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A sette anni di distanza torna sulle scene L’uomo che non capiva troppo, in una versione rinnovata, Reloaded ed è subito successo.

Lo spettacolo, scritto da Claudio Greg Gregori e diretto da Lillo&Greg con la coregia di Claudio Piccolotto è una divertentissima e surreale spy story nel perfetto stile “lillogreghiano”.

Pasquale Petrolo, ovvero Lillo, interpreta Felix, un tempo playboy ora rassegnato ad una vita dimessa. Felix è sposato con Edna, interpretata da Vania Della Bidia, donna dall’apparenza sciatta, ma che nasconde, sotto la vestaglia che indossa tutto il giorno in casa, un corpo mozzafiato. Edna nasconde anche molto altro: è un agente segreto sotto copertura che deve salvare il mondo dalle mire di conquista della Gran Lodana, crudele e bizzarro personaggio a capo di una terribile società segreta.

La vita tranquilla di Felix viene stravolta e, improvvisamente, il goffo Felix si ritrova coinvolto in una storia di spionaggio nella quale sono protagonisti anche il suo migliore amico, Oscar, interpretato da Claudio Greg Gregori, Ester, interpretata da Benedetta Valenzano e un’altra serie di strani personaggi.

Prende vita così una irresistibile spy story  fatta di intrighi, agenti segreti, pericolosi cattivi, mille avventure, misteri da svelare e tesori da ritrovare nella quale Felix è fagocitato suo malgrado e alla quale cerca di far fronte come può, ritrovandosi in un mondo che non conosce e di cui non comprende il linguaggio, fatto di nuovi codici indecifrabili.

L’uomo che non capiva troppo. Reloaded riporta sulle scene un caposaldo della comicità surreale di Lillo & Greg rinnovato nella forma e decisamente rinvigorito rispetto al precedente.

Uno spettacolo che si fonda, come siamo abituati ad aspettarci dalla geniale coppia di comici, su un linguaggio inventato, surreale e ricco di nonsense, che ricorda la supercazzola di antica memoria e trova riferimenti in Monty Python. Un codice linguistico improbabile che genera incomprensione che, a sua volta, genera effetti comici a ripetizione in un gioco dell’assurdo.

Lo spettacolo è ricco di citazioni cinematografiche, a partire dal titolo che richiama la celebre pellicola di Hitchcock, passando per 007, Austin Powers, Matrix, Guerre Stellari, Karate Kid, Frankenstein Junior, Elvira la strega e chissà quante altre, prendendo da ognuno elementi, caratteri, personaggi che vengono stravolti ed esasperati in chiave comica e surreale. Divertenti anche gli omaggi ad Alberto Sordi, Totò e Adriano Celentano.

Si può trovare nello spettacolo, se non una critica, almeno una ridicolizzazione della globalizzazione: il Sacro Canino, infatti, prezioso tesoro che la Gran Lodana cerca con tanto ardore, unito al Cranio d’agnello, ha il potere di far scaturire una musica (qui identificata con i balli latino americani di gruppo) che ipnotizza le masse omologando le persone.

Il tutto è  reso come un grande spettacolo cinematografico grazie non solo alle citazioni, ma ad un impianto scenografico che colpisce, quasi completamente computerizzato. Ogni scena è poi spesso dinamica al suo interno con particolari in movimento. Le scene proiettate cambiano di continuo passando con grande effetto dal salotto di Felix ed Edna, al rifugio simile ad una stazione spaziale della Gran Lodana, al night club che funge da covo degli agenti segreti, al Gran Bazar d’Istanbul, alla spiaggia tropicale e a tanti altri ambienti.

Gli arredi materiali sono pochissimi: nel salotto campeggiano i trofei riportati da Felix nei suoi viaggi per il mondo (corna di bisonte, una zanna di elefante e la pinna di uno squalo), e due sgabelli a forma di zampa di elefante; una sedia a rotelle, un futon e vari accessori.

Di grande impatto gli effetti audio che insieme a quelli video arricchiscono le scene e la storia rendendola ancora più coinvolgente.

Anche i costumi sono davvero belli e contribuiscono a rendere dinamici i cambiamenti dei ruoli e dei personaggi che sono decisamente ben caratterizzati ed esasperati. Lillo è fantastico in quel suo personaggio buffo,  ingenuo e goffo, ma molto aderente ad una realtà che gli sfugge, fino a che non riuscirà ad immedesimarsi in un nuovo Felix.

Greg è fortissimo e regala un’interpretazione decisamente sopra le righe della Grande Lodana, che ricorda nella voce Amanda Lear e nel piglio Edna Mode de Gli Incredibili, di cui, tra l’altro, Amanda Lear è la doppiatrice per la versione italiana.

Grandi anche Danilo De Santis e Marco Fiorini in una serie di divertentissimi personaggi diversi, brevi ma intensi.

Infine da segnalare la partecipazione video di molti attori e protagonisti del mondo dello spettacolo: Lorella Cuccarini, Giancarlo Magalli, Maurizio Battista, Antonella Elia, Dario Salvatori, Paolo Bonolis e Lallo Circosta.

Le belle musiche da spy story sono di Claudio Gregori e Attilio Di Giovanni. Suggestiva, d’effetto e divertente la sigla di apertura alla James Bond con tanto di fiamme.

Bellissimo il disegno luci di Marco Palmieri.

L’uomo che non capiva troppo. Reloaded è una commedia improbabile ed esilarante con cui Lillo & Greg tornano in teatro alla grande e rischiano. E’ infatti difficilissimo tenere il ritmo sempre in tensione per più di due ore e mezza con uno spettacolo così impostato, che non ha un  contenuto drammaturgico alto, ma è fatto di continue situazioni assurde fondate su un testo completamente impostato sul nonsense. Eppure, sebbene la durata sia un po’eccessiva e ci sarebbe margine per tagliare buoni venti minuti, è uno spettacolo divertentissimo, intelligente, che regge benissimo e che sembra aver appassionato  unanimemente la platea.

 

L’uomo che non capiva troppo. Reloaded

LSD Edizioni

Scritto da Claudio Greg Gregori

Regia Lillo&Greg

Coregia Claudio Piccolotto

Con Lillo&Greg, Vania Della Bidia, Benedetta Valenzano, Danilo De Santis, Marco Fiorini

Con la partecipazione straordinaria in video di Lorella Cuccarini, Giancarlo Magalli, Maurizio Battista, Antonella Elia, Dario Salvatori, Paolo Bonolis e Lallo Circosta

Scene Andrea Simonetti

Costumi NC POP

Musiche Claudio Gregori, Attilio Di Giovanni

Disegno Luci Marco Palmieri

Audio Maurizio Capitini

Si ringrazia l’ufficio stampa di Silvia Signorelli

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