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Assistendo al saggio degli allievi registi del II anno del corso di Regia a cura di Giorgio Barberio Corsetti c’è da ben sperare per il futuro del teatro italiano.

Presso il Teatro Studio Eleonora Duse, all’interno della rassegna dedicata agli studi degli allievi del II anno del Corso di Regia/Premio di produzione per un regista diplomato dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, è andato in scena Sulla riva di un lago, riduzione de Il gabbiano di Anton Checov.

Nonostante gli elementi perfettibili, la rappresentazione è contrassegnata da una forte identità stilistica e dalla capacità del singolo così come del gruppo di perseguire una via unica e condivisa.

Trattandosi di una riduzione per uno studio, l’adattamento è opera di Michele Mazzone e Luigi Siracusa, quest’ultimo anche regista, lo spettatore non troverà tutto Il gabbiano, per quanto globalmente ben sintetizzato, ma potrà trovare Cechov e, soprattutto, una lettura fedele ai personaggi, ma interpretata con personalità.

Possono essere non condivisibili alcune vie intraprese da certe caratterizzazioni, ma va reso merito alla coerenza del progetto, alla forza interpretativa e all’efficacia rappresentativa.

Nella lunga sala del Teatro Studio colpisce subito la passerella in legno che sparisce nel fondo buio: è il pontile sul lago, ma anche passerella per i personaggi in mostra che attraversano le proprie esistenze e su cui aleggiano le proprie anime. Sono bellissime queste figure che arrivano dal fondo fumoso e vi svaniscono come fantasmi. Fantasmi, anime tormentate tutte abbigliate di grigio chiaro.

Molto bravo Lorenzo Ciambrelli. Il suo Konstia è sufficientemente tormentato e confuso. Forse un po’ troppo declamatorio all’inizio, riesce velocemente ad adeguarsi al riverbero della voce nella sala dagli alti soffitti preservando l’intimità del proprio personaggio. Che bello sentire un attore battere le vocali!

C’è da dire che la corretta dizione e la giusta intonazione sono caratteristiche comuni a tutti quanti gli attori le cui voci sono ben comprensibili da ogni lato della sala.

Caterina Rossi interpreta una Mascia cinematografica, emotivamente distaccata da tutto.

Zoe Zolferino, già diplomata presso l’Accademia, interpreta un’Irina Arkadina forte e orgogliosa. Sebbene il personaggio sia ben condotto seguendo delle linee chiare, manca l’aspetto altezzoso e da diva. Arkadina prima di essere donna e madre è una grande attrice: mantiene sempre la posa da diva enfatizzando ogni evento, emozione e frase. I suoi scatti sono dettati dall’orgoglio che deriva dalla sua fama. Diventa umana, e qui è molto ben delineato, nel momento in cui sta per perdere Trigorin  e quando sembra riappacificarsi con Konstia.

Anche nel litigio, seppur inscenato molto bene, deve essere la diva ad arrabbiarsi, mentre è la madre che si riavvicina per un attimo al figlio.

Carlotta Gamba è Nina. Carlotta è molto pulita. La sua Nina è giusta: passa con disinvoltura dall’amore per il teatro a quello per Trigorin, dall’entusiasmo alla disperazione.

Michele Enrico Montesano è un Trigorin intimista: lo vediamo ripiegato su se stesso con le braccia spesso conserte. Per il suo personaggio gioca molto sulla fascinazione culturale e intellettuale più che su quella fisica (che sarebbe potuta essere un’altra chiave di lettura): qui molto fanno lo sguardo e le espressioni.

Meno efficaci Giovanni Scanu, nei panni di Sorin, di cui però colpisce un guizzo negli occhi e Diego Parlanti in quelli di Medevedenko che sembra non aver centrato in pieno il personaggio.

Parliamo di giovani attori, allievi di una prestigiosa scuola che sapranno trarre singolarmente ognuno i propri insegnamenti da questa esperienza che pure resta altamente soddisfacente.

Piacciono alcune scelte registiche di Luigi Siracusa e alcune dinamiche particolari. Del litigio tra Konstia e Arkadina si è detto; è possibile aggiungere i salti ad effetto di Konstia, il camminare sul filo del pontile, il rincorrersi e lo sfuggirsi dei personaggi.

Concludono l’allestimento la chitarra e i suoni elettrici composti ed eseguiti dal vivo da Luca Nostro e la voce solista di Cecilia Bertozzi che insieme sottolineano i momenti emotivi e i flussi di coscienza.

 

Sulla riva di un lago

Studio da Il gabbiano di Anton Cechov

Adattamento Michele MazzoneLuigi Siracusa

Allievo Regista Luigi Siracusa

con Zoe Zolferino

e gli allievi attori del II anno del Corso di Recitazione

Cecilia Bertozzi, Lorenzo Ciambrelli, Carlotta Gamba, Michele Enrico Montesano, Diego Parlanti, Caterina Rossi, Giovanni Scanu.

Musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Luca Nostro

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