IMG_9562

Recensione di Gabriele Cantando

È andato in scena al Teatro Quirino di Roma dal 30 aprile al 5 maggio Otello rappresentato dalla Compagnia Balletto di Roma con le coreografie di Fabrizio Monteverde e le musiche di A. Dvorak.
La scena di apertura mostra, nell’ormai nota penombra monteverdiana, un porto, non necessariamente quello di Venezia, con un molo che è una sorta di zona franca delle vicissitudini dei protagonisti, un luogo di passaggio dove attendere che la vita faccia il suo corso.

I danzatori guadagnano la scena indossando un lungo cappotto nero con la parte interna rossa. Il rosso e il nero, la passione e la morte, elementi dominanti nella coreografia di Monteverde, così come è dominante l’erotico e sensuale utilizzo degli statuari corpi dei ballerini, Otello appare sulla scena coperto solo dal suo cappotto e per il resto completamente nudo. Nudità come diversità tesa a identificare lo straniero, quella diversità che caratterizza il personaggio.

Otello è interpretato da Vincenzo Carpino particolarmente vigoroso, agile, artisticamente maturo e perfettamente abile anche nelle parti pantomimiche.
Anche nella versione di Monteverde è il personaggio di Iago a ordire un piano diabolico e a far scatenare la gelosia omicida di Otello contro Desdemona, che in questa particolare versione si amplifica e diventa una tragedia generale e non della singola coppia.

Iago è interpretato da Paolo Barbonaglia che, a fronte di una tecnica ineccepibile, ha sottovalutato nell’interpretazione le sfumature che il complesso personaggio gli offriva.

Dopo un primo atto che scorre lentamente, complici anche la scarsa illuminazione e il nero dei costumi che omologa  tutti i personaggi rendendo i ruoli quasi indistinguibili, nel secondo atto l’espressione coreografica cambia nettamente. La scena è più energica, spesso le coreografie vengono eseguite a canone, i personaggi si intrecciano così come si intrecciano le loro psicologie.

Le donne della tragedia vengono ben messe in evidenza in questa seconda parte che resta più fedele all’opera originale. Di grande spicco nel ruolo della protagonista Desdemona, Roberta de Simone, sublime danzatrice in tutta la performance e particolarmente magica e intensa nel passo a due finale, ove sino alla morte ha cercato pur essendo innocente, il perdono di Otello.

Altra vittima del perverso Iago è Emilia, qui interpretata da Azzurra Schena, che anche in questa performance non tradisce le aspettative del pubblico muovendosi con grande maestria e assoluta tenuta del ruolo affidatole.

Cito tra gli altri interpreti Riccardo Ciarpella (Cassio) che conferma anche in questa produzione il suo talento a tutto tondo.

Un plauso al coordinamento e all’ottima tecnica di tutto il corpo di ballo, confermando il grande lavoro e impegno da parte di tutti i professionisti di questa ormai storica Compagnia. Complimenti particolari a Anna Manes, maitre de ballett per il minuzioso e impeccabile lavoro svolto.

Sappiamo che Otello è tra le opere di Shakespeare considerata quasi un trattato di psicologia perché svariate sono le interpretazioni della personalità di Iago e sulle reali motivazioni delle sue azioni.

Fabrizio Monteverde ha preferito non scavare nelle profondità più oscure del sottotesto shakesperiano e forse la rappresentazione di quest’opera è mancante di alcuni punti cardine narrativi e di impatto emotivo come ad esempio la disperazione e la morte dello stesso Otello.

Considerando comunque Monteverde uno dei migliori coreografi della scena attuale, saremo anche curiosi di assistere a una sua produzione ispirata a opere inedite.

 

IMG_9202 IMG_9419 IMG_9186

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon