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NUOVO TEATRO SAN PAOLO

PRESENTA

BELLI LUNGHI

STAGIONE TEATRALE 2019-2020

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L’OSPITE

Di Gerardo Caputo

Regia Maurizio Faraoni

VENERDÌ 25 OTTOBRE ORE 20:30

SABATO 26 OTTOBRE ORE 20:30

DOMENICA 27 OTTOBRE ORE 18

 

“Cosa succede quando l’abnorme, il surreale, l’aberrante viene immesso nel reale? Quale improvvisa reazione scatena? L’ospite è un tentativo di gettare uno sguardo sotto l’apparente normalità che spesso ammanta la vera essenza dei rapporti interpersonali. È un rischio che a volte vale la pena di correre, un azzardo che bisogna avere il coraggio di tentare”.

Gerardo Caputo

Sinossi: Alla vigilia di Natale, una famiglia borghese è riunita in attesa di un ospite speciale. L’ansia crescente dell’attesa determina l’insorgere di contrasti via via sempre più duri, di malumori che destano rancori sopiti, di gelosie e invidie nascoste sotto un perbenismo caparbiamente ostentato. È nell’immettere in una quotidianità pregna di formalismo, apparentemente ordinaria, l’abnorme, l’irrazionale, il grottesco, il patologico, il simbolico, che si evidenzia la mostruosità di un contesto familiare che scivola velocemente verso un ineluttabile destino di “morte morale”.

Il testo è stato premiato con il 2° Premio al “Premio Vallecorsi per il Teatro 2009” ed è stato messo in scena presso il Piccolo Teatro “Mauro Bolognini” di Pistoia (febbraio 2010) e presso il “Teatro Le Laudi” di Firenze nella stagione teatrale 2010/2011 da Progetto Teatro di Monica Menchi. ‘L’ospite’ presentato al Concorso “Belli Lunghi” è una versione rivista e ampliata dell’opera del 2009.

Scheda autore: Gerardo Caputo ha insegnato italiano in Francia e in Perù. Attualmente insegna francese e conduce laboratori di scrittura creativa e teatrali presso scuole di primo e secondo grado di Benevento e provincia. I testi nati da questi laboratori hanno ottenuto numerosi premi.

Nel 2012 ha fondato l’Associazione Culturale di volontariato “La Fabbrica degli Specchi” per la diffusione della cultura teatrale presso i giovani.

Ha pubblicato i romanzi ‘La sensibilità del vero’ (Ciesse Edizioni, Padova 2018) e ‘Il funambolo’ (Giraldi Editore, Bologna 2009).

Alcune sue opere teatrali hanno ricevuto significativi riconoscimenti: ‘Il sogno di Gretel’ (Premio di Drammaturgia DCQ – Giuliano Gennaio 2013); ‘Il primo uomo’ (Premio Calcante-Siad 2013); ‘L’ospite’ (2° premio al Vallecorsi 2009); ‘La morte di Scardanelli’ (Premio Rimbaud 2009 e Premio “La dolce ala della giovinezza”, Salerno 2004); ‘Le ragioni del nulla’ (3° premio al Vallecorsi 1996).

Ha inoltre pubblicato brevi saggi sugli scrittori Albert Camus e Louis-Ferdinand Céline.

 

FRITZ UND THEA, AUF WIEDERSEHEN

Di Maury Incen

Regia Lorenzo De Liberato

 

VENERDÌ 8 NOVEMBRE ORE 20e30

SABATO 9 NOVEMBRE ORE 20e30

DOMENICA 10 NOVEMBRE ORE 18

 

Fritz und Thea, auf Wiedersehen non vuole essere solo il ritratto di un grande regista, e nemmeno un saggio sul cinema espressionista. La figura più interessante è quella di Thea, coraggiosa e dall’animo indomabile, velocemente dimenticata a causa della sua discutibile appartenenza politica. Di qui, il desiderio è quello di analizzare e raccontare il rapporto d’amore tra due menti geniali, due spiriti alla perenne ricerca di un’idea, di una storia da raccontare. Ebbene, l’amore tra artisti non sarà il più semplice del mondo, ma è sicuramente interessante, a dimostrazione del fatto che sebbene i due protagonisti non siano più tra noi da tempo, continuino a raccontarci qualcosa. E mi piace pensare che lo facciano ancora insieme”.

Maury Incen

Sinossi: ‘Fritz und Thea, Auf Wiedersehen’ racconta la vera storia d’amore tra il regista Fritz Lang e sua moglie, l’autrice Thea Von Harbou. A ritroso nel tempo, accompagnati dai personaggi dei loro film, scopriamo il ritratto di due artisti profondamente legati fino a che l’ombra del Nazismo non si mette tra loro.

Fritz Lang (1890-1976) è universalmente riconosciuto come uno dei più importanti registi del cinema espressionista tedesco e non solo. Con capolavori come ‘Metropolis’ o ’M- Il Mostro di Düsseldorf’ rimane nella storia del cinema per l’utilizzo di tecniche fotografiche innovative, il tutto denotando una feroce opposizione al Nazismo e alle sue ideologie. Per questo sarà costretto a fuggire dalla sua Germania, trasferendosi prima a Parigi, poi negli Stati Uniti. Lì continuerà con successo la sua carriera di regista e morirà a Beverly Hills .

Thea Von Harbou (1888-1954) è stata una scrittrice, regista e attrice tedesca. Moglie di Fritz Lang dal 1922 al 1933, scriverà con lui tutti i suoi film più importanti, come ‘Metropolis’, il cui soggetto è tratto da un suo romanzo. Simpatizzante nazista della prima ora, dopo la fuga del marito, continuerà a scrivere e realizzare film sotto l’egida del Reich. Finita la guerra, sarà arrestata dagli alleati e morirà qualche anno dopo essere stata liberata.

 

Scheda autore: Maury Incen (nome d’arte di Maurizio Della Michelina), nato a Pesaro nel 1987, si diploma nel 2010 alla Link Academy di Roma, perfezionando successivamente gli studi coi Maestri Nikolaj Karpov e Anton Milenin. Alterna piccoli ruoli nel doppiaggio di serie animate a progetti teatrali nella sua città natale, in veste di autore e regista, come ad esempio ‘L’Ombra del Pirata’ (Premio Arlecchino d’Argento al Miglior Testo Originale al GAD Festival di Pesaro) o ‘La Notte dell’Uomo Nero’ (Miglior Spettacolo a “Marche in Atti 2019”), pur svolgendo parallelamente l’attività di insegnante presso la compagnia “Teatro Accademia” di Pesaro, e nelle scuole superiori con il progetto “Teatrascuola”. Nel 2018 crea la compagnia di Teatro Itinerante “I Girandulòn”, impegnata in spettacoli e visite guidate sul territorio pesarese.

SHAKESPEARE IN WAR

Di Michela Tilli

Regia Mary Di Tommaso

 

VENERDÌ 22 NOVEMBRE ORE 20:30

SABATO 23 NOVEMBRE ORE 20:30

DOMENICA 24 NOVEMBRE ORE 18

 

Tra gli scrittori israeliani e palestinesi ci sono alcuni tra i miei romanzieri e poeti preferiti, come Darwish e Amiry, Grossmann e Yehoshua. L’eterno conflitto mediorientale è entrato nella mia stanza attraverso le loro parole, con i profumi e i suoni di quella terra martoriata. Ho scritto Shakespeare in War come un omaggio all’amore che fiorisce nelle situazioni più dolorose, dove donne e uomini resistono. Ed è anche un omaggio al teatro, all’arte della parola, che rivela il cuore umano quando sembra che l’uomo dia il peggio di sé”.

Michela Tilli

Sinossi: Siamo nella Striscia di Gaza, primavera 2018. Rifaat Al Abdi è un insegnante palestinese di letteratura inglese e vuole trasformare un vecchio ristorante abbandonato in un teatro, dove studiare Shakespeare con i suoi allievi. All’appello rispondono cinque studenti sui vent’anni. Sono tre maschi, Tariq, Youssef e Bilal, e due femmine, Nawal e Zahra. Sono i giorni dei conflitti per il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme: lungo il confine con Israele si ammassano palestinesi disperati, anche spinti dalle milizie di Hamas. Tirano pietre, qualcuno cerca di superare il confine, i soldati israeliani sparano. Muoiono a decine. Gli ospedali sono pieni di feriti, mancano l’acqua, la corrente elettrica, il gas. Chiusi nel ristorante, Rifaat e gli allievi affrontano il testo del Mercante di Venezia, parlano di Shylock l’ebreo e cercano di capire il contesto dell’opera. Ma non possono ignorare quello che sta accadendo fuori, né possono mettere da parte le loro vite complicate. Tutti vorrebbero essere da un’altra parte e sapere com’è la vita in quel mondo che non hanno mai visto.

Il testo prende spunto dalla storia vera di Rifaat, insegnante palestinese che propone il Mercante di Venezia ai suoi studenti per farli riflettere.

Scheda autore: Michela Tilli è autrice di romanzi e testi teatrali. Nata a Savona 45 anni fa, si è laureata in filosofia e vive a Monza. Ha pubblicato i primi due romanzi con Fernandel, piccola casa editrice ravennate, per poi passare a Garzanti con ‘Ogni giorno come fossi bambina’ e ‘Basta un attimo’. Nel 2019 ha scritto per Gallucci la serie ‘Fantalà’, il cui primo volume è candidato al premio Strega ragazze e ragazzi. La passione per il teatro nasce grazie all’incontro con Corrado Accordino, regista con il quale scrive nel 2014 ‘La morte balla sui tacchi a spillo’, monologo cucito addosso all’attrice comica Silvana Fallisi. In seguito collabora con Alessia Vicardi alla scrittura del monologo ‘L5-S1 Una storia naturale’, che tratta dell’incomunicabilità del dolore. Nel 2018 al Teatro Foce di Lugano debutta ‘Opinioni di un medico agnostico’, per la regia di Luca Spadaro. Tra i lavori in corso quest’anno, marzo 2020 vedrà l’uscita del nuovo romanzo Garzanti e il debutto al Teatro Binario 7 di Monza di ‘D.A.S. Dai forma al tuo futuro’ per la regia di Valentina Paiano.

 

LA FAUNA BATTERICA

Di Antonio Casto

Regia Lisa Recchia

 

VENERDÌ 6 DICEMBRE ORE 20:30

SABATO 7 DICEMBRE ORE 20:30

DOMENICA 8 DICEMBRE ORE 18

 

Non vedo l’ora che il Nuovo Teatro San Paolo metta in scena ‘La fauna batterica’. Sono contento che questo testo continui ad ottenere successo dopo la selezione di una sua porzione al “Belli Corti” di questo stesso anno e la vittoria al Play with food Festival di Torino. Mi piace che venga trattato in modo narrativo e tutto sommato ironico un tema che sotto tantissimi punti di vista sta diventando un fardello a livello mondiale. E mi diverte pensare che il pubblico sarà costretto ad affrontare l’argomento e a subirlo a suon di ossessioni e assurdità”.

Antonio Casto

Sinossi: I atto. Rufo si trova per la prima volta a dover cucinare per la sua fidanzata Lucia. Terrorizzato, costantemente indeciso, riceve prima una logorroica chiamata accusatoria da parte della madre, per la quale il cibo si configura come prova tangibile di una schiavitù familiare a cui è costretta per anni. Questo vittimismo si trasmette a Rufo, che percepisce l’atto del cucinare come un obbligo insopportabile e una resa passiva nei confronti della sua ragazza. Disperato, chiama la sua amica Chiara, che non esita a dimostrargli l’importanza esagerata che attribuisce ad una semplice cena. Nello sconforto più totale, Rufo cucina davvero. Lucia torna, ma nulla le va bene. I due finiscono per litigare, finché Lucia trascina Rufo a una cena di amici.

II atto. L’arrivo di due ragazze a una tavola imbandita coglie di sorpresa e fa soffocare un invitato. Le due si affannano attorno al corpo, finché il ragazzo riprende vita e confessa di provare una compulsione degenerante per i cibi fallici. Tra le due ragazze comincia un dialogo grottesco sulle diete provate e sui loro concetti di alimentazione. Arrivano Rufo e Lucia. Sono tutti invitati da una certa Barbara, che tuttavia tarda a comparire, in una cena-non-cena sempre meno credibile, e dove l’insofferenza di Rufo si trasforma pericolosamente in violenza.

Scheda autore: Nato a Foggia, si laurea prima in Fisica all’Università di Padova, e poi in Evoluzione e Comportamento Animale e dell’Uomo, a Torino. Nel 2017 vince una borsa di studio per il recupero comportamentale di scimpanzé in cattività al Bioparco di Ravenna. Da tre anni vive a Roma, dove ha lavorato nel cinema come assistente all’edizione e assistente regia per produzione cinematografiche e fiction. Da un anno lavora come traduttore editoriale per opere di saggistica.

Alla passione personale e lavorativa per le scienze e l’etologia abbina quella per la letteratura e il cinema. Nel 2009 pubblica per NoReply il romanzo ‘Casto’, e nel 2015 avvia una campagna di crowdfunding grazie alla quale gira il corto ‘Le anatre’, selezionato al Festival del Cinema Europeo di Lecce e premiato al gLocal Film Festival.

 

 

ERINNI

Di Giancarlo Loffarelli

Regia Riccardo Fabrizi

 

VENERDÌ 10 GENNAIO ORE 20:30

SABATO 11 GENNAIO ORE 20:30

DOMENICA 12 GENNAIO ORE 18

 

“ ‘Le Erinni colpiscono chi è stato ingiustamente fortunato’. Così dice Eschilo nell’Agamennone. Questo, per me, è stato il punto di partenza per il mio testo: calare quel detto in un altro contesto storico. Per il resto, ho bloccato lo spazio e dilatato il tempo. Il primo è fisso: una trattoria di Trastevere. Il secondo si muove: dall’anno 2000 al 1938, poi al 1944 per tornare al 2000. E poi le Erinni, figure femminili nel mito greco, che non potevano che restar tali nel mio lavoro”.

Giancarlo Loffarelli

Sinossi: Dal giudizio della Giuria del Premio “Calcante”: “Il testo è drammaturgicamente ben svolto, con l’andamento di un dialogo realistico più cinematografico che teatrale, a cui non sono estranei riferimenti simbolici e la volontà di individuare una sorta di nemesi storica applicata al privato, con risvolti che richiamano, fin dal titolo il mito greco e la volontà ineluttabile di una oscura divinità abitante l’uomo. La vicenda si svolge in vari anni: nel 2000, nel 1938 (l’anno delle leggi razziali), poi nel 1944 (durante l’occupazione nazista). La scena unica è una trattoria romana. L’autore padroneggia la vicenda con il gusto dell’intreccio e dei colpi di scena che conducono ogni volta lo spettatore a una situazione imprevista. Il finale è tragico e fulminante.” Le Erinni erano, nella mitologia greca, la personificazione della vendetta. Quando lo spirito di vendetta viene annullato, le Erinni si trasformano in Eumenidi, le Benevole. Ma non sempre questa trasformazione accade e le Erinni rimangono Erinni: la vendetta resta l’unico sentiero che qualcuno pensa di poter praticare.

Scheda autore: Giancarlo Loffarelli è drammaturgo, sceneggiatore e regista. È docente di Discipline dello spettacolo presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Nel 2018, con il testo teatrale ‘Erinni’ vince la XVIII edizione del Premio nazionale Calcante organizzato dalla Società Italiana Autori Drammatici. Il testo viene pubblicato sulla rivista della SIAD “Ridotto”. Nel 2017, con il testo teatrale ‘Stupidi anni! (Vita e morte di Cesare Pavese)’ vince il Premio “Francesco de Lemene”, sezione per il Teatro del Premio letterario internazionale “Lago Gerundo”. Nel 2014, vince la 58ª edizione del Premio nazionale di drammaturgia “Vallecorsi” di Pistoia con il dramma ‘Da quali stelle?’, sugli ultimi anni di vita di Friedrich Nietzsche. Nel mese di ottobre 2013, il suo testo ‘Se ci fosse luce (i misteri del caso Moro)’ vince il Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro. Il 16 gennaio 2012 è uno dei fondatori del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea.

 

L’ATTESA

Di Luca Aiello

Regia Francesco Nicolai

 

VENERDÌ 6 MARZO ORE 20:30

SABATO 7 MARZO ORE 20:30

DOMENICA 8 MARZO ORE 18

 

Cerco sempre di competere anzitutto con me stesso, cerco cioè di migliorarmi, di imparare cose nuove. A volte  tuttavia è bello anche sentirsi dire, da chi ti guarda con occhi attenti e competenti, che ciò che hai fatto, o scritto, o pensato, è significativo e può esserlo anche per un pubblico con cui “condividerti”. In questa constatazione sta tutta la mia soddisfazione di aver vinto il concorso Belli lunghi”. 

Luca Aiello

Sinossi: Marco e Anna, intenti a traslocare, sono due quarantacinquenni che vivono una crisi di coppia. Sono in attesa della loro figlia, che teneramente chiamano “la Piccola”. La loro quotidianità procede all’insegna di un delicato equilibrio, finché non viene messa in dubbio la reale esistenza della loro figlia. A partire da questo “incidente”, i due “genitori” dovranno mettersi in discussione e fare delle scelte che tengano conto della loro condizione di “attesa”. “Come il passaggio dalla giovinezza all’età adulta nella vita di un individuo è spesso problematico, anche il passaggio alla genitorialità comporta una profonda “riscrittura del sé”. Rimandare questa sfida è quasi sempre necessario per contingenze materiali, ma alcune volte il difficile è fare i conti con se stessi…”, spiega l’autore.

Scheda autore: Luca Aiello nasce il 7 luglio del 1974 a Siracusa dove vive fino al 1996, quando si trasferisce a Bologna. In seguito si laurea con lode in drammaturgia al DAMS, si perfeziona col professor Luigi Gozzi, (compianto direttore artistico del Teatro delle Moline di Bologna), e segue importanti laboratori di drammaturgia (Teatro Testoni con Valeria Frabetti, Teatro di Pisa con José Sanchis Sinisterra). Dal 2001 lavora come insegnante nella scuola pubblica, dapprima a Bologna e poi in provincia di Ferrara. Nei primi anni duemila collabora come coautore alla stesura di testi andati in scena a Bologna e Castel San Pietro Terme  e fa da assistente volontario  alla drammaturgia di  alcuni corsi teatrali tenuti da Cristiano Falaschi all’Arena del Sole di Bologna. Nel 2018 il suo testo ‘L’attesa’ vince il Premio per la migliore scrittura drammaturgica al concorso “La riviera dei monologhi”. A gennaio 2019, diviene socio del CeNDIC, (Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea).

 

LE DUE STANZE DEL COLLOQUIO

Di Luigi Salerno

Regia Ferruccio Ferrante

 

VENERDÌ 20 MARZO ORE 20:30

SABATO 21 MARZO ORE 20:30

DOMENICA 22 MARZO ORE 18

 

Nell’esercizio dell’immaginazione ho sempre forzato i confini, lavorando sull’equilibrio tra la rottura di un limite e la costituzione di una forma strutturata e (im)possibilmente coerente. Il rapporto problematico con questa pièce e il suo percorso labirintico è stato un territorio fecondo per consolidare le mie coordinate, mentre il sapere che da questa fucina tra livelli controversi sia nata la possibilità di una rappresentazione, mi ha riempito il cuore di un sentimento così profondo e reale, che non avrei mai creduto e saputo immaginare”.

Luigi Salerno

Sinossi: Una sala d’attesa. Tre personaggi, Teresa, Roberto e Armida, che non si sono mai visti prima, si ritrovano nell’attesa di un consulto con un misterioso professore in ritardo. Ciascuno di loro è lì per ragioni diverse e oscure, che non rende mai troppo esplicite. Il loro appuntamento sembra confluire allo stesso orario, mentre nello stesso appartamento la segretaria del professore è prossima  a festeggiare il suo compleanno. Durante il logorio dell’attesa ciascuno esprime a tratti la sua identità, le sue condizioni, riserve, paure o speranze. Quando saranno invitati ad accomodarsi nella stanza adibita al colloquio con il professore, tutti e tre nello stesso momento, verranno fuori altre  dinamiche caotiche del loro vissuto, che metteranno in gioco i fantasmi delle tre singolari e contrastanti identità, insieme alle sollecitazioni, alla stravaganza e alle suggestioni di ogni processo di rielaborazione.

Scheda autore: Luigi Salerno nasce e vive a Napoli. Autore di romanzi, racconti, pièce teatrali e sceneggiature, nel suo percorso di esplorazione assimila il contagio e la passione di nuove forme espressive, ottenendo diversi riconoscimenti in premi letterari e rassegne, anche nell’ambito della drammaturgia. È cofondatore, autore e sceneggiatore del circuito di cinema indipendente “Nocte Film”, (‘La compagna di classe’,’ Finalmente l’inverno’, ‘La città vuota – out the blue’)  nato dall’incontro con il filmmaker Fabrizio Fiore, con il quale ottiene numerose selezioni ufficiali in festival internazionali. I suoi scritti sono stati pubblicati su diverse riviste letterarie (Musicaos, Tuffi, Microtales, Risme) e la sua pièce teatrale ‘Ma è a due passi da lei’ è inserita nella Collezione di Teatro di Oèdipus. Pubblica con Ferrari Editore. A breve l’uscita del romanzo ‘Il vincolo cieco’.

 

LE STORIE SONO UN ANTIDOLORIFICO NATURALE

Di Ciro Ciancio

Regia Andrea Monti

 

VENERDÌ 3 APRILE ORE 20:30

SABATO 4 APRILE ORE 20:30

DOMENICA 5 APRILE ORE 18

 

Nassim Nicholas Taleb (autore de Il Cigno Nero) dice che noi tendiamo a ritenere più importante (e soprattutto più vero) il racconto di un ragazzo morto in un incidente stradale rispetto alla catalogazione di tutti gli incidenti stradali avvenuti nello stesso anno. Le storie ci sembrano più vere dei dati ufficiali. Allora mi sono chiesto se oggi, nell’epoca in cui la verità a noi si mostra soltanto nella sua relatività e caducità, possiamo considerare la nostra vita come la successione delle storie a cui decidiamo di credere. E forse è proprio questo il metro, quello delle storie impossibili a cui crediamo, con il quale orientiamo la nostra vita”.

Ciro Ciancio

Sinossi: È il compleanno di Claudio. Eppure, appena la scena si apre, lo troviamo seduto sul divano senza nemmeno la voglia di alzarsi per rispondere al telefono. Filippo, il suo fidanzato, lavora di notte come autista, ma ormai da tempo  gli affari non vanno bene. Per festeggiare porta a Claudio due doni, una torta e… un bambino. C’è solo un piccolo intoppo, e cioè che il neonato è morto. Claudio gli chiede come abbia trovato quel bambino, ma i racconti di Filippo non sembrano essere molto verosimili. Claudio decide di tenere il piccolo con sé solo per una notte, fin quando il suo compagno è a lavoro. Ma Proprio mentre Claudio si sta addormentando, ecco che lo sente vagire. Dopo poco appare in scena la madre del neonato che lo rivuole indietro, ma solo  nel caso in cui fosse davvero morto.

 

Scheda autore: Ciro Ciancio è nato il 26/09/1994 a Napoli. Ha conseguito la laurea in Lettere Moderne presso la Federico II con una tesi su Michel Foucault dal titolo: La parresìa come “cura” nell’epoca delle post-verità. Nel 2015 è stato tra i finalisti del premio “Il Nasso” per la sceneggiatura del cortometraggio ‘La sigaretta’. Nel 2017 si è trasferito a Milano per studiare drammaturgia presso la Civica scuola di teatro Paolo Grassi. Il suo testo d’esordio, ‘L’Amore Coprirà una Moltitudine di Peccati’, ha vinto il premio della giuria tecnica durante il festival “Shakespeare is now!”, tenutosi a Bergamo ad agosto del 2018. Lo stesso anno, l’opera è stata selezionata dal direttore della rivista “Sipario”, Mario Mattia Giorgetti, per partecipare ai “Giovedì dell’autore”. Inoltre,  il testo è finalista al PNA 2019 indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

Ciro Ciancio collabora come drammaturgo con la coreografa Simona Bertozzi per il suo progetto “Agon Teens” in scena al teatro Elfo Puccini di Milano per il festival Milanoltre.

 

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