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E’ morto oggi Gigi Proietti, ironia della sorte nello stesso giorno del suo compleanno

 

Ottant’anni oggi, di cui circa 55 vissuti anima e corpo nel mondo dello spettacolo.

Attore di teatro, cinema e televisione, comico, cabarettista, doppiatore,  regista, conduttore televisivo, cantante, insegnante e direttore artistico: già tutte queste voci dovrebbero bastare per indicare la cifra artistica di questo enorme personaggio.

Gigi Proietti è stato e rimarrà uno dei più grandi Artisti di sempre: colto, intelligente, ironico, divertente; un grandissimo lavoratore dello spettacolo, creatore di sogni, narratore di storie.

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Ci ha regalato emozioni incredibili, risate a perdifiato, personaggi indimenticabili entrati non solo nella storia dello spettacolo, ma anche nel costume del Paese. Personaggi che sono diventati il simbolo di un’Italia, che hanno incarnato momenti storici, sentimenti ed emozioni che non passeranno mai, e che ha caratterizzato con la sua fisicità, espressività e voce uniche e quella sua presenza scenica e personalità inconfondibili e ineguagliabili.

Ci ha donato arte, cultura, intelligenza, simpatia, ironia e sarcasmo.

Gigi Proietti era un missionario del palcoscenico e la sua missione era regalare sorrisi ed emozioni.

Regalare un sorriso è un dono sia per chi ne è in possesso che per chi ne beneficia, una ricchezza che Proietti ha condiviso durante la propria vita e lunga carriera con tutti, a partire dalla famiglia, gli amici, fino ai milioni e milioni di spettatori che in tutti questi anni lo hanno ammirato e amato attraverso i suoi innumerevoli lavori teatrali, cinematografici e televisivi.

Proietti è stato anche un grande Maestro per una fila innumerevole e incredibile di attori e attrici oggi molto conosciuti e affermati.

I social straripano di ricordi, messaggi di cordoglio e aneddoti personali: tutti oggi piangono l’uomo, l’artista, il collega, l’amico, il Maestro. Chiunque, artista o spettatore che sia, ha almeno un ricordo personale legato alla sua lunga, brillante e diversificata carriera.

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Conservo memoria di quando fu direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma (allora Teatro Politeama Brancaccio) dal 2001 al 2007, quello stesso luogo che tornò ad essere teatro dopo anni di cinema e che egli stesso inaugurò nella stagione 1977/1978 con la commedia musicale di Luigi Magni, Gaetanaccio, per poi tornarvi in scena più volte.

Il ricordo lontano di quegli anni si unisce poi al ricordo che ancora oggi è una realtà, consolidata, affascinante e forte, della direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre di Roma, da lui voluto nel 2003.

Due sfide con i quali ha sempre continuato a dimostrare il grandissimo impegno e l’amore sconfinato per l’arte.

Gigi Proietti muore in un momento storico buio per il teatro nel nostro Paese, calando un sipario che presto dovrà rialzarsi, per noi, ma anche per lui.

E se cala il sipario sulla vita terrena di Gigi, sono certo che si accenderanno per lui le luci dell’immortalità.