GioiaSalvatori_AvereUnaBruttaNatura

GAY VILLAGE – XVII Edizione

Largo Dino Frisullo, c/o Città dell’Altra Economia, dal 31 Maggio all’8 Settembre

Aperto Mercoledì dalle 19.30 alle 02.00, ingresso gratuito

Dal Giovedì al Sabato dalle 19.30 alle 21: ingresso 3€. Dopo le 21, ingresso: Giov.10€/Ven.12€/Sab.15€ (Drink incluso)

InfoLine +39 350 0723346 – www.gayvillage.it

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Sabato 21 Luglio 2018, ore 22.00

TEATRO MUSICALE

AVERE UNA BRUTTA NATURA

di e con Gioia Salvatori

Musiche di Ginomaria Boschi chitarra e piano,

Gabrio Bevilacqua contrabbasso e Paola Fecarotta voce e tromba

Sabato 21 Luglio al Gay Village, torna un’attrice amatissima in rete e non solo. Autrice di taglienti e ironiche battute d’ispirazione amorosa sul suo blog CuoroGioia Salvatori è un graditissimo ritorno per il villaggio arcobaleno, che assisterà allo spettacolo Avere Una Brutta Natura, sua ultima fatica che asserisce e pratica il fiero principio della non accettazione di se stessi, il riconoscimento della propria stortura interiore e il tribolo che ne consegue, il tutto con il sostegno di tre pregevoli musicisti come Ginomaria Boschi alla chitarra e pianoGabrio Bevilacqua al contrabbasso Paola Fecarotta alla voce e tromba.

L’uomo, da sempre è identico a se stesso, da sempre inciampa su se stesso, ma almeno di questo può ridere. Un’ alternanza cantata e in prosa che si arrischia come può, dentro temi di natura esistenziale e pone l’accento su quanto di più sopravvalutato la storia dell’uomo ci consegni in dote: le relazioni.

Tra gli umani niente è più complesso che provare comunicare, capirsi, intendersi intorno ai desideri reciproci, gettare un ponte tra sè e gli altri e mentre lo si fa, sperare che dall’altro lato, il nostro interlocutore non gli stia dando fuoco con l’ultimo fiammifero avuto in dote dal proprio pessimismo.

L’amore, la comunicazione tra umani, il bisogno di starsi vicini e dall’altro lato l’horror vacui, la difficoltà di affidarsi, il desiderio di darsi alla legione straniera pur di non affrontare quello che è l’incontro, il tutto condito da fantasie, idiosincrasie e residui tardoadolescenziali, piccole paure e soprattutto le sempre valide nevrosi, coperte di Linus per traccheggiare, cibo per l’anima che incespica mentre vuole, che indietreggia per poi andare e che ogni tanto invece si ferma ad assaporare una certa immotivata leggerezza. Che non è poco.

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