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Quando si uniscono tre talenti come quelli convogliati in Nuda il successo è quantomeno promesso, se non garantito; le aspettative sono alte. Quando, poi, assisti allo spettacolo, hai la certezza di aver fatto la scelta giusta; Nuda non delude, anzi, conquista!

Nuda è scritto da Betta Cianchini, attrice, autrice, dialoghista di film per la Tv, che tra i numerosi lavori vanta la creazione del Format “DIGNITA’ AUTONOME DI PROSTITUZIONE” con Luciano Melchionna

La regia è affidata al versatile e brillante Gabriele Carbotti, proficuo autore, attore e regista che, a poco più di trent’anni, vanta un curriculum professionale di tutto rispetto;

http://www.teatro.it/profili/gabriele_carbotti_8144

Infine, è interpretato da Fiona Bettanini, attrice, ma anche autrice e interprete con Diego Ruiz di Orgasmo e Pregiudizio, rimasto in scena per 11 anni, dico 11!

Il sottotitolo dello spettacolo “Se fossi un uomo sarei un coatto”, ci indica la strada verso la quale saremo accompagnati dalla protagonista.

Fiona Bettanini è Fiona, donna moderna alle prese con la classica vita frenetica e le ansie di tutti i giorni, accentuate da un crisi post partum alla quale cerca di far fronte affidandosi ad un terapeuta.

E’ una donna logorroica (forse specificarlo è pleonastico): parla parla parla senza soluzione di continuità lamentandosi di ogni singolo accidente le capiti intorno e analizzando ogni minima azione altrui cercandone le recondite motivazioni. Il problema nasce quando Fiona tenta di confrontarsi col genere maschile, cercando di capire come l’uomo ragioni, fino ad arrivare a desiderare di essere un uomo per un attimo e poter finalmente capire. A un certo punto accade: Fiona si ritrova ad essere un uomo, attributi compresi! A quel punto la sua testa sarà più leggera e gli unici pensieri saranno “fame, sete, stanchezza e…una gran voglia di femmine!”.

Nuda è un divertente monologo sulle differenze uomo-donna e sull’enorme distanza dei loro mondi interiori; un’analisi del modo di pensare (o non-pensare) maschile non solo ironica, ma sarcastica, sferzante e, si direbbe oggi, politicamente scorretta.

Mettersi nei panni di un uomo, anzi, diventare proprio un uomo, seppur per un breve tempo, attributi compresi, servirà a Fiona non solo per capire le differenze tra i due sessi, ma anche approfondire i diversi meccanismi mentali che innestano differenti modi di pensare; così facendo, tra battute esilaranti e riflessioni sarcastiche, ma quanto mai realistiche, Fiona si avvicinerà al vero problema e lascerà allo spettatore, uomo o donna che sia, qualcosa su cui riflettere: troverà una risposta vera, seria, all’inevitabile differenza tra i sessi, scorgendo così un punto di accordo, un ponte tra uomo e donna e riconoscendo come inevitabile e addirittura, forse, giustificata questa differenza.

Il testo di Betta Cianchini è fluido, divertente e realistico.

La regia di Gabriele Carbotti è efficace e leggera come la pennellata del pittore che crea un bellissimo paesaggio o un ritratto preciso, senza accecare lo sguardo con colori troppo accesi o divergenti.

Fiona Bettanini è all’altezza del ruolo, brava a tenere il ritmo, tra serrati dialoghi con se stessa e continui passaggi di ruolo da Fiona a Fiono, riuscendo sempre a catturare l’attenzione dello spettatore, rivolgendosi spesso a lui con lo sguardo.

 

 

 

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