salvobuonfine bassa

 

E’ stato presentato ieri, nell’ambito del Festival Dei Corti Teatrali – III Edizione Nazionale, lo splendido corto #salvobuonfine, di Giancarlo Nicoletti, con Luca Di Capua, Valentina Perrella, Giancarlo Nicoletti, Chiara Oliviero, Alessandro Giova e Andrea Venditti.

#salvobuonfine è una produzione Planet Arts ed è stato selezionato quest’anno tra i 16 lavori, sui 160 presentati, per la semifinale del prestigioso Premio alle Arti Sceniche “Dante Cappelletti” organizzato dalla rivista Tuttoteatro.com.

Questo corto condensa un lavoro più ampio e compiuto in una forma compatta molto ben riuscita. Il testo, importante, attuale e scabroso per i “malpensanti”, è una riflessione drammatica e intensa sull’omosessualità e l’omofobia. L’intensità dei protagonisti è davvero coinvolgente; durante la rappresentazione il buio della sala si stringe intorno e avvolge lo spettatore proiettandolo sulla scena quasi fosse un altro sul palco a cui la storia viene raccontata e che è qui e là nei vari quadri rappresentati che poi si uniranno nel tragico epilogo. Nei venti minuti di questo corto c’è già tutto: la scoperta della propria inclinazione omosessuale; la mancata accettazione; la paura, forse; la crisi d’identità e di coscienza; i ruoli che la società ti impone; il tentativo di aprire all’altro un mondo diverso e indicare il percorso per viverci bene a fronte, magari, di una certa leggerezza; la differenza culturale e generazionale; l’influsso di una società borghese e perbenista che ti appiccica delle etichette; l’attivismo e l’indolenza; la fuga; il senso di colpa; i compromessi; la drammaticità di una società spietata; la violenza dettata dall’ignoranza individuale che diventa più spietata nel branco; un figlio che muore; una madre a cui il figlio viene strappato, seviziato e barbaramente ucciso.

Giancarlo Nicoletti ha prodotto un testo forte, di grande attualità, che sembra realmente vissuto dai singoli protagonisti su quel palco, che non è più solo quello, ma è spiaggia, appartamento, parco…ogni volta si ha la reale impressione di essere lì ad assistere a quello che sta accadendo. Il Teatro non è la realtà, ma quando il Teatro racconta la vita con tale realismo drammatico e così tanta intensità, i due piani si allineano e la coscienza esplode sotto i colpi di varie emozioni a seconda di quali corde siano state più toccate.

Allora, mentre uno dei personaggi termina il suo discorso affermando che grazie all’istinto di sopravvivenza ci si salva sempre, immediatamente dalle labbra mi sono uscite tre parole: “O forse no”.

Perché ci si può salvare fisicamente, ma fare i conti con la coscienza e con se stessi è un’altra storia.

#salvobuonfine è un validissimo esempio della funzione sociale dell’Arte: dare spunti di riflessione, input allo spettatore a cui viene affidato il compito di elaborare il lavoro nella sua interezza e tenere per sé ciò che più sente vicino al proprio modo di sentire, oppure riflettere su un aspetto che sente lontano dal proprio vissuto.

Il Teatro è rappresentazione: reale o immaginaria che sia. Il Teatro mette in scena la vita di altri, una vita che può essere vicina alla nostra o aliena, ma che, in quanto vita, scorre inevitabilmente affianco a noi perché di altri e gli altri sono intorno a noi. Come non possiamo prescindere dagli altri nel tessuto sociale, così, assistendo ad uno spettacolo teatrale non è possibile prescindere dalle storie e dai personaggi che ci possono passare affianco o attraversare, questo sta al rapporto che si instaura tra attore e spettatore e al valore del testo che trova o meno un suo riscontro nel vissuto individuale. Nella funzione sociale del Teatro, sta, credo, quindi, la capacità di mettere a disposizione del pubblico una tematica di ordine sociale o che sia, comunque, occasione di riflessione: starà poi allo spettatore valutare il livello di coinvolgimento e cosa fare degli spunti forniti.

#salvobuonfine è un corto di grande valore, che combina in maniera efficace e convincente un ottimo testo, asciutto e drammatico, una grande e intensa interpretazione di tutti i protagonisti, una regia ficcante e una bella colonna sonora.

 

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