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E’ approdato a Roma, per un’unica data al Teatro Brancaccio, Rent, storica Opera Rock con libretto, testi e musiche di Jonathan Larson, nel nuovo allestimento italiano prodotto dalla Dafni Spettacoli di Giorgio Maddalena, a cura di Alessandro Vivona e con la regia di Gisella Calì.

Applausi a scena aperta e piccola standing ovation finale, che mi hanno molto sorpreso.

E’ pure vero che, trattandosi di un’unica data, la sala del Brancaccio è stata invasa da amici e colleghi che forse non sono stati esattamente obiettivi e critici nei confronti dell’amico/artista di turno premiando, magari, più l’entusiasmo profuso che i risultati ottenuti.

La standing ovation è stata tributata nientemeno che da Ted Neeley, lo storico e immenso Gesù di Jesus Christ Superstar, nel momento in cui a salire sul palco per i saluti c’era Salvador Axel Torrisi, che è stato Erode al fianco di Ted, e la standing ovation era, meritatissima, tutta per lui e la sua straordinaria performance.

Mi è dispiaciuto tantissimo dover constatare enormi pecche di questo spettacolo.

L’adattamento del testo è carente in molti punti e la traduzione delle canzoni non rispetta musicalità e metrica, risultando pesante e forzata.

La regia è inefficace: non  si distingue un progetto chiaro o un percorso definito; gli eventi accadono così, all’improvviso, si susseguono a caso come messi là senza connessione tra loro, né continuità nelle scene.

Se chi conosce la storia ha fatto una enorme fatica a seguirla in questo allestimento, figuriamoci cosa può aver capito e provato chi questa storia non la conosce!

Il messaggio dello spettacolo, forte, importante, attuale e terribilmente drammatico, non viene fuori, non arriva assolutamente:  le parole HIV e AZT sono buttate qua e là prive di significato. Non c’è la drammaticità necessaria, salvo in certe scene.

Questa in breve la storia: un gruppo di giovani artisti e musicisti squattrinati sogna il successo tentando di sopravvivere in una buia periferia di New York nei giorni in cui l’AIDS imperversa e uccide molti giovani.

Da un Natale all’altro, otto storie si raccontano tra speranze, vittorie e terribili sconfitte: giovani Bohémiens contemporanei dovranno affrontare povertà, malattia e il dilagare dell’AIDS.

Probabilmente, e grazie a Dio, questi attori e attrici sono troppo giovani per calarsi in una realtà così drammatica e capire veramente quali siano la sofferenza e la disperazione che i protagonisti della storia vivono: troppo giovani e, per fortuna, ancora inesperti della vita, non possono portare sul palco qualcosa di cui non sanno nulla, a meno di non essere grandissimi artisti.

La stessa giovane età è probabilmente il motivo di prestazioni canore a corrente alternata; vocalità interessanti che non riescono, però,  a sostenere due ore di spettacolo restituendo un coro di urla stonate per quasi tutto il tempo.

Esistono delle eccezioni, per fortuna, delle grandissime eccezioni, ma, diciamolo subito, non bastano, seppur nella loro straordinarietà, a salvare lo spettacolo.

Straordinarie le interpretazioni  di Roberto Rossetti e Salvador Axel Torrisi che interpretano la coppia gay formata da Collins e dalla drag queen  Angel.

L’intero spettacolo si poggia su di loro: il loro affiatamento è incredibile e grandiosa la loro interpretazione sia vocale che attoriale. Sono gli unici a rimanere centrati, a mantenere il ritmo con costanza e a trasmettere un messaggio durante tutto lo spettacolo.

Una prova davvero bella per loro.

Altra coppia di grande valore quella formata da Giovanna D’Angi e Natascia Fonzetti, rispettivamente Joanne e Maureen, altra coppia omosessuale dal rapporto tormentato e combattuto. La loro grande interpretazione raggiunge l’apice col brano Take Me or Leave Me dove le due ragazze si fronteggiano con grinta e passione senza mai sbavare o perdere il tono dell’interpretazione nonostante il trasporto.

Buona prova anche per Enrico Sortino, Benny e per Matteo Volpotti, Mark: quest’ultimo sicuramente meglio nel recitato, a volte in difficoltà nel cantato, ma nel complesso soddisfacente.

Complimenti vanno fatti all’Ensemble: un gruppo che, nonostante le difficoltà a sostenere l’intero spettacolo, ha dimostrato forza, coesione, impegno e partecipazione. Una citazione particolare per Luca Gaudiano.

Purtroppo l’entusiasmo del gruppo di lavoro non basta se non è guidato da una mano capace e sicura che indichi dove indirizzare tutte queste energie.

 

Di seguito il cast al completo:

Giuseppe Verzicco, Roger

Arianna Galletti, Mimì

Matteo Volpotti, Mark

Enrico Sortino, Benny

Roberto Rossetti, Collins

Salvador Axel Torrisi, Angel,

Giovanna D’Angi, Joanne

Natascia Fonzetti, Maureen

 

Completano il cast: Simone Nocerino (cover Angel), Luca Gaudiano (cover Collins e Ensemble), Ilaria Nestovito (cover Mimì e Ensemble), Riccardo Grilli (cover Roger e Ensemble), Francesca Pulvirenti (cover Maureen e Ensemble), Giovanni Strano (cover Benny e Ensemble), Fabrizio Scuderi (Ensemble), Salvo Barbagallo (Ensemble), Marina Puglisi (Ensemble), Michela Cimino (Ensemble), Aurelio Rapisarda (Ensemble), Viviana Tupputi (Ensemble).

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