Recensione di Carlo Tomeo

CARLO TOMEO FOTO

Renato Sarti, con la collaborazione di Bebo Storti si è rifatto a un’opera di Shakespeare per portare avanti un discorso che riguarda un problema che è sempre esistito, anche se la sua conoscenza solitamente rimaneva rinchiusa tra le mura domestiche, e riguarda i maltrattamenti subiti dalle donne dai loro mariti/compagni e che spesso arrivavano al femminicidio. Negli ultimi anni il problema viene portato con insistenza alle cronache della ribalta, grazie alla collaborazione di donne coraggiose che denunciano i fatti di violenza subiti, per non parlare, appunto,del femminicidio per il quale le donne stanno combattendo in varie forme, coinvolgendo nei dibattiti anche gli uomini e partendo anche dall’educazione scolastica.

Tutto è necessario, qualsiasi forma venga adottata perché il problema vada a scomparire. E ben venga che il teatro e ogni altra forma d’arte si attivino in tal senso, usando anche forme insolite: l’importante è far riflettere e non abbassare la guardia.

Così Renato Sarti ha portato in scena la vicenda di una donna celebre come Desdemona, moglie dell’ “Otello” di Shakespeare, traendo i punti salienti dal dramma originale e adattandolo ai tempi moderni.

Bebo Storti interpreta un Otello, che, grazie ai suoi trascorsi di ex calciatore di fama mondiale, si è affermato politicamente diventando presidente della Regione Veneta, nonostante abbia la pelle scura e non sia del tutto bene amato dalla società odierna perché straniero. Ma ha i suoi appoggi politici per cui non ha difficoltà a sposare la sedicenne (e seducente) Desdemona, una donna  dalla pelle bianca, figlia di un ricco uomo russo che con il suo denaro può considerarsi padrone di mezza Venezia. Otello, per essere a la pàge si mostra persino xenofobo, come se lui, per il solo fatto che abbia raggiunto il potere, non fosse comunque uno straniero. Vive la sua vita gioiosa al fianco di Desdemona che prepara deliziosi spritz.

Senza raccontare la trama di tutta la commedia, ricca di trovate esilaranti, grazie alle battute comiche, che si richiamano anche a proverbi spesso in idiomi  dialettali, pronunciate da Otello e che costituiscono l’ossatura surreale della commedia, ne cito solo i punti più salienti.

Arriva il momento in cui Iago interviene per vendicarsi del fatto che Otello non l’abbia nominato suo luogotenente preferendogli Cassio e iniziando a instillare nella mente del capo il tarlo della gelosia: è proprio sicuro che Desdemona gli sia fedele? Nonostante il moro non ceda alle sue insinuazione sarà il famoso fazzoletto, tanto caro a Otello, che lo regalò all’amata come pegno prezioso del suo amore per lei. Fazzoletto che ora si ritrova, grazie ai marchingegni di Jago, nelle tasche di Cassio. L’uccisione di Desdemona, per salvare l’onore, si rende a questo punto necessaria: Otello di Storti non lo riterrebbe neanche necessario perché sarà costretto a rinunciare ai deliziosi spritz che la donna gli prepara, ma Jago insiste nella sua opera malefica e continua a istigare il capo a compiere l’azione che gli  salverà l’onore.

Ma a questo punto viene abbandonata la scena finale del dramma di Shakespeare ed entra in gioco quella di Sarti: Desdemona impugna una pistola e mette sotto guardia marito e Iago. Poi chiede al pubblico femminile presente in sala di dare un responso per alzata di mano tra chi è favorevole a denunciare alla autorità, perché la giustizia del tribunale faccia il suo corso considerando il maltrattamento subito dalla donna, e chi è invece per la morte immediata dei due uomini. Alla serata cui ho assistito ha prevalso quest’ultima decisione (Era tra l’altro il giorno della festa della donna) e sia Otello che Iago sono stati crivellati da Desdemona, finalmente pronta a bersi in santa pace il suo spritz.

Renato Sarti ha compiuto un’opera molto “frizzante”(spritz, perl’appunto), andando a pescare in una delle più famose e rappresentate opere di Shakespeare i punti “nodali” più salienti per far riconoscere l’attualità del tema con il mondo di oggi. Forse il razzismo era meno “sentito” ma la condizione della donna era sicuramente un tema importante che neanche il femminismo del secolo scorso è riuscito a risolvere e la trovata di coinvolgere il pubblico femminile è stata realmente un colpo di teatro.

(Del resto il razzismo, anche di fronte al potere, si alleggerisce di fatto).

La sua bravura come attore, oltretutto costretto a recitare con un fondo tinta completamente nero, è stata più che eccellente, specialmente nelle improvvisazioni. Non meno bravo, mostrando tutta la perfidia di Iago, è stato Renato Sarti, eccellente compagno di scena.

Elena Novoselova è realmente russa, come tradisce il suo cognome, è stata brava anche lei nel recitare una Desdemona moderna che conosce il suo valore e non si lascia mettere sotto i piedi neanche da un Otello, che sostiene la parte dell’uomo geloso più per accontentare Jago che per suo carattere innato.

I riferimenti alla vita politica di oggi sono molteplici e ogni spettatore è in grado di riconoscerne diversi. La satira incombe ed è quella che aiuta la causa più di quanto avrebbe potuto fare una messa in scena classica, anche perché Shakespeare sembra voler stigmatizzare la figura di Otello, facendogli togliere la vita alla fine del dramma, ma questo accade solo quando scopre che la moglie era in realtà innocente. Tanto a favore della donna, quindi, non si era dimostrato. Il tema, quindi, è sì vicino ai nostri giorni ma soprattutto grazie alle ultime iniziative che le donne stanno portando avanti, destinato ad assumere ben altro risvolto.

Otello spritz

da William Shakespeare

adattamento e regia  Renato Sarti

in collaborazione con Bebo Storti

con Renato Sarti, Bebo Storti, Elena Novoselova

scene e costumi Carlo Sala

musiche Carlo Boccadoro

luci Claudio De Pace

produzione Teatro della Compagnia

con il sostegno della Regione Lombardia –Progetto NEXT 20112

in scena al Teatro Filodrammatici di Milano fino al 19 febbraio.

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