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Finalmente “atterra” a Roma Peter Pan – il Musical che festeggia i dieci anni dal primo debutto al Teatro Brancaccio e in questa nuova edizione è coprodotto da Viola Produzioni (Teatro Brancaccio Roma) insieme a NewStep per Edoardo Bennato e Show Bees (Teatro LinearCiak Milano).

Un grandissimo family show che incanta e fa ridere i bambini e incontra il gusto degli adulti per la leggerezza con cui li invita a preservare una parte fanciullesca.

Peter Pan è uno spettacolo con alcuni aspetti di notevole pregio: salta subito agli occhi la scenografia di Rinaldo Rinaldi altamente curata, varia, ricca e tecnologica. Si parte con Londra dove gli adulti perbenisti fanno cerchio contro un cantastorie perché con le sue favole fa nascere strani pensieri nella mente dei bambini; si passa alla camera dei fratelli Darling, arredata come la camera dei sogni per tanti bambini, morbida e accogliente, in cui Wendy, la sorella maggiore, racconta ai fratellini John e Michael le avventure di fantasia che hanno come protagonista Peter Pan, nonostante il disappunto del padre, uomo rigido e razionale. La camera poi si “smonta” meccanicamente per dare spazio ad un vasto cielo stellato attraverso il quale i protagonisti voleranno verso l’Isola che non c’è. Altro luogo, altra bellissima scenografia, tra alti alberi, il rifugio di Peter e dei suoi bambini perduti. C’è poi il galeone di Capitan Uncino e, ancora, il villaggio degli indiani. Insomma un immenso lavoro di scene che catapultano ogni volta in luoghi diversi e magici.

Nei cambi scena più impegnativi vengono utilizzate proiezioni su velatino (espediente caro al regista, Maurizio Colombi, vedi, per esempio, Rapunzel) che continuano a narrare gli sviluppi e servono a collegare i passaggi narrativi. Peccato che, a volte, i tempi siano troppo lunghi e i cambi scena non proprio silenziosi.

I nostri protagonisti, poi, volano realmente in scena attraversando il palco nella sua lunghezza e altezza.

Colonna sonora portante, poi, sono le musiche pop-rock di Edoardo Bennato che tutti conosciamo, e abbiamo cantato, la maggior parte tratte dall’album del 1978 Sono solo canzonette e poi altri brani come “Il rock di Capitan Uncino“, “La fata“, “Viva la mamma” e molte altre, fino a “L’isola che non c’è“.  Brani riarrangiati dallo stesso cantautore per lo spettacolo teatrale, oltre all’inserimento dell’inedito “Che paura che fa Capitan Uncino“.

Poi, ovviamente, c’è il cast, numerosissimo e composto da alcuni elementi eccezionali.

Giorgio Camandona è un Peter Pan sfrontato e coraggioso, ma anche solo. A me Giorgio piace e credo che sia riuscito a calarsi bene in un ruolo che, per quanto fantasy, richiede di essere realistico.

Interpretare un bambino che non vuole crescere, sospeso tra il mondo reale e quello della fantasia, che sa volare, giocando con atteggiamenti di impudente sicurezza e momenti di profonda ingenuità risultando però credibile e vicino al pubblico come una presenza reale richiede di mettere in gioco dinamiche particolari nelle quali non si può eccedere, e ho trovato Giorgio misurato, equilibrato, in ruolo.

Martha Rossi è bravissima. E’ la perfetta bambina vittoriana il cui sogno è sposarsi e fare la mamma, mantenendo, però, tutta l’innocenza dell’età. Mi è sempre piaciuta moltissimo e la ricordo con grande entusiasmo in We Will Rock You. Qui riesce a calarsi nei panni della bambina con grandissima partecipazione e non è solo grazie alla sua fisicità minuta che, vi assicuro, in ruoli diversi diventa gigante: sono le sue doti interpretative e soprattutto la sua vocalità a dare struttura  ad un personaggio che conquista e diverte.

Ci sono, poi, le bravissime attrici che interpretano i fratelli Darling, John e Michael, Laura Fiorini e Giorgia Arena. Eccezionali! Riescono a tornare bambini con un’efficacia e un realismo tangibili, divertendo tantissimo con le loro voci e i movimenti fintamente goffi regalando momenti di puro spettacolo. In particolare il mio applauso va a Giorgia.

Poi c’è il grande, immenso Pietro Pignatelli nei doppi panni di Agenore Darling, il papà, e Capitano Uncino. Agenore è un tipo alla Furio di Carlo Verdone, simpatico nella sua ossessione del controllo dell’ordine. E’ con Capitano Uncino, però , che Pignatelli dà sfogo a tutta la sua versatilità aprendo un ventaglio di colori con cui dipinge il proprio personaggio che irradia energia e tantissima simpatia. Uncino è il capitano dei pirati, personaggio oscuro, violento, ma con le sue debolezze che lo rendono anche simpatico e Pignatelli è accattivante, coinvolgente, sopra le righe. Il suo Uncino è strepitoso, puro spasso. Una voce pazzesca, rock, nitida, forte, chiara con quella verve delle rockstar.

Mimmo Chianese è uno Spugna simpaticissimo, buffo e tenero.

Pamela Scarponi interpreta la Signora Darling e Giglio Tigrato a cui dà vocalità piena e tonda.

A seguire e a completamento di questo bel cast una lunga serie di altri performer: primi tra tutti, vanno citati i “bambini perduti”, bravissimi e simpaticissimi. Mi sono piaciuti meno, invece i performer che interpretano gli Indiani e i Pirati.

Trilli è invece rappresentata da un laser puntato sul palco che vola di qua e di là creando scompiglio.

Poi c’è Nana, il cane simpaticissimo e tenero dei Darling.

La regia di Maurizio Colombi, sempre incentrata molto sulla creazione dell’ambiente e dell’atmosfera fiabesche, funziona, nonostante qualche momento narrativo andrebbe snellito e reso più asciutto.

La supervisione musicale è di Davide Magnabosco e vocal coach Alex Procacci  che ha curato anche gli arrangiamenti vocali.

Costumi molto belli e tanti di Francesca Grossi: gli abiti vittoriani dell’inizio, quello di Peter, luminescente al buio, i costumi degli indiani e quelli dei bambini perduti, quelli della ciurma e di Spugna, ma, soprattutto, bellissimi quelli di Capitano Uncino!

Complimenti anche al trucco di Luca Laconi.

Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie, Peter Pan – Il Musical è un piacevolissimo spettacolo che invita grandi e bambini a sognare: un viaggio verso “l’isola che non c’è”, per vivere tante emozionanti avventure.

 

Peter Pan – Il Musical

Tratto da J.M. Barrie

scritto e diretto da Maurizio Colombi

con Giorgio Camandona, Martha Rossi, Pietro Pignatelli, Mimmo Chianese, Pamela Scarponi, Laura Fiorini, Giorgia Arena,Luca Laconi, Marco Di Palma, Pierluigi Lima, Tiziano Russo, Maria Sacchi, Carlo Schiavone, Viola Zanotti, Carlotta Sibilla, Samantha Bellaria, Valeria Ianni, Massimo Finocchiaro.

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Musiche e canzoni

Edoardo Bennato

Copione e regia di

Maurizio Colombi

Coreografe

Rita Pivano

Supervisione Musicale

Davide Magnabosco

Vocal Coach eArrangiamenti vocali

Alex Procacci

Scene

Rinaldo Rinaldi

Disegno Luci

Salvatore Bonaiuto

Suono

Franco Patimo

Scenotecnica

Metrico

Direttore di scena

Danilo Amicucci

Assistente Coreografe

Francesco Spizzirri

Costumi

Francesca Grossi 

Disegni e Scene

Rinaldo Rinaldi

Effetto volo

Ivan Manzoni

Make up

Luca Laconi

Direzione Musicale eAccompagnamento live

Davide Magnabosco

Aiuto regia

Marco &esica

Direzione di Scena

Danilo Amicucci

Direttore di produzione

Andrea Manara

 

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