MARYLIN E LA SIGNORA IN GIALLO foto

 

Recensione di Carlo Tomeo

 foto carlo

Il Pacta Salone chiude la stagione 2016/17 con un testo inedito che fa parte della Vetrina Contemporanea e rappresentato in prima assoluta.

All’entrata della sala, che non ha un palcoscenico tradizionale e l’azione si svolge sul pavimento della sala stessa, si vede una scena in semibuio costituita dalle classiche tre pareti che sono di tessuto vario che poi scopriremo essere di colore che va dal giallo al bianco, grazie al gioco di luci. Quando queste si accendono si nota che unico mobile a occupare il pavimento è una panca che fungerà da sedile e intanto inizia a diffondersi una musica trance originale, appositamente scritta da Maurizio Pisati e nella quale vengono usati prevalentemente strumenti idiofoni. Diciamo subito che questo è uno dei diversi elementi portanti di tutto lo spettacolo, in quanto può dare un’indicazione del luogo e del tempo dove si svolge l’azione.

All’inizio entra in scena la prima attrice, Annig Raimondi, vestita in tailleur, con guanti e recante con sé una valigia. È Jessica Fletcher meglio conosciuta come la scrittrice della Signora in giallo interpretata dall’attrice Angela Lansbury, doppiatrice dei film in cui sosteneva la parte della Fletcher. La donna non riesce a individuare in quale luogo si trovi e perché è lì, fino a quando non vede apparire una luce blu e allora capisce di trovarsi su una nave. Fa per andare a cercare il capitano ma incontra subito un’altra donna dai capelli biondi e lungo abito bianco (l’attrice Maria Eugenia D’Aquino). Costei, dai primi dialoghi, fa capire di essere stata la doppiatrice di Marylin Monroe e inizia tra le due donne un primo colloquio sul mestiere di prestare la voce a personaggi famosi, spesso identificandosi quasi con loro. Tuttavia l’ultima arrivata vuole sapere dove si trova e insiste per parlare con il capitano, non vuole perdere tempo. “Ah, il tempo è relativo” così le risponde l’altra e la Fletcher: “Questa l’ho già sentita” e dopo un poco le sembra di vedere passare Einstein. Il colloquio tra le due donne si fa più intimo, soprattutto sul tipo di morte che ha fatto Marylin e chi, meglio della Fletcher è in grado di fare un’analisi più approfondita su quello che veramente accadde durante la notte in cui Marylin perse la vita? Cominciano le ipotesi…

A fasi alterne le due donne escono dalla scena e vi entra un uomo a spostare la direzione della panca: segno del passare del tempo?

A un certo punto la Fletcher ricompare vestita con pantaloni e camicetta bianca e sembra che abbia finalmente parlato con il capitano. Ora sa dov’è e dove sta andando.

E qui sono costretto a smettere di raccontare a evitare spoiler. Basti dire che la commedia si tinge di mistero se non di giallo e di prestare  attenzione al titolo

Un indizio lo lancia la Fletcher quando si meraviglia di non vedere tra le diverse persone Elvis Presley. Del resto neanche di Marylin si vede l’ombra. Daltra parte è morta anche essa e la Fletcher è li per indagare. Ma pure altri personaggi morti vengono avvistati. Il mistero si fa cupo e viene svelato solo alla fine.

Spettacolo molto fine, reso con maestria da due grandi attrici che conquistano subito il pubblico. Il testo all’inizio non sembra  coinvolgerlo tanto eccessivamente, anche perché la storia di Marylin Monroe è stata raccontata innumerevoli volte, ma poi si sente intrigato, a mano a mano che si procede nella rappresentazione, forse perché comprende che c’è ancora qualcosa da scoprire e la trama diventa interessante.

La più tranquilla, oserei dire rassegnata, è proprio la doppiatrice di Marylin, forse perché è lì da più tempo, forse perché si sente lei stessa il doppio di Marylin ed è a conoscenza di più cose dell’altra, o perché non vuole essere Marylin perché non accetta l’idea di morire ancora giovane. Il regista Riccardo Magherini affida completamente la commedia alle due attrici e dichiara di non voler mandare messaggi sociali e di non voler scoprire troppe carte perché, se si cammina su un terreno minato. è meglio farlo in punta di piedi.

La commedia procede quindi con eleganza, resa ancora più intrigante dalla partitura di “ChilleElsewhere” di Maurizio Pisati e dal disegno delle luci di Fulvio Michelazzi

Alla fine il pubblico, che si aspettava la sorpresa finale, al termine dello spettacolo applaude con convinzione ammirata.

Con questo spettacolo il Salone Pacta ha terminato ottimamente la stagione e quindi merita di essere premiato con una buona affluenza di pubblico, senza contare che il vero premiato, alla fine sarà il pubblico stesso!

 

Marylin e la Signora in Giallo, forever

di Ileana Alesso e Gianni Clocchiatti

con Maria Eugenia D’Aquino e Annig Raimondi

regia di Riccardo Magherini

Musiche originali Maurizio Pisati

Disegno luci  Fulvio Michelazzi

Costumi   Nir Lagziel

Assistente alla regia   Eleonora Ferioli

Produzione Spazio Pacta dei .Teatri

 

Si ringrazia la Sig.ra  Giulia Colombo dell’ufficio stampa

In scena al Pacta Salone di via U. Dini, Milano fino al 25 giugno 2017.

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon