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Si torna a casa sempre arricchiti umanamente e artisticamente quando si partecipa a Dignità Autonome di Prostituzione, lo spettacolo di Luciano Melchionna, tratto dal format dello stesso Luciano e Betta Cianchini.

Partecipazione è una tra le parole adatte per qualificare questo meraviglioso circo di arti varie, sempre nuovo e sempre diverso. Il teatro non è, o almeno non dovrebbe mai essere, mera passività, un  semplice assistere all’agire di qualcun altro. Questo principio vale ancora di più per Dignità, perché chi partecipa a questo spettacolo, che è ogni volta un evento, vive un’esperienza globale, immersiva, alla quale non può e non deve sottrarsi e dalla quale viene inevitabilmente coinvolto e assorbito.

Non potrebbe essere diversamente: Dignità è un crogiolo di prosa, poesia, musica, canzoni e balli. Stuzzica, stimola, sprona, incita, a volte costringe giocoforza, la riflessione più intima e delicata; fa emergere la parte più nascosta dell’anima, riportando alla luce della mente quei dolori, quei rimorsi oppure quei rimpianti che ognuno ha relegato in un angolo buio del proprio sentire, pensando di essere riuscito a far tacere il senso di colpa o la voglia di rivalsa, o che magari ardono ancora sotto la brace del non detto e del non fatto.

Ogni emozione viene scossa e risvegliata e trova un riscatto attraverso i bellissimi monologhi e le appassionate interpretazioni. E’ una catarsi: lo spettatore può finalmente versare quelle lacrime che ha da chissà quanto soffocato o esplodere in quella risata che da tanto mancava e che è liberatoria. Si ritrova nelle meravigliose parole scritte, non solo recitate, ma vissute appassionatamente dagli attori e dalle attrici in quella pillola teatrale.

Non si fraintenda: non c’è cupezza né tristezza, solo emozione e l’emozione ha infinite declinazioni diverse per ognuno.

Dignità Autonome di Prostituzione è una festa della vita: attraverso un processo di specchiamento e immedesimazione capiterà ad ognuno di ascoltare nei vari monologhi qualcosa che lo coinvolga, che faccia parte della sua vita e lo faccia annuire come a dire “sì, lo so, è capitato anche a me”. In questo ritrovare se stesso nell’altro, condividendo con persone che non conosce emozioni comuni, ritrova la forza e la voglia di reagire per essere felice.

Perché il dolore ha bisogno della gioia come termine di paragone per essere capito e la sofferenza ha bisogno della felicità per essere lenita. Una cosa non ha senso senza l’altra: l’importante è sempre saper affrontare la vita con il sorriso e un atteggiamento propositivo, mettendosi in gioco.

Non per niente lo spettacolo termina con una grande festa fatta di musica, canzoni e balli. Un concerto liberatorio in cui poter manifestare la propria gioia di esserci ancora, sempre e nonostante tutto, ballando abbracciati a sconosciuti che in quel momento stanno vivendo il tuo stesso percorso emozionale.

I monologhi di Luciano Melchionna (sono praticamente quasi tutti suoi) hanno una potenza emotiva fortissima: toccano l’anima, si insinuano nella mente, abbattono muri di protezione. Li caratterizza, inoltre, una spiccata diversificazione per temi, argomenti e linguaggio: da quelli più prettamente intimisti, che toccano la sfera privata, a quelli a carattere sociale, relativi alla sfera pubblica, ma anche monologhi apparentemente più leggeri che suscitano però sempre una riflessione,

Poi ci sono loro, i meravigliosi artisti di papi Luciano, i prostituti e le prostitute del bordello più famoso d’Italia, abbigliati nei più svariati, eccentrici e pittoreschi modi grazie agli splendi costumi di Milla.

Attori e attrici capaci di calarsi ogni volta nel proprio personaggio e nel suo mondo a ripetizione, prestazione dopo prestazione, lasciando fuori ogni altra cosa; capaci di creare empatia  con un pubblico ogni volta diverso che cambia ogni quindici minuti/mezz’ora.

Sono là, sempre pronti ad accogliere il pubblico, precisi, puntuali, disponibili; sempre pronti a vivere a ogni cambio la storia che raccontano nelle loro parole, nei loro gesti, nei loro occhi e a farla vivere a chi li ascolta rapito.

Nella nuova location scelta per questo evento, il Parco Milvio a Roma, lungo un bel tragitto di una banchina del fiume Tevere, ognuno/a aveva il proprio spazio, la propria ricostruzione scenica. Tra presenze fisse, nuovi ingressi e graditi ritorni è stato possibile assistere a diverse emozionanti interpretazioni.

H.E.R., eccezionale violinista, si è esibita nel monologo delirante dal titolo La dama del fiume.

Spettacolare, emozionante, catalizzante Luciano Giugliano in Tutta la vita in gabbia, un monologo crudo e disarmante per la sua aderenza alla realtà sulla duplicità con cui spesso si vivono amore e sesso.

Sempre splendida, appassionante e ficcante Adelaide di Bitonto si esibisce in Ma come si fa, Romeo?, un monologo in cui è una Giulietta sempre in cerca del proprio Romeo, ossia dell’amore vero, un amore travolgente, ma reale, fatto di sentimento, ma anche di carnalità e passione. Una paladina dell’amore emancipato che passa con disinvoltura dalla poesia d’amore a uno sfogo esilarante in dialetto pugliese.

Veronica D’Elia, L’Anarchica, decisa e sfrontata, alla faccia della sua piccola statura si erge magnifica su tutti con un potente monologo, datato 1 giugno 1914, di Giovanni Papini, dal titolo Chiudiamo le scuole contro la massimificazione e l’omologazione dell’insegnamento nelle scuole che castrano la genialità naturale dell’individuo.

Come sempre poi, lo spettacolo termina con un momento di festa in cui ci si raccoglie tutti insieme a cantare e ballare per condividere l’energia di cui ci si è caricati lungo il percorso.

Tra le bellissime esibizioni sono da segnalare la poesia in omaggio a Pasolini, recitata dallo stesso Luciano; una splendida canzone dedicata a Roma interpretata da H.E.R.; Lucilla Galeazzi canta la sua accorata e appassionata canzone Quelle parole; infine da segnalare la bellissima e profonda voce di Salvatore Lampitelli, in arte Sabba, dai colori del blues e del soul in Human – Rag’n Bone Man.

Germogli  di Dignità Autonome di Prostituzione è stato l’evento speciale che papi Luciano Melchionna voleva e che tutti aspettavano di nuovo a Roma: una giostra di colori ed emozioni a cui ha partecipato un foltissimo pubblico di veterani, appassionati e nuovi dignitosi e dignitose, accorsi tutti per entrare nella Casa Chiusa dell’Arte più famosa d’Italia che per l’occorrenza è stata trasformata in un grande e accogliente bordello all’aperto e che sicuramente rimarranno legati a Dignità per tanto tempo.

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Germogli  di Dignità Autonome di Prostituzione

Evento speciale di Luciano Melchionna

Dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna

Regia Luciano Melchionna

Costumi Milla

Disegno luci Gianni Caccia

Assistente alla regia Sara Esposito e Raffaele Fracchiolla

Produzione Ente Teatro Cronaca

Organizzazione Vesuvioteatro.org

con Betta Cianchini, Federica Carruba Toscano, Cinzia Cordella, Veronica D’Elia, Marika De Chiara, Adelaide Di Bitonto, Ebbanesis, Adriano Falivene, Emanuela Gabrieli, Raffaele Giglio, Luciano Giugliano, Gabriele Guerra, Her, Alessandro Lui, Dolores Melodia,  Momo, Alessandra Muccioli, Sabba, Chiara Spoletini, Sandro Stefanini, Dario Eros Tacconelli

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Carlo Maria Forte (maitresse)

Le foto sono prese dall’evento Facebook di Germogli di Dignità Autonome di Prostituzione

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