o qualcuno, arriva ad inoculare i semi del caos nelle maglie di una struttura umana formata e solida? Succede che la natura del singolo e la struttura sociale rivelano le loro parti più nascoste, le loro possibilità inaspettate, le loro contraddizioni impresentabili. Il Maestro e Margherita ci parla anche di questo, di come l’immaginazione umana sia un’arma potente e fragile, in grado di erigere strutture grandiose ma incapace di contenere davvero il Mistero. In questa versione teatrale le tre linee narrative su cui si muove il racconto di Bulgakov (l’irruzione a Mosca del Diavolo, la tormentata storia d’amore tra il Maestro e Margherita, e la vicenda umana del governatore di Palestina, Ponzio Pilato) saranno lette e restituite attraverso un meccanismo di moltiplicazione dei registri e dei ruoli, facendo dell’evocazione e dell’immaginazione le chiavi per immergersi in un racconto complesso e tragicomico come la vita.



517 febbraio

2019

I FRATELLI KARAMAZOV

Di Fëdor Dostoevskij

Con Glauco Mauri Roberto Sturno

e cast in via di definizione

Regia Matteo Tarasco

Produzione Compagnia Mauri Sturno, Fondazione Teatro della Toscana

Debutto nazionale Firenze Teatro della Pergola 29 gennaio 2019

Dostoevskij è un grande poeta dell’animo umano e anche da una terribile storia riesce a donarci bellezza e poesia

Per ben due volte la nostra compagnia ha raccontato Dostoevskij. Due assoluti capolavori: L’idiota e Delitto e castigo. Dostoevskij, Shakespeare e Beckett sono stati i tre grandi autori che mi hanno aiutato a tentare di capire la vita: la immensa tavolozza dei colori dell’animo umano di Shakespeare, la tragedia del vivere che diventa farsa e la farsa del vivere che diventa tragedia di Beckett e Dostoevskij che mi ha fatto capire la magnifica responsabilità che ha l’uomo di comprendere l’uomo.

Dostoevskij non giudica mai: racconta la vita anche nei suoi aspetti più negativi con sempre una grande pietà per quell’essere meraviglioso e a volte orrendo che è l’essere umano.

La famiglia Karamazov devastata da litigi, violenze, incomprensioni, da un odio che può giungere al delitto, oggi come oggi appare, purtroppo, un esempio di questa nostra società così incline all’incapacità di comprendersi e di aiutarsi. Anche il sentimento dell’amore spesso viene distorto in un desiderio insensato di violenza.

Così sono i Karamazov – Così siamo noi?

Ma Dostoevskij è un grande poeta dell’animo umano e anche da una terribile storia riesce a donarci bellezza e poesia. 

Glauco Mauri

 

I fratelli Karamazov’ è un romanzo cupo e disperato, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos; è una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti, un duello tra uomini completamente sopraffatti dai nervi e avvinghiati in un ineludibile legame economico.

Con il rigore di un giudice istruttore, lo scrupolo di uno scienziato e l’insistenza di un investigatore, Fëdor Dostoevskij ci conduce in un viaggio negli abissi oscuri dell’animo umano, descrivendo un mondo che perde i suoi referenti culturali e svilisce i valori etici più profondi, un mondo ove l’interesse personale diviene la mozione primaria d’ogni atto, ove trionfa il soddisfacimento sfrenato del desiderio.

Matteo Tarasco

19 febbraio – 10 marzo 2019

LA COMMEDIA DI GAETANACCIO

Di Luigi Magni

Con Giorgio Tirabassi Carlotta Proietti

Regia Giancarlo Fares
Produzione Teatro eliseo

Debutto nazionale Teatro Eliseo di Roma 19 febbraio 2019

Il capolavoro di Luigi Magni a quarant’anni dalla famosa versione di Gigi Proietti

La commedia di Gaetanaccio è un capolavoro di Luigi Magni che torna in scena dopo quarant’anni esatti dal suo debutto.

Gaetanaccio, burattinaio, patisce la fame perché il potere vieta ogni tipo di rappresentazione teatrale.

Nella prima battuta il prologo recita: “Vengono soppresse tutte quelle attività culturali le quali che, quando va bene, non servono a gnente.” Ed ecco, come spesso accade con Luigi Magni, che i temi affrontati si mostrano in tutta la loro sconvolgente attualità.

Una commedia musicale che con ironia e leggerezza racconta le vicende di Gaetanaccio e della comunità di teatranti che, costretti a inventarsi la vita per sperare di sopravvivere, si trovano davanti al bivio del compromesso.

L’amore, rappresentato da Nina, anche lei attrice, è l’ideale amoroso puro e irraggiungibile che si mostra nella sua poetica fragilità capace di essere forte e concreta quando la vita lo richiede.

La presenza di Giorgio Tirabassi e Carlotta Proietti nei ruoli protagonisti vogliono rappresentare una continuità con l’allestimento storico dello spettacolo, allora diretto e interpretato da Gigi Proietti. Accanto a loro un cast di giovani attori che, con entusiasmo e professionalità, arricchiranno lo spettacolo di dirompente energia.

Poesia e ironia le parole chiave capaci di raccontare questo nuovo allestimento che vuole riportare La commedia di Gaetanaccio ai primi posti dei classici della tradizione popolare, dove merita di essere.

 

 

1331 marzo 2019

I GIGANTI DELLA MONTAGNA

Di Luigi Pirandello

Con Gabriele Lavia Federica Di Martino

e cast in via di definizione

Scene Alessandro Camera

Costumi Andrea Viotti

Musiche Antonio Di Pofi

Regia Gabriele Lavia

Produzione Fondazione Teatro della Toscana

in coproduzione con Teatro Stabile di Torino

La vita è vento, la vita è mare, la vita è fuoco. Non la terra che s’incrosta e assume forma. Ogni forma è la morte.

Una compagnia di teatranti guidata dalla contessa Ilse arriva alla villa detta Scalogna dove vive uno “strano” mago che dà loro rifugio. Ma chi è Cotrone?

Lo sanno tutti, è lo stesso Luigi Pirandello scrive Gabriele Lavia nelle note di regia. Ma Cotrone è anche qualcosa di più. È colui che vive rifugiato o emarginato nella propria illusione che il Teatro possa essere il Luogo Assoluto. Fuori da ogni contaminazione. Lontano da quei Giganti, da quelle “forze brute”, da quegli uomini (forse noi stessi!) che mettono paura solo a sentirli passare al galoppo!

I Giganti sono uomini che hanno dimenticato la coscienza della loro origine. Snaturati dal non voler conoscere se stessi. E dunque non possono far altro che continuare a uccidere la “poesia originaria” nata come specchio dell’uomo… uccidere il Teatro.

Nel nostro spettacolo, ancora tutto da fare, cioè nel “teatro della mente del regista”, tutta l’azione dovrebbe accadere dentro un “teatro distrutto”. “Pare vogliano costruirci qualcos’altro”. Uno stadio? Un cinema? (Ma ormai è improbabile) … Un centro commerciale? Forse uffici? … È qui che si vorrebbe rappresentare ‘I Giganti della Montagna’ dell’amatissimo Pirandello.

Ma il finale “non scritto” vorrei che fosse una speranza, meglio, una certezza laica, che “la poesia non può morire”. E allora i giovani attori che faranno il ruolo dei Fantocci nella “stanza delle apparizioni” e che sono i “fantocci-personaggi” de ‘La favola del figlio cambiato’, alla fine, sul proscenio di assi sconnesse, davanti a un povero sipario strappato, reciteranno tutta (sia pur ridottissima) ‘La favola del figlio cambiato’.

Per “fede nel teatro” … che… fateci pace! … non morirà mai… “finché il sole risplenderà sulle sciagure umane”.


2 – 18 aprile 2019

NOVECENTO

Di Alessandro Baricco

Con Eugenio Allegri

Scenografia e luci Roberto Tarasco

Costumi Elena Gaudio

Regia Gabriele Vacis

Produzione Art Quarium

con la collaborazione produttiva del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Oltre 500 repliche e più di 200 mila spettatori per un monologo divenuto un “cult” della scena italiana

Dopo il debutto avvenuto al Festival di Asti 16, il 27 giugno del 1994, sono ormai oltre 500 le repliche e più di 200 mila gli spettatori per un monologo divenuto un “cult” della scena italiana. Questi i numeri di Novecento, che prosegue la sua rotta, come il transatlantico Virginian, attraccando nei porti di piccole e grandi città, in piccoli e grandi teatri. Lo spettacolo riparte dagli andamenti musicali della parola, dai gesti surreali, dalle evocazioni magnetiche che lo resero, al debutto, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico. Il 2018/2019 sarà, per Novecento, “la Stagione dei 25 anni” e tornerà per l’occasione ad essere riallestito e coprodotto da Art Quarium e dal prestigioso Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale con repliche al Teatro Gobetti di Torino dal 16 al 28 ottobre 2018.

Ed è insolitamente emozionante la prova di Eugenio Allegri, che in qualche modo, per via indiretta, riesce a dar vita a due personaggi diversi – lo stupito narratore e lo stesso Novecento – pur interpretandone uno solo, e dai risvolti di un’intonazione sostanzialmente comico- grottesca sa cavare una tensione persino lancinante

Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore, Torino, 3 luglio 1994

 

Piccolo Eliseo

2018 – 2019

 

25 ottobre – 11 novembre 2018

IL GATTO                                                                                                  Novità

Dall’omonimo romanzo di GEORGES SIMENON

Adattamento Fabio Bussotti

Con

ALVIA REALE

ELIA SCHILTON

e SILVIA MAINO

Regia Roberto Valerio

Produzione Compagnia Umberto Orsini

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival 25 giugno 2018

Il gatto è un romanzo irriverente che scuote le nostre rassicuranti pretese morali; tradendo ogni retorica perbenista, ci conduce a perlustrare le ingarbugliate e contorte strettoie del nostro mondo interiore con sfacciata onestà. Émile e Marguerite sono prigionieri in un matrimonio che ha ceduto il passo a un bieco e beffardo conflitto permanente. Forse i due si sono amati un tempo, o forse hanno allestito la scena posticcia della loro unione per non restare soli a recitare sul palcoscenico spoglio e desolante della senilità. Forse le origini della loro guerra domestica sono da ricercare ben prima della morte del gatto.

 


15 novembre – 2 dicembre 2018

IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO                                           Novità

So Here We Are

Di LUKE NORRIS

Traduzione Enrico Luttmann

Cast in via di definizione

Regia Silvio Peroni

Produzione Khora.teatro, Compagnia Mauri Sturno

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival Cortile delle Carrozze 3 luglio 2018

Vincitore del Premio Bruntwood 2013 per Playwriting, l’opera prima del ventottenne Luke Norris So Here We Are è un racconto su ciò che può accadere quando non succede niente, uno sguardo compassionevole sulle giovani vite interrotte e un toccante ritratto di amicizie infantili che faticano ad accettare la loro vita adulta.

Frankie, l’ultimo membro di una giovane squadra di “calcio a 5″, è morto. Dopo il suo funerale gli amici di sempre, si radunano su un muraglione vicino ad un luna park abbandonato, lamentando la morte del loro comune amico.

 

6 30 dicembre 2018

AMATI ENIGMI                                                                                

Da CLOTILDE MARGHIERI

Con

LICIA MAGLIETTA

Regia, drammaturgia e scene Licia Maglietta

Produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Amati enigmi sono quasi tutti gli esseri che abbiamo incontrati, conosciuti, disconosciuti, e tali restano finché, forse nel ripensarli e interrogarli, a passioni spente (ammesso che queste davvero si spengano mai del tutto) qualche cosa ci rivelano di loro, rivelando meglio anche noi a noi stessi”. Una conversazione intima e ironica sulla ‘grande età’ contro qualsiasi tentazione di abbandono.

 

327 gennaio 2019

TRILOGIA CARROZZERIA ORFEO                                                    

Drammaturgia GABRIELE DI LUCA

Regia

Gabriele Di Luca

Massimiliano Setti

Alessandro Tedeschi

 

 

3-13 gennaio Cous Cous Klan (2017)

Con ANGELA CIABURRI, ALESSANDRO FEDERICO, PIER LUIGI PASINO, BEATRICE SCHIROS, MASSIMILIANO SETTI, ALESSANDRO TEDESCHI Voce fuori campo Andrea Di Casa

Produzione Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, Marche Teatro

15-20 gennaio Animali da bar (2015)

Con BEATRICE SCHIROS, GABRIELE DI LUCA, MASSIMILIANO SETTI, PIER LUIGI PASINO, PAOLO LI VOLSI – Voce fuori campo Alessandro Haber

Premio Hystrio Twister 2016

Produzione Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo

22-27 gennaio Thanks for Vaselina (2013)

Con

GABRIELE DI LUCA, BEATRICE SCHIROS, MASSIMILIANO SETTI, ALESSANDRO TEDESCHI, FRANCESCA TURRINI

Produzione Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo

Una trilogia che permetterà di penetrare nella delicata “commedia umana” della contemporaneità che Carrozzeria Orfeo ritrae socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze. Un teatro, da molti definito pop, che fonde ironia e tragicità, divertimento e dramma, in una escursione continua fra realtà e assurdo, fra sublime e banale.

Popolari e profondi, divertenti e irriverenti, crudi e grezzi ma allo stesso tempo poetici, i personaggi si muovono su quel fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.

 

31 gennaio – 17 febbraio 2019

fuorigioco                                                                          

The Pass

Di JOHN DONNELLY

Traduzione a cura di Valentina De Simone

Con

EDOARDO PURGATORI, FEDERICO LIMA ROQUE, GIORGIA SALARI,

GIANLUCA MACRÌ

Regia Maurizio Mario Pepe

Produzione Khora. Teatro in collaborazione con “Shape of Water · Forma dell’Acqua”

In una camera d’albergo, Cristian e Ade, due promesse del calcio, stanno vivendo un sogno. Aspirazioni, ragazze e gloria. L’indomani faranno il loro debutto in prima squadra. Ma la partita inizia ancor prima di uscire dal tunnel degli spogliatoi. Una storia che sviscera uno degli ultimi grandi tabù dello sport, l’omosessualità. Sesso, fama e fallimento, segreti e bugie, in un mondo dove l’immagine è tutto. Presentato al Royal Court Theatre di Londra nel gennaio 2014, The Pass nel 2016 è uscito in sala in una versione cinematografica prodotta da Lionsgate.

 

21 febbraio – 3 marzo 2019

SHAKESPEA RE DI NAPOLI

Composto e diretto da RUGGERO CAPPUCCIO

Con

CLAUDIO DI PALMA e CIRO DAMIANO

Produzione Teatro Segreto

In Shakespea Re di Napoli, lo spettacolo che da più di vent’anni affascina platee e generazioni diverse, il mistero dei Sonnets si addensa in una storia in cui le antiche suggestioni legate a W.H., Willie Huges e l’attore fanciullo del teatro Elisabettiano, sfociano in un racconto che nella fantasia e nella forza immaginativa pone radici per una pura intuizione poetica sulla natura dei Sonetti. Nella messinscena la straordinaria musicalità della lingua di Shakespeare viene assimilata alla grande vocazione lirica della cultura letteraria del barocco napoletano.

 

 

717 marzo 2019

REGINA MADRE                                                                                     Novità

Di Manlio Santanelli

Con

FAUSTO RUSSO ALESI e IMMA VILLA

Regia Carlo Cerciello

Produzione Elledieffe / Teatro Elicantropo

Un autentico gioiello di Manlio Santanelli, Regina madre, opera del 1984, definita al suo debutto da Eugène Ionesco éxtraordinaire, può essere considerata oggi, a tutti gli effetti, un classico e come tale viene riletta da Carlo Cerciello, che è intervenuto in parte anche nell’adattamento del testo. Un dramma profondamente ambiguo, ambientato in un luogo della mente dove due attori del calibro di Fausto Russo Alesi e Imma Villa danno vita ad un vero e proprio duello tra Madre e Figlio, combattuto con quell’arma micidiale e fantastica che è la parola.

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival, Teatro Nuovo 8 giugno 2018

 

 

2131 marzo 2019

ZERO

Di e con MASSIMILIANO BRUNO

Regia Furio Andreotti

Produzione Corte Arcana

In una stazione dei Carabinieri di un paesino calabrese, un maresciallo sta interrogando un giovane postino da tutti conosciuto con il soprannome di “Cacasotto”. Il racconto del postino parte dall’estate del 1982 e rievoca la storia di cinque ragazzini che trascorrono una vacanza insieme. I loro sogni si scontrano con la realtà di una brutta storia di sangue che li coinvolge in prima persona e li segnerà per tutta la vita. I cinque protagonisti, tutti interpretati da Massimiliano Bruno, si danno un irrazionale appuntamento per pareggiare i conti con la giustizia e vendicarsi del torto subito. Una vendetta lunga più di venti anni che diventa una vera e propria ragione di vita.

 

 

418 aprile 2019

Muhammad Ali                                                                                    Novità Drammaturgia LINDA DALISI

Con

FRANCESCO DI LEVA

Contributi Roberto Bolle, Willem Dafoe, Marco D’Amore, Mario Martone

Regia Pino Carbone

Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival, sezione SportOpera 20 giugno 2018

“Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre.”

In scena un attore e un regista, che sotto gli occhi del pubblico costruiscono emotivamente, poeticamente e artisticamente lo spettacolo.

 

312 maggio 2019

AUTOBIOGRAFIA EROTICA                                                        

Di DOMENICO STARNONE

Con

VANESSA SCALERA e PIER GIORGIO BELLOCCHIO

Regia Andrea De Rosa

Produzione Cardellino srl

Aristidede Mariella, entrambi napoletani d’origine, si incontrano in un appartamento di Roma. Lei lo ha convocato per email, gli ha ricordato chi è. È la ragazza con cui venti anni prima lui ha avuto, a Ferrara, un incontro durato poche ore e terminato in un furtivo, frettoloso rapporto sessuale. Aristide ha quasi dimenticato quell’incontro, gli è tornato alla memoria grazie alla mail di Mariella. Che ha una sua particolarità: è scritta ricorrendo a un linguaggio decisamente osceno. E osceno è il linguaggio che lei gli impone quando ora gli chiede di scavare in quelle poche ore e ricostruirle minutamente.

Cosa è accaduto in quelle ore?

Per il linguaggio utilizzato si consiglia la visione dello spettacolo ad un pubblico adulto

 

1626 maggio 2019

SPOGLIA-TOY                                                                              

Uno spettacolo di LUCIANO MELCHIONNA

Testi di Luciano Melchionna e Giovanni Franci

Con

RAFFAELE AUSIELLO, LORENZO BALDUCCI, ORAZIO CAPUTO, MAURO F. CARDINALI, GENNARO DI COLANDREA, ADELAIDE DI BITONTO, EMANUELE GABRIELI, SEBASTIANO GAVASSO, PIERRE JACQUEMIN, GIANLUCA MEROLLI, FABRIZIO NEVOLA, MARCELLO PAESANO, AGOSTINO PANNONE

Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Undici monologhi in un coro assonante e catartico. Storie di calciatori/toys, oggi inconsapevoli mostri, che hanno scelto il gioco del calcio come gesto di libertà e di gioia. Ma il calcio è bastardo. Come la vita. Consola e distoglie. Immortale. Come la speranza.

Una meravigliosa condanna. Come il teatro.

 

ORARIO SPETTACOLI:

Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato, ore 20.00 –  domenica ore 17.00

Giorno di debutto: giovedì ore 20.00

25 ottobre – 11 novembre 2018

IL GATTO

Dall’omonimo romanzo di Georges Simenon

Adattamento Fabio Bussotti

Con Alvia Reale, Elia Schilton e Silvia Maino

Scene Francesco Ghisu

Costumi Francesca Novati

Luci Carlo Pediani

Suono Alessandro Saviozzi

Regia Roberto Valerio

Produzione Compagnia Umberto Orsini
Debutto nazionale Napoli Teatro Festival 25 giugno 2018

Il silenzio ostinato diviene la cifra della loro esistenza, un nutrimento vivo ed essenziale che li unisce vigorosamente ed instancabilmente.

‘Il gatto’ di Simenon – spiega Roberto Valerio nei suoi appunti di regia – ci consegna personaggi che possiedono una caleidoscopica complessità e una vibrante vocazione teatrale; è un testo feroce che rovista tra le pieghe della mente e le incrinature del cuore dei protagonisti, descritti con uno sguardo crudo e spietato.

La morte dell’amato gatto di lui per avvelenamento è la miccia che accende l’odio e fa crollare l’esile impalcatura della loro relazione e della loro intera esistenza. L’uomo, convinto, non a sproposito, che il crimine sia stato compiuto dalla moglie, si scaglia furioso sul pappagallo di lei, trucidandolo.

Il gatto è un romanzo irriverente che scuote le nostre rassicuranti pretese morali, tradendo ogni retorica perbenista, e che ci conduce a perlustrare le ingarbugliate e contorte strettoie del nostro mondo interiore con sfacciata onestà. Émile e Marguerite sono prigionieri in un matrimonio che ha ceduto il passo a un bieco e beffardo conflitto permanente. Forse i due si sono amati un tempo, o forse hanno allestito la scena posticcia della loro unione per non restare soli a recitare sul palcoscenico spoglio e desolante della senilità. Forse le origini della loro guerra domestica sono da ricercare ben prima della morte del gatto. Troppo diversi tra loro, Émile e Marguerite non si sono mai veramente sopportati. Lei, di origine piccolo borghese e dai modi fin troppo affettati; lui, ruvido capomastro in pensione, amante dei sigari e del vino rosso. Marguerite non si è mai liberata del ricordo del suo primo marito violinista ed Émile rimpiange la sua prima moglie morta troppo presto.

Tutto cade a pezzi – conclude il regista – si frantuma e disintegra sotto il peso del disprezzo e della rabbia ma i due non si separano, il desiderio di libertà e la paura della solitudine si mescolano e confondono in una perturbante prossimità. L’odio li tiene uniti. Fino all’ultimo respiro trovano la forza di torturarsi negandosi ostinatamente l’unica cosa che, forse, avrebbe potuto restituire una profondità autentica alla loro vita: l’amore.

 

15 novembre – 2 dicembre 2018

IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO

So Here We Are

Di Luke Norris

Traduzione Enrico Luttmann

Cast in via di definizione

Regia Silvio Peroni

Produzione Khora.teatro Compagnia Mauri Sturno

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival Cortile delle Carrozze 3 luglio 2018

Frankie è morto. E nessuno è sicuro del perché. Ma i ragazzi non ne parleranno.

Non possono, forse ci sono alcune verità che non vogliono condividere.

Vincitore del Premio Bruntwood 2013, l’opera del trantaduenne Luke Norris So Here We Are (in italiano si è scelto di tradurlo non letteralmente in Il giorno del mio compleanno) è una storia su ciò che può accadere quando non succede niente, uno sguardo compassionevole sulle giovani vite interrotte e un toccante ritratto di amicizie infantili che faticano ad accettare la loro vita adulta.

Frankie, l’ultimo membro di una giovane squadra di “calcio a 5″, è morto. Dopo il suo funerale gli amici di sempre, si radunano su un muraglione vicino ad un luna park abbandonato, lamentando la morte del loro comune amico.

Il dialogo di Luke Norris è esilarante ma non così spiritoso da sembrare artificiale. È autenticamente banale, come se avesse registrato le conversazioni sugli autobus o nei pub o, data l’immaturità dei personaggi, nei campi da calcio; questo approccio naturale e realistico è la vera forza del testo. Le rivelazioni e gli snodi della vicenda narrata non avvengono mai in un modo sorprendente, ma come naturali evoluzioni drammaturgiche. Tutto questo porta al finale, interpretato senza dialogo, in cui la natura di quella che sembrava essere una semplice bugia viene portata allo status di un enorme tradimento. Norris racconta la storia con una tale sensibilità e compassione da costringere lo spettatore a guardare la vita di queste persone che potrebbero essere facilmente trascurate.

Un cast di sei giovani attori interpretano altrettanti personaggi sull’orlo del baratro per il resto della loro vita. Un testo divertente sul dolore, sui legami di amicizia, sul coraggio di andare avanti e sulla paura di crescere.

Una generazione intrappolata – spiega Silvio Peroni – È uno scenario di provincia quello raccontato dove il calcio ha un ruolo socializzante nella vita degli esseri umani e assume la qualità “universale” di grande livellatore di cultura e classe sociale.

Il testo cattura il paradosso della vicinanza di un gruppo di ragazzi che si conoscono da quando erano bambini – conclude il regista – ma che adesso si trovano in qualche modo estranei come dei giovani adulti.


 

630 dicembre 2018

AMATI ENIGMI

Da Clotilde Marghieri

Con Licia Maglietta

Mandolino Tiziano Palladino

Luci Cesare Accetta

Video Massimo Maglietta

Regia, drammaturgia e scene Licia Maglietta

Produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

La vita sta dentro il pensiero che brilla. Per quella “fiamma antica” la vecchiaia non esiste, non è mai esistita

Amati enigmi è questo rivivere per intendere. Amati enigmi sono quasi tutti gli esseri che abbiamo incontrati, conosciuti, disconosciuti, e tali restano finché, forse nel ripensarli e interrogarli, a passioni spente (ammesso che queste davvero si spengano mai del tutto) qualche cosa ci rivelano di loro, rivelando meglio anche noi a noi stessi.

Amati Enigmi è una conversazione intima e ironica sulla “grande età” contro qualsiasi tentazione di abbandono.

Oltre la soglia dove il corpo avvizzisce e il volto gioca tiri crudeli c’è la possibilità di interpretare il disegno e scoprire il significato del proprio destino. Che è il modo, il solo grande modo, di sublimare le proprie avventure, disavventure, dolori e sconfitte in conoscenza.

Durante la notte di un imprecisato Capodanno, una donna, Clotilde, parla a un misterioso interlocutore, uno Jacques shakespeariano. Incrocia tempo lontano e vicino e il ricordo non evoca nostalgia, piuttosto illumina con l’intelligenza “il significato” che quel tempo proietta sull’oggi.

Ma qual è la mia vera età di oggi, se le contiene tutte, nessuna consumata, nessuna maturata, tanto che non riesco a seguire il trapasso dall’una all’altra?

Nella scena finale, Clotilde distrugge i suoi quaderni, si congeda. La vita sta dentro il pensiero che brilla. Per quella “fiamma antica” la vecchiaia non esiste, non è mai esistita.

Nelle sue ultime parole Dopo tutto, anche se qualche volta m’incupiscono, io amo i Suoi silenzi, ci sento un infinito rispetto per la Parola; e da Lei l’aspetto sempre, io ritrovo il senso di quell’amato enigma tra attore e spettatore.

Licia Maglietta

 

 

327 gennaio 2019

TRILOGIA CARROZZERIA ORFEO

Di Carrozzeria Orfeo

Drammaturgia Gabriele Di Luca

Regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

Una trilogia che permetterà di penetrare nella delicata “commedia umana” della contemporaneità che Carrozzeria Orfeo ritrae socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze. Un teatro, da molti definito pop, che fonde ironia e tragicità, divertimento e dramma, in una escursione continua fra realtà e assurdo, fra sublime e banale.

Popolari e profondi, divertenti e irriverenti, crudi e grezzi ma allo stesso tempo poetici, i personaggi si muovono su quel fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.

 

3-13 gennaio Cous Cous Klan (2017)

In un parcheggio abbandonato e degradato dietro a un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto.

Con Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi – Voce f.c. Andrea Di Casa – Musiche originali Massimiliano Setti – Scene Maria Spazzi – Costumi Erika Carretta – Luci Giovanni Berti

Produzione Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, Marche Teatro

 

15-20 gennaio Animali da bar (2015)

Premio Hystrio Twister 2016

C’era una volta una metropoli. Dentro la metropoli un quartiere. Dentro al quartiere, il bar frequentato da sei animali notturni, illusi, perdenti, che provano a combattere

Con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi – Voce f.c. Alessandro Haber – Musiche originali Massimiliano Setti – Progettazione scene Maria Spazzi – Costumi Erika Carretta – Luci Giovanni Berti

Produzione Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo

 

22-27 gennaio Thanks for Vaselina (2013)

Genitori disperati e figli senza futuro combattono nell’istante che gli è concesso per la propria sopravvivenza, vittime e carnefici della lotta senza tempo per il potere e per l’amore.

Di prossima uscita è il film prodotto da Casanova Multimedia e diretto da Gabriele Di Luca.

Con Gabriele Di Luca, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, Francesca Turrini – Musiche originali Massimiliano Setti – Luci Diego Sacchi – Costumi e scene Nicole Marsano e Giovanna Ferrara

Produzione Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo

 

31 gennaio – 17 febbraio 2019

fuorigioco

The Pass

di John Donnelly

Traduzione a cura di Valentina De Simone

Con Edoardo Purgatori, Federico Lima Roque, Giorgia Salari, Gianluca Macrì

Sound design Lorenzo Benassi

Scene Nicola Civinini

Assistente alla regia Valentina De Simone

Casting director Federica Baglioni

Regia Maurizio Mario Pepe

Produzione Khora. teatro in collaborazione con “Shape of Water · Forma dell’Acqua”
Dodici anni. Tre camere d’albergo. Un’ultima scommessa. Quanto sei disposto a perdere per vincere?

Una camera d’albergo a Bucarest, 2006. Cristian e Ade sono diciannovenni. Si allenano con la primavera di una famosa squadra di calcio di Roma da quando avevano otto anni, e ora sono in competizione per lo stesso ruolo. È la sera prima del debutto in un’importante partita di Champions League e in quella camera d’albergo le due promesse del calcio stanno vivendo un sogno. Dovrebbero dormire, ma sono troppo eccitati. L’indomani faranno il loro debutto in prima squadra. Si allenano, combattono, ridono, parlano di ragazze e gloria. Ma la partita inizia ancor prima di uscire dal tunnel degli spogliatoi…

Una storia che sviscera uno degli ultimi grandi tabù dello sport, l’omosessualità. Sesso, fama e fallimento, segreti e bugie, in un mondo dove l’immagine è tutto. Spiega il regista Maurizio Mario Pepe: Due giovani calciatori poco più che diciottenni con i sogni di gloria e l’immaturità per comprendere l’importanza del momento. L’amicizia e il tradimento. Un ingombrante segreto da custodire a tutti i costi. ‘The Pass’ di John Donnelly porta il pubblico a misurarsi con un dilemma in apparenza semplice: da una parte, la ricerca del successo e dall’altra, il prezzo che si è disposti a pagare per ottenerlo. In un arco temporale che si snoda lungo tutto un decennio, assistiamo alla parabola dell’ascesa e della caduta di Cristian, giovane calciatore in erba pronto a tutto pur di ottenere la fama, anche a barattare la propria libertà in cambio. Prendendo a pretesto un tema importante come quello dell’omofobia e calandolo nel luccicante e machista mondo del calcio, il testo di Donnelly condensa tematiche fondanti del nostro tempo quali la costruzione dell’identità soggettiva, l’alienazione dell’uomo e la solitudine derivante dalla negazione della propria identità, l’invadenza dei media nella vita dei personaggi pubblici, la catalogazione dell’essere umano in forme cristallizzate che soffocano l’esistenza stessa.

Presentato al Royal Court Theatre di Londra nel gennaio 2014, The Pass nel 2016 è uscito in sala in una versione cinematografica prodotta da Lionsgate.


21 febbraio – 3 marzo 2019

SHAKESPEA RE DI NAPOLI

Composto e diretto da Ruggero Cappuccio

Con Claudio Di Palma, Ciro Damiano

Musiche Paolo Vivaldi

Scene e Costumi Carlo Poggioli

Luci Giovanna Venzi

Aiuto regia Nadia Baldi

Produzione Teatro Segreto

La straordinaria musicalità della lingua di Shakespeare viene assimilata alla grande vocazione lirica della cultura letteraria del barocco napoletano

Shakespea Re di Napoli, testo di Ruggero Cappuccio che da più di vent’anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri. Fin dalla prima messinscena nel 1994 al Festival di Sant’Arcangelo, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali ed ha affascinato platee e generazioni diverse costituendo uno dei rarissimi esempi di lunga durata nell’ambito delle piccole produzioni private italiane.

In molti hanno teorizzato intorno all’origine ispirativa dei Sonetti di Shakespea Re di Napoli. Così il misterioso W.H. cui sono dedicati i centocinquantaquattro componimenti del Poeta di Stratford, ha finito per assumere ora le sembianze del conte di Pembroke, ora quelle di Lord Southampton.  Tuttavia, le immagini dei due gentiluomini inglesi hanno ceduto il passo, specie nell’ultimo secolo, a nuove e sempre più approfondite indagini testuali, fino alla capitolazione finale ad opera di analisi incentrate sui riferimenti ermetici e simbolici annidati nei Sonnets. Da un’attenta lettura dei versi si deduce che il giovane amico “… dai profondi occhi sognanti…” per il quale Shakespeare innalzava il suo canto struggente, doveva essere una persona in grado di rappresentare un fattore vitale per l’evoluzione dell’arte drammaturgica del grande William. W. H., allora, riaffiora dai penetrali del suo secolare mistero: si tratta dell’attore fanciullo del teatro di Shakespeare, di colui che, come scrive Wilde, fu primo e indimenticabile interprete di Viola, Desdemona, Rosalinda, Giulietta. In Shakespea Re di Napoli il mistero dei Sonnets si addensa in una storia in cui le antiche suggestioni legate a Willie Huges e l’attore fanciullo del teatro Elisabettiano, sfociano in un racconto che nella fantasia e nella forza immaginativa pone radici per una pura intuizione poetica sulla natura dei Sonetti. Nella messinscena la straordinaria musicalità della lingua di Shakespeare viene assimilata alla grande vocazione lirica della cultura letteraria del barocco napoletano. Il senso del suono diviene quasi suono dei sensi, dell’inesausto intreccio di endecasillabi e settenari. Sullo sfondo, una misteriosa notte di Carnevale, un castello, un viceré, due storie e l’ombra di Shakespeare. Tutto nel gurgite di passioni incandescenti, agonizzanti silenzi, violente rinascite delle parole, ferita impietosamente nella sfida con l’autore, il genio, la bellezza e la morte, che dal vicino mare limpido e putrescente esala il brivido presago della peste.

Ruggero Cappuccio

 

7 17 marzo 2019

REGINA MADRE

Di Manlio Santanelli

Con Fausto Russo Alesi, Imma Villa

Scene Roberto Crea

Costumi Daniela Ciancio

Musiche Paolo Coletta

Luci Cesare Accetta

Aiuto regia Walter Cerrotta

Regia Carlo Cerciello

Produzione Elledieffe Teatro Elicantropo

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival Teatro Nuovo 8 giugno 2018

Un autentico gioiello di Manlio Santanelli.

Opera del 1984 definita al suo debutto da Eugène Ionesco ‘éxtraordinaire’

Dopo la positiva accoglienza di critica e pubblico per Scannasurice e Bordello di mare con città di Enzo Moscato, la Elledieffe e Carlo Cerciello proseguono il lavoro di ricerca sulla drammaturgia contemporanea italiana, con un autentico gioiello: Regina madre di Manlio Santanelli.

L’opera del 1984, definita al suo debutto da Eugène Ionesco éxtraordinaire, può essere considerata oggi, a tutti gli effetti, un classico e come tale viene riletta da Carlo Cerciello, che è intervenuto in parte anche nell’adattamento del testo. Un dramma profondamente ambiguo, ambientato in un luogo della mente dove due attori del calibro di Fausto Russo Alesi e Imma Villa danno vita ad un vero e proprio duello tra Madre e Figlio, combattuto con quell’arma micidiale e fantastica che è la parola. Un progetto di messa in scena fortemente voluto e condiviso da Cerciello, Russo Alesi e Villa che, dopo aver lavorato insieme, due anni fa, nella fortunata edizione della Fedra di Seneca al Teatro Greco di Siracusa, si ritrovano, oggi, nuovamente impegnati in una prova complessa. Il continuo ricorrere dei personaggi alla bugia, il continuo oscillare tra verità e finzione, sono segni inconfondibili del testo sviluppati nella messinscena, per dichiarare da un lato il fascino dell’esercizio del potere e, dall’altro, l’incapacità di crescere, di diventare adulti e di liberarsi definitivamente della figura materna.

In ‘Regina madre’ si ha subito l’impressione che il personaggio della Madre sia in realtà lo specchio, o meglio, la proiezione della sofferenza che attanaglia il Figlio, condizionandone profondamente l’esistenza; Santanelli, accomuna al medesimo destino fallimentare Alfredo e la sorella Lisa, assente nell’opera, ma continuamente citata. Questo gioco al massacro, dunque, infantilmente agito e subìto, mi ha suggerito di mettere in scena il testo, dando concretezza al rituale onirico e psicologico di due fratelli alle prese con il fantasma della Madre.

Carlo Cerciello

 

2131 marzo 2019

ZERO

Di Massimiliano Bruno

Con Massimiliano Bruno

Regia Furio Andreotti

Produzione Corte Arcana Isola Trovata

Cinque ragazzini che trascorrono una vacanza insieme. I loro sogni si scontrano con la realtà di una brutta storia di sangue che li coinvolge in prima persona e li segnerà per tutta la vita

In una stazione dei Carabinieri di un paesino calabrese, un maresciallo sta interrogando un giovane postino da tutti conosciuto con il soprannome di “Cacasotto”. Il racconto del postino parte dall’estate del 1982 e rievoca la storia di cinque ragazzini che trascorrono una vacanza insieme. I loro sogni si scontrano con la realtà di una brutta storia di sangue che li coinvolge in prima persona e li segnerà per tutta la vita. I cinque protagonisti, tutti interpretati da Massimiliano Bruno, si danno un irrazionale appuntamento per pareggiare i conti con la giustizia e vendicarsi del torto subito. Una vendetta lunga più di venti anni che diventa una vera e propria ragione di vita.

Un atto unico dove la parola è strappata, esaltata, masticata, inghiottita da questi personaggi perdenti che si muovono sul filo del ricordo accompagnati da un quartetto di musicisti che ne scandiscono gli stati d’animo. Zero racconta un countdown verso una battaglia finale, fino al momento delle resa dei conti, che il pubblico scoprirà solo nell’ultima scena.

Un giallo teatrale dove ci si diverte e si riflette sulla cattiveria umana. Un intrigo disperato e sarcastico proposto con lo stomaco e il cuore.

Lo spettacolo è il primo di una trilogia di monologhi scritta dall’autore, gli altri due furono Gli ultimi saranno ultimi interpretato da Paola Cortellesi per la regia di Giampiero Solari e Furio Andreotti e Agostino interpretato da Rolando Ravello per la regia di Massimo Gioielli.

Massimiliano Bruno

 

418 aprile 2019

MUHAMMAD ALI

Drammaturgia di Linda Dalisi

Con Francesco Di Leva

Contributi Roberto Bolle, Willem Dafoe, Marco D’Amore, Mario Martone

Costumi Ursula Patzak

Luci Cesare Accetta

Scene Mimmo Paladino

Musiche Marco Messina

Aiuto regia Riccardo Pisani

Regia Pino Carbone

Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Debutto nazionale Napoli Teatro Festival, sezione SportOpera 20 giugno 2018

Sono il re del mondo, sono carino, sono cattivo. Ho scosso il mondo, ho scosso il mondo, ho scosso il mondo!

In questo progetto diversi artisti sono stati invitati a partecipare al grande incontro tra il senso e la forza di questo messaggio, l’ascolto, lo sguardo e la sensibilità del pubblico. In scena un attore e un regista che sotto gli occhi degli spettatori costruiscono emotivamente, poeticamente e artisticamente lo spettacolo. L’ispirazione nasce concretamente dal corpo di Muhammad Ali, un corpo allenato, messo in gioco, sfidato, osannato, osservato, acclamato, un corpo astuto che sa come attutire un colpo, un corpo pronto, forte, nero, in ebollizione. Un corpo che fa delle differenze una forza, un vanto, una battaglia. Incontrare Muhammad Ali, la nostra prima sfida, il nostro primo desiderio. Un incontro da costruire, da immaginare come momento meraviglioso, perché impossibile.

Ho lottato contro un coccodrillo, ho lottato con una balena, ho ammanettato i lampi, sbattuto in galera i tuoni. L’altra settimana ho ammazzato una roccia, ferito una pietra, spedito all’ospedale un mattone. Io mando in tilt la medicina.

In scena proviamo a rincorrerlo, rincorrere lui, il suo personaggio, la sua importanza, le sue parole irriverenti, veloci, in rima, pesanti, leggere, fondamentali. Rincorrere la sua vita, il suo carisma, la sua sicurezza. Rincorrere la sua velocità con la nostra velocità, la sua forza con la nostra forza, la sua infantilità con il nostro essere bambini, la sua icona con la nostra volontà. Rincorrerlo per affrontarlo, affrontare ogni suo aspetto: quello sportivo, quello politico, quello privato.

Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me.

Se la mia mente può concepirlo e il mio cuore può crederlo, allora io posso compierlo. Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre.

Francesco Di Leva e Pino Carbone

 

 

312 maggio 2019

AUTOBIOGRAFIA EROTICA

Di Domenico Starnone

Con Vanessa Scalera, Pier Giorgio Bellocchio

Regia Andrea De Rosa

Produzione Cardellino srl

Un nuovo bellissimo testo che Domenico Starnone ha tratto dal suo romanzo

Aristide e Mariella, entrambi napoletani d’origine, si incontrano in un appartamento di Roma. Lei lo ha convocato per email, gli ha ricordato chi è. È la ragazza con cui venti anni prima lui ha avuto, a Ferrara, un incontro durato poche ore e terminato in un furtivo, frettoloso rapporto sessuale.

Aristide ha quasi dimenticato quell’incontro, gli è tornato alla memoria grazie alla mail di Mariella. Che ha una sua particolarità: è scritta ricorrendo a un linguaggio decisamente osceno. E osceno è il linguaggio che lei gli impone quando ora gli chiede di scavare in quelle poche ore e ricostruirle minutamente.

Cosa è accaduto in quelle ore?

La realizzazione di un puro, irresponsabile desiderio sessuale? Se è così – dice Mariella – perché parlarne con il linguaggio dolce dell’amore? Meglio l’oscenità. Comincia così un gioco di scavo in quelle poche ore che mette a confronto ora con allegria ora con crudeltà due esperienze sessuali del tutto diverse, dall’adolescenza alla maturità, alla ricerca di un impossibile punto di incontro.

Per il linguaggio utilizzato si consiglia la visione dello spettacolo ad un pubblico adulto

 

1626 maggio 2019

SPOGLIA-TOY

Uno spettacolo di Luciano Melchionna

Testi di Luciano Melchionna e Giovanni Franci

Con Raffaele Ausiello, Lorenzo Balducci, Orazio Caputo, Mauro F. Cardinali, Gennaro Di Colandrea, Adelaide Di Bitonto, Emanuele Gabrieli, Sebastiano Gavasso, Pierre Jacquemin, Gianluca Merolli, Fabrizio Nevola, Marcello Paesano, Agostino Pannone

Costumi Milla

Scene Chiara Carnevale

Musiche a cura di Riccardo Regoli

Installazioni fotografiche Mario Pellegrino

Assistente alla regia Sara Esposito

Consulenza sportiva Sebastiano Gavasso

Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Nuovo spettacolo cult per Luciano Melchionna che, come in ‘Dignità autonome di prostituzione’ regala amare riflessioni e lacrime di gioia

Docce, sudore, fetore di calzini, bagnoschiuma, shampoo e creme per il viso si intravedono negli armadietti mezzi rotti, panche consumate e traballanti, acqua per terra e lunghe file di attaccapanni. L’allenatore incita i giocatori prima della partita. Il pubblico, invisibile voyeur, entra in gruppo guidato da un inquietante “angelo”, avulso da quel contesto eppure “arbitro” d’anime. Undici monologhi in un coro assonante e catartico. Storie di calciatori/toys, oggi inconsapevoli mostri, che hanno scelto il gioco del calcio come gesto di libertà e di gioia. Ma il calcio è bastardo. Come la vita. Consola e distoglie. Immortale. Come la speranza.

Una meravigliosa condanna. Come il teatro.

… ho sempre avuto paura, sin da piccolo… io sparivo lentamente da me, non mi trovavo più, e mi prendeva il panico… poi però, per fortuna, riapparivo all’improvviso: con un pallone in mano.

Luciano Melchionna

 

 

Eliseo Off

All’interno della stagione teatrale, l’Eliseo Off rappresenta una sezione innovativa del Teatro Eliseo: un centro di produzione permanente dedicato alla nuova drammaturgia e ai nuovi linguaggi. L’attenzione a questi ambiti e ai talenti emergenti è lo strumento primario per mantenere aperto il contatto con i temi della contemporaneità, intercettando novità e coinvolgendo giovani artisti in produzioni con teniture importanti che rendano possibile lo sviluppo dell’idea.

Il progetto Eliseo Off si definisce così come uno strumento produttivo agile e attento che permette di verificare in uno spazio ridotto (Foyer II balconata) e con un pubblico ristretto (25 persone) la validità di un progetto con l’obiettivo di dargli visibilità e di farlo crescere veicolandone la circuitazione in teatri e festival regionali e nazionali. L’Eliseo Off ha prodotto nel corso della stagione passata cinque titoli, di cui quattro di autori italiani. È interessante notare come quasi tutti siano ispirati a tematiche di cronaca, attualità e temi sociali.

A scatola chiusa. Andante cantabile con slancio di Chiara Cardea e Mariza Petrovic

A Steady Rain di Keith Huff

Ti porto con me di Arianna Mattioli

Processo per stupro di Renato Chiocca

Chi ha ucciso Sarah? drammaturgia originale dal romanzo di Andrej Longo

La nuova stagione vedrà novità assolute e importanti presenze tra le quali Cose così di Paola Ponti, Diario di una casalinga disperata dal romanzo bestseller di Sue Kaufman, Sunset Limited di Cormac McCarthy, Shenzhen significa inferno di Stefano Massini in una nuova edizione curata da Roberto Romei, Judith di Jorge Palant e Oleanna di David Mamet, che conferma anche in questo programma l’attenzione che il Teatro Eliseo ha sempre avuto per l’autore statunitense.

L’Eliseo Off pone attenzione speciale a progetti che emergono da contesti didattici, Accademie e Scuole di recitazione, luoghi di incubazione di idee e di talenti, con i quali si prevedono collaborazioni e sinergie nel corso della stagione 2018/2019.

Foyer II balconata

Lunedì, mercoledì e domenica ore 20.30

Venerdì ore 22.30

 

228 novembre 2018

COSE COSÌ

Scritto e diretto da Paola Ponti

Testo liberamente ispirato ad alcuni racconti di Raymond Carver

Con Carmen Giardina, Paolo Zuccari, Elodie Treccani, Stefano Quatrosi, Constance Ponti, Mario Russo

Disegno luci Danilo Facco

Scene e costumi Sonya Orfalian

Produzione Teatro Eliseo

Prendi qualcosa dalla vita di tutti i giorni, senza trama e senza finale, così Anton Cechov definiva l’arte del racconto. Raymond Carver prese alla lettera questo insegnamento e diventò uno dei più grandi esponenti di narrativa breve. Cose così rappresenta le storie di uomini e donne comuni, di vite dolorosamente normali, storie senza suspence e senza colpi di scena, ma perennemente vibranti di tensione e commozione: la violenza, la disperazione, l’incomunicabilità, ma anche la tenerezza, la condivisione e la pietà, vengono disegnate coi colori neutri e i tratti nitidi dei gesti apparentemente più banali, che sono però alla fine i più profondi e sinceri.


430 gennaio 2019

DIARIO DI UNA CASALINGA DISPERATA

Liberamente ispirato al best seller Diary of a mad housewife di Sue Kaufman

Translated and performed by the permission of Russel & Volkening Inc

Adattamento e regia

Ferdinando Ceriani

Con Carla Ferraro

Pupazzi e animazione Laura Kibel

Produzione Teatro Eliseo

Sue Kaufman ha disegnato un personaggio femminile che è diventato subito icona di un’epoca e di un movimento, quello femminista, che allora faceva i suoi primi passi e che oggi si è forse perso nelle maglie intricate del conformismo. Il successo planetario di questo “diario” ha dato vita a un genere letterario, le mad house-wife novels, è diventato un film diretto da Fred Perry, pluripremiato dalla critica, è servito da spunto per saggi e studi sociali e antropologici sul rapporto uomo – donna nel XX secolo. In una messinscena che dà ampio spazio alla fantasia e al grottesco, con un chiaro richiamo alla Pop Art da una parte e alla musica jazz dall’altra, Bettina Balser torna a parlarci di sé, delle sue nevrosi e del suo rapporto con gli uomini, il marito, l’amante, lo psicologo, il padre, tutte facce di un unico corpo (e infatti impersonate dallo

stesso attore in una girandola di virtuosismi): quello del maschio secolare che, da sempre, tenta di relegare la donna in un ruolo di secondo piano, sempre pronta, però, a soddisfare i suoi desideri sessuali. Ad arricchire la narrazione, l’uso dei pupazzi, disegnati e costruiti in gommapiuma dall’artista Laura Kibel, che danno vita alle terribili figlie e alla loro abnorme governante giamaicana, altro fronte di battaglia non meno ostico degli altri.

 

127 febbraio 2019

SUNSET LIMITED

Di Cormac McCarthy

Con Cosimo Rega e Arcangelo Iannace

Regia Francesco Frangipane

Produzione Teatro Eliseo

Il testo presenta solamente due personaggi, dei quali non si conoscono i nomi: un ex-carcerato cristiano-evangelico e un professore ateo. Tutta l’azione si svolge nel modesto appartamento dell’ex carcerato dove i due personaggi si recano dopo il loro primo incontro. Dal dialogo fra i due scopriamo che si erano incontrati per la prima volta poche ore prima in una stazione, dove l’ex carcerato aveva evitato che il professore si suicidasse buttandosi sotto un treno di passaggio. I due personaggi cominciano quindi a dibattere sul significato della sofferenza umana, sull’esistenza di Dio e sul suicidio.

 

129 aprile 2019

SHENZHEN SIGNIFICA INFERNO

Di Stefano Massini

Con Barbara Chichiarelli

Regia Roberto Romei

Produzione Teatro Eliseo

In una fabbrica di componenti elettronici nella megalopoli cinese di Shenzhen si cerca d’individuare i migliori operai per poterli premiare e quelli più deboli per espellerli prima che si tramutino in un peso per l’impresa. Per sessanta minuti quattro operai, due uomini e due donne, vengono sottoposti a spietate prove, volte fintamente ad evidenziare le loro attitudini, ma che in realtà si rivelano un interrogatorio senza tregua né pietà alla ricerca delle loro debolezze.

Realizzato sotto forma di monologo in cui, grazie a una meravigliosa intuizione drammaturgica le voci degli operai sono silenziate e lo spettatore si trova immerso al loro posto in un incubo sempre più incalzante, Shenzhen si trasforma in un preciso messaggio politico diretto allo spettatore: come mostrare in modo migliore l’assoluta debolezza della classe lavoratrice, se non togliendogli la voce, riducendola al silenzio?

Settembre 2019

OLEANNA

Di David Mamet

Con Elisa Menchicchi e Francesco Rossini

Regia Emiliano Bronzino

Produzione Teatro Eliseo

Nel 1992 David Mamet, durante il caso di Anita Hill che accusò il giudice Clarence Thomas di molestie, scrive per il teatro Oleanna, che porterà lui stesso sul grande schermo due anni dopo.

Un brillante professore universitario riceve nel suo studio una studentessa scontenta, convinta della propria stupidità. L’insegnante cerca di essere comprensivo, di aiutarla; preso da problemi personali (sta per acquistare una nuova casa) finisce col fare qualche affermazione potenzialmente ambigua.

Una conversazione “normale” si trasforma in una vera e propria accusa: maschilismo, razzismo, molestie sessuali. Il professore, impotente, assiste al ribaltamento del proprio status, allo stravolgimento delle proprie certezze, di quelle sicurezze su cui ha costruito la propria vita: gli affetti, l’agiatezza, il lavoro.

 

Ottobre 2019

JUDITH

Di Jorge Palant

Traduzione e regia di Anna Ceravolo

Con Silvana Bosi, Cristina Maccà

Produzione Teatro Eliseo

Vent’anni dopo i fatti che hanno stravolto le loro vite, vittima e carnefice si incontrano. Lui è azzimato, elegante nonostante un insistente lampo di durezza negli occhi. Lei è spenta, ingrigita, consumata dal passato. Come fa il gatto con il topo si stuzzicano, si provocano, si spingono e si sporgono sull’orlo di orridi baratri psicologici. In una coreografia di avvicinamenti e stoccate, colpi bassi e tranelli, si snoda un minuetto avvincente e tragico che lascia lo spettatore col fiato sospeso. Dal 1976 al 1983 l’Argentina subì la terribile dittatura del regime militare. Qualsiasi forma di opposizione o dissenso venne soffocata con la violenza. La tortura e l’omicidio erano gli strumenti per ridurre al silenzio chiunque contrastasse il regime. Dalla detenzione, solo pochissimi riuscirono a tornare, di solito per intercessione di qualche potente.

Nell’Argentina dei nostri tempi i protagonisti di questa pièce potrebbero essere un uomo e una donna qualunque, un uomo e una donna che portano dentro la tragedia di un passato che non si può estirpare dai ricordi.

 

Incontri culturali

Piccolo Eliseo

Trentasette gli incontri nella stagione 2018/2019

a cura di Alessandro Vaccari

Eliseo Cultura nella stagione 2018/2019 ha l’obiettivo di realizzare iniziative e incontri per promuovere la fruizione e la comprensione del patrimonio culturale in tutte le sue differenti espressioni oltre alla drammaturgia.

Migliaia le persone che hanno partecipato anche quest’anno agli immancabili appuntamenti gratuiti di Eliseo Cultura.

Anche quest’anno il Teatro Eliseo propone un fitto calendario di lezioni, presentazioni, approfondimenti, confronti e proiezioni articolati attraverso cicli di incontri con cadenze mensili per tutta la stagione che spazieranno tra scienza, letteratura, poesia, arte interpretando la complessa attualità sociale e culturale del nostro Paese.

Trentasette gli incontri già programmati al Piccolo Eliseo di lunedì e martedì.

Complessità, conoscenza, disintermediazione, denuncia, partecipazione, confronto/scontro, memoria, sono le direttrici entro le quali sono organizzati gli incontri e gli eventi, nell’intento di promuovere e valorizzare la variegata valenza – culturale, storica e simbolica – delle esperienze e testimonianze che sono portate nel teatro.

 

  • Il teatro civile

Per l’Eliseo quest’anno è fondamentale riflettere sul ruolo sociale e culturale svolto nel Paese nel corso del suo secolo di storia. Tra le sue quinte infatti è stato fondato Il Mondo, settimanale di politica e cultura pubblicato a Roma negli anni 1949-66. Fondatore e direttore ne fu Mario Pannunzio, che gli conferì una costante linea di impegno civile e di totale indipendenza rispetto al potere politico ed economico, redattore capo Ennio Flaiano. Un evento speciale celebrerà questa ricchezza storica e culturale e molti degli incontri che sono organizzati richiamano a una visione del teatro come luogo di confronto sociale e di educazione civica.

  • Ottobre, tempo di Nobel. Con un interessante testo di Pierluigi Battista Eliseo Cultura avvia la sua attività con una serata evento a sessant’anni dal conferimento del Premio – mai ritirato per l’opposizione del regime – a Boris Pasternak.
  • Spiriti Liberi

Libertà, Giustizia, Economia e Informazione sono i temi centrali di una serie di incontri realizzati in collaborazione con Massimo Bernardini e affrontati attraverso il serrato confronto dei maggiori protagonisti italiani e stranieri in ciascuna delle discipline a iniziare dal francese Alain Finkielkraut.

Il Piccolo Eliseo si fa teatro del pensiero libero e controcorrente, valorizzando la complessità nelle sue differenti forme.

  • I grandi imperi

Un viaggio internazionale con Mario Sechi tra i grandi imperi che caratterizzano la politica mondiale: America, Russia, Cina, il mancato impero europeo e l’impero invisibile che accomuna e muove le sorti di tutti e l’impero della finanza internazionale, il più potente di tutti, che muove i destini di paesi e popolazioni.

  • Cultural Combat

Dopo il successo degli affollatissimi incontri/scontri letterari della scorsa stagione, continua la collaborazione con Valerio Magrelli e la Cometa dell’Arte. I dettagli sono ancora in fase di elaborazione e costruzione ma anche per questo ciclo il grande mattatore della poesia e della letteratura continuerà a stupirci.

  • Ancora la letteratura, ma quella nostrana e contemporanea, sarà protagonista di una serie di incontri condotti da Annalena Benini, che porterà sul palco del Piccolo Eliseo i maggiori scrittori italiani di oggi: da Melania Mazzucco a Sandro Veronesi, da Valeria Parrella ad Alessandro Piperno e Walter Siti.
  • Il professor Giuseppe Di Giacomo, in occasione del centenario, accenderà un faro specifico sulle grandi opere che hanno fatto la storia del teatro, assecondando e incrociandosi con la programmazione della stagione attraverso una riflessione culturale a tutto tondo, dove i testi teatrali si incrociano con arte, storia, letteratura, filosofia, musica e cinema. Una serie di incontri che, fin dall’idea progettuale, non mancherà di stupire.
  • La scienza e noi

Le nuove frontiere della scienza e dell’innovazione tecnologica, le novità nel campo della medicina e le rivoluzioni della fisica saranno protagoniste della nuova serie realizzata in collaborazione con Brain Circle Italia. Gli incontri, a cura di Viviana Kasam, godono di uno straordinario successo di pubblico. Grandi temi spiegati e illustrati con chiarezza dai maggiori scienziati contemporanei.

  • Luca Serianni terrà tre incontri su Dante, il sommo poeta, visto tra le pieghe della sua opera: La lingua della “Commedia”, Le invettive dantesche e Le similitudini della “Commedia”.

E ancora presentazione di libri e dibattiti sull’attualità, il teatro come luogo di approfondimento e riflessione, uno spazio dove la società e le sue dinamiche trovano espressione per un confronto anche aspro, ma mai scontato.

 

 

La stagione per i più giovani

 

Prosegue la tradizionale programmazione dedicata al pubblico dei più giovani con un mini cartellone di appuntamenti mattutini rivolti agli studenti delle scuole inferiori e superiori. Tre titoli in programma per rendere l’apprendimento appassionante e confermare il teatro un luogo ideale dove formare generazioni future di spettatori e sperimentare nuove modalità di condivisione. Scrittura, gesto, movimento, suono e immagine concorrono a dare nuovi strumenti per interpretare la realtà e permettono a bambini e ragazzi di vivere un’esperienza formativa diversa, divertente ed emotivamente intensa.

 

Teatro Eliseo

715 febbraio 2019

Molto rumore per nulla

Di William Shakespeare

Adattamento e regia Ilaria Testoni

Con Mauro Mandolini, Barbara Lo Gaglio, Laura Garofoli, Camillo Marcello Ciorciaro, Valerio Camelin, Francesca Dinale, Roberto Di Marco, Ilaria Amaldi, Paolo Benvenuto Vezzoso

Produzione Compagnia Mauri Sturno “GIOVANI -un futuro nel teatro”

Com’era il teatro ai tempi di Shakespeare? La folla era entusiasta, trepidante perché avrebbe assistito di lì a poco ad una memorabile serata, ad un evento dove amore, passione, tragedia ed emozioni avrebbero avuto il sopravvento sulla loro “normale” esistenza. E come erano i personaggi di Shakespeare? Erano vivaci, eccentrici, frizzanti, che facevano piangere, ridere e sognare. Così lo spettacolo è una storia di palcoscenico, di una compagnia sgangherata che tenta di rappresentare Molto rumore per nulla nonostante i tanti incidenti grotteschi e divertenti che evidenziano la naturale imperfezione umana.

Perché questo è il teatro, una fiaba per tutti, più bella e più magica della realtà, se condivisa attraverso l’immaginazione e la gioia di giocare.

 

Piccolo Eliseo

410 febbraio 2019

Il codice del volo

Scritto, diretto e interpretato da

Flavio Albanese

Collaborazione artistica

Marinella Anaclerio

Produzione Compagnia del Sole

Leonardo da Vinci. La vita, le peripezie, i miracoli e i segreti del più grande genio dell’umanità, la sua particolarissima personalità, ma soprattutto la sua voglia di conoscere e insegnare. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la “macchina per volare”. Gli spettatori conosceranno la storia e soprattutto il modo di pensare di uno dei simboli del nostro Rinascimento.

 

Teatro Eliseo

Maggio 2019

Europa InCanto

Siamo lieti di proseguire la collaborazione con Europa InCanto e di abbracciare questa sfida portata avanti anno dopo anno con risultati vincenti come testimoniano la sempre crescente adesione al progetto e la straordinaria energia e l’entusiasmo che tutti i partecipanti mettono nelle attività didattiche e nello spettacolo conclusivo.

Centosettantotto repliche con quasi cinquantamila studenti coinvolti in sette regioni d’Italia. Più di cento i professionisti tra cantanti, professori d’orchestra, sarte, truccatrici, attrezzisti e tecnici che si alternano nei diversi cast con oltre ottocento audizioni per selezionare i musicisti, gli attori, gli acrobati e i ballerini. Questi i numeri dell’edizione in corso dell’ambizioso progetto ideato da Nunzia Nigro, che porta nelle scuole italiane l’opera lirica coinvolgendo in prima persona bambini, docenti e adulti.

Lo spettacolo, infatti, è solo il coronamento di un lavoro scrupoloso fatto a scuola con gli insegnanti e a casa con le famiglie.

Europa InCanto non si ferma nelle classi e nelle scuole, ma penetra nel tessuto sociale cittadino entrando nelle case e tra le famiglie: i genitori, i nonni, gli amici non saranno solo il pubblico dello spettacolo finale, ma partecipano al percorso formativo dei bambini, cantando e imparando insieme a loro. A compimento del percorso, c’è la messa in scena dello spettacolo finale, dove insieme ad artisti professionisti, i veri protagonisti sono i bambini. Tutti i partecipanti, prendendo parte attivamente allo spettacolo, interpreteranno insieme ai cantanti e all’Orchestra Europa InCanto i brani studiati nel corso dell’anno, eseguiranno movimenti scenici e coreografici, saliranno sul palcoscenico con i costumi e gli elementi di attrezzeria da loro stessi realizzati.

 

 

 

Stagione concertistica

2018 | 2019

Classica, jazz, pop e musica contemporanea. Fiore all’occhiello della linea artistica del Teatro Eliseo è la stagione concertistica che vanta diverse collaborazioni con alcune delle istituzioni musicali italiane più importanti, con particolare sensibilità verso i giovani.

Obiettivo, offrire esperienze formative uniche ed irripetibili per chi si esibisce, ma anche per chi assiste. Determinare le coordinate giuste e nuovi stimoli creativi può rivelarsi fondamentale per gli inizi dei percorsi professionali di eccellenze future.

 

18 settembre – 31 dicembre 2018

MOSTRA PERMANENTE SARTORIA TEATRALE FARANI

 

A partire dal 18 settembre si vivrà una vibrante aria di festa. Una favolosa mostra di abiti di scena della Sartoria Teatrale Farani verrà allestita nel foyer, fin dalle scale d’ingresso fino alla seconda galleria. Si tratta dei più pregevoli manufatti artigianali, creazioni indossate dagli artisti che hanno reso grande il nostro cinema, il nostro teatro e le icone televisive di trasmissioni come Canzonissima. Qualche nome? Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Mina, Delia Scala, Ezio Frigerio. Gli indimenticabili Oscar con Franco Zeffirelli, Federico Fellini e poi, dagli anni ‘70 la collaborazione con la nuova generazione di registi e costumisti: Lele Luzzati e Santuzza Calì, Franca Squarciapino, Mauro Pagano, Maurizio Scaparro, Gabriele Lavia e Andrea Viotti.

 

                                    

Associazione del Teatro Patologico

Teatro Eliseo

Da giovedì 4 a domenica 14 ottobre 2018

 

 

Dario D’Ambrosi

presenta

Festival del Teatro Patologico

1978 Legge 180 2018

Illusioni Sogni Speranze

Produzione Teatro Patologico

in collaborazione con Università di Roma Tor Vergata

Dal 4 al 14 ottobre si svolgerà al Teatro Eliseo il Festival del Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi: 1978 – 2018 Legge 180, Illusioni, Sogni, Speranze.

Spettacoli teatrali, mostre fotografiche, convegni, concerti e proiezioni per parlare dell’importanza del binomio teatro e malattia mentale. Con l’aiuto di testimonial d’eccezione verranno rappresentati gli spettacoli del Teatro Patologico: Pinocchio, L’uomo gallo, Tito Andronico, Tutti non ci sono mentre i convegni faranno luce su grandi tematiche come i ‘Quarant’anni dalla 180’ o l’importanza della ‘Teatro Terapia’.

Dario D’Ambrosi è uno dei maggiori artisti d’avanguardia italiani, creatore del movimento teatrale chiamato Teatro Patologico. Attore, regista e autore di spettacoli che tendono ad indagare la follia al fine di ridare “dignità al matto”, è da oltre trent’anni anni uno dei più interessanti fenomeni teatrali della scena nazionale. Il suo incontro a New York con Ellen Steward, fondatrice del Caffè La Mama, ha dato il là alla sua esperienza creativa che l’ha portato a scrivere, dirigere e interpretare i suoi spettacoli nelle maggiori città italiane, a New York e poi ancora a Boston, Chicago, Los Angeles e, in Europa, a Barcellona, Amsterdam, Monaco.

Dal 2009 l’Associazione del Teatro Patologico ha il suo teatro stabile in via Cassia, presso i locali della Provincia di Roma. All’interno di questo spazio nasce la Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per persone con diverse abilità La magia del teatro una evoluzione del suo Laboratorio delle Emozioni, dedicato alla sperimentazione teatrale già da 10 anni.

Il Teatro Patologico, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il MIUR, apre il primo Corso Universitario al mondo di Teatro Integrato dell’Emozione, inaugurato nel 2016 presso l’Auditorium Parco della Musica alla presenza di importanti cariche dello Stato tra cui il Presidente del Senato On. Pietro Grasso. Questo progetto è il primo indirizzo universitario nel mondo, ad essere interamente rivolto ad utenti disabili psichici e/o fisici.

D’Ambrosi ha presentato il 1°Corso Universitario dell’Università di Tor Vergata di Roma con lo spettacolo Medea a dicembre 2017 presso le Nazioni Unite ONU di New York, in occasione della Giornata Mondiale del Disabile.

Il 2 maggio 2018, in occasione della celebrazione dei quarant’anni di una delle leggi più importanti del nostro Paese – la Legge Basaglia n° 180, che nel 1978 rese l’Italia la prima nazione al mondo a chiudere definitivamente i manicomi – si è svolto a Roma un happening. Un corteo, una processione per la liberazione del malato, interpretata dai ragazzi del Teatro Patologico diretti dal maestro Francesco Santalucia. Legato sul letto di contenzione D’Ambrosi è stato trasportato per le strade di Roma dal Campidoglio fino al Teatro Eliseo di Via Nazionale.

Il 7 maggio ha aperto a New York la VI edizione del Festival Italy InScena.

Il 16 maggio ha portato a Bruxelles Medea, davanti al Parlamento Europeo.

 

Programma:

Giovedì 4 ottobre

ore 11.00         Cerimonia di Apertura del Festival e inaugurazione della mostra fotografica

di Alessandro Montanari e della mostra pittorica di Cinzia Bevilacqua

ore 15  .00       Convegno “Quarant’anni dalla 180”

estratto dallo spettacolo teatrale Tutti non ci sono

ore 21.00         Concerto Ladri di carrozzelle

 

Venerdì 5 e sabato 6 ottobre

ore 21.00         Spettacolo teatrale Tito Andronico

 

Domenica 7 ottobre

ore 17.00         Spettacolo teatrale Tito Andronico

ore 19.30         Proiezione del film Il ronzio delle mosche

 

Lunedì 8 ottobre

ore 11.00         Convegno “L’importanza della Teatro Terapia”

in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

ore 21.00         Proiezione del film L’uomo gallo

 

Martedì 9 ottobre

ore 21.00         Prima dello spettacolo teatrale Pinocchio

 

Mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre

ore 21.00         Spettacolo teatrale Pinocchio

 

Venerdì 12 e sabato 13 ottobre

ore 21.00         Spettacolo teatrale Il trip di Don Chisciotte

 

Domenica 14 ottobre

ore 17.00         Spettacolo teatrale Il trip di Don Chisciotte

ore 18.30         Consegna attestati agli alunni del primo corso universitario al Mondo del “Teatro Integrato dell’Emozione”

 

 

 

Teatro Eliseo

Dal 12 novembre 2018 al 25 marzo 2019

Personaggi e Protagonisti:

incontri con la Storia® Colpevole o Innocente?

di e cura di Elisa Greco

Decima edizione

 

La storia a processo!

Quattro gli appuntamenti – il lunedì alle ore 21.00 –  12 novembre, 10 dicembre, 11 febbraio, 25 marzo

Il palcoscenico del Teatro Eliseo si trasforma in aula di tribunale con magistrati avvocati e personalità della società civile che danno vita a braccio ad un dibattimento processuale.

Se l’Accusa e la Difesa si confrontano sui capi di imputazione con determinazione e perizia, è il Presidente della Corte che regola il contradditorio, ascolta i Testimoni mentre l’Imputato dichiara la sua versione dei fatti. Al termine è il pubblico che, con il suo voto, emette il verdetto.

Colpevole o Innocente?

Il format, giunto alla decima edizione – commenta l’autrice e curatrice Elisa Greco – pone al centro della scena la Storia e la Politica scandagliando, tra l’ironico e il divertente, il serio e l’approfondimento, l’arguto e il leggero che non diviene mai banale, l’animo, la vita, le azioni pubbliche di un Protagonista che ne è stato l’espressione. Nel ripercorrere  le varie edizioni ritroviamo come imputati eccellenti: Tony Blair, Napoleone Bonaparte, Lucrezia Borgia, Fidel Castro,  Coco Chanel, Wiston Churchill, la politica di Bettino Craxi,  Marie Curie, Erasmo da Rotterdam, Charles Maurice de Talleyrand, Albert Einstein, Oriana Fallaci, Giuseppe Garibaldi,  Artemisia Gentileschi,  Steven Paul Jobs,  Helmut Kohl, JF Kennedy, Enrico Mattei, Lina  Merlin, Francois Mitterand, Marilyn  Monroe, Adriano Olivetti, Mary Quant, Ronald Reagan, Josef Radetzky, Diana Spencer, Margaret Thatcher.

 

ABBONAMENTI TEATRO ELISEO

Abbonamento a 9 spettacoli – Posto e giorno fisso da € 100 a € 225

Abbonamento a 9 spettacoli – Posto e giorno libero da € 100 a € 225

 

CARD PICCOLO ELISEO

CARD a 8 ingressi – Giorno e posto libero da € 80 € 125

 

ELISEO OPEN – CARD AD INGRESSI

Teatro Eliseo / Piccolo Eliseo da € 160 a € 240

 

TEATRO ELISEO

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Tel. 06 83510216

biglietteria@teatroeliseo.com

 

ORARI

Botteghino lunedì 13.00 – 19.00

Dal martedì al sabato 10.00 -19.00

Domenica 10.00 – 16.00

 

GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO

Dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 19.00

 

BIGLIETTI

Teatro Eliseo da € 35 a € 15

Piccolo Eliseo € 20

Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

 

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1 - Gabriele Lavia_ ph. Filippo Manzini.media Alvia Reale 4 BLINK CIRCUS 30 Carrozzeria-orfeo-® Laila Pozzo-6 COVER Carlotta Proietti 3 Edoardo Purgatori 2 Eros Pagni 2010, foto Norberth Eugenio Allegri 61 Fic&Pic Foto di Mustafa Sabbagh - costume di Danilo Donati per il Casanova di Fellini media 1 Francesco Di Leva foto di Riccardo Siano 60 Giorgio Tirabassi foto di Fabio Gatto Glauco Mauri-Roberto Sturno foto MANUELA GIUSTO IL CODICE DEL VOLO foto di Attilio Marasco Luca Barbareschi foto di Fabio Lovino DSC_7143 Massimiliano Bruno

Michele Riondino

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Prova_22052018_ReginaMadre_ph_salvatorepastore Skespea Re di Napoli photo Tommaso Le Pera 16_35

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