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La scena del ballo è un tripudio di energia e grinta!

Un intreccio fittissimo di passi, giri, braccia e mani che librano nell’aria, scambi continui.

Vedo la scena e mi immagino un fitto bosco: ci sono gli alberi altissimi, con le cime che arrivano al cielo; poi le fronde  che scendono mano a mano e fanno ombra.

Sotto l’ombra c’è un mondo; un altro mondo si schiude.

Il sottobosco con tutta la sua varietà di specie vegetali e animali.

Poi ci sono le radici che vanno in profondità. Alcuni alberi sono così grandi, così forti che hanno radici solide, attaccate salde al terreno e che da esso fuoriescono.

Ecco, il ballo è tutto questo.

Assistiamo alla scena nella sua globalità come potremmo vedere cime degli alberi dall’alto. Poi vediamo le coppie, perfettamente assortite: sono le fronde che si alternano lungo il tronco. Poi c’è il sottobosco costituito dai singoli movimenti di ogni ballerino/a; ognuno ha un ruolo preciso, precise posizioni; ogni atto, ogni scambio deve svolgersi in quell’istante, seguito da un altro istante: una serie di attimi che formano lo scorrere del tempo.

Poi ci sono le radici: forti, salde, sono alla base del tronco perché devono sostenere l’alto fusto e si attaccano al terreno perché devono contenere e trattenere il terreno. Le radici sono Veronica Peparini e Fabrizio Prolli: tutto si regge su di loro; loro hanno il compito di tenere saldo l’intero complesso, unendo il corpo centrale e mantenendolo saldo al terreno mentre sale al cielo e si sviluppa in rami e fronde.

La coreografia del Ballo è un lavoro intricatissimo, una trama multiforme dove elementi diversi si incastrano fondendosi; proprio come immagino debba essere un lavoro a maglia: singoli fili si intrecciano con altri singoli fili creando una maglia elastica o serrata a seconda del disegno originale e il tutto da vita ad un risultato di compattezza, unione e solido intreccio. Ogni singolo filo dà corpo ad una cosa nuova e diversa da sé, come ogni singolo ballerino, fondendosi col movimento degli altri, dà vita ad un corpo unico che è altro da sé, dalla sua singola individualità.

Il ballo è il risultato di elementi a se stanti che nella loro simbiosi, muovendosi all’unisono formano grandi figure in movimento che rappresentano qualcosa di più grande; un gruppo in movimento, dove ogni elemento è fondamentale.

 

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Foto di Roberto Marchesini

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