amore è 'na cicatrice

Ho già scritto altre volte che per cantare le canzoni della tradizione romanesca ci vuole prima di tutto cuore, più che voce.

La canzone romanesca non è solo tradizione, ma è storia; è un evento culturale enorme che rinnova la propria potenza nel momento che si ripete.

La canzone romanesca non è solo musica, ma racconta ogni volta una storia: ha matrice popolare e viene dal popolo e del popolo parla; racconta le storie più semplici e intime degli uomini, storie veraci e genuine.

Petrolini, Renato Rascel, Aldo Fabrizi, Nino Mnafredi, Lea Massari, Bice Valori, Lando Fiorini, Gabriella Ferri sono solo alcuni dei nomi dei più rappresentativi esponenti  della canzone romana.

Oggi questa grande tradizione rivive ancora in alcuni cantati e gruppi musicali: è questo il caso della nuova Compagnia Teatrale Diciannove/Venti composta da giovanissimi artisti.

Il fascino della canzone romana si rinnova, grazie a loro, a teatro, ed è giusto che sia così: proprio perché racconta e storie rappresenta sentimenti veri, la musica romana ha bisogno di un luogo di rappresentazione: che sia una piazza o un palco, tutto può diventare teatro.

L’Amore è ‘na cicatrice è uno spettacolo bello, divertente, ma, soprattutto genuino: il cuore di Roma è offerto al pubblico, celebrato e raccontato, con passione e grande competenza.

Uno spettacolo  piacevole che accompagna con ironia e sentimento “drentro Roma”, raccontando una storia gentile e verace come verace è il cuore del romano.

Lo spettacolo è ben confezionato dall’inizio alla fine: si viene accolti con la romanella e le ciambelline prima di prendere posto in sala.

Quando ti siedi vieni trasportato su una piazza di Roma, ovviamente davanti a un’Osteria, con un oste che non serve vino volentieri, perché a credito: lì, le storie prendono forma e si dipanano; storie di amici e corteggiamenti, serenate, dubbi e ripensamenti.

Incontriamo un gruppo di personaggi tipici particolari (l’oste, la zingara, la donna di servizio…) che si muove sullo sfondo di questa osteria.

I ragazzi sono bravissimi; non è solo fatto di intonazione, come già dicevo sopra, ma di genuinità: sono freschi, veraci e sanno stare sul palco. Ovviamente, sono anche bravi. Tutti. Questi ragazzi sono dotati di voci fresche e ampie, chiare e nitide.

Emanuele di Luca ha curato anche l’adattamento e la regia e si deve dire che ha fatto un ottimo lavoro: è tutto molto fresco.

Matteo Volpotti è il menestrello, quello che accompagna tutti nelle proprie performance; uno spiritoso e bravo cantastorie; Giulia di Tommaso è una simpaticissima zingara; Ilaria Nestovito ha una voce forte e squillante; Matteo Canesin è davvero bravo nei panni dell’oste; Irene Cedroni mi ha incantato con la seconda voce e i controcanti, così avvolgenti e mai prepotenti; Luca Gaudiano, così come Matteo, avevo avuto modo di notarlo in Rent e confermo il mio apprezzamento per loro.

Avrete l’occasione di farvi questo viaggio nella città eterna fino al 13 marzo: L’Amore è ‘na cicatrice vi aspetta al Teatro Arvalia.

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