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Torna in scena, al Teatro della Cometa, lo splendido spettacolo di Agnese Fallongo, ideato e diretto da Adriano Evangelisti, Letizia va alla guerra. La suora, la sposa e la puttana.

Una versione aggiornata e integrata del già bellissimo Letizia va alla guerra. La sposa e la puttana che sembrava già perfetto per composizione, drammaturgia e interpretazione.

Invece, nella testa dell’autrice e del regista si è insinuato il pensiero di poter offrire di più alla storia e allo spettatore e a questo hanno a lungo lavorato riuscendo a ricomporre uno spettacolo impeccabile ed emozionante.

Il desiderio di non fermarsi di fronte ad un lavoro compiuto che tanto successo ha meritatamente ottenuto, la continua ricerca storiografica e stilistica, la voglia di offrire solo il meglio, sono caratteristiche a cui va reso merito e di cui si deve ringraziare.

Letizia va alla guerra. La sposa e la puttana era un gioiello di spettacolo e, ora, è davvero una pietra preziosa. L’inserimento del nuovo personaggio della suora fa da trait d’union tra gli altri due donando alla storia una completezza non solo drammaturgica, ma anche emotiva.

Lo spettacolo racconta le storie forti e importanti di tre donne emblematiche, tre personalità che sono tutte le donne e rappresentano tutte le storie, legate tra loro da un sottilissimo, ma resistente filo che attraversa le due guerre mondiali e che viene racchiuso in un nome: Letizia.

La scena si apre con una chitarra che suona una musica dolce e una sposa siciliana che canta un canto malinconico: è Letizia una ragazza di vent’anni allegra e solare con la bocca sempre atteggiata a sorriso. Innamorata di Michele, si mariterà il giorno stesso in cui egli dovrà partire per il fronte allo scoppiare della I Guerra Mondiale. Non ricevendo per mesi notizie del suo Michele, Letizia, incapace di rimanere ad aspettare senza poter fare nulla, partirà dalla Sicilia per il fronte friulano carnico divenendo una portatrice di gerle, perché: “Quando tutti gli uomini vanno in guerra alle donne cosa resta? Aspettare? Cosa?”. Letizia è una donna forte e orgogliosa e l’amore le darà il coraggio di affrontate la paura.

Il secondo personaggio è Lina, una ragazza orfana dalla nascita, cresciuta dalle monache, che a ventun anni si trasferisce da Littoria (oggi Latina) a Roma richiamata da una zia di cui ignorava l’esistenza e che le offre un lavoro. Il suo arrivo a Roma coinciderà con l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale. Lina scoprirà presto e a sue spese che il lavoro propostole dalla zia sarà il mestiere più antico del mondo. Dalla sua prima terrificante esperienza, Lina annullerà se stessa e diventerà Letizia, la puttana sempre allegra, “Letizia fa il servizio”. L’incontro con un biondino diversi anni dopo la riporterà a riscoprirsi per quello che un tempo era e a sentirsi nuovamente solo Lina.

Infine c’è Suor Letizia, un’anziana suora veneta, malata e burbera, con un passato che l’ha segnata e un grande senso di colpa. E’ lei il ponte tra i destini delle due donne, è lei a chiudere il cerchio e a conferire un ulteriore senso all’intero racconto, anzi ai racconti.

Letizia va alla guerra è un racconto divertente, romantico, drammatico, ma delicato,  commovente ed emozionante. Riesce con estrema leggerezza a raccontare storie difficili che si intrecciano su più piani temporali ed emotivi. E’un bellissimo dramma che rivela un’evidente ricerca storiografica e grande finezza compositiva: li ritroviamo nel testo, nei personaggi, nei riferimenti storici precisi e nelle musiche e canzoni popolari eseguite dal vivo con grande padronanza e passione. Sono storie di personaggi, ma anche di persone; storie che appartengono a tutti e che, a loro volta, raccontano La Storia d’Italia.

Letizia va alla guerra è un dramma ricco di tenerezza, ma anche ironico e divertente. Racconta storie di donne che sconvolgono con coraggio le proprie vite in nome dell’amore. Tutto è perfetto e misurato in questo spettacolo. Agnese Fallongo e Tiziano Caputo sono due giovani ed eccezionali interpreti di un ottimo teatro, di quel teatro che tanto piace e che si vorrebbe vedere molto più spesso.  Appassionati e delicati passano con agilità e leggerezza attraverso i vari personaggi caratterizzandoli impeccabilmente nei loro dialetti.

La scenografia è essenziale: due grandi cornici, una verticale e una orizzontale, e una un po’ più piccola appesa come un quadro: sono porte, accessi tra passato e presente, passaggi attraverso i quali i personaggi entrano ed escono dalla scena. L’effetto è come sfogliare un album fotografico alla scoperta di immagini di epoche che non ci sono più.

Tutto è affidato all’interpretazione di questi due bravissimi attori, alle loro voci, alla loro espressività e gestualità, alle loro diversità che insieme sono bellezza, aiutati solo da un buon gioco di luci che svela e occulta, sfumando da un’esistenza all’altra.

L’arrangiamento e l’accompagnamento musicale sono opera di Tiziano Caputo, artista eclettico che riesce ad armonizzare i propri talenti in piccole preziose perle.

La regia di Adriano Evangelisti è accurata e precisa. Si sofferma sui personaggi, sulle loro storie, su ciò che hanno da dire e da raccontare, riuscendo a dare risalto allo stesso modo al particolare e all’universale, a trasferire attraverso le singole storie che appartengono all’individuo una storia più grande che appartiene a tutti.

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Foto della pagina Facebook https://www.facebook.com/letiziavaallaguerra/?ref=br_rs

Letizia va alla guerra. La suora, la sposa e la puttana
Di Agnese Fallongo
Ideazione e regia Adriano Evangelisti

Con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo

Arrangiamento e accompagnamento musicale dal vivo Tiziano Caputo

Prodotto da GITIESSE Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses

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