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“Molto è accaduto veramente, molto sarebbe potuto accadere (…) due poeti, incontratisi 450 anni fa in un ospedale di Messina, amarono i versi, combattere e amarono la stessa donna; amarono il teatro, ma il teatro non li amava, eppure avrebbero cambiato la letteratura di tutti i tempi. Ma la verità, prima o poi, viene fuori. Anche molto tardi.”

Con queste parole predittive comincia il bellissimo spettacolo Shakespeare & Cervantes in Ghost Writer di cui Stefano Reali è autore e regista.

Il dramma racconta un ipotetico incontro tra il grande romanziere Miguel de Cervantes e il poeta anglo-italiano John Florio ed è un meraviglioso e affascinante viaggio attraverso la letteratura, la poesia e la storia di due straordinari poeti, due pietre miliari  della letteratura mondiale, seguendo la suggestiva ipotesi, da molti studiosi caldeggiata, che Giovanni Florio o, come si chiamava in Inghilterra, John Florio, fosse il ghostwriter (scrittore fantasma, autore nascosto) di tutte le opere teatrali attribuite a William Shakespeare che altro non era che il primo attore che le portava in scena.

La storia si sviluppa in tre archi temporali che attraversano la vita dei protagonisti. Il loro primo incontro avvenne a Messina il 27 ottobre 1571 in un ospedale militare. Miguel de Cervantes riceve la visita inaspettata del giovane damerino italo-inglese John Florio, anche lui aspirante poeta. I due sono completamente opposti: Cervantes è di umili origini, ma nel pieno vigore fisico e animato da una forte voglia di battersi mentre John è un timido intellettuale, garbato e vulnerabile. Li accomuna solo la passione per la scrittura, un ardore creativo per la poesia e per il teatro, espresso con una libertà creativa che poteva costargli la vita per mano  dell’Inquisizione.

L’incontro tra i due si trasforma in uno scontro tra due opposte visioni del mondo. Cervantes è istintivo e brutale; le sue opere non riscuotono particolare successo eppure è coraggioso, mette sempre la faccia in quello che fa, pagandone più volte le conseguenze in maniera amara e spesso drammatica. Florio, invece, è timoroso, cauto, forse codardo; vive una vita riservata, non si espone per paura delle conseguenze. Per questo farà firmare ad un altro, William Shakespeare, le proprie opere, perché la propria posizione sociale non gli consente di esporsi come autore di teatro.

I due si reincontreranno ventotto anni più tardi: Cervantes avrà vissuto una vita dolorosa e travagliata, mentre Florio avrà continuato a nascondersi per evitare per sé e per il padre l’Inquisizione. Miguel, però, conosce la verità e rimprovera a John/Giovanni la propria pavidità. Nonostante tutto, nei lunghi anni trascorsi lontani, i due restano informati l’uno della vita e delle opere dell’altro, nutrendo reciprocamente una stima artistica molto profonda.

Un ultimo incontro avverrà diciassette anni dopo, nel 1616, a Londra. Entrambi vicini alla morte, Cervantes avrà vissuto una vita priva di successi (se non per l’unica opera del Don Chisciotte della Mancia) e piena di disgrazie, ma avrà vissuto, con temerarietà e coraggio, mentre John sarà costretto ad ammettere quanto gli sia costato aver rinunciato volontariamente alla notorietà e all’immortalità letteraria, continuando però a non voler uscire allo scoperto convinto che un giorno, chissà quando, qualcuno racconterà la sua storia, anche se dovessero volerci quattro secoli come gli dice, quasi in una predizione, lo spirito acuto di Cervantes.

In tutta la loro vita, ad unirli, oltre alla passione per la poesia, l’amore per la stessa donna, Ana, presenza forte, radicata nella realtà rispetto alle fantasie letterarie dei due poeti, eppure anche figura altamente simbolica.

Shakespeare & Cervantes in Ghost Writer è uno spettacolo straordinariamente suggestivo e avvincente: quasi un giallo letterario giocato su un linguaggio poetico e altamente significativo. Non solo consente di conoscere aspetti nascosti di due grandissimi poeti della letteratura mondiale, ma anche rappresenta aspetti fondamentali della loro vita e della loro poetica in contrasto, ma in connessione continua.

Attraverso gli scontri verbali tra i due personaggi vengono presentati due modi opposti di vivere e creare: è meglio esporsi e rischiare una breve vita e una breve carriera, oppure è meglio nascondersi dietro un prestanome e garantirsi tranquillità,  ma non vedersi mai celebrati per il proprio talento?

Gli scontri tra i due poeti vertono molto sul concetto di verità: solo vivendo infatti, per Cervantes, si poteva scrivere la verità, una verità sperimentata e non presa a prestito da altri. Cervantes vive per  la verità, lotta per la verità e sarà la stessa Verità, alla fine, a far piombare Florio in uno stato di frustrazione totale, di pentimento, delirio e follia in cui la Coscienza tornerà a chiedere conto attraverso immagini che appaiono come fantasmi.

Lo spettacolo mette anche a confronto due mondi lontani e diversi tra loro, seppur contemporanei, Spagna e Inghilterra, sia dal punto di vista politico che sociale e artistico. Anche nella morte Cervantes e Florio rispecchiano le condizioni di due imperi, quello inglese e quello spagnolo, totalmente opposte.

E’ stupefacente la straordinaria capacita di Stefano Reali di costruire una storia avvincente, ricca di fatti e di colpi di scena che alterna un linguaggio alto e poetico, quando si parla della Poesia e della Letteratura a un linguaggio comune e, a volte, popolare, nei dialoghi sulla vita quotidiana e la politica, rivelando una profonda  ricerca bibliografica e storiografica ed un’attenta rielaborazione che, per quanto fantasiosa, non è improbabile.

Sono affascinanti l’uso del linguaggio e la ricerca lessicale, così come i parallelismi tra gli stessi personaggi presenti in opere di autori diversi. Coinvolgente la costruzione e la regia della messa in scena attraverso i tre piani temporali in cui l’intera storia si dipana con il personaggio di Florio che immobile sulle proprie posizioni muta nel tempo (infatti è l’unico a cambiare abito ad ogni quadro) mentre Cervantes e Ana sembrano non mutare mai. Anche la figura di questa donna è preziosa e centrale: delicata, ma energica; forte, ma non invadente, anzi servizievole; vestita di scuro, eppure accecante. Il gioco sui personaggi, rivelatore solo nel finale, è acuto e fine, degno di un thriller.

Gli attori in scena sono formidabili e offrono uno spettacolo di prim’ordine. Ruben Rigillo (John Florio) e Giuseppe Zeno (Miguel de Cervantes) non si risparmiano, dando tutto ciò che possono ai loro personaggi in fatto di anima e corpo, presi e convinti nelle loro arringhe letterarie così come presenti e scaltri nei duelli alla lama. Tanto Rigillo incarna la pavidità, le incertezze e le debolezze di Florio, quanto Zeno la temerarietà, la sfrontatezza, ma anche le sofferenze di Cervantes. I due bravissimi attori rappresentano con grande carisma e capacità i mondi dei due personaggi sia nella loro dimensione artistica che in quella privata e pubblica.

Al loro fianco la straordinaria Agnese Fallongo nei panni di Ana, a cui aderisce perfettamente e che impreziosisce di sfumature grazie a quella sua meravigliosa capacità di modulare la voce in declinazioni sempre diverse, con il  sapiente uso dei respiri e degli accenti, lavorando per sottrazione a beneficio di una pulizia ricca di significato in perfetto connubio con la gestualità e l’espressività.

A completare questo grande cast la presenza di Mariano Rigillo con un’interpretazione autorevole e fiera nel ruolo di Michelangelo Florio, padre di Giovanni e sua rovina in un certo senso.

Shakespeare & Cervantes in Ghost Writer è uno spettacolo suggestivo per l’ipotesi che affronta, avvincente per le vicende che rappresenta, affascinante per il linguaggio, coinvolgente per l’intera messa in scena arricchita dalle musiche di Stefano Reali, i costumi di Alfonsina Lettieri, le scene di Carlo De Marino e le coreografie nei duelli del M° Renzo Musumeci Greco.

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Shakespeare & Cervantes in Ghost Writer

Scritto e diretto da Stefano Reali

Con Giuseppe Zeno, Ruben Rigillo, Agnese Fallongo, Mariano Rigillo

Musiche Stefano Reali

Costumi Alfonsina Lettieri

Direzione tecnica Stefano Cianfichi

Scene Carlo De Marino

Coreografie duelli M° Renzo Musumeci Greco

PRODUZIONE:

Primo Atto S.r.l.

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