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Michele La Ginestra torna, a pieno titolo, a calcare il palco del Teatro Sistina. Attore, autore e interprete brillante, Michele porta in scena uno spettacolo intelligente, divertentissimo, leggero nella forma, ma pieno di sostanza.

In M’accompagno da me, Michele La Ginestra è a processo perché accusato di aver punito, fionda e biglie alla mano, cinquantatre spettatori che durante i suoi spettacoli hanno lasciato il cellulare accesso, divenendo un “serial killer di culi”.

La scena si svolge nell’aula giudiziaria di un carcere, nella quale si presenteranno una serie di personaggi, tutti interpretati dall’attore, alcuni chiamati a testimoniare in sua difesa.

Una carrellata di caratterizzazioni divertenti e tutte diverse tra loro che raccolgono i numerosi personaggi creati in tanti anni di carriera da Michele.

Attraverso una andamento gioioso, brioso e divertente, Michele affronta con modalità diverse anche argomenti di attualità e tematiche importanti.

Lo spettacolo si apre con l’accusa mossagli di essere l’artefice dei colpi di fionda inferti agli spettatori dei suoi spettacoli, accusati di aver lasciato acceso il cellulare. Da qui parte un bel monologo volto a spiegare al pubblico di quale grande mancanza di rispetto, per gli attori in scena e per gli spettatori intorno, si tratti (peccato che a inizio del secondo atto, squilli comunque un cellulare costringendo l’attore a interrompersi e ricominciare il pezzo che stava interpretando).

E’ poi la volta di un bellissimo monologo tratto da La Fondazione di Roma di Cesare Pascarella, che racconta della rivalità di Romolo e Remo.

A seguire una serie di personaggi improbabili, buffi e divertenti si succederanno regalando momenti di grande comicità, ma anche riflessione: il milanese alle prese coi messaggi ambigui riportati sui pannelli luminosi dislocati per Roma: la moglie di Mangiafuoco e il loro bambino “un pochino” aggressivo e sempre affamato; Cappuccetto Rosso stufa di fare la spola dalla madre alla nonna e ritorno; Biancaneve, affetta da uno scomodo difetto di pronuncia, intenta nell’impresa di creare una cooperativa artistica con gli altri personaggi delle fiabe; il prete (fantastico personaggio) alle prese con i fidanzati ai corsi prematrimoniali a cui cerca di far capire a cosa andranno incontro.

Tra personaggi insoliti e divertenti, Michele inserisce anche interpretazioni più intense e commoventi, quali quella del filosofo ubriacone Archimede e Giulio, un ragazzo di San Lorenzo vissuto sempre con la madre, senza una rete sociale intorno e rimasto solo dopo la morte di lei, che troverà un suo modo per ricordarla sempre.

Infine, bellissimi, il monologo dello spermatozoo che non riuscirà a venire al mondo, un emozionante pezzo sull’aborto, e il monologo sul Teatro.

Tra citazioni e omaggi ai grandi del passato, come il già detto Pascarella e quello a Ettore Petrolini con l’interpretazione di Giggi er bullo, e personaggi da lui creati, Michele La Ginestra porta in scena uno spettacolo coinvolgente che tra grandi risate e sorrisi regala momenti di commozione.

Ad accompagnarlo sul palco come cornice, ma anche continuuum narrativo tra una caratterizzazione e l’altra, quattro bravissimi attori, qui anche in veste di cantanti: Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato e Alberta Cipriani. Quattro professionisti che, come ha dichiarato lo stesso Michele,sanno tenere il  palcoscenico con grande capacità,  anche nel silenzio, e non è cosa facile”.

Le musiche, con i testi dello stesso La Ginestra, sono di Andrea Perrozzi e lo spettacolo contiene anche alcune canzoni di Salvatore Ferraro (musica e testi). Tutto il tessuto musicale, che fa da substrato e riscontro alle interpretazioni di Michele, è eseguito dal vivo da una band posizionata in alto sul palco con i componenti vestiti da membri della corte. La direzione musicale è affidata a Emanuele Friello.

Peccato che, per non chiari problemi di acustica, di molte canzoni non si capissero le parole facendone perdere un po’ l’aderenza al contesto.

I movimenti coreografici con cui i personaggi del carcere prendono possesso del palco sono di Rita Pivano.

La regia è affidata a Roberto Ciufoli che, oltre ad essere un grande comico, conosce molto bene le dinamiche teatrali ed è, in questo caso, più un compagno di viaggio per Michele che un regista in senso stretto, costituendo quel punto di vista esterno che risulta spesso utile.

Michele La Ginestra si conferma autore attento alla realtà che lo circonda, capace di tradurre in parole semplici, ma efficaci le mille vicissitudini della vita quotidiana, riuscendo poi, come attore, a restituire sul palco personaggi pittoreschi e particolari con quella sua comicità che tende a sdrammatizzare senza per questo mai minimizzare e colorandoli sempre di sfumature e accenti diversi, grazie anche ad una dialettica prorompente, e riuscendo a creare anche figure molto intense.

In M’accompagno da me Michele condensa queste sue abilità con strepitosa bravura conquistando il pubblico che ha dimostrato di aver enormemente gradito.

 

Il Sistina
presenta

Michele La Ginestra in
M’accompagno da me

con Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato, Alberta Cipriani
con Band dal vivo

regia di Roberto Ciufoli

 

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