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Siamo tutti gay

Off/Off Theatre

11 febbraio 2020

 

In scena all’Off/Off Theatre Siamo tutti gay lo spettacolo di Lucilla Lupaioli da un’idea di Marco Marciani che capovolge la realtà invertendo i punti di vista.

Nell’epoca di genitore 1 e genitore 2, torna quanto mai attuale il tema di questo divertente spettacolo dove si immagina un mondo in cui l’omosessualità è l’ordinarietà e l’eterosessualità un’anomalia del sistema, una devianza dal comune sentire.

In Siamo tutti gay il mondo è composto per la maggioranza da omosessuali, mentre gli etero sono una minoranza guardata con sospetto.

Maggie (Alessandro Di Marco) e Tessy (Lucilla Lupaioli) sono una coppia lesbica affiatata: la prima è una famosa attrice di teatro, la seconda la sua fidata compagna, nonché ufficio stampa.

Maggie e Tessy sono due donne, due professioniste, due madri (sembra di sentire nelle orecchie l’eco di un recente proclama di segno opposto). Hanno due figli, William (Antonio De Stefano) e Sheila (Maria Antonietta Monacelli) che hanno educato con amore e pazienza ai propri valori.

Ma c’è un grosso problema: William e Sheila sono etero!

Come dire alle proprie madri, orgogliosamente lesbiche, di essere etero?

La tensione è alle stelle. Maggie sta per andare in scena per la Prima del proprio spettacolo, Tessy gestisce freneticamente i contatti stampa e gli inviti, mentre William e Sheila avrebbero deciso di rivelare loro chi sono i loro fidanzati.

Willy sta con Lucy (Martina Montini) la sarta di compagnia, mentre Sheila flirta con Max (Armando Quaranta) il tecnico di scena. Presi dalla paura della reazione delle loro madri, decidono di invertire le coppie e far pensare loro di essere “normali”, ovvero Willy fingerà di stare con Max e Sheila con Lucy.

Tra fraintendimenti, mezze rivelazioni, equivoci, azioni concitate e improvvise interruzioni, William e Sheila dovranno trovare il coraggio di manifestarsi per quello che sono e rivelare alle proprie madri la loro diversità.

In Siamo tutti gay I luoghi comuni vengono ribaltati: così sono i genitori omosessuali ad essere preoccupati per come la società possa reagire all’eterosessualità dei propri figli.

Si parla di lobby etero, di valori e di tradizione di una vita improntata verso l’omosessualità come riferimento primario solido sia culturalmente che socialmente.

Il tutto viene poi ambientato in un teatro, luogo di estro e creatività, liberale, dove l’essere diversi viene accettato. Ma qui la diversità è l’eterosessualità.

Il personaggio di Maggie viene interpretato un uomo en travesti e questo ne accentua la figura e il ruolo, dando ulteriore enfasi al concetto di diversità.

Maggie è un’attrice matura che si atteggia a diva e incarna le preoccupazioni, le fobie, le scaramanzie e le paturnie dell’essere attore, ovviamente riportate in maniera esasperata che regala momenti di ilarità.

Eppure, è la stessa Maggie a rivelarsi la più saggia e consapevole della coppia: mentre Tessy è fortemente tradizionalista e conservatrice, sarà Maggie ad andare incontro ai ragazzi in nome non di una semplice tolleranza, ma di una piena accettazione fatta di amore e rispetto superando quelle barriere che poniamo contro ciò che non conosciamo o non avvertiamo come nostro, abbattendo le differenze in nome della possibilità di essere se stessi, perché “tutti possiamo essere tutto”, senza schemi, senza etichette, liberi di essere, liberi di amare.

Siamo tutti gay rivisita i luoghi comuni in fatto di sessualità con intelligente ironia e, in senso lato, parla di convenzioni, moralità, diversità e di famiglia, ma i toni sono quelli di una commedia leggera, divertente e frizzante. A fronte di questa leggerezza, all’interpretazione brillante di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli, non fanno riscontro prove altrettanto forti degli altri protagonisti, tra cui emerge maggiormente Antonio De Stefano.

Gli intervalli musicali spezzano il ritmo interrompendo la narrazione che forse sarebbe più fluida e ficcante se continuativa.

La scenografia, che rappresenta il camerino di Maggie, è posizionata centralmente con le quinte laterali aperte verso il pubblico che ha modo di vedere cosa accade al di fuori delle stesse. Espediente curioso, ma poco efficace a livello visivo e che nulla aggiunge alla storia.

Forse sarebbe più di effetto concentrarsi sui ritmi della storia, sulle sue battute e sugli scambi veloci, eliminando gli elementi di contorno.

 

Associazione Bluestocking

presenta

Siamo tutti gay

Scritto e diretto da Lucilla Lupaioli, da un’idea di Marco Marciani

Con Alessandro Di Marco, Lucilla Lupaioli, Antonio De Stefano, Martina Montini, Armando Quaranta e Maria Antonietta Monacelli

Fonica & luci Sirio Lupaioli

Coreografie Alberto Bellandi 

Aiuto regia Guido Del Vento 

Foto Marcella Cistola e Simona Casadei 

Light Design Giovanna Venzi

Scene e Costumi Nicola Civinini

 

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