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otello

 

L’eterno dramma della gelosia che logora anche l’uomo più forte e saldo; la questione razziale;  le strategie per il potere: Otello è un enorme meccanismo, un ingranaggio che stritola l’uomo schiacciandolo sotto le sue stesse paure, un magma di sentimenti che tracimano dai cuori degli uomini devastando tutto ciò che incontrano.

Questo adattamento moderno dell’Otello ad opera di Paolo Zuccari e Hossein Taheri è davvero coinvolgente; una rivisitazione quasi cinematografica che segue le regole di un thriller mozzafiato.

La storia è sempre quella: Otello è il generale straniero nominato Governatore di Cipro sposato con la bellissima e indipendente Desdemona. L’attendente Iago non vuole essere comandato da uno straniero e si ingegnerà per  distruggere Otello.

Iago costruirà così un complicato e ingegnoso piano facendo in modo, prima, che Otello perda fiducia nel suo luogotenente Cassio, destituendolo, insinuando, poi, in Otello il dubbio della gelosia che diventerà un veleno nella sua mente, un tarlo che lo roderà fino a sconvolgerlo completamente e a portarlo ad azioni tragiche.

Sei personaggi in scena per un romanzo poliziesco, un film noir, una tragedia greca: malizia, sotterfugio,  inganno, tradimento, dubbio, gelosia, rabbia, pazzia,violenza, in un turbinio travolgente di azioni e pensieri con un crescendo sempre più rapido di colpi di scena.

Sono in scena le emozioni umane portate all’estremo da una distorsione crudele della realtà; emozioni che creano pensieri cupi, pensieri che provocano rabbia, rabbia che oscura la mente e muove ad azioni terribili.

La guerra è finita là fuori, ma è ancora guerra: è dentro gli animi, i cuori e le teste che portano a pensieri irrefrenabili da cui scaturiscono comportamenti irrimediabili.

Tutto si svolge con rapidità; la scena è un costante correre, andare e venire: c’è una frenesia nell’azione e nelle parole da lasciare col fiato sospeso.

Il finale arriva sorprendente, forte e improvviso, impetuoso e crudele: è una danza di morte.

Il sestetto in scena è davvero un gruppo di attori bravi e affiatati.

Un grandioso, strepitoso Paolo Zuccari è Iago: corre, scatta, dice, fa, intreccia, imbroglia, camuffa con un’abilità da giocoliere.

Hossein Taheri, anche lui immenso, è Otello.  Hossein presta tutta la sua fisicità al personaggio, i suoi occhi ardono di rabbia e odio.

Elodie Treccani è Emilia, la moglie di Iago; dapprima ubbidiente e ignara, la sua trasformazione in donna disperata è dirompente.

Xhilda Lapardhaja è la bellissima Desdemona, così fiera e forte nel difendere fino in fondo la purezza del suo amore. Brava, la sua interpretazione è toccante nell’epilogo.

Caterina Bertone è il sergente Bianca: Caterina si difende in un ruolo che qui, comunque, è marginale e statico rispetto agli altri.

Beniamino Zannoni  è il luogotenente Cassio; una bella interpretazione spontanea.

La regia di Paolo Zuccari contribuisce a creare una dimensione di caos in cui la realtà viene rapidamente  distorta dalle menti dei protagonisti.

Le emozioni arrivano chiare, forti e dirette;  nonostante la frenesia delle scene non si perdono parole, ogni passaggio è ben strutturato, tutto è comprensibile. Anche il dolore e la rabbia.

 

OTELLO

di

William Shakespeare

Adattamento

Hossein Taheri e Paolo Zuccari

con

Hossein Taheri

Paolo Zuccari

Elodie Treccani

Xhilda Lapardhaja

Caterina Bertone

Beniamino Zannoni

Regia  Paolo Zuccari

Aiuto regia Marco Canuto

Consulenza scene Fiammetta Mandich

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