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Teatro Brancaccio     Viola Produzioni     Alessandro Longobardi

in collaborazione con Compagnia della Rancia

presentano

SISTER ACT
IL MUSICAL

musiche ALAN MENKEN
liriche GLENN SLATER
testo CHERI STEINKELLNER e BILL STEINKELLNER
dialoghi aggiunti DOUGLAS CARTER BEANE
basato sul film Touchstone Picture “Sister Act” scritto da Joseph Howard

traduzione e liriche italiane FRANCO TRAVAGLIO
direzione musicale STEFANO BRONDI
coreografie RITA PIVANO
scene GABRIELE MORESCHI
costumi CARLA ACCORAMBONI
disegno luci VALERIO TIBERI
disegno suono EMANUELE CARLUCCI

regia SAVERIO MARCONI

CAST
BELIA MARTIN nel ruolo di Deloris Van Cartier

e con la partecipazione di
PINO STRABIOLI nel ruolo di Monsignor O’Hara

*SPECIAL GUEST*
SUOR CRISTINA nel ruolo di Suor Maria Roberta

FRANCESCA TAVERNI nel ruolo della Madre Superiora

Felice Casciano Curtis
Marco Trespioli Eddie
Claudia Campolongo Suor Maria Lazzara
Manuela Tasciotti Suor Maria Patrizia
Veronica Appeddu Suor Maria Roberta (la Novizia)
Silvano Torrieri Joey
Vincenzo Leone De Niro
Renato Crudo TJ

Brian Boccuni – Giancarlo Capito – Giulia Dascoli – Jessica Francesca Lorusso – David Marzi
Marzia Molinelli – Valentina Naselli – Elena Nieri – Rosa Odierna – Marco Pasquini – Helen Tesfazghi

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La presente recensione è stata integrata a seguito di una seconda visione che mi ha permesso di mettere a fuoco elementi e dettagli che non ero riuscito a focalizzare la prima volta. Qualcosa nel modo in cui io avevo percepito lo spettacolo non mi aveva convinto e avevo bisogno di rivederlo. Anche questa è l’ONESTA’ INTELLETTUALE di cui parlo spesso.

 

Un tripudio di risate, urla di consenso e applausi ha accolto la prima ufficiale di Sister Act al Teatro Brancaccio di Roma ed è un successo che si ripete ogni sera.

Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, dopo il successo ottenuto con Rapunzel, avvia questo nuovo progetto firmato da Viola Produzioni in collaborazione con la Compagnia della Rancia, per realizzare questo bellissimo spettacolo!

Tratto dall’omonimo film del ’92, Sister Act si avvale di un cast artistico e tecnico eccellente.

Attrici e attori eccezionali con vocalità strepitose, voci pure e pulite ognuna diversa dall’altra, ma perfettamente amalgamate nei momenti corali. Ottima scelta quella di un cast di altissimo livello, in cui ogni voce è personale, non ce n’è una uguale all’altra e anche per questo non si può preferire un artista all’altro, perché ognuno è unico.

Un bellissimo cast, affiatato e davvero in parte, che vi farà fare molte risate. Un gruppo meraviglioso sul palco che trasmette l’idea di armonia e coesione anche fuori dal palco.

Meravigliose le scenografie di Gabriele Moreschi, precise e curate, attente ai dettagli, che si alternano con naturalezza e dinamismo. I cambi scena sono rapidi ed efficaci, non creano mai cesure nette o buchi.

Bellissimi i costumi di Carla Accoramboni sia dei gangster che delle suore nelle varie versioni gospel. Colorati e variegati quelli degli uomini, molte varianti cangianti per le donne. Incredibile il cambio d’abito di Marco Trespioli/Eddie in uno dei suoi momenti da solista in cui sogna l’affermazione personale.

Ho rivalutato ad una seconda visione le coreografie di Rita Pivano, a metà tra il Varietà anni ’80 e Las Vegas, realizzate in perfetta sincronia. La scena del primo concerto in chiesa è trascinante e mette voglia di ballare: l’ensemble è stratosferico, preciso nei movimenti, un gruppo di veri professionisti.

Molto efficace anche il disegno luci di Valerio Tiberi che non trascura alcuna sfumatura.

Eccezionali i protagonisti.

Belia Martin è pazzesca nei panni della protagonista Deloris Van Cartier; ha una voce incredibile ed è molto convincente anche nel recitativo.

Simpaticissimo e perfetto Pino Strabioli che interpreta Monsignor O’Hara.

Straordinaria Francesca Taverni nel ruolo della Madre Superiora. Artista di consolidato e meritato successo, oltre a vestire i panni della Madre Superiora che dirige con sacrificio e abnegazione il convento, dà un po’ l’idea anche di essere il punto di riferimento di questo grandissimo e coeso gruppo di lavoro (come potrebbe non essere vista l’enorme esperienza di questa donna unita ad una grandissima umanità).

Sorprendente Suor Cristina nel ruolo di Suor Maria Roberta, la novizia: una voce e una potenza incredibili.

Non da meno è  Veronica Appeddu che si alterna con Suor Cristina nel ruolo della novizia. Non c’è alcun confronto da fare: si tratta di due talenti diversi, entrambi eccezionali. Suor Cristina canta la propria vita in questo spettacolo con indubitabile capacità, Veronica incarna esattamente la novizia timida in attesa della propria chiamata ed è dotata di una bellissima voce.

Bravissimo Felice Casciano nel ruolo di Curtis, il gangster, dalla voce profonda e anche sensuale; bravissimi i tre scagnozzi di Curtis, Silvano Torrieri/Joey, Vincenzo Leone/De Niro e Renato Crudo/TJ. Quest’ultimo mi ha particolarmente colpito non solo per la simpatia del personaggio e la bravura con cui lo interpreta, ma anche per la voce che muta tonalità senza mai un inciampo.

Bravissimi tutti a seguire, senza eccezioni: grandissime interpretazioni da parte di protagonisti ed ensemble.

Grandissima grinta ed energia da parte di tutti; grinta ed energia che esplodono con fragore nelle scene corali, ovviamente più coinvolgenti, trascinanti e davvero divertenti.

Altro punto forte la traduzione e le liriche italiane di Franco Travaglio: numerose scene posseggono battute esilaranti interpretate con piglio, sicurezza e trasporto.

La grandezza di questo cast è determinata da un’altissima professionalità. A me basta considerare questo: Sister Act non è in scena da moltissimo. La prima replica che ho visto era di mercoledì 16, la seconda venerdì 18. In soli due giorni ho notato differenze importanti. La prima impressione era stata di eccessiva staticità nel primo atto e una certa flemma nei momenti da solisti che rappresentano attimi di introspezione e riflessione personale. Già alla seconda visione molta di quella lentezza è svanita e le scene erano collegate con maggiore fluidità.

Sicuramente è fisiologica una certa lentezza, perché è necessario dare tempo alla storia di svolgersi e ovviamente il secondo atto è più energico perché prevede molte più scene corali e gli eventi sono più concitati e coinvolgenti, ma quei momenti di calo che mi sembrava di aver percepito la prima volta, nonostante l’eccellente interpretazione del cast, non posso ora confermarli.

Resta l’idea che alcune canzoni da solista che rappresentano momenti di riflessione personale andrebbero alleggerite.

Nel complesso Sister Act è un grandissimo spettacolo con artisti eccezionali che deve essere visto e deve essere portato in giro.

 

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