Romeo e Giulietta, Ama e cambia il mondo – Chi pagherà
Romeo, accecato dalla sete di vendetta, ha ucciso Tebaldo e ora il Principe vuole indagare su chi sia l’assassino.Gli astanti, tutti tranne Lady Montecchi e il Principe, indicano Romeo là in alto che fa la sua disperata confessione.

“Non avrei voluto mai fare ciò che ho fatto a lui, la vendetta non so cos’è, eppure sì è esplosa in me, non puoi tacere se un amico muore”.

Non puoi tacere se un amico muore; quanto dolore, quanto strazio, quanta verità. Come tacere davanti ad un’ingiustizia, davanti ad un grande torto, davanti all’omicidio del tuo fraterno amico. La vendetta, però, Romeo, no, la vendetta no.

La legge avrebbe dovuto punire l’assassino, non la mano dell’uomo.

“Dico a voi chi siete mai, chi vi dà l’autorità, non siamo che bambini noi, la morte la inventate voi, noi siamo burattini, qui nelle sue mani. No no!”.

Quanta verità in queste parole. L’odio dell’uomo, l’odio degli adulti ha contagiato questi che sono poco più che bambini e li ha resi assassini, vittime e allo stesso tempo carnefici. La morte (per omicidio, per odio, per vendetta) l’ha inventata l’uomo adulto, i giovani sono solo burattini che seguono l’esempio di coloro che dovrebbero essere adulti, ma che tali non sono.

Davide riesce a caratterizzare così bene il dolore di Romeo, un ragazzino disperato, pentito, inerme di fronte ad un omicidio compiuto in preda alla furia della vendetta e, allo stesso tempo quasi spaventato dal suo stesso gesto.

Il pianto, la voce strozzata, il grido disperato: Nooo! Nooo!

Romeo viene esiliato, crede Giulietta morta e si uccide: ogni azione ha delle conseguenze e queste, a volte, possono essere enormi. Pensiamoci.

 

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