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Pane, latte e lacrime è lo spettacolo scritto da Veronica Liberale e diretto da Cristina Vaccaro che racconta i giorni che precedono il bombardamento del 19 luglio 1943 del quartiere San Lorenzo a Roma.

Si tratta di una storia di donne raccontata da donne. In quel periodo, infatti, gli uomini (mariti, padri, fratelli) erano tutti impegnati in guerra oppure imprigionati perché ostili al regime e le donne furono costrette ad uscire dalle loro case per procurare da vivere per se stesse e per le loro famiglie affrontando con coraggio e disperazione una battaglia per la sopravvivenza.

Nello spettacolo vengono rappresentate alcune di queste donne. Iole (Veronica Liberale) è madre di sette figlie, che ha mandato a vivere da un parente appena fuori Roma, e il marito è in prigione perché attivista contro il regime fascista.  E’ lei da sola a doversi prendere cura della famiglia col lavoro al banco dei fiori al mercato. Franca (Antonia di Francesco), cognata di Iole, vedova, è una donna apparentemente frivola che il sistema considera inutile perché sterile. La sora Assunta (Giada Prandi) è un’altra fioraia del quartiere, ma il suo banco è una copertura per il suo mestiere di meretrice. Angeletta (Camilla Bianchini) è la matta del quartiere: girava i teatri cantando con i genitori, poi il fascismo con la sua censura chiuse i teatri e loro si trovarono sul lastrico. Da allora, non si sa cosa accadde, ma Angeletta vive in un mondo tutto suo, dal quale si affaccia solo ogni tanto in maniera sorprendente. Firmina (Francesca Pausilli) è una delle sette figlie di Iole, una ragazza idealista che decide di tornare a Roma per vedere la madre e combattere per il quartiere, ma non sa la realtà che l’aspetta.

In questo mondo al femminile ci sono anche due uomini: Alvise, “il dottore” (Franco Barbero), uomo del nord, impiegato di concetto all’università e Umberto (Andrea Venditti) il custode del cimitero e ti tanti segreti del quartiere.

Una lettera contenente un messaggio cifrato indirizzata a Iole e proveniente dal marito in carcere metterà subbuglio e agitazione tra i personaggi dando il via ad una serie di accadimenti che porteranno i protagonisti a ripensare alla propria vita e a prendere una posizione. Il bombardamento di San Lorenzo li consegnerà, poi, alla storia.

Pane, latte e lacrime è uno spettacolo corale, uno sguardo da dentro della comunità che si creava all’interno dei quartieri.

Veronica Liberale, san lorenzina, è cresciuta coi racconti del bombardamento di San Lorenzo fatti da genitori, nonni e anziani del quartiere. E’ evidente una forte componente storiografica compenetrata dal sentimento di appartenenza a ciò che una volta rappresentava il quartiere: una grande famiglia allargata.

Anche il titolo, Pane, latte e lacrime, fa riferimento a quel poco di cibo che, se si era fortunati, si riusciva ad ottenere e ai dolci ricordi delle persone che si sono incontrate e che si sono date aiuto.

Il testo tratteggia personaggi nitidi, ognuno a suo modo significativo: Iole con la propria disperazione che diventa anche la sua forza; Franca che nasconde una femminilità frustrata dalla società; Assunta, sarcastica e tagliente, che appare disinteressata verso tutto e tutti, invece non lo è; Angeletta, essere speciale capace di cose straordinarie; Alvise, personaggio che per le proprie origini nordiche e la propria posizione sociale resta sempre un po’ estraneo agli altri, forte del suo titolo di “dottore”, ma umanamente fragile; Umberto rappresenta la romanità: indolente, sa tutto di tutti, ma non prende mai posizione, antifascista, ma non si schiera, è un uomo buono, verace, sempre ben disposto verso tutti.

Pane, latte e lacrime è una storia di amore e di amicizia, di condivisione e appartenenza.

Veronica Liberale riesce a raccontare una storia dentro la Storia utilizzando gli elementi della commedia italiana coniugando gli aspetti più prettamente seri e drammatici con quelli comici e brillanti attraverso la satira di costume e quei modi di sdrammatizzare tipici del romano, attraverso gli atteggiamenti veraci e ironici senza però mai far calare la tensione del dramma, riuscendo anche a far commuovere attraverso una tenerezza infinita.

Tutto è poi ottimamente diretto da Cristiana Vaccaro: un’altra donna, un altro tocco femminile che dona alla regia sensibilità e delicatezza affrontando tutto col giusto peso, lavorando su ciò che è in vista, ma anche su ciò che resta nascosto.

Una prova attoriale molto bella per Pane, latte e lacrime con un cast affiatato e ben amalgamato. I protagonisti danno carattere e spessore ai propri personaggi senza caricarli eccessivamente: la forza e la durezza di Veronica Liberale per la sua madre sola che deve mantenere se stessa e sette figlie; la spensieratezza leggera, ma fragile con cui Antonia Di Francesco interpreta la sua Franca; la durezza caparbia di Giada Prandi per la sua Assunta; il desiderio di essere considerata adulta, misto all’ incoscienza dell’età di Francesca Pausilli per la sua Firmina, che cresce improvvisamente nel momento della disperazione; la poesia e la tenerezza di Camilla Bianchini per Angeletta, personaggio che è la chiave di volta dell’intero spettacolo.

Dall’altra parte ci sono i due uomini sulle cui spalle è il compito di rappresentare un mondo diverso: Andrea Venditti col suo Umberto incarna la quotidianità, la vita che nonostante tutto passa e va, ma è anche po’ l’uomo per tutte le donne, uno dei pochi rimasti nel quartiere; poi c’è Franco Barbero col suo Alvise, uomo solo, fragile, che però non scappa di fronte ai sentimenti.

Pane, latte e lacrime è uno spettacolo della memoria che ricorda con nostalgia il tempo in cui i quartieri erano grandi famiglie allargate in cui ci si prendeva cura gli uni degli altri, ma soprattuto celebra tutti i caduti delle guerre e, rievocando la storia, ammonisce sul presente.

Pane, latte e lacrime

Di Veronica Liberale

Regia di Cristiana Vaccaro

Con Franco Barbero, Camilla Bianchini, Antonia di Francesco, Veronica Liberale, Francesca Pausilli, Giada Prandi, Andrea Venditti

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