Recensione di Carlo Tomeo

foto carlo

“Light my fire” cantava Jim Morrison con il suo gruppo: le stesse parole che avrebbe potuto pronunciare il dio Dioniso, non creduto tale dai greci e che scese sulla terra per dimostrare che era veramente figlio di Zeus.

Troviamo il suo discorso nel prologo de “Le Baccanti” di Euripide, donne che si chiamavano in questo modo assumendolo dal secondo nome di Dioniso che era Bacco. Donne che ne celebravano i riti che erano momenti di piacere. Balli, canti, bevute e insomma gioia di vivere. Che erano viste rivoluzionarie rispetto al vivere tranquillo e trasgressive perché portatrici di un messaggio considerato riprovevole.

Il rock di Jim Morrison non era soltanto un nuovo genere musicale, ma era anche espressione di una rivoluzione culturale: veniva paragonato a Dioniso, infatti, perché, come il dio greco, era il poeta della liberazione dei sensi.

Lo spettacolo di Giuseppe Scordio utilizza una scena vuota e la musica dell’Adagio di Albinoni a significare, una melodia classica e quindi vicina agli dei. In tale situazione inizia, con le parole fuori campo, il discorso di Dioniso che ha deciso di scendere sulla terra per unirsi alle sue seguaci e compiere i suoi riti. Poi, a luci accese, vediamo due donne accovacciate che hanno il capo, completamente coperto, tanto che è impossibile vederne il viso. Possiamo interpretare queste “mise” come un voler nascondere le proprie identità per mostrarle poi in un’occasione in cui si trovino più a loro agio. E lo faranno quando apparirà Dioniso/Jim e da baccanti diventeranno groupies, insieme  a una terza compagna, che nel frattempo è entrata in scena con i capelli sciolti. Nel frattempo due chitarristi suonano e cantano le canzoni dei Doors, nome del gruppo di Morrison, denso di significati: “porte” verso la conoscenza, “porte” che aprano la vista sulla vera identità dell’uomo e che gli faccia vivere una vita lontana dai falsi pudori e che permetta finalmente di dare un significato positivo all’ebbrezza e al vivere, seguendo il piacere, e non mostrarle come cose riprovevoli ma come un’adeguazione alla natura.

A un certo punto un musicista dice che la vita umana è attraversata da una linea che separa due blocchi: è corrente comune che un uomo sia educato fin da bambino a scegliere uno dei due blocchi che conterrà i suoi ideali e la sua morale che lo formeranno. Speso succede che si passi da un blocco all’altro, ma sostanzialmente il modo di pensare sulle questioni fondamentali della vita rimane quello che si è formato all’inizio.

Ma in realtà bisogna dare luminosità al fuoco naturale che è dentro di noi: è sempre il musicista a invitare l’interlocutore ad allargare la mente perché quella luce che gli appare davanti in realtà è solo la fiammella di un lume e lo splendore del sole è soltanto il riflesso della luna.

Scordio ha sottotitolato “Light My Fire” come “la nascita della tragedia greca”. Io direi piuttosto la “continuazione” o, meglio, la nuova interpretazione della tragedia greca che contiene miti eterni raccontati in una forma e in una lingua che cambiano modalità nei secoli dei secoli.

Il soggetto è stato bene scelto e scritto, per le persone che hanno conosciuto da giovani l’epoca dei Doors. Adesso il Gruppo viene  ascoltato ancora, anche dai nuovi giovani, ma quanti di questi ultimi comprendono il significato più profondo che spesso si nasconde dietro i versi delle canzoni? E perché uno dei maggiori successi di Morrison e company è stato “Moon of Alabama” di Brecht/Weill che non rientrava certo nel genere rock?

Lo spettacolo risponde a queste domande se vi si presta attenzione ed è costruito in maniera tale, da non generare alcun attimo di distrazione. Grazie sicuramente al grande talento affabulatorio e recitativo dimostrati da Giuseppe Scordio.

Ma anche le tre figure femminili Michelangiola Barbieri TorrianiAnnalisa Asha Esposito e Alessia Semprebuono hanno saputo gestire ottimamente le parti loro affidate, per non parlare “at last but not at least” dei due bravissimi chitarristi Enrico Ballarcini e Stefano Capra che hanno eseguito momenti delle musiche dei Doors con il pathos giusto che creava nostalgia/saudade al pubblico più in âgé.

Ora tocca far venire a teatro il maggior numero di giovani possibile.

Light My Fire (La Nascita della Tragedia)

Uno spettacolo di Giuseppe Scordio

Testo Gianfilippo Maria Falsina

con Giuseppe Scordio, Enrico Bellardini, Stefano Capra, Michelangiola Barbieri Torriani, Annalisa Asha Esposito, Alessia Semprebuono

Produzione Spazio Avirex Tertulliano

Si ringrazia la Sig.ra  Marta Lenco dell’ufficio stampa

in scena allo Spazio Avirex Tertulliano di Milano fino al 9 aprile 2017.

Giovedì 6 aprile non è prevista replica

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