L’attività del critico è complessa e articolata: non è sufficiente dire ciò che piace e ciò che non piace. Bisogna saper ascoltare e saper vedere. E’ necessario prima di tutto approfondire la materia soggetta a critica e, in secondo luogo, argomentare il proprio punto di vista accompagnando chi lo legge in un’analisi dello spettacolo attenta e globale. Ogni volta il mio scopo è raccontare perché vale la pena andare a vedere uno spettacolo mettendo in risalto gli aspetti più piacevoli, ma anche i punti deboli, riconoscendo sempre i meriti degli artisti, con grande rispetto per il lavoro che fanno. Credo fermamente in un principio: in Teatro si può giocare, ma non ci si può prendere gioco del teatro. E nemmeno del pubblico.