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Teatro Eliseo

30 ottobre – 25 novembre 2018

Debutto nazionale martedì 30 ottobre ore 20.00

Luca Barbareschi

in

con

Linda Gennari

Duilio Paciello

Thomas Trabacchi

Duccio Camerini

Massimo De Lorenzo

e con (o.a.) Valeria Angelozzi, Federica Fabiani,

Alessandro Federico, Raffaele Gangale, Federico Le Pera, Gerardo Maffei

 Matteo Palazzo, Carlo Ragone, Alberto Torquati

e gli allievi e le allieve del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté

Marilena Annibali, Francesca Antonini, Marco Cicalese, Lia Grieco, Marlon Joubert,

Valerio Legrottaglie, Romana Maggiora,

Gelsomina Pascucci, Federica Torchetti

Scene Matteo Soltanto

Costumi Silvia Bisconti

Luci Pietro Sperduti

Musiche originali Arturo Annecchino

Assistente ai movimenti di scena e maestro d’armi Alberto Bellandi

Vocal Coach: Elisabetta Mazzullo

Adattamento e regia Nicoletta Robello Bracciforti

Produzione Teatro Eliseo

Eccezionale figura, a metà fra storia e mito

 

foto selezionate conferenza Cyrano-4 foto selezionate conferenza Cyrano foto selezionate conferenza Cyrano-2 Cyrano de Bergerac

Cyrano de Bergerac che apre la stagione del Centenario del Teatro Eliseo è una commedia in versi martelliani in due atti e divisa in cinque quadri. Scritta nel 1897 da Edmond Rostand, protetto di Sarah Bernhardt, uomo ricco e illuminato di cui ricorrono quest’anno i cento anni dalla morte, è la storia di un fenomenale spadaccino, spirito libero e poeta che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “di almeno un quarto d’ora sempre lo precede”.  La figura di Cyrano è entrata di diritto nell’immaginario popolare tanto che le sue vicende sono state tradotte, adattate e interpretate innumerevoli volte.

La trama è nota: un cavaliere, un guascone, valoroso e fragile al tempo stesso, innamorato senza poterlo rivelare di sua cugina Rossana, a sua volta stregata dalla bellezza di Cristiano, avvenente ma privo della raffinatezza che gli è indispensabile per conquistare la raffinatissima dama, propone al giovane rivale un piano per far innamorare la fanciulla.

Tutti ricorderanno il patto mefistofelico che Cyrano propone a Cristiano: insieme, uno la bellezza, l’altro il genio, potranno raggiungere l’inarrivabile Rossana, per diversi motivi lontanissima da entrambi, lontana come la luna, ma accessibile se i due uomini uniscono le forze.

Cyrano de Bergerac è un inno al teatro, alla poesia, alla cultura che può essere rivoluzionaria. Il suo protagonista è un poeta che combatte i giganti, “orgoglioso del suo esercito di commedianti”. Cyrano si spinge verso il cielo, come se davvero la meta fosse un pianeta nuovo, luminoso, governato dalla leggerezza delle parole e del canto.

Tuttavia non tutti sanno che questo personaggio leggendario è ispirato alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più eclettici scrittori del Seicento francese e precursore della letteratura fantascientifica. I suoi romanzi sono metafora di viaggi meravigliosi, realistici e visionari, verso la Luna e il Sole.  E un viaggio fantastico dentro la propria anima è quello che compiono i due protagonisti della commedia che, da rivali, si scoprono amici, alla ricerca di quella bellezza che pare essere il tema portante del racconto.

Cyrano è uno dei personaggi più amati del teatro: brutto ma bello nel suo essere temerario, paga di persona per ogni atto di coraggiosa intransigenza; è straordinariamente moderno, un simbolo di coerenza e di libertà che ancora oggi continua a sorprenderci. Le caratteristiche di questa figura eccezionale, a metà fra storia e mito, fanno peraltro sì che il testo abbia la peculiare caratteristica di attraversare i generi e pur restando una delle storie più intense e commoventi che siano mai state scritte si concede momenti di autentica forza politica. Il desiderio morale e filosofico di esprimere coraggio e passione in ogni azione della propria vita è un atto profondamente politico che ci incatena al destino di Cyrano tanto da uscirne rinnovati, purificati.

 

Note di regia

Per mettere in scena il Cyrano abbiamo giocato con il Teatro Eliseo. Abbiamo denudato e ‘sbotolato’ il palcoscenico, fatto vibrare le sue pareti irregolari istallandoci una quadreria, abbiamo giocato con i cambi a vista, di spazi e di ruoli, e fatto di tante corde teatrali un albero. Abbiamo chiesto a un nutrito numero di ottimi attori di giocare con i versi incantati che Rostand ha scritto e aspettato che la magia si compisse.

Il meccanismo del gioco teatrale è alla base stessa del Cyrano: la finzione nella quale si avventurano Cristiano e Cyrano per conquistare Rossana ha il sapore di una interpretazione e il bel viso di Cristiano non è che la maschera dietro alla quale si nasconde l’animo del poeta, proprio come accade nella recitazione.  E come nel teatro, le parole scritte da Cyrano per conto di Cristiano, esprimono l’infinito potere di seduzione che poesia e bellezza hanno sul cuore degli uomini. L’arte insomma ha una funzione molto concreta e il palcoscenico del teatro è il luogo per celebrarla. La libertà di Cyrano, la sua scelta radicale di rivelare la verità, seduce, irrita e non lascia indifferenti.

Ed è qui che il tema dell’autore si sviluppa in un modo meraviglioso e inaspettato: nel Seicento visionario che Rostand descrive, ambiento ai tempi di Richelieu, tutto è capovolto. I nobili ne abitano il fondo mentre il poeta è al vertice dell’umanità, è la creatura luminosa che ognuno vorrebbe essere o accanto alla quale ognuno vorrebbe vivere.

Ecco perché non poteva esserci un testo più giusto del Cyrano di Rostand per festeggiare il Centenario di un teatro tanto simbolico per l’Italia come il Teatro Eliseo. Perché parla del senso dell’arte e, per farlo, imbastisce uno splendente gioco per attori.

È a causa di questo bel paradosso che l’intreccio esplode con tanta efficacia, tanto da essere ricordato come una delle storie d’amore romantico più celebri del mondo, anche se appunto ciò che preme all’autore è di raccontare l’amore solo superficialmente. Quello che emerge, più di ogni altra cosa, è la parola perfetta, la sua forza di persuasione, che seduce più di ogni bellezza, fa volare Rossana e spinge gli uomini a voler raggiungere la luna, con mezzi meccanici o slanci fantastici. Perché la fantascienza, di cui Cyrano de Bergerac è riconosciuto precursore, non è che una visione del mondo, un’immagine che spinge il mondo a cambiare sul serio, che lo trasforma.

Le parole, dice Rostand, sono potenti e creatrici, ed è bene averlo sempre presente.

Nicoletta Robello Bracciforti

 

Il mio Cyrano

Cyrano de Bergerac è un’opera teatrale rivoluzionaria. Il protagonista incarna gli ideali della modernità, gli stessi dogmi di libertà e uguaglianza proclamati dalla Rivoluzione francese e ancor prima dai padri fondatori degli Stati Uniti d’America.

Il monologo del secondo atto ‘No grazie!’ è di una attualità assoluta; ai vizi provenienti dalla mancanza di dignità – l’assoggettamento al potere, il servilismo alle convenzioni e alla politica, la consuetudine alla raccomandazione, il timore della sconfitta – Cyrano contrappone la dignità del lavoro, il diritto al lavoro per scelta e non per profitto, dichiarando di voler solo cantare, sognare, sereno, gaio, libero e indipendente, con voce possente e occhio sicuro. Rostand affida alle parole del suo protagonista concetti che sono i pilastri di quello che dovrebbe essere il rapporto tra il singolo e il mondo: la dignità dell’uomo e la libertà delle idee.

Ma Cyrano non è un anarchico, è un militare, è un guascone al servizio del Re. Vive all’interno delle regole e pur sfidando De Guiche, lo affronta non a duello ma a parole. Ed è la parola stessa che innesca il meccanismo di redenzione, di riscatto per l’uomo di Richelieu che alla fine sceglierà di combattere al suo fianco.

Quella di Rostand è una riflessione amara sulla vita. Cyrano stesso è un eroe perdente che muore senza la spada in mano e senza poter guardare il suo nemico in faccia. È un uomo normale che tende verso l’alto nonostante il suo naso, la sua bruttezza, la sua ‘claudicanza psicologica’. Che cerca di non concentrarsi solo sulla parte peggiore di sé. Rostand scrive con un’ironia meravigliosa la vita avventurosa di questo cavaliere sconfitto, acrobata della parola e funambolo del verso che si batte per affermare la profonda libertà della poesia e che tanto ci ricorda il Don Chisciotte in lotta contro il suo destino.

Una drammaturgia straordinaria che racconta la Storia di tutte le storie d’amore. Quando Cyrano descrive con le sue parole le emozioni suscitate da un bacio, la sua capacità poetica di dare forma ai versi è sorprendente, quasi shakespeariana. Assistere a quest’opera è come una meravigliosa seduta di psicanalisi, una rielaborazione emotiva che passa attraverso la parola. Cyrano è uno spettacolo di altissima emotività, è la poesia contro la semplificazione. Ed è bello aver scelto i versi martelliani perché è come una grande opera lirica senza orchestra, e per mantenere la musicalità dei versi bisogna sentire la musica dentro.

Luca Barbareschi

 

Personaggi e interpreti:

Luca Barbareschi                    Cyrano

Linda Gennari                         Rossana

Duilio Paciello                                    Cristiano

Thomas Trabacchi                  De Guiche

Duccio Camerini                     Regueneau

Massimo De Lorenzo              Le Bret

Valeria Angelozzi                   Lisa/Bellarosa/Suor Marta

Gerardo Maffei                       Cuigy/Cappuccino/Cadetto

Federica Fabiani                     Governante/Madre Margherita/Spettatore/Presidentessa Aubry

Raffaele Gangale                    De Valvert/Guardia/Poeta/Cadetto

Alessandro Federico               Ligniere/Cadetto

Federico Le Pera                    Marchese/Cadetto

Matteo Palazzo                       Jodelet/Poeta/Cadetto

Carlo Ragone                          Montfleury/Carbone di Castelgeloso

Alberto Torquati                    Borghese/Rosticciere/Cadetto

 

Allievi del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté:

 

Marlon Joubert                       Cavaliere/Rosticciere/Cadetto/Spettatore /Il Seccatore

Valerio Legrottaglie                Secondo Marchese/Poeta/Sentinella

Marco Cicalese                                   Servo/Spettatore/Apprendista/Un uomo/Cadetto

Gelsomina Pascucci                Preziosa/Spettatrice/Cameriera/Una giornalista/Suor Clara

Francesca Antonini                 Preziosa/Prima attrice/Spettatrice/Donna/Suora

Lia Grieco                              Vivandiera/Spettatrice/Cameriera/Qualcuno/Suora

Marilena Anniballi                  Fioraia/Spettatrice/Cameriera/Una donna/Suora

Federica Torchetti                  Paggio/Spettatrice/Suora

Romana Maggiora                   Attrice giovane/Voce dai palchetti/ Donna/Suora

 

 

Durata: Due atti. 2 ore e 30’ escluso intervallo.

TEATRO ELISEO

Da martedì 30 ottobre a domenica 25 novembre 2018

 

Orario spettacoli:

martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00

mercoledì e domenica ore 17.00

Sabato 3 novembre doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00

 

Biglietteria tel. 06.83510216

Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 – 16

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

 

Prezzi da 15 € a 35 €

 

 

 

Le collaborazioni

Proseguendo il cammino già avviato dal Teatro Eliseo con il mondo dei giovani e della scuola, abbiamo scelto di condividere questa nostra esperienza non solo attraverso attività mirate dall’alto valore didattico ma anche con il coinvolgimento diretto di studenti nella realizzazione creativa del Cyrano de Bergerac. L’Eliseo ha individuato nella Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e nell’Accademia di Francia a RomaVilla Medici due prestigiosi partner con cui realizzare nuovi stimolanti percorsi creativo-didattici.

Il Teatro Eliseo e la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté hanno avviato un programma di collaborazione volto a favorire la partecipazione di allievi e allieve della Scuola al mondo del Teatro, nello specifico circa dieci studenti sono approdati al palcoscenico del nostro teatro come parte integrante della compagnia in scena dal 30 ottobre 2018.

Pubblica e gratuita, cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo, la Scuola Volonté rappresenta oggi un polo formativo di riconosciuta eccellenza per le professioni del cinema. Il suo obiettivo è offrire ai giovani che dimostrino talento e passione, di qualunque provenienza sociale e culturale, una reale possibilità di occupazione nell’industria cinematografica e dell’audiovisivo.

In occasione della messa in scena di Cyrano de Bergerac, il Teatro Eliseo ha avviato un’importante e proficua collaborazione anche con l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Il Viaggio di Cyrano è il titolo di un progetto che prevede un percorso di conoscenza e di studio sull’opera teatrale di Edmond Rostand mediante lo sviluppo di una serie di azioni e di incontri con gli studenti delle scuole superiori.

La finalità è quella di coinvolgere le classi in un vero e proprio viaggio all’interno del Cyrano tramite l’utilizzo del teatro come strumento, non solo di rappresentazione ma anche di dialogo, di scoperta. Dopo una prima lezione spettacolo aperta agli studenti, tenutasi lo scorso 11 ottobre presso il Teatro Eliseo, Il Viaggio di Cyrano proseguirà con un programma diviso in varie tappe: la visione dello spettacolo, due incontri presso l’Accademia di Francia sul mestiere teatrale e il lancio di un concorso audiovisivo per smartphone ispirato proprio ai temi dell’opera di Rostand.

 

 

Biografie

Luca Barbareschi è Cyrano

Nasce in Uruguay e, terminati gli studi in Italia, parte per Chicago al seguito di Virginio Puecher. Da lì si trasferisce a New York dove studia con Lee Strasberg, Nicholas Ray e Stella Adler.

Nei suoi quarant’anni di intensa attività spazia tra teatro, cinema e televisione in qualità di attore, produttore, regista, sceneggiatore, conduttore.

La carriera teatrale comprende oltre trenta titoli con il grande pregio di aver rappresentato per la prima volta in Italia autori come Mamet, Bogosian, Hare, Elton, Williams. Il coronamento avviene con Amadeus di Peter Shaffer con la regia di Roman Polanski, Il sogno del Principe di Salina: l’ultimo Gattopardo con la regia di Andrea Battistini e Chicago accanto a Maria Laura Baccarini e Lorenza Mario.

In televisione partecipa a numerosi sceneggiati e varietà, mentre al cinema produce e interpreta tantissimi film, lavorando tra l’altro accanto ad attori come Meryl Streep, Clive Owen e Naomi Watts (il suo film d’esordio Summertime è vincitore del Festival di Venezia nel 1983).

Dal 2015 è Direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma che, oltre ai protagonisti del cartellone teatrale, ospita incontri con scrittori, giornalisti e studiosi per aprire finestre sui grandi temi dell’attualità, intercettare il presente e le necessità delle giovani generazioni. All’Eliseo in questi anni porta sulla scena: Una tigre del Bengala allo zoo di Baghdad di Rajiv Joseph, il ‘one man show’ Cercando segnali d’amore nell’universo, L’anatra all’arancia di Marc Gilbert Sauvajon, Il penitente di David Mamet, e produce Tempeste solari di Luca De Bei, China Doll, Americani e American Buffallo, tutti testi di Mamet diretti rispettivamente da Alessandro D’Alatri, Sergio Rubini e Marco D’Amore, Paradiso 2.0 con la regia di Nicoletta Robello Bracciforti, Rosalind Franklin, regia di Filippo Dini, l’intera ‘Trilogia’ di Carrozzeria Orfeo. Come produttore di spettacoli teatrali ha ricevuto il Premio Penisola Sorrentina come ‘migliore direzione artistica dell’anno’.

Prossimamente sarà al cinema come protagonista del film Dormiremo da Vecchi di Fabio Resinaro con Lorenzo Richelmy, Valentina Bellé e Claudia Gerini e come produttore di Thanks! di Gabriele Di Luca con Antonio Folletto e Luca Zingaretti, Modalità aereo di Fausto Brizzi con Lillo, Paolo Ruffini e Violante Placido, J’accuse di Roman Polanski con Emanuelle Seigner e Jean Dujardin. Prossimi progetti per la televisione: La strada di casa 2 con Alessio Boni, Lucrezia Lante della Rovere, Sergio Rubini; Io sono Mia con Serena Rossi. Entrambi in onda su Rai1, diretti da Riccardo Donna.

 

Linda Gennari è Rossana

Si diploma come attrice presso la Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone. Come interprete ha diviso la sua attività tra teatro, televisione e cinema. Dopo aver debuttato nello spettacolo Romeo e Giulietta nel ruolo della protagonista, per la regia di Walter Le Moli al Teatro Due di Parma, viene diretta, tra gli altri, da Gigi Dall’Aglio in L’angelo sterminatore di Bunuel, ancora al Teatro Due, da Marco Baliani ne La ballata del migrante, Peter Stein in Medea e Pentesilea al Teatro greco di Siracusa, Leo De Berardinis nello spettacolo Come una rivista, Nanni Garella nel Platonov di Cechov.

È tra i protagonisti della fortunata commedia Happy Family di Alessandro Genovesi, prodotta dal Teatro dell’Elfo. È Regan in Re Lear diretto e interpretato da Michele Placido. Interpreta Belina accanto a Gioele Dix ne Il malato immaginario di Molière per la regia di Andrée Ruth Shammah, prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano. È protagonista nello spettacolo Bull di Mike Bartlett, prodotto dallo stesso teatro. È autrice e protagonista dello spettacolo Suzanne diretto da Cesar Brié.

In televisione prende parte a diverse fiction ed è fra i protagonisti, accanto a Luca e Paolo, de La strana coppia e della sitcom Camera Café.

Da sei anni è organizzatrice e direttrice artistica del Festival estivo di teatro e musica Le città visibili a Rimini.

 

Duilio Paciello è Cristiano

Nasce nel 1991 a Gravina in Puglia (BA) e si diploma come attore e aiuto regista prima nel 2013 all’Accademia Internazionale di Teatro Roma, poi nel 2016 alla Scuola di recitazione “Mariangela Melato” del Teatro Stabile di Genova.

Si specializza studiando e lavorando in Italia e all’estero con C. Boso presso AIDAS (Parigi), F. Mangolini, C. De Maglio, E. Bonavera, M. Monetta, Emmanuel Gallot-Lavallèe, P. Simioni. Nel 2015 vince il I° premio al concorso nazionale “I giovani e la commedia dell’arte” al teatro Bibiena, Mantova; dal 2016 viene scritturato dal Teatro Stabile di Genova nei seguenti spettacoli: La scoperta dell’amore, due atti unici di P. Marivaux (La disputa-Arlecchino dirozzato dall’amore) per la regia di M. Mesciulam; Noi non siamo Barbari di Philipp Lohle, regia Mariagrazia Pompei; La cucina di Arnold Wesker, regia Valerio Binasco; L’isola degli schiavi di P. Marivaux regia di Irina Brook; Othello di W. Shakespeare regia Naoufel Azara. Con la compagnia I Nuovi Scalzi, La ridiculosa commedia della terra contesa vince il I° premio al festival internazionale di teatro “ProContra” Stettino, in Polonia. Collabora con il Centro Teatrale Senigalliese con Arlecchino servo di due padroni, regia C. Boso. Fonda la CRE3P Company e mette in scena un suo testo Non è un paese per Sancho con la regia di Luca Cicolella. Lavora come attore e assistente alla regia con Massimo Popolizio, M. Mesciulam, G. Gallione. Scrive e mette in scena curandone la regia Don Caciotte della Murgia, prodotto da Settimo Cielo, Teatro La Fenice, Arsoli e Oggi sposo di M. Cirillo.

 

Thomas Trabacchi è De Guiche

Nasce a Milano nel 1965 e si forma come attore nella “Bottega Teatrale” di Firenze diretta da Vittorio Gassman, esperienza fondamentale nel suo percorso artistico formativo. La sua vita lavorativa si suddivide tra teatro, televisione e cinema. Per il cinema è interprete in numerosi film, tra cui La versione di Barney per la regia di J. Lewis. Recita inoltre nella pellicola di Cristina Comencini, Quando la notte e in Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini, per il quale è stato candidato come miglior attore non protagonista ai Nastri D’Argento 2018. È Marco Nozza nel film Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana. È nei film Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli, che ha vinto la sezione orizzonti al Festival di Venezia 2017, Un bacio di Ivan Cotroneo, per il quale ha vinto il Cineciak d’oro come miglior attore di commedia, El Alamein di E. Monteleone.

Per il teatro, oltre all’esperienza formativa con Vittorio Gassman, con il quale recita nelle Letture poetiche, lavora, tra gli altri, nell’Oreste di Euripide con la regia di Massimo Castri, nel Riccardo III regia di Glauco Mauri, nel Purgatorio di Federico Tiezzi, in Servo per due regia di Pierfrancesco Favino.

In televisione interpreta innumerevoli ruoli tra cui è doveroso ricordare Rino Gaetano, il cielo è sempre più blu e C’era una volta la città dei matti di M. Turco, Maria José di C. Lizzani, Il sogno del maratoneta regia L. Pompucci, 1992 regia G. Gagliardi, La strada di casa regia R. Donna.

 

 

Duccio Camerini è Regueneau

Ha iniziato in teatro come attore, lavorando con Giancarlo Sepe, Gabriele Lavia, Antonio Calenda, e in cinema come assistente di Mario Monicelli.

Nel 1987 comincia a scrivere testi suoi per il teatro e a metterli in scena. Da allora dirige anche classici e contemporanei, tra cui Pinter, Moravia, Cechov (su cui tiene un laboratorio di un anno alla Sapienza di Roma), Manfridi, Campanile, Scola, Shakespeare, Molière. Come autore collabora con Massimo Troisi, Suso Cecchi d’Amico, scrive e dirige per Rocco Papaleo, Arturo Brachetti, Maria Paiato, Lucrezia Lante della Rovere, Marco Giallini, Massimo Wertmuller, Antonio Catania, Giorgio Tirabassi, Chiara Noschese.

Nel 1997 fonda “La Casa dei Racconti”, compagnia di cui è drammaturgo, per cui crea Tribù (2000), Mondo Secondo (2002), Orienti (2004), I sonetti di Shakespeare (2005), Bambinacci (2007). Con la compagnia porta il suo lavoro all’estero, Spagna, Francia, Slovenia, Egitto, Svizzera. Il suo dramma How long is now, nel 2012 è finalista segnalato al 50° Premio Riccione per il teatro italiano. Dal 2005 al 2009 crea e dirige La Festa dei Racconti, manifestazione di narrativa spontanea, organizzata con successo per il Comune di Roma. Dal 2007 dà vita al Cammino dei Racconti, circuito teatrale con dodici teatri in provincia di Rieti. È attore di cinema, avendo lavorato tra gli altri con registi come Paolo Sorrentino (The Young Pope, Loro) David Frankel (One Chance) Daniel Percival (Crossing Lines) Marco Risi (Fortapasc, L’Aquila), Woody Allen (The Bop Decameron), Daniele Vicari (Diaz-don’t clean up this blood), Stefano Sollima (Romanzo Criminale) Barry Morrow (All you ever wished for). In teatro, come attore, ha girato tutta l’Italia con lo spettacolo L’Ebreo, di cui è stato protagonista con Ornella Muti. Nel 2016 va in scena al Teatro Piccolo Eliseo Risorgi, sua riscrittura di Re Lear e The Connection di Jack Gelber, dove mescola i temi del potere, delle generazioni e delle dipendenze, ad una indagine sulla decadenza di Roma.

 

Massimo De Lorenzo è Le Bret

È nato a Reggio Calabria, emigrato a Roma.

Negli anni ‘90 l’incontro con Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre con cui inizia un’importante collaborazione professionale, inizialmente teatrale, poi le prime opere cinematografiche agli inizi degli anni 2000 con Piovono Mucche di Vendruscolo e Eccomi Qua di Ciarrapico e dal 2007 la serie Tv Boris dove interpreta uno degli sceneggiatori,

Nel frattempo lavora per il cinema con Gianni Amelio (Il ladro di bambini), Gabriele Salvatores (Denti), Carlo Verdone (Al lupo, al lupo e Perdiamoci di vista), Giovanni Veronesi (Manuale d’amore 2), Paolo Genovese (Immaturi), Antonio Albanese (Qualunquemente), Woody Allen (To Rome with love), Luca Miniero (Un boss in salotto, La scuola più bella del mondo e Attenti al gorilla), Paolo Cevoli (Soldato semplice), Barry Morrow (All You ever whised for), Alessio Federici (Uno di famiglia).

In Televisione partecipa tra le altre fiction ad Agrodolce, Gente di mare, Il giudice meschino e Il confine di Carlo Carlei, Trust di Danny Boyle.

È stato uno dei protagonisti, dalla quarta stagione in poi, della serie tv Squadrantimafia in onda su Canale 5.

Nel 2015 vince il David di Donatello per la migliore canzone originale con Anime nere.

A teatro, tra le altre cose, è uno dei protagonisti di 456, commedia di Mattia Torre al settimo anno consecutivo di repliche in Italia.

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