Recensione di Carlo Tomeo

foto carlo

Eric Assous è uno scrittore, sceneggiatore, commediografo e regista francese molto apprezzato nel suo paese ma poco rappresentato in Italia. Ci ha provato il progetto di artistica multimediale La Gare che nasce dalla Compagnia Eccentrici Dadarò: Il regista Fabrizio Visconti ha portato in prima assoluta a Milano una commedia che l’autore francese scrisse nel 2004 e fu rappresentato in Francia per due anni da Alain Delon e Astrid Veillon.

I due attori italiani sono Antonio Rosti e Rossella Rapisarda e la commedia inizia sulle note di “Strangers in the Night” quando le luci sono ancora spente sulla scena. Poi appaiono i due protagonisti: provengono da un bar dove si sono appena conosciuti e lui le ha offerto da bere. L’uomo ha una cinquantina d’anni, la donna non più di una trentina. Si siedono su un divano che è al centro della scena e l’uomo offre ancora da bere alla donna.  Per chi assiste alla commedia il seguito, nonché il finale, sembra scontato. Ma non è così.

Tutto quanto si possa immaginare viene continuamente ribaltato dalle parole dei due e dal loro comportamento, conseguenti ai discorsi fatti.

Il pensiero è nemico delle parole ed è per questo che nascono gli equivoci. L’inconscio è nemico del pensiero e amico delle parole e quando il primo sembra assopirsi per un attimo, entra in gioco e fa pronunciare la parola o la frase che viene chiamata “rimosso inconscio” e che in realtà contiene, se interpretata, la verità che il pensiero non ha osato concedere alla parola.

Chi sono in realtà i due personaggi? La canzone di Sinatra è il simbolo che ne spiega la tipologia: sono “soli nella notte” e per questo, quando devono esprimere se stessi, si affidano alle parole (e come potrebbero del resto, diversamente?) che però vengono suggerite dal pensiero che sappiamo essere fuorviante.

Nella commedia di parole se ne dicono molte, specialmente la donna, e solo raramente ne viene pronunciata una che sembra fuori contesto, ma in realtà proviene dall’inconscio e andrebbe approfondita. Lo spettatore attento crede di poterlo fare e matura un’opinione sul carattere dei personaggi e dove porteranno i dialoghi che i due si scambiano. Che sono dialoghi esilaranti ma che nascondono una verità forse irraccontabile, la quale solo alla fine della commedia si rivelerà in un colpo di scena inaspettato.

Solo al mattino, si fa chiarezza e si nominano le montagne russe del titolo, altro simbolo della vita che è fatta di lente salite e velocissime discese, con curve improvvise che fanno cambiare rotta. Il carrello che corre sulle montagne russe è la nostra vita che ci porta a cambiamenti a volte graditi e a volte dolorosi.

La regia di Fabrizio Visconti è l’artefice di quella tensione che si avverte nella piéce e si sente quanto abbia lavorato in ottima sintonia con i due bravissimi attori Antonio Rosti, che interpreta con estrema naturalezza il personaggio che si avvia, deluso dalla vita, verso la vera e propria anzianità, e Rossella Rapisarda, che fa vivere tanti personaggi diversi in un’unica persona, dando così prova tangibile che si può essere in una sera, citando Pirandello”, “una, nessuna e centomila”, pur restando sempre se stessa.

Sala stracolma alla prima nazionale, pubblico in visibilio e profluvio di applausi per i due attori che a, a loro volta, li hanno indirizzati al regista e agli altri collaboratori della Compagnia.

Prima nazionale

Montagne russe

di Eric Assous

regia Fabrizio Visconti

con Rossella Rapisarda e Antonio Rosti

scene Marco Muzzolon

costumi Mirella Salvischiani

disegno luci Fabrizio Visconti

musiche originali Marco Pagani

un progetto La Gare

produzione Eccentrici Dadarò

coproduzione Arterie C. I.R.T. e Associazione Cà Rossa

Si ringrazia la Sig.ra Maddalena Peluso dell’Ufficio Stampa

In scena al Teatro Litta, sala La Cavallerizza, di Milano fino al 14 maggio.

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