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Andrea Palotto, autore e regista intelligente, colto e originale, riporta in scena Lady Oscar- François Versailles Rock Drama, musical di cui è autore, sia delle musiche che dei testi, e regista, e che debuttò nel 2009 con grandissimo successo.

La storia è quella del manga originale di Riyoko Ikeda, da cui fu tratto il celeberrimo cartone animato che ha entusiasmato generazioni di giovani, ma arrangiata e adattata.

Siamo in Francia, a Parigi, nella seconda metà del ‘700. Oscar François de Jarjayes è la figlia dell’autoritario generale Augustin de Jarjayes fedele servitore della Corona. A dispetto delle grandi aspettative del padre, che aspirava ad avere un erede maschio che potesse succedergli al comando, François nasce donna, rimanendo subito orfana della madre. Verrà cresciuta come un uomo e destinata comunque alla carriera militare. Cresciuta nel clima militaresco impostogli dal padre, François diventerà Comandante delle Guardie del Re con l’incarico di proteggere la famiglia reale. Al suo fianco François avrà sempre il fedele amico André, figlio del popolo cresciuto alle dipendenze del generale de Jarjayes insieme alla nonna Marie. Tra il popolo intanto serpeggia il malcontento e si prepara una delle rivoluzioni più clamorose, sanguinose ed emblematiche della storia, la rivoluzione francese del 1789. I nobili conducono la propria esistenza nel fasto e nella ricchezza della corte, mentre il popolo soffre sempre di più la povertà e la fame. Maximilien de Robespierre, avvocato e politico del tempo, si muove tra il popolo per incitarlo ad una presa di coscienza che si esprima nell’azione diretta che sfocerà nella rivoluzione. Mentre la vita a corte procede tra feste e le leggerezze dei nuovi giovani regnanti, François acquisterà consapevolezza della reale situazione del popolo e deciderà di schierarsi in sua difesa, andando contro il suo stesso padre.

Lady Oscar- François Versailles Rock Drama è una delle prime opere di Andrea Palotto, preceduto nel 2006 da François – The Musical, e contiene in sé alcuni di quegli elementi che caratterizzeranno la sua produzione successiva: intelligenza, gusto, perspicacia, ironia, capacità di rielaborare storie e concetti e restituirli con vividezza al pubblico, ponendo sempre l’accento sulla psicologia e il mondo emotivo dei personaggi.

Palotto, infatti, propone e rielabora la storia di Lady Oscar riuscendo a gettar luce allo stesso tempo sui fatti storici essenziali e sui caratteri specifici di ogni singolo personaggio.

Lo spettatore riesce ad avere ben chiara l’intera narrazione, ovviamente concentrata rispetto all’anime giapponese, a seguire i vari passaggi narrativi e la successione degli eventi storici principali.

Ritroviamo così rappresentata la profonda dicotomia tra la nobiltà e il popolo che si manifesta nelle trame di palazzo, nella disuguaglianza sociale, nell’indigenza estrema del popolo e nella voglia di riscatto dello stesso.

Dicotomia che viene sottolineata anche dalla scenografia di Gianluca Amodio, che vede al centro del palco una doppia rampa di scale che salgono circolari fino ad una pedana centrale sormonata da un grande specchio “segreto”, che riflette l’immagine, ma anche mostra ciò che accade contemporaneamente altrove.

In alto si svolge la vita di corte, fastosa, ricca e distaccata da tutto il resto, in basso scorre drammatica la vita del popolo.

Intelligente, geniale e suggestivo l’inserimento del teatro dei burattini di Robespierre, attraverso il quale lo stesso entra in contatto con il popolo e, attraverso la presentazione di scenette divertenti e grottesche, animate da personaggi altrettanto grotteschi, apre la mente al popolo svelando gli intrighi di corte e puntando il dito contro un potere che ne ignora completamente i bisogni. Un classico esempio della satira sociale del tempo.

Lady Oscar- François Versailles Rock Drama ha una bella drammaturgia ed è accompagnato da una colonna sonora originale di stampo rock completamente suonata dal vivo. I brani più avvincenti e aggressivi sono espressione del pensiero e delle azioni del popolo e vengono rappresentati con una musicalità forte e moderna che ne esalta l’energia.

Per questa versione dello spettacolo, Andrea Palotto opera una scelta coraggiosa e rischiosa, facendo esibire al fianco di un cast di professionisti, i bravi allievi della AIDM, Accademia Internazionale del Musical.

Troviamo così in scena grandi talenti come Giorgio Adamo, nei panni di un André energico, divertente ed emozionante, frustrato nell’amore verso François che solo alla fine e troppo tardi riuscirà a confessare; Cristian Ruiz in quelli del terribile e autoritario generale Augustin de Jarjayes a cui riesce a dare un piglio crudele e freddo con un’interpretazione vocale eccezionale; la grandissima e sempre carismatica Cristina Noci (nonna Marie); un bravissimo Igor Petrotto nei panni di Bastien, una delle guardie del Re, in un’interpretazione bella, forte e ricca di energia; Massimiliano Micheli che è un Robespierre che sa attirare su di sé l’attenzione, in parte misterioso e affascinante, ma anche derisorio; Igino Massei, il Duca d’Orleans, così carico e pittoresco senza risultare mai eccessivo o sgradevole.

Insieme a loro, oltre a Carlo Valente, Giuseppe Ranieri e Rocco Stifani, i ragazzi dell’Accademia che tanto si danno da fare su quel palco con risultati alterni.

Tra loro spiccano elementi molto dotati come Francesco Miniaci, nei panni del Conte Fersen, la cui voce è qualcosa di spettacolare e affascinante, ma che deve ancora lavorare sulla recitazione, la spontaneità e la gestione del corpo; Giordana Vitaliti (Sophie), dotata di buona presenza scenica, ottime capacità e bellissima voce; Elisa Franchi (la contessa Du Barry) divertente, fresca e spontanea; Beppe Carvuto, molto bravo e divertente nei panni esasperati di un Re Luigi XVI rappresentato come un bambino stupido e capriccioso, ma che si è un po’ lasciato tradire dall’emozione nella prova canora; anche Alessandro Angelini si è ben distinto nel piccolo ruolo del medico di corte e in quello di guardia del re.

Chiara Famiglietti ha avuto l’onore e l’onere di interpretare la protagonista, Oscar François de Jarjayes: una prova sicuramente difficile sia attorialmente che a livello vocale, per il carico di esperienza che il ruolo richiede e che questa ragazza, sebbene brava e promettente, ancora non ha. Sebbene carica e molto concentrata, alla lunga ha forse sofferto un po’, mancando della dovuta incisività e mostrando, di tanto in tanto, qualche debolezza.

In generale buona la prova dell’ensemble.

Purtroppo, la differenza tra professionisti e non si avverte, sebbene l’impegno di tutti sia ben palpabile.

Sicuramente sono da considerare diverse attenuanti: l’emozione di calcare un vero palco con un vero spettacolo d’autore per la prima volta; l’eccitazione e le incertezze di una prima; le difficoltà e le insicurezze personali.

Lo spettacolo raggiunge comunque un buon livello di esecuzione, coinvolgendo il pubblico nella storia di Francia, ma bisogna riconoscere che la sfida di Palotto non sia completamente vinta.

Bello il disegno luci di Daniele Ceprani che riempie la scena e spesso anche la platea, nonostante necessiti di qualche aggiustamento che può avvenire in corso d’opera.

Non entusiasmanti i costumi di Bianca Borriello che esaltano le figure maschili dei nobili, ma sono modesti nell’uniforme di Lady Oscar e nel suo abito da gran ballo che ci si aspetterebbe più sontuoso e dovrebbe metterne in risalto la femminilità.

Diverse le soluzioni drammaturgiche e registiche interessanti, soprattutto quando si gioca e si calca la mano sulla caratterizzazione di certi personaggi. Accattivante anche il taglio dato al personaggio di Robespierre a metà tra paladino del popolo e demagogo. E’ lui a chiudere, in maniera ambigua, l’ultima scena, come un burattinaio che ha condotto tutti, nobili e popolo, fino a quella fine. Una fine che resta un po’ appesa e che ha un sapore di incompiuto, perché volutamente nascosta nel buio.

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Lady Oscar- François Versailles Rock Drama

musical in 2 atti basato su “Le Rose di Versailles” di Riyoko Ikeda

scritto e diretto da Andrea Palotto

regia associata Emanuela Maiorani

con la partecipazione straordinaria di Cristian Ruiz, Giorgio Adamo, Massimiliano Micheli, Cristina Noci, Igino Massei, Igor Petrotto, Carlo Valente, Giuseppe Ranieri, Rocco Stifani

e con, in ordine alfabetico: Elisa Abozzi, Alessandro Angelini, Miriam Balducci, Chiara Buonvicino, Eleonora Capuozzo, Beppe Carvutto, Elisa De Titta, Chiara Famiglietti, Elisa Franchi, Roberto Giannuzzi, Anna Guerra, Valentina Lazzari, Viviana Lepore, Carmelita Luciani, Francesco Miniaci, Alma Passanisi, Benedetta Piloto, Evelina Tudisco, Giordana Vitaliti.

direzione e programmazione tastiere Federico Zylka

chitarra Stefano Candidda

basso Andrea Scordia

batteria Tiziano Cofanelli

direzione musicale Marco Spatuzzi

coreografie Claudia Scimonelli

light design e direzione tecnica Daniele Ceprani

scene Gianluca Amodio

costumi Bianca Borriello

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